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Come tracciare la prima rotta – parte II

Reading Time: 4 minutes

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livello elementare
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ARGOMENTO: NAUTICA
PERIODO: NA
AREA: DIDATTICA
parole chiave: navigazione, pianificazione

 

Il tracciamento della rotta
Dopo aver scelto le carte più adatte, stendiamole bene su un tavolo di idonea grandezza. Ci dovremo lavorare per cui la larghezza e profondità del tavolo di carteggio (così viene chiamato a bordo delle navi) deve consentire di lavorare confortevolmente sulla carta. E’ arrivato il momento di tracciare la nostra prima rotta per la nostra futura navigazione. Possibilmente dovremo inizialmente scegliere una carta con una scala adatta per vedere il punto di partenza e di arrivo. In un secondo tempo potremo usare carte a maggiore scala. Nel caso la congiungente attraversi la linea di costa o delle isole, al fine di evitare ovvi inconvenienti, dovremo spezzare la rotta in diverse tratte. Ovviamente ogni rotta avrà una direzione diversa.

Per organizzarvi, sebbene non esista uno standard, createvi su excel una tabella di lavoro che vi potrà essere utile come promemoria e per riportare i dati sul giornale di chiesuola della barca.

A questo fate la punta alla matita (mi raccomando usate matite morbide per non rovinare le carte) considerando che una matita appuntita ha un grafo di circa 0,2 mm. Questo significa che su una carta 1:100000 il puto rappresenterà 20 metri. Vi sembra strano? Allora facciamo un picolo conto. Se la vostra carta nautica ha una scala di 1 : 100000 significa che un millimetro sulla carta equivale a 100000 millimetri reali ovvero a 100 metri … se il punto è di 0,2 mm nel mondo reale equivarrà a 20 metri.

Questo è il motivo per cui, dopo aver pianificato su una carta a 1: 100000, per la navigazione dovrete usare quando possibile carte a grande scala (maggiori di 1: 100000). Questo vi aiuterà a ridurre gli errori grafici nella fase di pianificazione e durante la navigazione.

Partite dall’uscita dal porto, quello sarà il vostro primo punto. Con una riga tracciate la rotta diretta al punto di arrivo (entrata del porto). Probabilmente non sarà possibile fare solo una tratta per cui considerate dei punti intermedi. Per ogni punto dovremo calcolare la distanza in miglia e la rotta per raggiungerlo. Nel nostro esempio, abbiamo la barca Fortune che dovrà partire da un ipotetico porto di Brasse per raggiungere Starmeadows. Dalla misurazione fatta sulla carta la distanza fra i due porti è di 100 miglia nautiche. Ricordo che la distanza va misurata con il compasso sull’asse della latitudine. 

lettura della distanza in miglia sul meridiano

Misurate e calcolate le tratte intermedie e riportate i valori sullo schema. A questo punto, considerando la velocità che stimate di poter mantenere (10 nodi), applicando la classica formula che il tempo per percorrere una distanza è dato dal rapporto distanza (in miglia) diviso la velocità (in miglia orarie o nodi) sarete in grado di calcolare i tempi per ogni tratta che riporterete nello schema. A questo punto sarete in grado di calcolare l’orario di arrivo stimato (sempre basato ovviamente su quello stimato di partenza). attenzo parliamo sempre di orari stimati perchè in realtà essi potranno essere anche notevolmente diversi. 

Nella nostra prima navigazione mancano ora le rotte (valori angolari rispetto al nord geografico) da seguire nelle tratte. Utilizzando due squadrette nautiche potrete leggere gli angoli tra i caposaldi della tratta che avete individuato. Per leggere la rotta utilizzate le squadrette nautiche. Dopo aver disegnato la rotta allineate la linea di fede della squadretta sulla rotta da misurare. Potete usare una seconda squadretta come guida per far scorrere la prima verso il meridiano più vicino. Sovrapponendo con cura il centro della linea di fede con il meridiano potrete leggere la misura angolare della rotta. La rotta da A e B del disegno sottostante sarà circa 60°. Ovviamente da B ad A sarà 240°.

Questi valori li riporterete poi ogni volta nello schema

Per oggi ci fermiamo qui ma la pianificazione continua nel prossimo articolo.

Andrea Mucedola

 

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