.
livello elementare.
ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA
PERIODO: V SECOLO a.C.
AREA: TARANTO
parole chiave: atleta, Museo nazionale, sport olimpici
Quale migliore occasione per parlare, nel periodo dei XX Giochi del Mediterraneo, dell’Atleta di Taranto, simbolo dello sport nell’antichità, comparso alla cerimonia di apertura come simbolo di rinascita della città dei due mari. Raccontiamo oggi la storia di questo famosissimo medico ed atleta, Icco di Taranto, passato alla storia come vincitore del pentathlon nella 77ª Olimpiade (472 a.C.), tanto famoso da diventare un riferimento del suo tempo a cui venne dedicato un monumento nel tempio di Era ad Olimpia. Si dice fosse alto, agile, forte, giovane, risplendente in viso come un semidio, che si aggiudicò la vittoria nella più completa delle specialità, il pentathlon, stracciando gli avversari nello stadion, la corsa veloce sui duecento metri piani, lanciando il disco ed il giavellotto più lontano di tutti gli atleti convenuti ad Atene da ogni angolo del mondo greco, tutt’intorno al Mediterraneo fra Europa, Asia ed Africa; ed il suo salto era stato il più lungo di tutti. Aveva infine vinto anche nel pugilato, riuscendo a non farsi colpire al volto. I giochi olimpionici assegnavano premi di valore in denaro, corone auree, ma soprattutto anfore ricolme del prezioso olio degli uliveti sacri di Atene; ed oltre a queste (di grande valore commerciale, perché anche allora il vero olio extravergine aveva prezzi altissimi) venivano assegnate ai vincitori nelle varie specialità le ambitissime anfore panatenaiche, realizzate da artigiani di grande maestria che rappresentavano da un lato la dea Atena in armi, dall’altro scene della disciplina in cui si era imposto l’atleta. E queste furono trovate nella tomba dell’Atleta di Taranto.

Anfora panatenaica inv. 115472, dalla Tomba dell’Atleta di Taranto. Circa 480 a.C. Lato B: Preparativo di una gara di pugilato, con i due atleti, due inservienti che misurano con un’asta la distanza regolamentare e un giudice con la verga. Sulla sinistra un altro pugile attende il suo turno. Da Taranto, ritrovamento in via Genova nel 1959 – Anfora panatenaica inv. 115472, dalla Tomba dell’Atleta di Taranto. Circa 480 a.C. -FG2.jpg – Wikimedia Commons
Icco divenne direttore del ginnasio di Taranto, educando intere generazioni di giovani atleti, ed introducendo per primo il concetto rigoroso di regime alimentare e temperanza come base della forza fisica, associato storicamente all’espressione “dieta di Icco”. Di lui si sa che elargisse consigli su come preparare il fisico prima delle gare, tra cui l’astinenza sessuale. La sua figura di atleta saggio e morigerato è citata in opere classiche come il Protagora di Platone. Morì giovanissimo, forse sui 35 anni e la sua morte precoce fu con molta probabilità dovuta ad uno squilibrio metabolico indotto da una alimentazione iperproteica fortemente sbilanciata, una sorta di doping. Dall’esame delle ossa risulta che si nutriva quasi esclusivamente di carne, oltreché di molluschi e crostacei (da cui l’alto livello di rame e soprattutto di arsenico nelle ossa) che probabilmente raccoglieva egli stesso, immergendosi in Mar Piccolo – come è documentato da una escrescenza ossea nel condotto uditivo esterno tipica dei nuotatori in profondità – con un apporto di carboidrati pressoché irrilevante. Ma l’alto livello di arsenico può far pensare anche ad un avvelenamento a fini di lucro, visto che la fastosa sepoltura quanto la vittoria nella corsa delle quadrighe testimoniano le sue ingenti ricchezze.

lo scheletro dell’Atleta ritrovato nel 1959 a Taranto nel 1959 e lo si vorrebbe attribuire ad Icco, ma molti sono i dubbi su date e periodi Taranto BW 2016-10-17 11-24-12.jpg – Wikimedia Commons
Ora andiamo al cold case … l’Atleta di Taranto era veramente Icco?
Nei registri degli olimpionici figura come vincitore nel pentathlon nei Giochi della LXXVI Olimpiade, nel 476 a.C., un tarantino (nell’elenco c’è però solo la nazionalità, non il nome) e la data è compatibile con la datazione delle anfore ritrovate nel suo sepolcro. Ancor più ipoteticamente, potrebbe aver anche partecipato ai Giochi della LXXVIII Olimpiade, dove è noto che nel pentathlon vinse sempre un tarantino del quale è rimasta in elenco solo la terminazione del nome (…tion). Resta però il dubbio che lo scheletro dell’atleta trovato a Taranto sia effettivamente quello di Icco. In ogni caso quello ritrovato appartiene ad un atleta tarantino vincitore di molte discipline olimpioniche. Vogliamo credere che potrebbe essere proprio quell’Icco di Taranto che consigliava agli atleti di seguire una vita sobria, caratterizzata dalla temperanza fisica e psichica prima delle gare, seguendo un regime dietetico semplice e frugale detto Ikkou deipnon o Icci Coena. Di fatto la sua fama come ginnasiarca e fisioterapeuta ebbe una larga diffusione nel mondo classico, e fu ripresa nel Rinascimento da Gerolamo Mercuriale che riconosceva nell’atleta il merito di aver fondato la ginnastica medica e la dieta atletica, ponendo l’alimentazione alla base della preparazione atletica.

la tomba dell’atleta di Taranto conservata al Museo nazionale – L’Atleta di Taranto: chi era davvero l’eroe millenario
Gli indizi quindi ci sono anche se permangono legittimi dubbi. Ciononostante, vi invito a visitare il Museo nazionale Archeologico di Taranto dove è conservato il sarcofago di un atleta, dipinto di blu egizio e integrazioni in verde (probabilmente malachite) e rosso (cinabro) che contiene la riproduzione dello scheletro originale ed il corredo originale. Potrete ammirare un alabastron (anforetta d’alabastro che conteneva oli aromatici, contrassegno dell’atletismo) che era contenuto nel sarcofago e le quattro bellissime anfore panatenaiche (tre integre, una ridotta già in antico in frammenti illeggibili) poste come segnacoli ai quattro capi della sepoltura. Un manufatto di altissima qualità che doveva essere all’altezza di un eroe tarantino o che aveva scelto la città come sua residenza, che aveva partecipato alle Grandi Panatenee, i giochi dell’antica Atene, ed era stato sepolto, nei pressi dell’attuale via Genova a Taranto. Le indagini sulla sua identità proseguono, ma quale che fosse il suo nome reale per sempre sarà l’Atleta di Taranto.
Vincenzo Popio
PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE
.
Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore e le fonti o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

