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L’incredibile mappa di Çatalhöyük

tempo di lettura: 5 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: CARTOGRAFIA
PERIODO: NEOLITICO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: mappatura

 

L’importanza di descrivere il territorio fu forse una delle prime cose riconosciute dai primi uomini. Un modo di descrivere il possesso delle aree di caccia, delle prime aree rurali e le conoscenze di ciò che si trovava oltre l’orizzonte.

Vi chiederete se sia necessario raccontare queste storie del passato, visto che oggi basta inserire un indirizzo per poter essere guidati ad una nuova destinazione. Non bisogna confondere l’utilità con la conoscenza … conoscere il passato ci fa apprezzare maggiormente il presente e guardare con maggior consapevolezza al futuro. 

Come altre branche della scienza, lo studio della cartografia guarda anche al passato, facendo una ricerca sulla sua lunga storia; esaminando antiche mappe, possiamo comprendere le tecnologie utilizzate dai nostri predecessori per creare un’immagine cartacea del mondo che li circondava e favorire commerci e contatti tra popoli lontani, ma anche aprire una finestra su un mondo che non esiste più, dove uomini e donne come noi vivevano la quotidianità.

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petroglifi norreni che mostrano le loro antiche navi

Secondo gli studiosi, i primi disegni che possono essere accettati come mappe del territorio risalgono alla preistoria (10.000-8.000 a.C). Questi schizzi mostrano alcuni dettagli della terra in cui gli autori vivevano;  fiumi, montagne, sentieri, animali e scene di vita quotidiana. Queste prime rappresentazioni dell’età preistorica furono disegnate su superfici stabili come pareti di caverne e rocce ma anche su materiali “portatili” come scodelle in terracotta, cuoio, osso e pelle. La tecnica era pittografica e rappresentava un messaggio che quegli ignoti autori volevano rilasciare.

Le testimonianze di questo tipo sono tutt’altro che rare. Secondo recenti valutazioni, esistono 57 grafi disegnate tra il  Mesolitico, il Neolitico (8.000-5.000 a.C.) e l’Età dei Metalli (a.C.. 5.500-3.000). 37 di queste mappe si trovano in Francia, 7 in Italia, 2 a Malta e 2 in Danimarca. Ma ce ne sono altre sparse per l’Europa e il Medio Oriente.

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Di particolare interesse è quella ritrovata a Çatalhöyük, in Turchia, che si stima sia stata realizzata nel VI millennio avanti Cristo, un primo esempio di mappa catastale di un agglomerato urbano.

Çatalhöyük racchiude due tumuli dell’età neolitica, nei pressi di Küçükköy, circa 12 km a nord del distretto di Çumra, a sud-est di Konya nell’Anatolia media. La città, perché di questo si trattava, fu scoperta da James Mellaart, un giovane assistente dell’English Archaeology Institute, David French e i loro colleghi nel novembre 1958.

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Veduta di Çatalhöyük dopo gli scavi di Mellaart – photo credit Omar Hoftun / Wikimedia Commons

Gli scavi, iniziati nel 1961, rivelarono un insediamento urbano, datato tra il 6800 ed il 5700 a.C. con il metodo del radiocarbonio 14,  in cui vissero dagli 8.000 alle 10.000 persone. Potremmo definirlo come il primo esempio di urbanizzazione dopo l’ultima glaciazione, quando da altre parti la maggior parte delle tribù vivevano in piccoli villaggi.

Gli edifici ritrovati, distribuiti intorno alle corti, formavano dei quartieri integrati nella proto-città. Secondo gli archeologi una parte degli edifici era adibita alle abitazioni (addossate le une alle altre senza viuzze interne) mentre gli altri erano luoghi di culto. Lo spostamento da una casa all’altra avveniva dai tetti, probabilmente per migliorare la difesa dei quartieri.

Durante gli scavi effettuati negli anni 1961-1965 furono rinvenute molte opere importanti ed originali tra cui la mappa urbanistica di Çatalhöyük

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La mappa fu trovata nel 1963 e descrive la pianta di quella antica città; essa fu disegnata sulle pareti settentrionali ed orientali di un edificio che si ritiene possa essere stato un tempio sacro. La maggior parte della mappa (circa due terzi) fu disegnata sulla parete settentrionale, che formava il lato lungo del luogo santo, e l’altra parte sulla parete orientale più corta. La mappa fu disegnata su un intonaco murale brunito di uno spessore di 1-1,5 cm cosa che fa pensare che fu appositamente preparato un substrato per il suo disegno.

Nella vista frontale, sono visibili delle case rettangolari, di diverse dimensioni, con terrazze inclinate. Sul retro appare un vulcano in eruzione che mostra due aperture, con punti che rappresentano le rocce lanciate dal vulcano in eruzione e la lava che scorre a valle.

Una testimonianza curiosa in quanto i vulcani locali si estinsero alcuni secoli dopo, per cui la loro presenza nel disegno ha un valore documentale notevole. La mappa mostra anche la montagna Hasan, l’unica con cime gemelle nell’Anatolia centrale, situata ad est di Konya e visibile anche da Çatalhöyük. 

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Il suolo fu disegnato di color crema e le case, adiacenti l’una all’altra, in rosso.

La parte principale della mappa, che si trovava sulla parete settentrionale, è attualmente esposta nel Museo delle Civiltà Anatoliche di Ankara. L’estrazione non fu ottimale e della mappa furono estratte quattro parti di cui tre parti sono in mostra ed una è conservata nel magazzino del Museo. 

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lastra tridimensionale di Saint-Bélec

Se si considera in dettaglio il livello di civiltà del Neolitico, la mappa di Çatalhöyük risulta essere un’opera d’arte incredibilmente avveniristica che ci tramanda un’immagine del mondo anatolico di 8 millenni orsono e, precede di 4.000 anni l’altrettanto incredibile lastra tridimensionale di Saint-Bélec, Francia, risalente all’età del Bronzo (2150-1600 a.C.), che rappresenterebbe il territorio della valle del fiume Odet, che attraversa quasi tutta la Bretagna prima di sfociare nell’Oceano Atlantico, ed il famoso disco di Nebra (Germania), una lastra in metallo con applicazioni in oro risalente allo stesso periodo che rappresenta fenomeni astronomici e simboli di forte impronta religiosa.

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disco di Nebra, Germania

Il disco è considerato la più antica rappresentazione del cielo ed è tutt’oggi uno dei ritrovamenti archeologici più importanti del XX secolo. Opere che ci riportano indietro nel tempo quando tutto incominciò. 

 

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