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livello elementare
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ARGOMENTO: GEOLOGIA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: ARCHEOLOGIA
parole chiave: Isola di Lipari, eneolitico
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Un recente studio multidisciplinare ricostruisce l’evoluzione del paesaggio costiero dell’isola e apre nuove prospettive per la ricerca sugli insediamenti dell’Età del Bronzo. Oggetto della ricerca la splendida isola vulcanica di Lipari, la principale delle Isole Eolie, che conserva una lunga storia di insediamenti umani, testimoniata da numerosi siti archeologici terrestri e sottomarini. Lo studio “3900 years of land subsidence at Lipari Island (Italy): new insights for Early Bronze Age submerged findings”, recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista Quaternary International, ha ricostruito come è aumentato nel tempo il livello marino, cambiando il paesaggio costiero dell’isola, mettendo in evidenza il ruolo dei processi geologici, tettonici e vulcanici nella progressiva sommersione di siti archeologici e storici.
Lipari è la più grande isola dell’Arco Vulcanico Eolio, situato nel Mar Tirreno meridionale che comprende sette isole principali (Alicudi, Filicudi, Salina, Panarea, Vulcano, Stromboli e Lipari stessa) e alcuni monti sottomarini all’interno del bacino tirreno ad arco posteriore.

L’isola di Lipari. Il riquadro rosso indica la zona dove si sono concentrati gli studi
Nello studio vengono combinati indicatori storici, archeologici e geologici provenienti dal settore costiero e sottomarino derivati da dati geodetici, batimetrici ottenuti con sonar multifascio, profili sismo-stratigrafici, indagini archeologiche subacquee, dati topografici e la storia dei cambiamenti del livello del mare per quest’area. Basandoci sull’identificazione di marcatori archeologici sommersi dell’età del Bronzo nella fascia di profondità 20-42 m, emerge una tendenza media di cedimenti del suolo di −7,9 ± 0,34 mm/anno che è continuata dall’Età del Bronzo Antica.

Una fase dei rilievi batimetrici ad altissima risoluzione effettuati dall’IGAG-CNR, Università Sapienza e INGV
I dati scientifici hanno evidenziato come le complessità geologiche, tettoniche e vulcaniche dell’Isola di Lipari abbiano portato alla progressiva sommersione dei siti archeologici e storici posti lungo le coste. Per comprendere le cause della loro rapida sommersione è stato quindi condotto uno studio multidisciplinare attraverso misure geodetiche GNSS, rilievi batimetrici ad altissima risoluzione, rilievi sismici, indagini archeologiche subacquee, dati topografici storici e ricostruzione delle variazioni del livello del mare.

Un momento dei rilievi topografici presso la chiesetta delle Anime del Purgatorio a Lipari Marina Corta
In particolare, dai dati acquisiti e dalle analisi di laboratorio è stato possibile capire come il paesaggio sottomarino e costiero sia sensibilmente cambiato negli ultimi quattro millenni. In particolare, la presenza di marcatori archeologici dell’Età del Bronzo, rinvenuti nel settore sommerso di Pignataro di Fuori, ha permesso di stimare un abbassamento dell’isola di oltre 30 metri, alla velocità media di 7,9 millimetri all’anno negli ultimi 3.900 anni, a partire dalla Prima Età del Bronzo, un processo che prosegue ancora oggi.
Questo valore rappresenta la migliore approssimazione desumibile da tutti gli indicatori utilizzati che coprono un periodo compreso tra circa 100 e 3.900 anni fa, che oggi si trovano sommersi a causa dei cambiamenti morfologici della zona costiera dovuti all’aumento del livello del mare, dei movimenti verticali del terreno e all’erosione.
Il sito di Pignataro di Fuori rappresenta quindi un’importante testimonianza dell’evoluzione del paesaggio costiero delle Isole Eolie e offre nuove possibilità per individuare e studiare altri insediamenti antichi oggi sommersi. In estrema sintesi, lo studio combina scoperte precedenti e nuove su dati geomatici, indicatori storici e archeologici del livello del mare, dati morfo-batimetrici e sismici ad alta risoluzione per supportare la reinterpretazione dei ritrovamenti archeologici sommersi al sito di Pignataro di Fuori come resti di un possibile sito dell’Età de Bronzo antico sommerso a causa di un continuo cedimento del terreno che ha influenzato questo settore dell’isola.

Un momento dei rilievi subacquei a Lipari Sottomonastero da parte della Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana
La reinterpretazione di questo sito archeologico è di grande rilevanza, in generale perché potrebbe fornire nuove prove di siti sommersi dall’Età del Bronzo Antico nel Mediterraneo e ulteriori informazioni sulle rotte commerciali correlate. Questa scoperta potrebbe anche suggerire nuove strategie per cercare ulteriori siti sommersi non ancora identificati in altri settori sottomarini delle Isole Eolie (o non conservati sul posto).

Alcuni degli indicatori storici e archeologici utilizzati nello studio, oggi sommersi a causa dell’effetto combinato dell’aumento del livello marino e della subsidenza: 1- Il sito dell’Età del Bronzo di Pignataro di Fuori tra 20 e 42 m di profondità come si vedeva nel 1972 durante i primi rilievi; 2,3 – Il porto romano di Lipari Sottomonastero; 4 – Le mura del Lazzaretto a Pignataro di Fuori; 5 – La chiesetta delle Anime del Purgatorio a Lipari Marina Corta come si presentava nel dipinto di Hackert del 1778 e in 6 – come si presenta oggi; 7 – Il molo e le bitte costruite circa 120 anni fa per l’ormeggio delle navi a Sottomonastero; 8 – Abitazioni sommerse presso Lipari Marina Lunga.
Marco AnzideiFoto dell’autoreRiferimento
Marco Anzidei, Alessandro Bosman, Daniele Casalbore, Alba Mazza, Claudia Romagnoli, Roberto La Rocca, Enrico Serpelloni, Antonio Vecchio, Sebastiano Tusa, 3900 years of land subsidence at Lipari Island (Italy): new insights for Early Bronze Age submerged findings,
Quaternary International, Volume 780, 2026, 110439, ISSN 1040-6182,
https://doi.org/10.1016/j.quaint.2026.110439 (https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S1040618226003253)
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