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Le fregate, breve storia di un vascello di successo – parte I

tempo di lettura: 11 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XV SECOLO – ODIERNO
AREA: EUROPA E RESTO DEL MONDO

 

Iniziamo oggi a raccontare la storia della fregata, una tipologia di nave che ha solcato e continua a solcare i mari di tutto il mondo con immutato successo dalla sua prima apparizione sei secoli fa.parole chiave: fregate
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Il quadro fu dipinto per il vice ammiraglio James Gambier, Lord Gambier, Lord dell’Ammiragliato, nel 1797, progettista della fregata di quinta classe, “Triton”, costruita come esperimento a Deptford nel 1796 con legni di abete anziché di quercia. Il ritratto della nave è piccolo e dettagliato e mostra il “Tritone” in tre posizioni mentre naviga in una fresca brezza. La vista principale mostra il suo hove-to, con la vela di trinchetto e il trinchetto rinforzato, con i suoi marinai impegnati a issare le vele di trinchetto e a comunicare con il trabaccolo a due alberi in primo piano a destra, che potrebbe aver appena prelevato un pilota dalla nave prima di salpare. “Triton” fu successivamente coinvolto con altre tre fregate britanniche nella cattura di due navi del tesoro spagnole nel Golfo di Biscaglia, il 16 ottobre 1799, un’azione che fece fortuna per tutti e quattro i capitani. Il lavoro è insolito poiché l’artista raramente ha prodotto ritratti di navi a olio – Fonte National Maritime Museum, Greenwich, London, Greenwich Hospital Collection Nicholas Pocock – The Frigate ‘Triton’.jpg – Wikimedia Commons

Sebbene il termine “fregata” sia stato a volte abbandonato, utilizzando altre terminologie, queste navi, veloci e manovriere, rappresentano ancora oggi un elemento insostituibile nelle operazioni navali, collocandosi tra le meno armate corvette ed i più dotati cacciatorpediniere. 

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è NAVI-GALEAZZA-640px-One_of_the_Venetian_Galleasses_at_Lepanto_-_Pg_74.jpg

disegno di una galeazza veneta a Lepanto, Heresies of Sea Power (1906), p. 75, riprodotto da John Fincham – Fonte  A History of Naval Architecture (1851), da un dipinto del 1570 – Fonte https://archive.org/details/heresiesofseapow00janerich One of the Venetian Galleasses at Lepanto – Pg 74.jpg – Wikimedia Commons

La Galeazza
Il termine “fregata” nacque nel Mediterraneo alla fine del XV secolo, facendo riferimento a un tipo di nave galeazza più leggero, a remi e vele armato con armi leggere. Esse erano state sviluppate al fine di migliorare la velocità e manovrabilità in battaglia. L’origine del termine è sconosciuta; alcuni pensano sia una corruzione di aphractus, parola latina per “nave aperta” ovvero non provvista di un ponte inferiore. Nel caso, è curioso notare che il termine aphractus derivi dal greco aphraktos naus, ovvero “nave indifesa“, un termine che per queste unità venne decisamente smentito nei secoli a venire.

Iniziamo la sua lunga storia nel XVI secolo ovvero nel 1583, durante la guerra degli ottant’anni, quando la Spagna asburgica conquistò i Paesi Bassi meridionali dai ribelli protestanti olandesi. I porti occupati vennero presto utilizzati come basi per i corsari (privateers), per attaccare le navi olandesi e dei loro alleati. 

Quadro ad olio di Witte de With – Azione dei corsari Dunkirkers fuori Nieuwpoort, 1640 – autore Jacob Gerritsz Loeff – Fonte Royal Museum Greenwich
Witte de With’s Action with Dunkirkers off Nieuwpoort, 1640 RMG BHC0272.jpg – Wikimedia Commons

Per raggiungere questo obiettivo furono sviluppate navi a vela, piccole e maneggevoli, che furono indicate come fregate. Il successo di queste navi influenzò il design navale anche nelle altre marine e ben presto il termine fu applicato alle unità navali minori non esclusivamente impiegate per ruoli militari.

Nel XVII secolo, questo termine fu usato per quelle navi da guerra, veloci e manovriere, che trasportavano le loro batterie di cannoni principali su un singolo ponte o su due ponti. Ciononostante il termine era generalmente usato per navi troppo piccole per stare sulla linea di battaglia. La flotta della Repubblica Olandese fu la prima marina a costruire delle fregate oceaniche da impiegarsi contro la Spagna, per proteggere le navi mercantili olandesi in mare e per bloccare i porti delle Fiandre in mano agli Spagnoli. Questo compito richiedeva armamenti decisamente pesanti, necessari per contrastare efficacemente la potente flotta spagnola, che dovevano però essere imbarcati su navi veloci e manovriere.

La prima di queste fregate da battaglia fu costruita intorno al 1600 a Hoorn in Olanda. La costruzione ebbe successo e, nelle ultime fasi della Guerra degli Ottant’anni, la marina olandese aveva cambiato interamente il suo naviglio, abbandonando i più pesanti vascelli, in uso nella marina inglese e in quella spagnola, optando per fregate più leggeri, con 40 cannoni e un dislocamento di circa 300 tonnellate.

The Royal Prince e altre navi del Four Days Fight, 11-14 giugno 1666, in una battaglia della Seconda Guerra Anglo-Olandese. In primo piano la HMS Swiftsure con la HMS Berkeley che affonda. Sulla destra, il Royal Prince con l’Ammiraglio Ayscue si arrende facendo del fumo bianco; de Ruyter sullo Zeven Provinciën accetta la resa. L’HMS Royal Charles può essere identificato dal suo albero rotto – autore Abraham Storck – Fonte National Maritime Museum, Greenwich
Storck, Four Days Battle.jpg – Wikimedia Commons

L’efficacia delle fregate olandese si dimostrò nella Battaglia delle Dune del 1639, un risultato che incoraggiò la maggior parte delle marine del tempo, in particolare la Royal Navy inglese, ad adottare questo tipo di architettura. Di fatto, nel 1650, le flotte del Commonwealth d’Inghilterra erano costituite da navi descritte generalmente come “fregate” di diverso tipo e grandezza. La più grande aveva due ponti e veniva talvolta definita Grande Fregata. Dotate di 60 cannoni, queste navi erano le navi di maggiore capacità bellica di quel tempo. La maggior parte delle fregate erano usate come “incrociatori”: navi veloci indipendenti che incrociavano le rotte per intercettare il naviglio avversario. L’architettura di quelle navi era caratterizzata da un disegno dello scafo slanciato per favorire la velocità e manovrabilità, fattore che influenzò le tattiche navali dei secoli successivi.

HMS Charles Galley
Una modifica interessante avvenne con la HMS Charles Galley, una fregata di quinta classe costruita nel 1676 con 32 cannoni, propulsa sia a vela che una serie di 40 remi posti al di sotto del ponte superiore (da impiegarsi in caso di assenza di vento).

Dipinto su tavola della HMS Charles Galley in una leggera brezza, che rimorchia una scialuppa. La Charles Galley era una delle due cosiddette fregate galea costruite nel 1676 per servire nel Mediterraneo contro i pirati barbareschi. Era armata con 32 cannoni ed era classificata come nave di quarta classe fino al 1691 – autore W. V. Velde 1677 –  Fonte National Maritime Museum, Greenwich
The Charles Galley-Willem van de Velde the Younger-2.jpg – Wikimedia Commons

La classificazione della Royal Navy, nella metà del XVIII secolo, definiva “fregata” una nave con un solo ponte inserita nella quinta classe; per completezza, le piccole fregate, armate con 28 cannoni, erano invece inserite nella sesta classe.

Arriviamo al XVIII secolo
Le fregate vennero dotate di vele quadre su tutti i tre alberi ed usate principalmente per compiti di pattugliamento e scorta. Nella definizione adottata dalla Ammiragliato britannico, esse dovevano possedere almeno 28 cannoni disposti sul ponte di coperta – il ponte superiore. Questo le differenziava dalle navi della linea che possedevano due o più ponti per le batterie di cannoni.

La classica fregata a vela, che ebbe un ruolo importante nelle guerre napoleoniche, può essere fatta risalire ai Francesi verso la fine del XVIII secolo. Queste navi a vela quadra trasportavano tutti i loro cannoni sul ponte di coperta, mentre il ponte dei cannoni, posto sotto la linea di galleggiamento, era usato … per accomodare l’equipaggio. Un totale di cinquantanove fregate a vela francesi furono costruite tra il 1777 e il 1790, con un design standard; mediamente avevano una lunghezza dello scafo di 41 metri, un pescaggio di circa 4,0 metri ed una velocità fino a 14 nodi, significativamente maggiore rispetto alle navi precedenti.

la fregata francese Clorinde, sorella gemella della Médée che fu in seguito catturata dagli inglesi e ribattezzata HMS Aurore – autore Thomas Whitcombe – Fonte National Maritime Museum, Greenwich
Clorinde-cropped.jpg – Wikimedia Commons

Esse si dimostrarono impiegabili in combattimento anche con il mare agitato, chiudendo i boccaporti del ponte inferiore. Come spesso accade nella storia il genio altrui fa da riferimento per gli altri. La Royal Navy inglese catturò alcune fregate francesi durante la guerra di successione austriaca (1740-1748) e prese spunto costruendone di simili, adattandole naturalmente alle sue esigenze.

Queste navi  furono inizialmente dotate di 28 cannoni, di cui 24 sul ponte di coperta e quattro piccoli cannoni sul castello. Quest’ultimo, chiamato anche cassero di prora, era una struttura sopraelevata rispetto al ponte di coperta che si estendeva parzialmente per la lunghezza della nave (tuga), ma totalmente per la larghezza della stessa (ovvero tra murata e murata).

Colgo l’occasione per chiarire la differenza tra ponte e tuga; il ponte si estende per tutta la lunghezza della nave (poppa-prora), in caso diverso la sovrastruttura viene chiamata tuga.

Ben presto vennero costruite navi di quinta classe con 32 o 36 cannoni, di cui 26 da 22 libbre disposti su un ponte superiore ed i restanti 6 o 10 cannoni (più piccoli) disposti sul castello di prua. Dal 1778, una grande fregata “pesante” fu sviluppata con una batteria principale di ventisei o ventotto cannoni da 18 libbre e sempre con i restanti dieci cannoni minori a prua.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è MARINA-FRANCIA-Resolue_1846_500.jpg

la fregata francese Résolue – autore Marius Bar (1862–1930)
Resolue 1846 500.jpg – Wikimedia Commons

Sia le fregate britanniche che quelle americane erano dotate anche di cannoni minori posti sulle tughe, significandone l’uso negli scontri ravvicinati.

Tecnicamente, le navi con meno di 28 cannoni non venivano classificate  fregate ma “post ships“; la differenza con le altre navi minori era che il comandante doveva essere un Captain (capitano di vascello) e non un Tenente di Vascello (Lieutenant) come nelle navi minori. Curiosamente i gradi di capitano di fregata (Commander) e di capitano di corvetta (Lieutenant Commander) dovevano ancora nascere.

Le fregate della Royal Navy del tardo XVIII secolo comprendevano la classe Perseverance, varata nel 1780; un’unità che dislocava circa 900 tonnellate e portava 36 cannoni. Le Perseverance fecero da battistrada per la costruzione di molte classi da 1.000 tonnellate armate con 38 cannoni.

Nel 1797, la Marina degli Stati Uniti possedeva tre navi, designabili fregate, che vennero chiamate super fregate. Esse portavano da cinquantasei a sessanta cannoni lunghi da 24 libbre, 32 libbre o 42 libbre, carrati e disposti su due ponti. Queste navi erano così ben armate che erano spesso considerate navi di prima linea.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è MARINA-USA-USS_Constitution_fires_a_17-gun_salute.jpg

La USS Constitution, detta “Old Ironsides”, è una fregata pesante a tre alberi in legno ancora in servizio nella United States Navy che può vantare di essere la più vecchia nave al mondo ancora galleggiante. La USS Constitution, progettata da Joshua Humphreys, fu una delle sei fregate previste dal Naval Act del 1794, caratterizzate da dimensioni maggiori ed un miglior armamento delle fregate standard dell’epoca. La nave è ancora in attività come si vede dalla foto –  U.S. Navy photo by Seaman Matthew R. Fairchild/Released
USS Constitution fires a 17-gun salute.jpg – Wikimedia Commons

La USS Constitution, restaurata e conservata come nave museo dalla US Navy, è la più antica nave da guerra ancora in mare e rappresenta un esempio di fregata velica del XVIII secolo. Lo scafo in legno di quercia era stato progettato in modo che tutto il peso dei cannoni fosse caricato sulla chiglia stessa. Il metodo costruttivo consisteva nell’usare cavalieri diagonali, otto su ciascun lato, posti ad un angolo di 45 gradi. Il fasciame era composto da tavole di quercia larghe circa 61 cm e spesse 30 per ridurre la flessibilità e minimizzare gli effetti dell’impatto dei colpi ricevuti. Venne realizzata una struttura a tre strati in cui le tavole, poste lungo i lati dello scafo, furono disposte orizzontalmente attraverso i telai, creando un motivo a scacchiera. Questa costruzione rinforzata fece guadagnare alla USS Constitution il soprannome di “Old Ironsides”.

Nell’epoca velica le fregate operavano, a differenza delle navi maggiori, in maniera isolata intraprendendo missioni commerciali, diplomatiche e pattugliamenti attorno al mondo. Quando coinvolte in battaglia combattevano singolarmente ma solo contro le altre fregate, evitando di ingaggiare le navi maggiori. Nelle regole del tempo, non era comunque ben visto il Comandante di una nave maggiore che sparava su di una fregata, di fatto combattendo una lotta impari.

Le fregate, grazie alla loro maneggevolezza e velocità, venivano anche impiegate come navi ripetitrici di ordini. In pratica, nel fumo e nella confusione della battaglia, i segnali fatti dal Comandante della flotta, potevano essere non ricevuti dalle navi alle sue dipendenze, per cui le fregate erano poste a sopravvento o sottovento rispetto alla linea principale della battaglia, mantenendo così una linea di vista libera da ostacoli per poter osservare e rilanciare gli ordini della nave ammiraglia trasmessi con sequenze di bandiere alle altre unità.

Per i giovani ufficiali della Royal Navy, imbarcare su una fregata era un incarico ambito, un’occasione di imparare il mestiere ed essere spesso  coinvolti in azione, cosa che significava una maggiore possibilità di gloria, promozione e premi in denaro.

Le fregate potevano anche trasportare fanti di marina (marines) per abbordare le navi nemiche o per effettuare operazioni a terra; nel 1832, la fregata USS Potomac sbarcò un contingente di 282 marinai e marines a terra in una spedizione punitiva a Sumatra a seguito del massacro dell’equipaggio del mercantile Friendship avvenuto l’anno prima.

Le fregate degli stati italiani
Già prima dell’unità d’Italia le differenti marinerie italiche, in particolare quella partenopea, costruirono ed impiegarono diverse “fregate“. Nel 1827, i cantieri di Castellamare di Stabia (che avevano già costruito il primo battello a vapore del Mediterraneo) vararono per la Real Marina delle Due Sicilie la fregata Isabella da 44 cannoni e, nel 1834, le fregate Partenope, con 50 cannoni, e Urania armata con 46 pezzi.

Fregata Ettore Fieramosca, proveniente dalla marina napoletana era uno scafo a due alberi a vele quadre. Sino al 1863 l’unità era classificata Fregata di II° Rango. Nel 1878 venne rimodernata e l’armamento venne variato in due pezzi da 160 mm, due pezzi da 120 mm, un pezzo da 75 mm. ed uno  da 80 mm.

Altre fregate degne di menzione furono fatte realizzare dall’ammiraglio Giorgio Andrea Agnes Des Geneys per aprire nuove rotte commerciali e mostrare la potenza della Regia Marina Sarda. Nel 1834, a bordo di una fregata (che portava il suo stesso nome) l’ammiraglio si recò a Rio de Janeiro e nel 1836 la fregata Euridice visitò Montevideo. Nell’ottobre 1865 la vecchia pirofregata Regina, riclassificata fregata ad elica di II ordine, dopo alcuni lavori di ripristino, fu ridislocata in Sud America. A bordo vi erano anche il giovane naturalista Enrico Hillyer Giglioli, che a Montevideo (Uruguay) sarebbe poi trasbordato sulla pirocorvetta Magenta impegnata in una campagna oceanografica intorno al mondo, ed il viceammiraglio Vincenzo Riccardi di Netro, comandante della stazione navale in Sudamerica. Dopo una lunga permanenza, in cui operò in difesa degli interessi italiani in Sud America, la nave riattraversò l’Atlantico e giunse a Napoli il 28 dicembre 1868.

Di fatto, questo tipo di unità, sempre modificate per restare allo stato dell’arte,  rimasero un elemento cruciale delle flotte fino alla metà del XIX secolo. 

Regia nave Euridice

Le prime navi corazzate furono classificate fregate
Dal 1859, un’armatura di protezione per gli scafi fu aggiunta alle corazzate ma il peso aggiuntivo limitò il numero di cannoni. Queste unità pesantemente corazzate erano tecnicamente fregate, anche se erano più potenti delle navi esistenti. Grazie all’imporsi dei motori a vapore e la propulsione ad elica, le fregate aumentare la loro corazzatura passando così ad un ibrido denominato pirofregata che poteva muoversi sia a vela che a motore. La frase “fregata corazzata” rimase in uso per qualche tempo per indicare proprio quel tipo di navi.  Questa terminologia cambiò quando dal legno e vela si passò definitivamente al ferro e vapore, ed il ruolo delle pirofregate fu assunto dagli incrociatori.

Dopo il 1875, il termine “fregata” cadde in disuso. Le navi corazzate furono designate “corazzate“, “incrociatori corazzati” ed “incrociatori pesanti“, provvisti di un solo ponte corazzato, mentre le navi non corazzate, comprese le  fregate e gli sloop, furono classificati “incrociatori non protetti“. Torneremo presto sulla loro evoluzione.

fine I parte – continua

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