.
livello elementare.
ARGOMENTO: REPORTAGE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: NORVEGIA
parole chiave: fiordi
Lofoten, Tromsø e Honningsvag
Eccoci di ritorno … superata la cittadina di Nesna, attraversiamo la linea del Circolo Polare Artico, uno dei cinque principali paralleli indicati sulle carte geografiche; dal nome comprendete che è quello posto a latitudine maggiore, lungo il parallelo a 66°33′49″ nord; è teoricamente il punto più meridionale di latitudine in cui sia possibile vedere il sole di mezzanotte a nord dell’equatore. Tra l’altro taglia la città natale di babbo Natale a Rovaniemi dove, annualmente arrivano migliaia di lettere di bambini che richiedono doni al saggio vecchio. Come d’incanto il paesaggio cambia quasi all’improvviso, spariscono tutti gli alberi e le foreste e la costa diventa brulla con montagne alte, le cui cime sono innevate per 365 giorni all’anno. Le leggende locali dicono che sono abitate dai Troll, descritti come creature irsute e rozze, non sempre amichevoli, con un grosso naso, una coda dal folto pelo e, come se non bastasse, con solo quattro dita per ogni mano o piede.

Le scogliere sono spettacolari e la nave continua il suo zigzagare tra le rocce appena affioranti, ma ben segnalate, e i vari isolotti grandi come un campo da tennis, sui quali si ergono a volte piccole casette con il loro pontile d’approdo; sicuramente i proprietari non devono amare la folla. Sempre andando verso Nord, arriviamo a Bodø. La città prende il nome dalla fattoria “Bodøgård”, in quanto proprio sul suo suolo iniziò a nascere e svilupparsi l’odierna città. Il nome della fattoria potrebbe però essere composto a sua volta da due elementi: il primo (boði), per “roccia affondata” o scoglio, mentre il secondo (vin) potrebbe significare prato o pascolo. Ci dicono che la lettera finale “ø” del nome potrebbe derivare dall’antica forma “øy” che vuol dire isola.

Nel 1816, Bodø ricevette il riconoscimento di città. Durante la Seconda Guerra Mondiale venne rasa al suolo dai tedeschi ma, dopo la guerra fu completamente ricostruita. Qui la Polarlys fa una sosta di un paio d’ore, praticamente il tempo che serve per girare a piedi tutta la città, periferia compresa. Circa a metà strada tra Bodo e Tromso, troviamo le Isole Lofoten, che ha mio modesto parere, sono tra le cose più caratteristiche e belle da vedere lungo questo tratto di costa norvegese, Qui praticamente le montagne escono dagli abissi marini e le cime arrivano alle nuvole. In molte baie, troviamo dei coloratissimi villaggi di pescatori passati e presenti, così belli che sembrano finti e che fanno la gioia dei fotografi. La Navigazione tra Bodo e Tromso avviene sempre in mezzo a magnifici paesaggi nordici; da ammirare anche le formazioni di nuvole in questi cieli incredibili.

I piccoli villaggi dove si ferma la nave, giusto il tempo di caricare e scaricare persone e cose, sembrano fatti con il Lego. Una volta ormeggiati a Tromso, la Polarlys, fa una sosta di quattro ore e scendendo a terra, non si può mancare una visita al Polar Museum (vedi foto in basso) dove potrete osservare per mezzo di diorami a grandezza naturale, documenti e oggetti vari, la dura vita degli esploratori, balenieri e cacciatori che osarono avventurarsi in quei mari ghiacciati.

Tromsø, infatti, è considerata la “gateway” per le avventure oltre il circolo polare. La settima città norvegese per popolazione, è la città più grande della Norvegia settentrionale. Il centro cittadino è situato su Tromsoya, (Isola di Tromsø ) ma l’agglomerato urbano si sviluppa anche ad est, sulla terraferma, con Tromsdalem, che tradotto significa la valle di Tromsø, e a ovest su Kvaloya, (Isola delle balene). Da entrambi i lati ci sono ponti che collegano il centro con le periferie, e anche un tunnel sottomarino verso Tromsdalem; la città è dominata dal monte Tromsdalstinden (il picco di Tromsdalen), situato a est sulla terraferma. Il centro cittadino contiene il più alto numero di antiche case in legno del Nord, la più antica è datata 1789.
Da non perdere la futuristica cattedrale dell’Artico, costruita nel 1965, probabilmente il monumento più famoso di Tromsø. La nostra navigazione prosegue ora verso Nord, passando da Skjervoy e Oksfjord. In questa tratta di mare è possibile vedere orche e balene; i mesi migliori per gli avvistamenti sono: Inverno (da novembre a gennaio): È il periodo in cui enormi banchi di aringhe attirano orche e megattere nei fiordi vicino a Tromsø, Skjervoy e nelle Vesterålen. Mentre in Estate (da fine maggio a inizio settembre) le Isole Lofoten e Andoya (nelle Vesterålen) diventano il paradiso per vedere i grandi capodogli stanziali, oltre a balenottere e occasionalmente orche.

Da Honningsvag a Kirkenes
Dopo circa dieci ore di navigazione, approdiamo a Honningsvag, una cittadina di circa 2.500 abitanti ed altrettanti pescherecci. Di fatto, se escludiamo baristi e negozianti, tutti gli altri sono pescatori o lavoratori che campano grazie agli abitanti del mare. Da qui partono anche le escursioni per Capo Nord. Decidiamo di rimandarla nel tragitto di ritorno … vi spiegherò il perché nella prossima puntata. Ci sono ben diciannove ore di navigazione; purtroppo il tempo si è guastato poco dopo le case variopinte della cittadina di Vardo, e proseguiamo tra nebbia e pioggia, non vedendo un granché. Kirkenes è il porto più settentrionale del nostro viaggio ed è anche il paese di confine con la Russia. Qui, nel periodo che intercorre tra il 15 maggio ed il 28 luglio, non vedrete mai tramontare il sole; mentre nei mesi invernali a Kirkenes, come in tutte le zone al di sopra dei 60° di latitudine nord, è possibile ammirare il fenomeno dell’Aurora Boreale.

|
Il sogno di molti viaggiatori è di arrivare a Capo nord (Nordkapp in norvegese) sulla costa settentrionale dell’isola di Magerøya, nella contea di Tromsø e Finnmark) dalla cui scogliera si può ammirare l’oceano artico. Nonostante la latitudine, il mare non gela neanche in inverno grazie all’effetto mitigatore della Corrente AMOC che mantiene le temperature non troppo basse. Siamo comunque molto a Nord e, in inverno, la temperatura scende a circa -15 °C nei giorni più freddi, mentre nel sud del Finnmark può arrivare a -40 °C. In estate si possono avere giornate fredde, con massime di 7/8 °C, e la sensazione di gelo è acuita dal vento. Il record del caldo è di 28,6 °C, registrato nel luglio 1960, ma in genre non si superano i 20 gradi. Lo spettacolo maggiore, essendo molto più a nord del Circolo polare artico p il cammino del sole che dal 20 novembre al 22 gennaio non sorge mai (notte polare) mentre si può osservare il sole a mezzanotte dal 13 maggio al 31 luglio. Questo significa che dall’8 aprile fino al 4 settembre si hanno le notti bianche in cui non fa completamente buio neanche a mezzanotte. |
La zona è stata sempre contesa tra norvegesi e russi e fino al 1826, anno durante il quale furono definitivamente delineati i confini nazionali, sia russi che norvegesi occupavano congiuntamente tutta l’area. Nella città ancora oggi è presente una comunità russa che, dopo la dissoluzione del Unione Sovietica, tende sempre più ad ingrandirsi (è l’unica città norvegese dove le indicazioni stradali sono scritte anche in cirillico). Nel 1906 vennero scoperte delle miniere di ferro perciò durante la Prima Guerra Mondiale, Kirkenes divenne un importante centro per l’economia bellica. Durante la Seconda Guerra Mondiale i nazisti, intuendo il potenziale economico e strategico della zona – a pochi chilometri dal porto russo di Murmansk – occuparono la città con circa 100.000 soldati durante l’operazione Volpe Argentata. Kirkenes alla fine del conflitto era totalmente rasa al suolo a causa degli scontri tra sovietici e tedeschi. Ci sono diverse escursioni che portano a visitare i resti dei bunker rimasti ed altre rovine lasciate dalla guerra. Noi abbiamo invece prenotato un giro in motoscafo sul fiume Pasvikelv, che è il confine geografico tra Russia e Norvegia. Non nascondo che l’idea di passarci in mezzo ci attirava, ma purtroppo la pioggia fitta ha annullato la gita. Domani alle 12,30 in punto lasceremo l’ormeggio e inizierà la rotta di ritorno verso Sud. A presto.
Fine II parte – continua
Guido Alberto Rossi
Foto di Guido Alberto Rossi – è vietata la copia del materiale fotografico
PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE
.
PARTE I PARTE II PARTE III
..


