Reportage: in viaggio in Norvegia – parte I di Guido Alberto Rossi

Guido Alberto Rossi

10 Agosto 2026
tempo di lettura: 6 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: REPORTAGE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: NORVEGIA
parole chiave: fiordi

Ci sono tanti modi di visitare un paese e ognuno di noi, quando decide di andare da qualche parte, lo fa seguendo la propria curiosità ed i propri interessi. Per cui, se non usa un’agenzia “all inclusive” con tanto di guida con bandierina e animatore serale, se lo organizza su misura. Certamente richiede un pò d’esperienza e del tempo per informarsi per bene e fare le migliori scelte possibili, anche tenendo conto dei costi che spesso sono un fattore decisivo per frenare le nostre aspirazioni.

Era da un paio d’anni che Laura ed il sottoscritto volevamo visitare la Norvegia e la nostra idea era di vederne il più possibile. È un paese che offre moltissimo dal punto di vista paesaggistico, naturalistico, che offre lungo le sue tante coste la possibilità di visitare bellissimi villaggi di pescatori, costruiti quasi a mollo nelle gelide acque, la cui temperatura si aggira intorno ai 10/15 gradi in estate. Essendo amanti del mare e della sua cultura, la scelta naturale è stata quindi quella di voler andarci per mare evitando le affollate crociere sulle piccole e grandi navi. Nel primo caso per i costi proibitivi e nell’altro per essere più vicini allo scopo del nostro viaggio: visitare la Norvegia con una nave a dimensione umana. Dopo aver scartato anche quelle troppo avventurose, che promettono incursioni con gommoni riservate a quelli che hanno la carta d’identità molto più recente della nostra, Laura trova una situazione che ci piace: la Nave Postale, non tanto grande ma che praticamente percorre tutta la costa, da Bergen fino a Kirkenes e ritorno, per un totale di 2.500 miglia, effettuando soste brevi, brevissime e lunghe in una cinquantina di porti, utilizzando la sola compagnia di navigazione che,  dal 2 luglio 1893, può battere la bandiera del Postale.

busto del capitano Richard With Richard With Stokmarknes – Richard With – Wikipedia

Hurtigruten e la MS Poloarlys, la nostra nave
Questa compagnia di navigazione ha una flotta di dieci navi, che effettua questo importante servizio dal 2 luglio 1893, giorno in cui il capitano Richard With inaugurò la storica rotta per collegare rapidamente il nord al sud della Norvegia con il piroscafo DS Vesterålen, di fatto trasformando i tempi di consegna della posta da settimane a pochi giorni. Un servizio che continua praticamente tutto l’anno offrendo, ovviamente oltre al servizio postale, delle interessanti crociere per tutti i gusti. Infatti, la caratteristica della nave postale è di permettere al passeggero di fare solo una tratta, magari imbarcandosi anche con: la macchina, la moto o la bicicletta, imbarcandosi e scendendo dove desidera.

La Norvegia è lunga più dell’Italia, ma non ha (fortunatamente) autostrade lungo la sua magnifica costa selvaggia. Percorrendola via terra, la tortuosa strada salta da un’isola all’altra attraversando dei tunnel sottomarini o utilizzando dei traghetti elettrici, che magari fanno solo poche centinaia di metri tra il punto d’imbarco e il punto di sbarco. Quindi, farsi “portare” dalla nave è un’ottima soluzione è un pò come imbarcarsi sui quei bus turistici, “Hop On Hop Off “, che girano per le città, dove si può salire e scendere a piacere usando lo stesso biglietto. Ci sono varie categorie di cabine, da quella piccola, senza oblò alle lussuose cabine suite, mentre i passeggeri che fanno le tratte brevi, possono utilizzare comode poltrone su cui spaparanzarsi e godersi la visione dei fiordi che scorrono via. Per quando riguarda i pasti, state tranquilli, si mangia benissimo … anche per noi abituati agli standard nostrani.

Sulla nostra nave, la MS Polarlys, al ponte quattro è disponibile il ristorante centrale dove, al mattino, s’incomincia con un mega buffet, con vari tipi di aringhe e salmone affumicato, uova cotte in tutte la maniere, affettati, formaggi, torte, brioche, muffin, cereali, marmellate, frutta e tutte le bevande mattiniere e sicuramente anche qualche altra cosa, che ora mi sfugge. A pranzo c’è sempre il buffet, ma ovviamente cambia l’offerta: anche qui c’è di tutto e di più, dal caldo al freddo e anche ottimi vini, tra cui vari prodotti italiani di grande qualità. Per cena si passa al menù con varie offerte a scelta, questa volta servite a tavola dai camerieri. Una scelta tanto varia che, nei dodici giorni che siamo stati a bordo, non abbiamo mai mangiato due volte lo stesso piatto. Sempre al ponte quattro troviamo il ristorante à la carte che offre cibi molto sofisticati ed un terzo ristorante che offre pizza, hamburger e patatine fritte. Su questo ponte c’è anche il negozio che vende “norvegerie” di ottima qualità e l’ufficio “Expedition” che coordina, propone e realizza le circa 50 escursioni che si possono fare a terra con: bus, kayak, barche varie, quad ma anche con semplici gambe e scarponi. Salendo al ponte sette c’è un bar pasticceria e gelateria; sempre su questo ponte il bar serio, con un’offerta tutt’altro che trascurabile. Per non farsi mancare nulla, sempre al ponte sette, c’è una piccola ma attrezzata palestra; il servizio è completo e comprende, al ponte tre, anche una launderette a gettoni dove, dopo le fatiche fisiche, si può lavare la tuta sudata. A poppa del ponte sei, c’è anche una jacuzzi all’aperto, direi riservata ai più coraggiosi, frequentata principalmente dai nordici.

MS Polarlys
La nave MS Polarlys, che tradotto dal norvegese significa Luce Polare, fu costruita nel 1996 dal cantiere norvegese: Ulstein Mek. Verk. ed ha avuto due restyling, nel 2016 e 2023, che assicurano la disponibilità di 211 cabine di varie dimensioni e prezzi. Per spostarsi lungo la costa e nei fiordi naviga mediamente a 15 nodi, seguendo le rotte in acque ristrette (in moltissimi casi passa a soli 40 metri dagli scogli) grazie ad un sistema Kongsberg, che include dati radar VROS e GPS, utilizzando una cartografia digitale che, ci dicono, viene aggiornata settimanalmente. Per potersi muovere agilmente ed in sicurezza possiede due eliche di manovra a prua e due stabilizzatori a poppa. Ecco alcuni dati tecnici:
Stazza 11,341 tons – lunghezza 123 metri – larghezza 19,5 metri – pescaggio 4,7 metri
L’ufficiale ritratto in plancia è il Primo Ufficiale (chief officer) Etian Odegard.

Clima e Rotta verso Nord
Noi abbiamo optato per una crociera estiva a giugno quando il meteo lungo la costa è fresco e variabile, con temperature che variano da un minimo di 8°C ad un massimo di 18°C, naturalmente a seconda della latitudine. Non dobbiamo infatti dimenticare che la Norvegia si estende da 57° 58′ e 71° 11′ latitudine Nord, ovvero oltre il circolo polare artico. Sebbene la Corrente del Golfo discendente renda le coste relativamente miti, le piogge sono frequenti ed il tempo può cambiare repentinamente, passando da splendide giornate di sole a nebbia e pioggia, alternandosi anche diverse volte nello stesso giorno. Nel periodo da noi prescelto c’è sempre luce, grazie al sole di mezzanotte, un fenomeno astronomico per cui il sole rimane sempre sopra l’orizzonte nelle 24 ore, che si  verifica a nord del Circolo Polare Artico da metà maggio a fine luglio.

Il viaggio incomincia
Faremo varie tappe e ci fermeremo in 36 porti, in questa prima parte della navigazione Sud-Nord. Partiti da Bergen e dopo circa dodici ore di mare arriviamo al Fiordo Geiranger, uno dei più famosi fiordi, che viene percorso anche dalle enormi navi da crociera ed è tappa obbligata per chi visita la Norvegia. Lungo tutta questa tratta, fino alla città di Alesund, che è a circa cinque ore di stupenda navigazione, passiamo in mezzo alle due maestose sponde del fiordo, ricoperte di fitti boschi e con tante cascate, via via, fino a zigzagare tra varie isole, fino ad arrivare a Alesund dove la Polarlys sosterà per un’ora, giusto il tempo di scendere a terra e dare una rapida occhiata alla città. Ritrovamenti archeologici datano i primi insediamenti nell’area intorno a 9000 anni fa.

La prima citazione dei luoghi è nelle saghe di Snorri Sturluson, nell’area vengono infatti collocate alcune delle vicende della fuga del 1028 di Olaf II di Norvegia e delle truppe di Hakon Heriksson, all’epoca conte di Lade. Nelle prime ore del mattino del 23 gennaio 1904 un devastante incendio distrusse l’intero centro cittadino, distruggendo 850 edifici; fortunatamente ci fu una sola vittima ma i senzatetto furono oltre diecimila. Lungo la rotta fino circa alla cittadina di Nesna,  poco prima del parallelo (66°, 33’ N) del Circolo Polare Artico, troviamo un clima tipicamente marittimo ma anche molto piovoso, con un costa molto verde. Continua la nostra navigazione in attesa di attraversare la linea immaginaria del Circolo Polare Artico che vi racconterò nel prossimo reportage. Restate con noi

Fine I parte – continua
Guido Alberto Rossi

Foto di Guido Alberto Rossi – è vietata la riproduzione copia del materiale fotografico

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