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NO PLASTIC AT SEA

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Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

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  Address: OCEAN4FUTURE

Il piano dell’operazione C3/Herkules per l’invasione di Malta: gli attaccanti – parte II

Reading Time: 7 minutes

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livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: MALTA – MAR MEDITERRANEO
parole chiave: piano di invasione, Malta, Regia Marina italiana, Royal Navy

 

I Difensori
Dopo aver visto nell’articolo precedente le premesse e le forze attaccanti passiamo ora a quelle di difesa. Secondo una monografia realizzata nel mese di maggio dal Servizio Informazioni Militari del Comando Supremo (S.I.M.), il fronte terrestre di Marsa Scirocco si appoggiava ad ovest agli elementi della difesa degli aeroporti di Gudia (pista di volo) e di Hal Far, ad est alle opere di Marsa Scala, mentre a nord si riallacciava agli apprestamenti difensivi dell’abitato di Zeitum e alla cinta fortificata esterna della Valletta. Questa includeva una serie di caposaldi e di postazioni di mitragliatrici dominanti, facilmente riscontrabili nel terreno collinoso alle spalle della base, supportate da sbarramenti vari e apprestamenti difensivi e dalle batterie e sezioni contraeree, che partecipavano anche alla difesa terrestre.

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Tutti gli aeroporti di Luqa, Hal Far e Ta Kali, nonché le piste di volo di Gudia e di Krendi, erano ubicati nella parte centrale di Malta, e la loro difesa antiaerei e antisbarco dal cielo era affidata a batterie di cannoni e sezionidi mitragliere e di mitragliatrici, sopportati ovunque, al riparo da muri a secco, da postazioni di tiratori isolati, mentre le strade di accesso e le zone circostanti erano sbarrate a distanza da ostacoli, il tutto per rendere il più difficile possibile le aree giudicate idonee all’atterraggio di aerei o di alianti, conficcandovi dei pali e ingombrandoli con grossi tronchi.

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la Victoria line le sue batterie difensive

A nord, alle spalle degli aeroporti, vi era la Victoria Line, il maggior sistema difensivo interno di Malta, un complesso continuo di opere permanenti e semipermanenti, con artiglierie di grosso e medio calibro, integrato da trinceramenti a carattere campale, e da opere difensive e di sbarramento che poggiavano con il fianco occidentale al forte Binjo, con quello orientale al forte Maddalena, e con al centro il forte Musta. Molto simile era la situazione difensiva delle coste settentrionale, la più facile allo sbarco, che era integrata anche sui vecchi forti del 1500 (ve n’erano ben diciotto solo a Malta), armati con artiglierie moderne di grosso e medio calibro le cui postazioni erano state rinforzate con calcestruzzo, e da postazioni di batterie in caverna, e supportate da una fitta rete di posti di osservazione e di vigilanza e da bunker (oltre 200 in tutta l’isola).

La costa meridionale invece, essendo la più difficile, era la meno guarnita dalla difesa, affidata a poche batterie in caverna, integrate da un sottile schieramento di artiglieria e mitragliatrici; ed ugualmente difficile era anche la costa settentrionale che, avendo alle spalle la Victoria Line, poteva anche avvantaggiarsi dalle caratteristiche morfologiche della regione, che offrivano valide posizioni successive di resistenza. La forza difensiva di Malta veniva stimata in 30.000 uomini (di cui 8-9.000 maltesi), dei quali 15.000vincolati alla difesa fissa, e gli altri 15.000 assegnati ad una forza mobile, a disposizione dei settori costieri e di riserva e alle dirette dipendenze del Comandante dell’isola.

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Durante l’assedio di Malta tra il 1940 e il 1942 la guarnigione britannica dipinse i propri veicoli con questo caratteristico motivo mimetico che aiutava a nascondere il mezzo (un Matilda) alla vista, rendendolo otticamente integrato con le pietre dei muri a secco. “Questi mezzi arrivarono a Malta nel novembre 1940 e furono assegnati al 1st Independent Troop del Royal Tank Regiment

La stime era abbastanza precisa nel 1942; la guarnigione di Malta comprendeva 15 battaglioni di fanteria (11 del Commonwealth, 4 Maltesi) organizzati su 4 brigate. C’era una piccola componente corazzata il 1st Independent Troop del Royal Tank Regiment, con quattro Matilda del II Infantry Tanks, e due Vickers Mk.VIC light tank rinforzati nel 1942 da 4 Cruiser Mk I e 3 Cruiser Mk IV e da un altro Vickers Mk. VI-C light tank.
Il supporto d’artiglieria era dato dal 12th Field Regiment, Royal Artillery, con ventiquattro 25-pounder in grado di coprire tutta l’isola sparando da posizioni protette.

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L’Ordnance QF (quick firing) 25 libbre, o più semplicemente 25 libbre fu il principale cannone da campo e obice britannico durante la seconda guerra mondiale. Con un calibro di 3,45 pollici (87,6 mm), ebbe un discreto successo. Fu introdotto in servizio poco prima dell’inizio della guerra, combinando la sua abilità di fuoco sia ad alto angolo che a fuoco diretto, abbinando una cadenza di fuoco relativamente alta ed un proiettile ragionevolmente letale in un pezzo di artiglieria che poteva essere trasportato facilmente 

La difesa di Malta comprendeva altri diciannove cannoni pesanti costieri (di calibri variabili dal 305 ai 406 mm., antiquati cannoni vittoriani che in realtà non erano più in servizio dalla fine della I guerra mondiale) e 130 altri cannoni costieri e da posizione [dai piccoli 6-pounder (57mm) ai grossi to 9.2-inch (233mm)] in dotazione al 26th Defence Regiment, RA e al 1st e 5th Coast Regiment Royal Malta Artillery. Ad essi si aggiungevano 112 cannoni antiaerei e 144 mitragliere Bofors in carico alla 7th e 10th Anti-Aircraft Brigade.

Inoltre, alcune compagnie dei servizi e del genio ed il personale della Royal Navy (4300) e della Royal Air Force (1600). In sintesi, complessivamente nell’arcipelago c’erano 35060 uomini (3000 a Gozo) di cui 29000 dell’esercito (13500 di fanteria, 12000 artiglieri e 3500 assegnati ai servizi).

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Il Bristol Beaufighter, spesso chiamato semplicemente il Beau era un aereo da caccia pesante britannico derivato dal precedente aerosilurante Beaufort prodotto dalla stessa azienda, la Bristol Aeroplane Company. A differenza del Beaufort, il Beaufighter ebbe una lunga carriera e venne impiegato in quasi tutti i teatri di guerra del secondo conflitto mondiale, dapprima come caccia notturno, e in seguito come cacciabombardiere e infine come sostituto del Beaufort come aerosilurante.

La RAF schierava quattro squadroni ed una squadriglia da caccia con velivoli Spitfire ed uno squadrone con Beaufighter. I gruppi da caccia britannici (Squadron) sull’isola erano ripartiti in tre squadriglie (Flight), ciascuna con dodici velivoli.

La situazione critica del 1942
Una volta iniziata l’offensiva tedesca, la situazione divenne rapidamente drammatica; come scrisse Il comandante della RAF a Malta, air vice marshal Sir Hugh Pughe-Lloyd: “Live conditions are extremely precarious… Every time you asked for a physical effort you could notice the lack of proper feeding… Water and electric energy were strictly rationed, as everything else… Coal and oil reserves could last for a few weeks but it was only a dream to have 20 fighters in April. We used to begin the day with 12 planes and we had one or two by night… Then we couldn’t fight until we had fixed the rest”.

Nei porti dell’isola andarono perduti tre cacciatorpediniere, quattro sommergibili, tre dragamine, cinque rimorchiatori, una cisterna d’acqua e la gru galleggiante, mentre sugli aeroporti furono colpiti al suolo non meno di 126 aerei e di questi trenta andarono completamente distrutti. La perdita di altri venti aerei in combattimento portò alla quasi estinzione delle forze aeree dell’isola, ridotte talvolta a disporre soltanto di sei velivoli da caccia efficienti, che a volta dovevano fronteggiare formazioni nemiche dieci volte superiori. La situazione era alleggerita dalla vivace reazione delle batterie contraeree di Malta, che non era stato possibile distruggere, anche perché ripartite in un concentramento formidabile di 112 cannoni pesanti e 144 leggeri distribuiti in una zona di nove miglia per sei. E questo concentramento d’artiglieria contraerea si faceva sentire, poiché anche se era stato necessario imporre il razionamento di munizioni, limitato giornalmente a 15 colpi per pezzo, la contraerea di Malta consumò in aprile ben 160.220 proiettili.

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relitto di un Bristol Beaufighter nelle acque antistanti Sliema – Photo di Brian Azzopardi – Atlantis Diving Center

Undici velivoli dell’Asse furono invece eliminati dai caccia di Malta, che effettuarono 358 missioni con la perdita di 23 Spitfire e 18 Hurricane, in gran parte distrutti al suolo. Inoltre, per evitare la completa distruzione al suolo dei velivoli da bombardamento, i Wellington della RAF furono costretti a lasciarono le basi. I risultati raggiunti dall’offensiva aerea del II Fliegerkorps furono assai importanti perché, mantenendo l’isola fortezza sotto continua pressione, aveva permesso di eliminare le ultime unità navali presenti nel Grand Harbour, e costretto i piccoli ma letali sommergibili tipo “U” della 10ma Flottiglia a trasferirsi ad Alessandria.

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sommergibile HMS Ultimatum, class U, ufficialmente denominati “War Emergency 1940 and 1941 programmes, short hull. La maggior parte dei battelli servì con la 10a Flottiglia sommergibili con sede a Malta. 19 furono persi durante la guerra di cui 13 nel Mediterraneo e il resto nel Mare del Nord e nell’Oceano Atlantico

Sull’isola erano rimasti un cacciatorpedinire di scorta, tre dragamine, un trawler, sette motolance. Inoltre, vi era un cacciatorpediniere di squadra ed un dragamine di altura in attesa di riparazioni ed impossibilitati a muovere.

Fine parte II – continua

Gianluca Bertozzi

 

in anteprima foto aerea di un velivolo Savoia Marchetti 79 Sparviero in bombardamento sul porto di Malta

 

Fonti

– Operazione C3. Malta, Libro di Mariano Gabriele
– L’esigenza “C.3” (Operazione “HERCULES”) e il blocco di Malta nel contesto della guerra in Mediterraneo nel 1942 di Francesco Mattesini
– Caruana, Le tre previste invasioni di Malta
– Invasion of Malta, 1942 di John D. Burtt & Davide Pastore, 2011
– The axis and the intended invasion of Malta in 1942; a combined planning endeavor di Alessandro Vivarelli

 

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