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livello elementare.
ARGOMENTO: REPORTAGE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA:MAR TIRRENO
parole chiave: Isole Pontine, Ventotene
Quasi tutte le isole dei nostri mari già ai tempi dei Greci e poi dei Romani erano abitate ed usate per vari scopi. Ai tempi dell’imperatore Augusto, Ventotene si chiamava Pandataria, nome ereditato dai Greci, che lo avevano ereditato da chissà chi; pare che il nome originario fosse quello di una divinità primitiva locale di cui si erano però perse le tracce, se non per dei ruderi di un tempio. Furono però i Romani a rendere l’isola un approdo marittimo, funzionale per i loro commerci, dotandolo di cisterne per la raccolta dell’acqua, che non abbondava.

l’interessantissimo museo archeologico di Ventotene – photo credit andrea mucedola
Ventotene, chissà per quale ragione, in epoca romana divenne anche la prigione di molte importanti nobildonne. Le prime due, esiliate da Augusto nel 2 a.C., fu la figlia Giulia accompagnata da sua mamma Scribonia. I resti dell’imponente Villa Giulia sono ancora visibili a Punta Eolo, Poi l’imperatore Tiberio nel 29 d.C. ci mandò la nipote Agrippina che, per ritorsione, si lasciò morire di fame. L’ultima di cui si ha traccia fu Ottavia, nel 62 d.C., prima moglie di Nerone ripudiata con il pretesto di non avergli dato figli, mentre in realtà era geloso della popolarità di cui godeva in quanto figlia di Claudio.
Ma torniamo alle origini. Come ho accennato, l’isola era già frequentata dai Greci e forse anche dai Fenici ma non era stata mai abitata per la mancanza di acqua; quando arrivarono i Romani, decisero di costruire grandi cisterne, collegate fra di loro per la distribuzione e conservazione di questa risorsa strategica. La rete idrica era così ben ideata che l’acqua non solo forniva il necessario per bere e mantenere le coltivazioni, ma alimentava le terme, gli splendidi giardini ed una grande cascata ai piedi della villa imperiale che Augusto si fece costruire per il suo riposo estivo. I Romani vi costruirono molte opere importanti tra cui il magnifico porto che ancora oggi è utilizzato. Passarono molti secoli e l’isola rimase prevalentemente disabitata fino al 1771 quando, per decreto di Ferdinando IV re di Napoli, fu ripopolata da coloni provenienti dalla Campania, principalmente da Torre del Greco e Ischia. Saltiamo ancora nel tempo ed arriviamo al ventennio di Mussolini che pensò di confinare sull’isola e nella prigione dell’isolotto di Santo Stefano (1941-1943) alcuni noti antifascisti e persone non gradite dal regime, quali: Sandro Pertini, Umberto Terracini, Pietro Secchia, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi. Furono proprio gli ultimi due a scrivere nel 1941 un’importante documento programmatico diventato noto come il Manifesto di Ventotene, che possiamo definire come la prima pietra della futura Unione Europea.

il faro di Ventotene sorge sopra un’antica pescera romana – photo credit andrea mucedola
Lasciamo la storia passata e partiamo per l’isola in traghetto o aliscafo da Formia o da Napoli, che utilizza dal Molo Beverello; volendo ci sono anche aliscafi veloci da Terracina e da Ponza con collegamenti giornalieri. Se si prende il traghetto, la piacevole traversata dura circa due ore mentre con l’aliscafo è circa la metà.
Ventotene è situata al largo della costa al confine tra Lazio e Campania. L’isola ha origini vulcaniche e geograficamente fa parte dell’arcipelago ponziano e rappresenta i resti della parte terminale di un vulcano sommerso che si eleva da un fondale marino profondo 700 mt.

L’isola ha una forma allungata, misura circa 1,9 chilometri quadrati ed ha un’altitudine massima di 139 mt. Viste le dimensioni dell’isola a Ventotene non serve l’auto per girarla, se proprio non volete camminare, si possono noleggiare delle bici e ci sono sempre dei taxi a disposizione. Se invece volete andarci in barca, le distanze da percorrere sono: 26 NM dalla costa di Gaeta, 22 NM da Ponza e da Ischia e circa 40 NM da Napoli. Tutto il mare che circonda Ventotene, per una superficie di 2.799,00 ettari, è una grande Area Protetta con severe norme per la protezione dell’ambiente marino.

porto romano photo credit Guido Alberto Rossi
L’area di mare protetta è delimitata dalla costa e dal fondale inferiore o uguale a 100 metri ed è divisa in tre zone con protezione diversa. In particolare, la Zona A, in arancio, è riserva integrale e corrisponde all’area di mare in buona parte antistante all’isola di Santo Stefano. In essa è vietata la pesca e la cattura di ogni specie vivente; inoltre il transito di imbarcazioni e le immersioni subacquee sono consentite solo per scopi scientifici. La Zona B, in blu, è considerata riserva generale e corrisponde alla porzione di mare più grande, occupando circa metà della costa dell’isola di Ventotene. La regolamentazione è simile alla precedente, ma è consentita la navigazione a più di 500 metri di distanza dalla costa – inferiore per i cittadini di Ventotene – e sono permesse visite guidate ed immersioni, purché con autorizzazione e che non alterino l’ambiente marino.
Zona C, in giallo, è invece riserva parziale; corrisponde alla restante parte della costa, comprendente ovviamente il porto. In essa sono consentite la navigazione, la pesca, e le immersioni senza autorizzazione; ci sono tuttavia piccole limitazioni.

Mentre la zona A è completamente vietata alla navigazione, per navigare e godersi il mare nelle Zone B e C è necessario conoscere bene le regole che governano queste zone, bisogna richiedere un permesso per le varie attività che si vogliono svolgere e pagare il relativo permesso. Il tutto può essere fatto telefonicamente entrando nella apposita APP. La cosa migliore è visitare il sito https://www.riservaventotene.it/index.php dove tutto è scritto nero su bianco “a prova di merluzzo”. A questo punto se vogliamo assaggiare la mitica zuppa di lenticchie, piatto nazionale di Ventotene e qualche altro ottimo piatto di pesce appena pescato, è necessario trovarci un posto barca. Ci sono due porti: il Porto Romano, molto suggestivo, dove attraccavano le navi che hanno portato sull’isola le nobildonne romane esiliate e che è praticamente sotto uno dei tanti ottimi ristoranti. Sotto i portici negozi, i noleggi per le imbarcazioni da diporto e i diving di riferimento.

porto romano photo credit Guido Alberto Rossi
L’altro porto, chiamato Porto Nuovo è ai bordi dell’abitato, comunque non lontano dall’area in cui sono collocati i ristoranti. Il Porto Romano ha solo 35 posti barca disponibili e possono entrarci solo imbarcazione sotto i 17 metri di lunghezza e con pescaggio inferiore ai tre metri. In banchina ci sono: acqua potabile, docce, servizi igienici e la rete WIFI. Poiché, come potete immaginare, è molto gettonato nel periodo estivo è bene informarsi e prenotare con buon anticipo, almeno 10 giorni prima in luglio e 20 in agosto.
Per ulteriori informazioni seguite questo link https://www.navily.com/it/port/porto-vecchio-ventotene/1829 Un’altra possibilità di ormeggio è a Porto Nuovo gestito dalla società Ormeggi Marina di Ventotene (https://www.ormeggimarinadiventotene.com/ ) dove sui loro moli galleggianti possono ormeggiare imbarcazioni fino a 24 metri di lunghezza; anche qui trovate tutto quello che serve per vivere bene in barca, con le cime a terra. In ultimo, sempre a Porto Nuovo, ci si può ormeggiare anche con grandi imbarcazioni al molo di cemento nella parte riservata ai transiti, dal tardo pomeriggio, dopo che parte l’ultimo traghetto e lasciare l’ormeggio al mattino prima che arrivi il primo traghetto. Questo molo è gestito dalla Guardia Costiera che va contattata sul VHF canale 16 o via telefono al 0771- 85291, in orari d’ufficio. Il carburante è disponibile, ma solo al Porto Nuovo. Dal Porto Nuovo c’è la strada che porta costeggiando la baia alle ville patrizie romane (visita guidata da non perdere).
Grazie all’Area Marina Protetta intorno all’isola, il mare è tra i più belli e ricchi d’Italia, la quantità e varietà di pesce che si vede guardando semplicemente con la maschera sotto la superficie è stupefacente. Se invece siete un subacqueo, siete nel posto giusto. A Porto Romano ci sono due diving: Ventotene Diving Academy e Diving World Ventotene.

i fondali di Ventotene – photo credit andrea mucedola
Ci sono oltre venti punti interessanti per le immersioni entro una profondità di 40 mt. I diving hanno il permesso di operare in Zona A, ma ancorandosi in Zona B e poi dando tanta catena all’ancora in modo di scarrocciare e finire in Zona A. Per i subacquei esperti, che amano andare a curiosare nei relitti, sul fondale di Ventotene è posato quello che resta del piroscafo Santa Lucia, affondato nel 1943 da aerei siluranti inglesi; si presenta diviso in due tronconi su un fondale sabbioso a 45 m. di profondità. Per gli amanti dell’archeologia l’esperto Beniamino (Mino) Santomauro del Diving World, organizza delle incredibili immersioni sui relitti delle navi romane affondate intorno all’isola. Mino organizza anche delle Archeosub Week dal suggestivo motto “dove la storia respira in silenzio”: durante queste settimane si possono fare oltre dieci immersioni ma anche belle camminate sui siti archeologici romani a terra. La prossima di queste “week” sarà dal 31 maggio al 7 giugno. Attualmente, causa lavori, non mi è stato possibile visitare il carcere sull’isolotto di Santo Stefano, che avevo in passato fotografato dall’alto, sarà per un’altra volta.

Ventotene è un’isola turistica per cui i prezzi sono più alti della media delle città continentali in cui viviamo il pesce è freschissimo per cui fare raffronti di prezzo è molto relativo. Uno sguardo alla carta è sempre consigliato ma il prezzo vale la candela. Tra i più noti:
Borgo Cacciatori, situato nella parte nord dell’Isola di Ventotene, nei pressi del museo della migrazione (meritevole di una visita prima della cena), Via Olivi 120 Località Montagnozzo Faro Romano, 04020– in pratica a circa 600 metri dalla piazza principale del paese – cellulare +39 397 718 5140.
Le terrazze di Mimì, per una serata più elegante ed una cucina diversa, offre piatti originali e ricercati, dagli antipasti ai dolci (straordinari). La vista dalla terrazza è notevole poiché essa si affaccia sulla prospiciente isola di Santo Stefano e sulla sottostante cala Nave – Piazza castello 5, Piazzetta XX settembre, 04020, Ventotene Italia cell. +39 392 202 7003.
Non ultimo il ristorante/pizzeria Mast’Aniello, sito lungo la discesa che dalla piazzetta va verso la spiaggia di Cala Nave – +39 0771 854007. Ottima posizione panoramica, ottimo cibo con un buon rapporto qualità – prezzo. Eccellenti gli antipasti ed i primi piatti ma anche pizze e calzoni alla ricotta. Ma non sono gli ultimi … vi sono naturalmente altri esercizi commerciali che però non ho avuto modo di testare, sarà per la prossima volta. Appagata anche la curiosità culinaria, vi invito a visitare questa piccola isola gioiello italiana in cui il profumo del mare e del vento vi faranno innamorare.
Guido Alberto Rossi
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se non diversamente specificato, le foto sono di Guido Alberto Rossi @
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