Reportage: Taranto e i XX Giochi del Mediterraneo di Francesco Scarpetta

Francesco Scarpetta

4 Settembre 2026
tempo di lettura: 8 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: REPORTAGE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: TARANTO
parole chiave: Giochi del Mediterraneo

Dal 21 agosto al 3 settembre 2026 si sono svolti a Taranto i Giochi del Mediterraneo, giunti oramai alla loro ventesima edizione. La loro apertura avviene nel rinato Stadio Erasmo Iacovone la sera del 21 agosto con la Cerimonia inaugurale dei Giochi, alla Presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, del Presidente del Senato, Ignazio La Russa e della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nonché di sei Capi di Stato stranieri. La mottolese Antonella Palmisano, campionessa olimpica a Tokio della 20 km di marcia consegna il Tricolore a due Corazzieri della Guardia d’onore del Presidente dando così inizio alla Cerimonia con l’alzabandiera e l’esecuzione dell’Inno nazionale, cantato da un applauditissimo Simone Grande, vincitore di The Voice Kids nel 2023.

Figuranti, show con i droni, coreografie rievocanti la Magna Grecia hanno poi sicuramente stupito tutti i 20.000 spettatori presenti, ma quello che ha lasciato ognuno di noi a bocca aperta è stato il “risveglio” dell’Atleta di Taranto, il primo grande atleta della storia di cui si abbia memoria, che riposa nel nostro Museo Archeologico Nazionale (il Mar.Ta). Un gonfiabile color marmo si è infatti lentamente sollevato dal terreno, prendendo la forma del busto di un gigantesco giovane atleta muscoloso che ha così accolto tutte le ventisei rappresentative entrate una alla volta in campo e applaudite con entusiasmo da tutto il pubblico. Applauditissima, ovviamente, la squadra di casa, con i portabandiera Filippo Tortu, medaglia d’oro alla staffetta 4×100 a Tokio e la campionessa di pugilato Irma Testa. Trascinanti l’esecuzione musicale della tarantina Mietta, che ha interpretato l’inno ufficiale dell’edizione “Sott’u Sole” e quella di Serena Brancale (foto a sinistra), che ha riproposto molti dei suoi brani di successo. Presente, con un’interpretazione in playback, anche il cantante pugliese Al Bano.

La serata prosegue con i discorsi del commissario Massimo Ferrarese e del Presidente del Comitato internazionale dei Giochi, Meherez Boussavene che ringraziano le autorità e tutti i volontari che hanno consentito la realizzazione di un evento in cui hanno creduto anche quando sembrava impossibile. Archiviata con successo la serata inaugurale dei Giochi, resta ora la speranza che la loro eredità ed il clima di entusiasmo che hanno risvegliato in una città così provata da eventi negativi, durino ben oltre i giochi stessi. Se molto indovinato è stato infatti il logo dei Giochi che nella sua stilizzazione ricorda sia il numero romano XX sia il Monumento al Marinaio dello scultore Vittorio Di Cobertaldo, che dal 1974 rappresenta uno dei simboli della città, veramente evocativo, secondo me, è stato il risveglio dell’Atleta di Taranto, quasi come se con lui si risvegliasse l’intera cittadinanza.

Alessandria – EGITTO – 1951 Barcellona – SPAGNA – 1955 Beirut – LIBANO – 1959
Napoli – ITALIA – 1963 Tunisi – TUNISIA – 1967 Izmir – TURCHIA – 1971
Algeri – ALGERIA – 1975 Spalato – YUGOSLAVIA – 1979 Casablanca – MAROCCO – 1983
Laodicea – SIRIA – 1987  Atene – GRECIA – 1991 Linguadoca-Rossiglione – FRANCIA – 1993
Bari – ITALIA – 1997 Tunisi – TUNISIA – 2001 Almeria – SPAGNA – 2005
Pescara – ITALIA – 2009 Mersina – TURCHIA – 2013 Tarragona – SPAGNA – 2018
Orano – ALGERIA – 2022 Taranto – ITALIA – 2026

La storia dei giochi ebbe inizio nel 1948, a pochissimi anni dal termine della Seconda Guerra Mondiale, durante la sessione del Comitato Olimpico Internazionale a St. Moritz. Fu un dirigente sportivo egiziano, Mohammed Taher Pacha, vicepresidente del CIO, a immaginare una manifestazione capace di riunire gli atleti dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Non un surrogato di Olimpiade, ma un luogo dove la competizione potesse diventare uno strumento di pace e di cooperazione, dopo tanti anni di orrore. Tre anni dopo ad Alessandria, dal 5 al 22 ottobre 1951, l’Egitto ospitò la prima edizione dei Giochi a cui parteciparono dieci Nazioni e 734 atleti, tutti uomini.

Da allora i giochi hanno attraversato in lungo e largo il Mare Nostrum approdando, ogni quattro anni, sulle coste dei tre continenti che vi si affacciano. Per questo motivo il logo dei Giochi è costituito da tre cerchi lambiti alla base dalle onde del mare: ognuno di quei cerchi rappresenta infatti uno dei tre Continenti che si affacciano il Mediterraneo. Da quel lontano 1951, in cui parteciparono ai giochi dieci Nazioni per un totale di 734 atleti, la XX edizione dei Giochi del Mediterraneo vede scendere in campo ben 3.803 atleti (2.189 uomini e 1.614 donne) provenienti da 26 Nazioni appartenenti al bacino Mediterraneo, quindi non solo da quei Paesi che si affacciano direttamente sul Mare. Il medagliere. prima di questa edizione, vedeva in testa l’Italia, con un forziere di 924 medaglie d’oro, 791 di argento  e 747 di bronzo per un totale di 2462 medaglie. primo in assoluto e seguito dalla Francia e dalla Turchia.

Le Squadre dei Paesi partecipanti, che hanno fatto il loro festoso ingresso nella Cerimonia d’Inaugurazione dei Giochi, tenutasi nel rinato Stadio Erasmo Iacovone, sono entrate in ordine alfabetico la sera del 21 agosto precedute dalla Grecia, a cui competeva l’onore di entrare per prima quale rappresentante del Paese culla delle Olimpiadi. Ultima ad entrare la delegazione italiana, paese ospitante, preceduta dal Kosovo che nel 2030 ospiterà i XXI giochi del Mediterraneo.

in alto il medagliere dei giochi del Mediterraneo (prime sei classificate – dalla I alla XIX edizione), in basso l’ordine di entrata dei partecipanti

Grecia *1 Albania Algeria Andorra Bosnia ed Erzegovina
Cipro Croazia Egitto Francia Libano
Libia Macedonia del Nord Malta Marocco Monaco
Montenegro Portogallo San Marino Serbia Siria
Slovenia Spagna Tunisia Turchia Kosovo *2
Italia 3* quale paese ospitante delegazione di Athletica Vaticana

1* a cui compete da sempre l’onore di entrare per prima quale culla delle Olimpiadi
2* Paese organizzatore dei XXI Giochi che si terranno nel 2030

Sono state disputate gare in 33 discipline (27 olimpiche, 5 non olimpiche e 2 debuttanti: roller skating e padel) dislocate a Taranto ed in altri venti comuni della Puglia. In particolare, a Taranto sono stati costruiti o ristrutturati per l’occasione impianti sportivi di notevole spessore che costituiranno un lascito ereditario straordinario per il territorio jonico. Tra tutti ricordo il già citato Stadio dedicato a Erasmo Iacovone, indimenticato bomber del Taranto degli anni ’70, quando la città accarezzava il sogno di andare in serie A. Al termine di un lungo periodo di ristrutturazione Taranto dispone ora di uno stadio radicalmente cambiato, con oltre 20.000 posti a sedere, tutti occupati sin dalla sua riapertura, la cerimonia inaugurale dei Giochi. Nei pressi dello Iacovone sorge inoltre il Parco Urbano Sportivo, con i suoi campi da tennis, da padel e gli spazi per lo skateboard. L’impianto forse più rivoluzionario di tutti è però il PalaRicciardi, luogo simbolo del basket jonico, da anni in decadenza, trasformato ora in un modernissimo Centro Sportivo Polivalente, accanto allo Stadio di Atletica Leggera “Giuseppe Valente, situato nel quartiere Salinella, sorto sull’area del preesistente “Campo Scuola Salinella”,  dove saranno ospitate le gare di atletica. Sempre a poca distanza dagli altri impianti vive di nuova vita il riqualificato PalaMazzola, che potrà ospitare le partite di basket e di pallavolo e, magari, in futuro concerti in tour. Ancora nei pressi, vicino la pineta Cimino, c’è ora il Centro Nautico, traguardo delle gare di canoa, canottaggio, kayak e vela che partiranno dalla ex Stazione Torpediniere. Ulteriori impianti, destinati ad essere fruiti dalla cittadinanza fin da subito, sono stati realizzati a Talsano, riqualificando il Campo di Calcio Renzino Paradiso, nella Villa Peritato, in cui è stato sistemato un campo di basket 3×3, e in via Zara con il ristrutturato Centro Sportivo Magna Grecia.

Taranto fu designata dal Comitato Internazionale dei Giochi quale sede della XX edizione della manifestazione sportiva il 24 agosto 2019 a Patrasso, in realtà in assenza di altre candidature. Da allora i primi cinque anni passarono senza che praticamente fosse realizzato nulla, secondo le migliori tradizioni della burocrazia italica. Finalmente, con la designazione di Massimo Ferrarese quale Commissario Governativo per l’attuazione delle opere previste e con lo stanziamento dei fondi necessari, ampliato a più riprese, ma sicuramente inferiore a quelli stanziati in altre kermesse simili, il progetto si è concretizzato, anche per mezzo di soluzioni innovative, quali ad esempio, l’impiego di due navi da crociera come Villaggio Mediterraneo galleggiante. La Marina Militare ha partecipato mettendo a disposizione alle due Navi da crociera, l’AROYA e la ROMANTIKA, la sua Nuova Base Navale in Mar Grande (vicinissima ai campi di gioco), ma anche rendendo disponibile il Circolo Ufficiali quale Centro Media ufficiale (un hub tecnologico e redazionale all’avanguardia), e lo stesso Castello Aragonese, solenne ed elegante cornice in cui il Presidente della Repubblica ha accolto in una cena di Gala Capi di Stato e di Governo. Grandi, ovviamente erano le aspettative dello sport italiano e dei suoi 498 atleti (259 uomini e 239 donne) non solo perché l’Italia giocava in casa, ma anche perché in questo contesto sportivo ha da sempre svolto la parte del leone, senza considerare poi il felicissimo momento che l’atletica italiana sta attraversando in ambito internazionale. L’ambizione non celata era quella di raggiungere quota 1.000 medaglie d’oro, rimpolpando il bottino di 924 ori già ottenuti in 75 anni di Giochi. Tra i partecipanti spiccavano peraltro 4 ori Olimpici: Gianmarco Tamberi (atletica), Filippo Tortu (atletica), Diana Bacosi Gabriele Rossetti (tiro a volo).

Nazione ORO ARGENTO BRONZO Totale
1 Italia 74 78 72 224
2 Turchia 41 28 42 111
3 Grecia 26 26 19 71

Al termine dei Giochi gli azzurri hanno confermato il dominio assoluto su tutte le squadre del Mare Nostrum conquistando 73 medaglie d’oro, 78 medaglie d’argento e 72 medaglie di bronzo. Non è possibile qui citare ogni singola impresa ma mi piace sottolineare: la medaglia d’oro ottenuta il primo giorno delle competizioni da una tarantina, Benedetta Pilato, nei 100 metri rana, un’atleta che vanta un oro ai mondiali e quattro ai campionati europei, che da ragazza doveva andare fino a Bari ad allenarsi per mancanza di piscine olimpiche nella sua città. Lo stadio Giuseppe Valente si è inoltre trasformato in un teatro a cielo aperto per il mattatore Gianmarco Tamberi. Gimbo ha infatti conquistato l’oro nel salto in alto superando 2,25 metri alla prima prova, completando così il suo palmarès con l’unico titolo dei Giochi del Mediterraneo che ancora mancava alla sua collezione. Ha poi tentato l’assalto ai 2,35 metri, senza riuscire però a superare l’asticella. Ma lui aveva già conquistato il pubblico che lo stava acclamando. Un altro grande campione che ha scelto Taranto per scrivere una pagina importante della propria carriera. E se Tamberi è arrivato a Taranto da campione, Silvia Semeraro è Taranto, la karateka tarantina ha conquistato la medaglia d’argento nel kumite -68 kg, al termine di un percorso combattuto fino alla finale. Un argento speciale, perché arrivato davanti alla propria gente, nella città che l’ha vista crescere e diventare una delle protagoniste del karate italiano. Una medaglia che vale molto più del metallo. Infine, da citare anche la portabandiera degli azzurri, Irma Testa, che si è fatta onore conquistando un’altra bellissima medaglia d’oro nel pugilato -57kg.  E, a ben vedere, c’è da considerare ancora una medaglia d’oro, che non sarà però mai contabilizzata: quella da attribuire ai cittadini di Taranto che con la loro pazienza hanno sopportato il blocco stradale imposto dell’intera città per giorni e giorni e con il loro travolgente entusiasmo hanno sostenuto tutti gli atleti partecipanti, come da loro stessi riconosciuto.

  “E’ sempre difficile pronosticare i successi – ha commentato soddisfatto il segretario generale del Coni, Carlo Mornati è vero che venivamo da ottimi risultati stagionali, ma battere un record storico come quello di Bari ’97 non era scontato, e forse arriva anche inaspettato. E’ un’onda lunga che passa dalle Olimpiadi agli Europei, dai Mondiali ai Giochi del Mediterraneo, il movimento sportivo italiano si conferma all’altezza della situazione“. La classifica finale delle medaglie conquistate conferma questo record storico.

La Cerimonia di chiusura è avvenuta il 3 settembre sempre allo Stadio Erasmo Iacovone di Taranto, un momento conclusivo di questa indimenticabile edizione dei Giochi per salutare nello spirito olimpico gli atleti e le delegazioni di tutti i Paesi partecipanti. Le luci si sono spente ma non il loro messaggio; vogliamo sperare che lo spirito olimpico continui a soffiare sulla città dei due mari, restituendo a Taranto la gloria del suo passato.
Francesco Scarpetta

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