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livello elementare.
ARGOMENTO: FOTOGRAFIA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: PISCINE
parole chiave: foto acquatica, esterni
Secondo gli scienziati la colpa di questo luglio torrido è del cambiamento climatico in corso o del ricorrente super Nino, passando magari dal buco dell’ozono che – tra l’altro – poveretto si sta richiudendo; mentre i complottisti sono sicuri che il tutto dipenda dalle famigerate scie chimiche degli aerei o da chissà quali altri complotti … comunque, qualunque sia la vera ragione, si crepa dal caldo e basta guardare la foto di una piscina per sentirsi più freschi. Se poi si ha la fortuna di esserci dentro – e non nella vasca da bagno – è sicuramente meglio.

Il Grande Bagno di Mohenjodaro (Pakistan) – Autore Aakashaliraza – Grande Bagno, Mohenjo-daro 20160806 JYN-03.jpg – Wikimedia Commons
Le prime piscine risalgono almeno al III millennio a.C. con il “Grande Bagno” di Mohenjo-daro, nell’attuale Pakistan. In seguito nell’età Greco-Romana i venne sviluppato il concetto della balneazione con terme e vasche che divennero luoghi per l’allenamento fisico, il relax e l’idroterapia (si dice che la prima piscina riscaldata fu opera di Mecenate a Roma nel I secolo a.C.). In Italia, nel 1842, precisamente nella mia Milano, fu inaugurata la prima piscina pubblica dell’era moderna, battezzata: i Bagni di Diana. Oggi, in Italia, da Nord a Sud abbiamo tra piscine pubbliche e private circa 200.000 vasche tra grandi e piccole, dove tuffarsi, rinfrescarsi e ovviamente allenarsi per le gare dove, ogni giorno, sudano in acqua i ragazzi e le ragazze della nostra grande nazionale di atleti acquatici. Credo che la maggior parte della popolazione mondiale abbia imparato a nuotare in piscina, ad eccezione dei popoli che vivono lungo i fiumi o sulle coste, dove nuotare è una necessità che s’impara ancora prima di camminare, Immagino che il 99% degli Svizzeri, Austriaci, Lussemburghesi e … i cittadini dell’Ohio abbiano incominciato in piscina, tra l’altro sfornando dei grandi campioni.

Anche gli astronauti le usano per imparare a muoversi nello spazio, sfruttando la possibilità di esercitarsi in assenza di peso. All’interno delle loro ingombranti tute spaziali si immergono in grandi piscine circondati da sommozzatori. Tra di esse voglio ricordare quella contenuta nel Laboratorio di Galleggiamento Neutro (NBL, Neutral Buoyancy Laboratory), una grande struttura di addestramento della NASA situata presso il Sonny Carter Training Facility, vicino al Johnson Space Center di Houston, Texas. Le tute indossate dagli astronauti sono simili alle tute EMU utilizzate sulla Stazione Spaziale Internazionale ed i sommozzatori che li seguono, pur essendo a bassa profondità, respirano una miscela nitrox per ridurre i continui stress pressori nei movimenti dal fondo alla superficie.

Immagine subacquea della piscina del Sonny Carter Training Facility – Neutral Buoyancy Lab (NBL) Pool Deck, 2015 – fotografo NBL/Bill Brassard Brassard photo at NBL
Non ultimi i subacquei ricreativi: chi vuole imparare ad andare sott’acqua con le bombole – ed abita nelle grandi città – in genere inizia a fare le prime bolle sott’acqua frequentando un corso sub in piscina, in attesa di poter sfidare gli abissi. Tra l’altro, in Italia, abbiamo anche la terza piscina più profonda al mondo, la Y 40 Deep Joy, dove le ultime piastrelle del fondo sono a 42 metri di profondità, che si trova a Montegrotto Terme (vicino a Padova) e viene utilizzata da subacquei di mezzo mondo per allenamenti ed esperimenti vari. Ultimamente anche dagli allievi incursori della Marina Militare italiana che vi svolgono uno stage di apnea profonda.

la campionessa di apnea Marina Kazankova alla Y 40 Deep Joy – photo credit Manfred Bortoli
Ma vi chiederete cosa c’entra tutto questo con la fotografia? Beh, le piscine sono tra i soggetti più amati dai fotografi di tutto il mondo; se le guardi solo da un punto geometrico sono di mille forme e le trovi un pò dovunque: in molti grandi alberghi o nelle ville in riva al mare; anche perché molta gente odia la sabbia della spiaggia ed alcuni hanno anche paura dei pesci e così preferiscono fare il bagno in una piscina anziché tra le onde. Le trovi anche in località montane con la differenza che là scaldano l’acqua. In certi Paesi tropicali non è nemmeno uno status symbol e spesso i locali prima costruiscono la piscina e poi la casa. Ad esempio, se andate in Florida, non esiste una casa che non ne abbia una; anche le case più modeste hanno una piscinetta, magari di solo un metro quadro, ma ce l’hanno. L’importante, prima di entrarci, è darci un’occhiata dentro … le sorprese possono essere poco gradite. Quando va bene qualche insetto, se no serpenti e, in quelle più grandi, anche dei simpatici alligatori.
Il rapporto tra fotografia e piscina
Da fotografo di lungo corso posso dire che le piscine sono un divertimento per l’occhio dietro il mirino della macchina fotografica. Premesso che sono finiti i tempi dello scatto selvaggio, senza chiedere permessi ai soggetti, la fotografia in piscina e subacquea è ancora un campo molto diffuso. I soggetti sarebbero tanti e, come i fotografi sanno bene, il fattore umano può regalare tante emozioni; le piscine sono habitat composti da gente di tutte le età che sguazzano in tutti i modi, e le occasioni per fare degli scatti d’autore sono tante. Naturalmente se sei autorizzato dai diversi soggetti basta un teleobiettivo e potrai scattare tante foto divertenti; in caso contrario il rischio di essere denunciato per violazione della privacy è ahimè alto.

Un altro rischio è che magari il compagno/a del soggetto che fotografi sia un tipo geloso e ti faccia finire in acqua con tanto di macchina fotografica. Tutti i grandi fotografi che mi vengono in mente si sono dati da fare con le piscine. Memorabili e leggendarie sono le foto che Jacques Henri Lartigue realizzò agli inizi del ‘900 da bordo piscina.

Charly, Rico e Sim a Rouzat, settembre 1913 – Autore Jacques Henri Lartigue – Fonte https://www.vintag.es/2021/03/lartigue-sporting-photography.html#google_vignette
Oggi molti fotografi si sono specializzati dentro e fuori dell’acqua con scatti da autore che possono raggiungere belle cifre. Certamente se fotografi una piscina non fai il bagno e, al contrario di chi c’è dentro, sudi! Ma lo scopo del bravo fotografo è immortalare e documentare quindi fai il tuo lavoro soffrendo sotto il sole per immortalare immagini che diano un senso di frescura, ricordandoti che noi fotografi siamo eroici anche a luglio!
Guido Alberto Rossi
photo credit @Guido Alberto Rossi – se non diversamente specificato
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