La vita ed il mistero del tesoro di Captain William Kidd di Andrea Mucedola

Andrea Mucedola

15 Aprile 2019
tempo di lettura: 7 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XVII SECOLO
AREA: OCEANO PACIFICO
parole chiave: pirateria

Il tesoro di Kidd
Sembrerebbe che parte del favoloso tesoro appartenente al famigerato Captain William Kidd sia stato ritrovato in Madagascar. Sarà vero? Una vecchia storia del mare che oggi raccontiamo sulla figura del Captain Kidd, un corsaro e pirata del XVII secolo la cui vita supera la miglior sceneggiatura di un libro di avventura. William Kidd fu un controverso e spietato corsaro scozzese assunto dalla Corona inglese per attaccare le navi straniere (soprattutto francesi) con l’assegnazione di una patente di corsa. Nato a Dundee, Scozia, nel 1645, dopo aver lavorato con molti equipaggi corsari, si fece, per cosi dire, un nome nel ramo e salpò per l’America per rifarsi una nuova vita e, soprattutto, per ricercare nuove ricchezze. A New York conobbe e sposò una ricca vedova che lo aiutò ad instaurare molte amicizie importanti che in seguito gli servirono per finanziare la sua particolare attività.

Il primo contratto di corsa di William Kidd
Quando la tensione tra Inghilterra e Francia si trasformò in una vera e propria guerra, Kidd fu  incaricato, come Privateer (altro termine legale per corsaro), di proteggere le navi inglesi nei Caraibi dagli attacchi dei feroci bucanieri francesi.

Nel 1695, tornato in Inghilterra per ricevere una commissione reale per la sua attività di corsaro conobbe l’ambiguo e corrotto Richard Coote Earl Bellomont, che era stato nominato governatore di New York. Nel maggio 1696, Captain Kidd salpò con l’Adventure Galley, una nave da 34 cannoni ma con un equipaggio ridotto di soli 80 uomini (la nave ne poteva portare 160). La nave era una fregata di 38 metri di lunghezza che poteva raggiungere la velocità di 16 nodi a vele spiegate e 3 nodi a … remi. Era infatti un vascello leggero ibrido che consentiva entrambe le propulsioni (la propulsione a remi era spesso usata in battaglia per facilitare l’arrembaggio).

stampa che raffigura il quanto meno corrotto Governatore di  New York, Massachusetts, e New Hampshire, Richard Coote 1° Earl di Bellomont – Samuel Smith Kilburn (d. 1903) – Richard Coote First Earl Bellomont.jpg – Wikimedia Commons

L’incontro fra i due, nel 1697, fu produttivo e Bellomont non solo raccomandò il rilascio di una nuova lettera di corsa a Kidd (da parte della Corona inglese) ma stanziò 6.000 sterline, di cui 1.000 di tasca sua, affinché il capitano potesse meglio equipaggiare la sua nave. Sotto la sua direzione e sostegno finanziario, Kidd poté spingersi nelle Indie Occidentali alla ricerca di nuovi bottini sulla base di un patto (il bottino sarebbe stato condiviso tra Kidd, i suoi uomini e naturalmente i suoi sostenitori). In realtà, con il senno del poi, gli storici pensano che ci fosse un patto occulto fra Kidd e Bellomont, che prevedeva una spartizione al 50% delle ricchezze catturate. Una storia ambigua per cui il nobile Bellomont venne in seguito rimosso dal suo incarico per la sua “eccessiva” benevolenza verso i pirati che venivano catturati (in cambio di cospicue somme di denaro).
Inizialmente Kidd era stato incaricato di catturare le navi francesi e pirate che navigavano a largo delle coste del Madagascar. Avendo un equipaggio insufficiente, nei primi mesi del 1697 il corsaro si diede quindi da fare per assumere una “banda di marinai specializzati” nei bassifondi di New York di rinforzo al suo equipaggio. A questo punto la storia navale si mescola alla leggenda e si basa su testimonianze, spesso di parte e non provabili, che non fanno certo chiarezza.  Il viaggio di corsa della Adventure Galley fu lungo e ricco di bottini, e non solo di navi francesi, accrescendo la sinistra fama del Capitano. Kidd non si faceva molti problemi e arrembava qualsiasi nave che incontrava lungo quelle rotte (anche se riferiva che tutto l’oro era stato catturato a bordo di navi francesi o pirate).

images (4)Dipinto di Willem Van de Velde il giovane della Charles Galley una nave molto simile all’Adventure Galley di Kidd, ovvero una nave armata con 34 cannoni e 80 uomini di equipaggio The Charles Galley-Willem van de Velde the Younger-2 – Adventure Galley – Wikipedia

Una campagna “fortunata” visto il numero considerevole di vittime che ebbe il suo culmine nel gennaio quando incrociò il Quedagh, un mercantile armeno da cinquecento tonnellate. Il bastimento trasportava un ricco tesoro di oro, seta, spezie ed altre ricchezze di proprietà, ahimè, in buona parte di proprietà di un ministro indiano alla corte del Gran Moghul. La nave fu assalita e dopo un terribile e sanguinoso combattimento, Kidd catturò il più grande tesoro pirata di tutti i tempi. Il ministro indiano, colpito nei propri interessi, presentò subito una denuncia di pirateria alla East India Company, la grande e influente società di trading inglese legata alle colonie orientali. Di fatto grazie all’influenza politica del Gran Moghul, la denuncia fu immediatamente valorizzata e la stella di Kidd incominciò a tramontare. Cosa successe dopo non è chiaro ma l’ultimo viaggio dell’Adventure Galley fu verso l’isola di Saint Mary in quanto (riferì Kidd) la sua ” gally was very leaky,  probably because of a rotten hull“. La nave giunse all’isola di Santa Maria il primo di aprile, accompagnata dalla ex Rouparelle – ora chiamata November-  e dal Quedagh, rinominato Adventure Prize. All’arrivo in rada parte dell’equipaggio, scontento della suddivisione del bottino della Quedagh, si ammutinò e si imbarcò sulla nave di un altro pirata, Robert Culliford, affondando la November. Kidd si ritrovò con solo tredici uomini sulla Adventure Prize mentre la sua compagna di mille avventure, la Adventure Galley, irrimediabilmente danneggiata nel combattimento, incominciava ad imbarcare acqua lentamente. Uno dei membri dell’equipaggio riportò che Kidd, vista l’impossibilità di recuperarla, portò la Adventure Galley in secca e la incendiò. Il corsaro, ormai impossibilitato a proseguire la sua attività, salpò per Boston dove però una sorpresa lo attendeva. Al suo arrivo fu immediatamente arrestato e trasferito a New York dove, l’8 maggio del 1701, venne processato per direttissima e condannato a morte. Fu inoltre deciso che fosse trasferito a Londra per l’effettuazione di un’impiccagione solenne. Durante il processo, gli ex membri del suo equipaggio testimoniarono (in cambio della propria libertà) che Kidd era colpevole di pirateria ed aveva fatto un patto con altri pirati all’isola di Saint Mary. Inoltre, testimoniarono che avevano visto il capitano Kidd prendere una tazza di rum e lime e giurare di essere fedele alla causa dei pirati violando il patto di corsa da lui a suo tempo firmato. Naturalmente nel processo Kidd negò affermando che “Questo è solo ciò che questi testimoni dicono” e, interrogato sul suo favoloso tesoro, disse di averlo seppellito in un’isola dei Caraibi. In realtà il pirata non volle rivelare dove lo aveva nascosto, sperando di potersi salvare la vita. Considerando che i preziosi ritrovati sulla sua nave erano stati stimati in 30.000 sterline (l’equivalente di circa 10 milioni di sterline di oggi) il resto del favoloso tesoro doveva essere stato nascosto dal pirata prima di essere catturato. Le sue rivelazioni non lo aiutarono e, al termine del processo Kidd fu riconosciuto colpevole di pirateria e, arrivato a Londra, alla presenza di una grande folla fu impiccato il 23 maggio 1701.

Colpevole?
Certamente sì ma con la sua morte sparì anche un importante e pericoloso testimone degli intrighi del perfido nobiluomo Bellemont. Il terribile pirata fu portato sul luogo dell’esecuzione e le cronache raccontano che la corda del boia si spezzò e Kidd cadde a terra ancora vivo; fu quindi ricondotto su per i gradini del patibolo, per un secondo tentativo. Questa volta, la corda lo mantenne e, forse, gli spezzò il collo.

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Il corpo di Kidd, incatenato e ingabbiato (esposto come monito – Gibbet Cage) oscilla sinistramente mosso dal vento a Tilbury Point, nell’estuario del Tamigi (Londra). Il Gibbeting era una barbara pratica in uso per la quale si rinchiudevano i criminali o il loro cadavere in gabbie a forma umana e si appendevano per esporli nelle aree pubbliche come monito per gli altri. Un monito per i marinai a non diventare dei pirati per non finire “impiccati come Kidd” – stampa dell’epoca – National Museum London File:Captain Kidd hanging.jpg – Wikimedia Commons 

Le cronache raccontano che, durante l’esecuzione, la corda del boia si spezzò e Kidd cadde a terra ancora vivo; fu quindi ricondotto su per i gradini del patibolo per la seconda volta ma, questa volta, la corda lo mantenne e, forse, gli spezzò il collo. Dopo l’esecuzione, il suo corpo venne immerso nel catrame ed appeso ad una catena per due anni lungo una sponda del Tamigi, come monito per potenziali futuri … pirati.

Un tesoro nascosto che gli è sopravvissuto
Nessuno conosce il luogo dove sia stato nascosto il tesoro del capitano William Kidd. Durante il processo Kidd disse di averlo seppellito in un’isola dei Caraibi ma non volle mai rivelare dove. Forse un ultimo tentativo di salvare la sua vita in cambio di tanti preziosi. L’errore di Kidd fu di non aver compreso che Bellomont aveva amici potenti – e molto da perdere – per cui il pirata doveva morire, costi quel che costi. Ad oggi, nessuno ha trovato tracce del favoloso tesoro e, con l’ultimo respiro di Kidd sotto il ponte di Londra, la sua posizione andò perduta forse per sempre. Ma, per finire in bellezza, le notizie non mancano mai. Recentemente si è sparsa la voce che nelle acque dell’isola di Saint Mary sia stata trovata parte del suo “tesoro”, una grande barra d’argento.

Leggendari pirati tra cui William Kidd, Robert Culliford, Olivier Levasseur, Henry Every, Abraham Samuel e Thomas Tew vivevano nella île Aux Forbans, un’isola situata nella città principale di Sainte Marie (Saint Mary) oggi Nosy Boraha, Ambodifotatra (Madagascar). Molti di loro sono stati sepolti nei cimiteri locali, sebbene i loro resti non siano mai stati identificati. La visita dell’isola, se non adeguatamente accompagnati, non è consigliata a causa di eventi violenti in cui sono incorsi alcuni visitatori occasionali. 

Nei fangosi fondali del porto, è stata segnalata la carena di un vascello che potrebbe essere la sua sfortunata nave, bruciata ed affondata nel 1699. Una barra d’argento è stata ritrovata da Barry Clifford, un cercatore di tesori nordamericano, che ha affermato di credere che ci siano molte altre barre nascoste nel relitto. Una squadra dell’UNESCO, organismo culturale delle Nazioni Unite, ha visitato il sito per verificare le affermazioni di Clifford ed ha dichiarato che il lingotto “argento” da lui ritrovato in realtà non è d’argento ma solo una barra costituita dal 95% di piombo. Questo non ha fermato i ricercatori di tesori e la ricerca continua.

Andrea Mucedola

ritratto di Captain Kidd – Av James Thornhill. (Public domain) William Kidd – Store norske leksikon (snl.no)

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