Traiano Optimus princeps

Domenico Carro

16 Luglio 2023
tempo di lettura: 3 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: STORIA ROMANA
PERIODO: I SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Traiano

 

Gli impegni affidati alle flotte imperiali navali durante il principato di Traiano dimostrano sia una consolidata maturità del Romani nel gestire il proprio esteso ed articolato dispositivo navale, sia una sicura abilità dello stesso imperatore nello sfruttare in modo ottimale le capacità del naviglio disponibile.

Allo stesso modo, la cura generale delle opere marittime e tutte le azioni intraprese per il potenziamento del sistema portuale e dei canali navigabili denotano una lucida percezione delle esigenze prioritarie della navigazione, sia ai fini militari che per il traffico commerciale, oltre ad una perspicace individuazione delle soluzioni più rispondenti, messe in atto per volontà di Traiano con rimarchevole competenza e senza risparmio di risorse.

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particolare dalla colonna traiana – Liburna – Fonte Conrad Cichorius: “Die Reliefs der Traianssäule”, Zweiter Tafelband: “Die Reliefs des Zweiten Dakischen Krieges”, Tafeln 58–113, Verlag von Georg Reimer, Berlin 1900061 Conrad Cichorius, Die Reliefs der Traianssäule, Tafel LXI.jpg – Wikimedia Commons

Ma non basta. Se una gran parte delle predette azioni è stata evidentemente finalizzata al conseguimento dei migliori risultati possibili nelle operazioni belliche, il complesso di tutte le altre iniziative imperiali nel campo navale e marittimo delinea un ben preciso orientamento geostrategico. Mi riferisco, in particolare, alla serie di provvedimenti di cui abbiamo già parlato e che fra poco riepilogherò, aggiungendovi anche il seguente elemento di novità recentemente acquisito dall’archeologia: due iscrizioni romane scoperte nei primi anni del terzo millennio su di un isola dell’arcipelago Farasan, nella parte meridionale del Mar Rosso, mostrano che in quel sito vi fu, fin dall’epoca traianea, un “Ferresani portus” protetto da un contingente militare romano. E’ peraltro evidente che la sola presenza di tali distaccamenti delle legioni, ad enorme distanza dal porto più meridionale dell’impero (Berenice), richiedeva un costante sostegno da parte della flotta imperiale Arabica (quella del Mar Rosso), che pertanto dovette dislocare stabilmente delle proprie unità nel “Ferresani portus“. Anzi, sarebbe anzi più logico dedurne che la decisione di schierare colà un reparto navale abbia preceduto quella di inviare un contingente di legionari a protezione del porto e delle navi, e non viceversa.

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Allora, se mettiamo insieme l’annessione dell’Arabia Petrea, il collegamento dei relativi porti con il retroterra fino in Siria, il collegamento del Mediterraneo con il Mar Rosso attraverso l’Amnis Traiani, la costituzione (o il potenziamento) della flotta Arabica, la sorprendente decisione imperiale di stabilire un presidio militare e navale romano verso l’estremità meridionale del predetto mare in modo da controllarne il traffico in entrata ed uscita, l’attenzione posta dallo stesso imperatore verso il golfo Persico e la sua cura nel garantire a Roma l’amicizia del re Atambilo, anch’esso in posizione ottimale per il controllo della sicurezza del traffico marittimo verso l’oceano Indiano, tutto ciò indica piuttosto chiaramente la volontà di Traiano di conferire un formidabile impulso agli scambi commerciali romani con l’India ed al prolungamento delle rotte mercantili romane in direzione dell’estremo Oriente.

Poiché vari indizi confermano la reale efficacia di tale impulso, possiamo concludere molto semplicemente riconoscendo che anche nel campo della strategia navale e marittima, il valore dell’Optimus Princeps merita di essere studiato.

Domenico Carro

 

in anteprima busto di Traiano – Carole Raddato from FRANKFURT, Germany Bust of Trajan, found in Salona (Solin, Croatia), ca. 108 AD, of the so-called “Decennalia type”, Vienna Kunsthistorisches Museum, Austria (20405430933).jpg – Wikimedia Commons

 

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