Man of Honour: la vera storia di Carl Brashear

Andrea Mucedola

3 Agosto 2020
tempo di lettura: 5 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA DELLA SUBACQUEA
PERIODO: XX – XXI SECOLO
AREA: STATI UNITI
parole chiave: sommozzatore, USN


Carl Maxie Brashear
si arruolò nella Marina degli Stati Uniti il ​​25 febbraio 1948, poco dopo l’abolizione della segregazione razziale nella Marina americana voluta dal presidente degli Stati Uniti Harry S. Truman. Si diplomò presso la U.S. Navy Diving & Salvage School, diventando il primo afro-americano a frequentare e superare il corso da Navy Salvage Diver. Erano anni difficili e, mentre frequentava la scuola a Bayonne, New Jersey, Brashear fu spesso oggetto di razzismo ed ostilità da parte dei colleghi bianchi.

Carl Brashear in divisa da giovane marinaio navy.togetherweserved.com/usn/newsletter2/28/newsletter.html

Nelle sue memorie raccontava che trovò messaggi minacciosi sulla sua cuccetta come “Oggi ti anneghiamo, negro!“. Durante il corso Carl Brashear fu però incoraggiato dal nostromo di prima Classe Rutherford e alla fine riuscì a superare il corso classificandosi 16 su 17. Come molti sommozzatori dell’epoca fu impiegato nella bonifica e recupero delle munizioni in mare e si distinse recuperando circa 16.000 colpi di munizioni caduti da una chiatta che si era spezzata a metà ed era affondata sul fondo. Durante il successivo periodo di servizio a terra, a Quonset Point, Rhode Island, fu impiegato al recupero di aeroplani precipitati. Un periodo non semplice perché spesso si dovevano recuperare anche i corpi straziati dei piloti. Nella sua carriera, che racconteremo in breve oggi, conseguì numerosi brevetti, raggiungendo il vertice della specialità.
Carl Brashear fu incaricato di scortare lo yacht presidenziale Barbara Anne nel Rhode Island. A bordo incontrò il presidente degli Stati Uniti Eisenhower, che prese in simpatia il giovane sommozzatore, regalandogli un coltellino con dedica: “A Carl M. Brashear. da Dwight D. Eisenhower, 1957. Molte, molte grazie”.

Nel 1959, dopo essere stato promosso, rimase nella base di Guam per tre anni, impiegato principalmente in operazioni di bonifica di ordigni esplosivi. Nel gennaio del 1966, partecipò al recupero di una bomba nucleare B28, persa in mare a causa dell’incidente di Palomares, in Spagna, quando due aeromobili dell’Aeronautica degli Stati Uniti del Strategic Air Command (SAC), un bombardiere B-52G ed un velivolo di rifornimento carburante KC-135A, si scontrarono durante il rifornimento in volo.

Un’operazione che gli cambiò la vita
Brashear stava servendo a bordo della USS Hoist (ARS-40) quando fu inviato per il recupero di una bomba che risultava persa in mare. Nelle sue memorie raccontava che ogni volta le unità di ricerca ottenevano un contatto subacqueo con il sonar, i sommozzatori erano inviati sul posto per il recupero senza però aver successo. La bomba nucleare sembrava essere scomparsa nel nulla. Un giorno un pescatore spagnolo, che aveva visto il punto di splash della bomba, lo indicò ai ricercatori. Secondo le stime del pescatore, si trovava più al largo dove un profondo canyon scendeva negli abissi. L’ammiraglio Guest, che dirigeva l’operazione sul posto, fece fare una replica esatta della bomba e la fece lanciare in mare sulla posizione stimata per vedere come sarebbe apparsa sullo schermo sonar a quella profondità. Vista la profondità, il compito del recupero fu assegnato al mini sommergibile Alvin del Woods Hole Institute che con le sue braccia mobili avrebbe potuto cercare di agganciare la bomba sul fondo. Fu proprio Bradshear a modificare il “ragno”, un aggeggio a tre zampe con dei ganci studiato per facilitare l’aggancio del paracadute. L’Alvin scese a 2.600 piedi di profondità, posizionandosi a 15 piedi dalla bomba (circa 5 metri). Notarono subito che il paracadute sulla bomba non si era aperto per cui l’Alvin cercò di agganciare con i grappini presenti su ciascuna gamba del ragno, l’alloggiamento del paracadute. Una manovra non semplice e mai provata prima prima per cui alla fine l’Alvin, esaurite le batterie, dovette emergere. Fu dato quindi l’ordine di recuperare la bomba salpando il cavo del grippiale che l’Alvin aveva faticosamente agganciato alla bomba, lentamente si portò in superficie. L’operazione riuscì ma, quel tragico 23 marzo 1966, durante le operazioni di recupero un cavo del verricello si spezzò ed un tubo volò sul ponte colpendo la gamba di Brashear sotto il ginocchio. A seguito del terribile urto fu sbalzato in aria e ricadde quasi sul bordo libero. Cercò di rialzarsi e solo allora si rese conto di quanto grave era stato l’incidente: la sua gamba era stata maciullata dall’urto del cavo.

Mentre la bomba atomica sprofondava nuovamente negli abissi – sarebbe poi stata recuperata in seguito – Brashear, gravemente ferito, fu evacuato alla base aerea di Torrejon in Spagna, quindi all’ospedale USAF della base aerea di Wiesbaden, in Germania; e infine all’ospedale navale di Portsmouth, in Virginia, con un’infezione persistente e necrosi all’arto. Chiunque si sarebbe disperato ma Brashear non esitò e chiese ai medici di amputare la sua gamba per evitare una vita di peregrinazioni tra un ospedale ed un altro.

Brashear, per l’operazione a Palomares, ricevette la medaglia della Marina e del Corpo dei Marines, il più alto riconoscimento della Marina per atti d’eroismo non in combattimento

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Brashear rimase presso il Naval Regional Medical Center di Portsmouth dal maggio 1966 fino al marzo 1967, in convalescenza e facendo la riabilitazione post amputazione. La sua forza d’animo e motivazione fu notata dai suoi superiori e, dal marzo 1967 al marzo 1968, Brashear fu assegnato alla Harbor Clearance Unit Two, per riaddestrarsi al pieno servizio attivo e … alle immersioni.

Nell’aprile del 1968, Brashear fu il primo subacqueo amputato ad essere certificato come palombaro della Marina degli Stati Uniti e, nel 1970, divenne il primo sommozzatore iperbarico (saturation diver) afroamericano della USN. Promosso Master Diver (il massimo livello di brevetto militare) nel 1971 divenne una leggenda.  Tutti ricorderete il bellissimo film dedicato alla sua vita.

Brashear disse “Non è un peccato essere abbattuti, è un peccato arrendersi”.

 

BMCM (MDV) Carl Brashear si congedò dalla Marina degli Stati Uniti il ​​1 aprile 1979, da comandante del suo reparto di operatori subacquei (senior chief e Master Diver E-9). Continuò poi a servire il suo paese come impiegato civile presso la Stazione Navale di Norfolk, Virginia, fino al 1993. Morì nel 2006.

Lo vogliamo ricordare così, indomabile servitore dello  Stato e della Marina degli Stati Uniti. Un esempio per le future generazioni.

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Senior Chief Boatswain’s Mate e Master Diver Carl M. Brashear conduce la camera di decompressione a bordo dell’USS Hunley (AS 31) – autore foto  PHC R.J. Walker, April 22, 1971. Fonte U.S. Navy Photograph, collections of the National Archives 428-GX-USN 118925 (26873409821).jpg – Wikimedia Commons

Andrea Mucedola

in anteprima Brashear in tenuta da palombaro riceve un encomio navy.togetherweserved.com/usn/newsletter2/28/newsletter.html

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2 pensiero su “Man of Honour: la vera storia di Carl Brashear”
  1. Uomo eccezionale, un esempio per tutti! Nonostante difficoltà inimmaginabili fin dal suo addestramento, la qualità della sua personalità, gli antichi direbbero la “Virtù”, gli permette di essere un vero eroe.

  2. Il film girato con i mezzi che solo Hollywood può avere restituisce parte dell’onore ad un uomo eccezionale. Grazie Ocean 4 Future, la memoria si rinnova.

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