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Un blob dal fondo degli oceani

tempo di lettura: 4 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: BIOLOGIA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: blobfish, Psychrolutes marcidus

 

Se è vero che “Ogni scarrafone è bell’ ‘a mamma soja” (ogni scarafaggio è bello per la sua mamma), in natura ci sono specie decisamente bizzarre per le quali l’aggettivo “bello” è decisamente poco appropriato per i nostri canoni.

Oggi parleremo di un pesce di profondità che, dopo essere stato pescato presentava dei lineamenti e espressioni del “volto” che ricordavano un personaggio dei racconti fantasy. Non a caso questo pesce fu chiamato … blobfish. Oltre ad essere uno dei pesci più strani la mondo, è anche conosciuto come quello più brutto e sgradevole, a causa del suo aspetto flaccido e gelatinoso, il colore rosato e le fattezze del muso vagamente antropomorfe, in pratica una via di mezzo tra un personaggio del Signore degli anelli e Scrooge.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Psychrolut-Marcidus-Rob-Zugaro-1024x681.jpg

A Smooth-head Blobfish, Psychrolutes marcidus, from off northern New South Wales, June 2017, depth 1000 m. Source: Rob Zugaro / Museums Victoria. License: CC by Attribution-NonCommercial Psychrolutes marcidus (fishesofaustralia.net.au)

Il suo grande muso, dall’espressione triste, è coronato da una struttura floscia simile ad una enorme naso a patata. La stranezza del blobfish, scientificamente chiamato Psychrolutes marcidus, è legata alla sua bassa densità corporea che, di fatto, gli permette di galleggiare in acqua senza la necessità di avere una vescica natatoria come la maggior parte dei pesci. 

Conosciamolo meglio
Il primo esemplare di questo bizzarro pesce fu scoperto intorno alle isole Norfolk e Lord Howe, tra l’Australia e la Nuova Zelanda, durante un’attività di ricerca bentonica ad alte profondità. Immaginiamoci la sorpresa di quei ricercatori quando trovarono tra le maglie della rete a strascico quello strano pesce imbronciato, tozzo e con un nasone pronunciato.
Il blobfish dalla testa liscia, noto anche semplicemente come blobfish, è un pesce specie di acqua temperata di acque profonde della famiglia Psychrolutidae che abita nelle acque profonde al largo delle coste dell’Australia, della Tasmania, e della Nuova Zelanda dove, a quella profondità (zona bentonica a più di 600 m di profondità), la temperatura dell’acqua è spesso inferiore a 8°C.

La loro misura media è intorno ai 25-30 centimetri e vivono a profondità comprese tra 600 e 1.200 m dove la pressione è da 60 a 120 volte maggiore di quella a livello del mare; cosa che spiega l’assenza delle vesciche natatorie, un organo interno dei pesci che normalmente fornisce i pesci ossei uno strumento per il controllo del galleggiamento. In pratica un giubbotto equilibratore naturale che si riempie di gas, sfruttando il principio di Archimede, in modo da poter nuotare consumando meno energia e spostarsi verticalmente senza nuotare. Uno strumento funzionale per il Blobfish che, vivendo a quelle profondità, è sottoposto a grandi pressioni. Grazie all’evoluzione il suo corpo si è trasformato in una massa gelatinosa con una densità leggermente inferiore a quella dell’acqua di mare, cosa che gli consente di galleggiare sopra il fondo del mare senza spendere energia per nuotare, nutrendosi della materia commestibile che gli galleggia davanti, come crostacei e altro materiale organico che trova nelle profondità oceaniche. Non si conosce molto su questa specie ma si è scoperto che cova le sue uova standoci sdraiato sopra fino alla loro schiusa.

 

Il pesce blob vive in acque marine profonde dove si nutre di molluschi, crostacei e qualche riccio, in pratica mangiando prede di opportunità ovvero che incontra sul suo cammino. Gli scienziati ritengono che, a causa dei suoi lenti movimenti, non sia propriamente in grado di cacciare ma che semplicemente apra la sua grande bocca ingoiando le prede. Un pesce sempre più raro che, a causa dell’indiscriminata attività di pesca a strascico sugli alti fondali, finisce preda inconsapevole e viene trascinato in superficie.

Attenzione
Le foto dei blobfish, pubblicate dai giornali dopo la sua scoperta, mostrano un curioso muso bulboso e gelatinoso. In realtà la sua forma è in buona parte legata al danno da rapida decompressione che gli viene arrecato quando vengono portati velocemente in superficie dalle profondità estreme in cui vivono. Se fotografati nel loro ambiente naturale, i blobfish rassomigliano invece  agli esemplari della loro superclasse, gli Osteichthyes più comunemente noti come pesci ossei.

 

Bibliografia

Bray, D.J. 2021, Psychrolutes marcidus in Fishes of Australia, dicembre 2022, https://fishesofaustralia.net.au/Home/species/4638

Fricke, R. 1990. A new species of psychrolutid fish from Western Australia. Japanese Journal of Ichthyology 36(4): 404-409.

Glover, C.J.M. 1994. Family Psychrolutidae. pp. 523-524 in Gomon, M.F., Glover, C.J.M. & Kuiter, R.H. (eds). The Fishes of Australia’s South Coast. Adelaide : State Printer 992 pp. 810 figs.

Gomon, M.F. 2008. Family Psychrolutidae. pp. 515-521 in Gomon. M.F., Bray, D.J. & Kuiter, R.H (eds). Fishes of Australia’s Southern Coast. Sydney: Reed New Holland 928 pp.

May, J.L. & Maxwell, J.G.H. 1986. Field Guide to Trawl Fish from Temperate Waters of Australia. Hobart : CSIRO Division of Marine Research 492 pp.

McCulloch, A.R. 1926. Report on some fishes obtained by the F.I.S. Endeavour on the coasts of Queensland, New South Wales, Victoria, Tasmania, South and South-Western Australia. Part 5. Biological Results of the Fishing Experiments carried on by the F.I.S. Endeavour 1909-1914 5(4): 157-216 figs 1-5 pls 43-56

Nelson, J.S. 1977. Fishes of the Southern Hemisphere genus Neophrynichthys (Scorpaeniformes: Cottoidei), with descriptions of two new species from New Zealand and Macquarie Island. Journal of the Royal Society of New Zealand 7(4): 485-511 https://doi.org/10.1080/03036758.1977.10419426

 

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