Scoperte le navi egizie descritte da Erodoto

Redazione OCEAN4FUTURE

2 Gennaio 2023
tempo di lettura: 3 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA NAVALE
PERIODO: V SECOLO a.C.
AREA: DIDATTICA
parole chiave: imbarcazioni egizie, papiro, Erodoto

Un relitto in eccezionali condizioni di conservazione, ritrovato in un estuario del fiume Nilo dopo oltre 2,500 anni, sta rivelando molti aspetti costruttivi delle imbarcazioni fluviali egizie descritte da Erodoto. 

Facciamo un passo indietro di 2.500 anni
Nei Frammenti 2.96 delle Storie di Erodoto, pubblicate intorno al 450 a.C., l’antico storico greco, raccontando il suo viaggio in Egitto, descrisse un tipo di barca da carico, impiegata dagli antichi Egizi lungo il Nilo, chiamata “baris“. Secondo la descrizione dello storiografo greco, l’imbarcazione aveva un grande scafo a forma di mezza luna con delle lunghe costole interne, robuste fiancate ricoperte da canne di papiro e un timone che attraversava un’apertura nella chiglia. In particolare, questo sistema di governo era stato visto in rappresentazioni e modelli del periodo faraonico ma fino ad oggi non erano state trovare delle chiare evidenze archeologiche.

mappa della localizzazione di Thonis-Herakleion nelle cui acque portuali sono state ritrovate le imbarcazioni – Autore Chris Osenbrück https://commons.wikimedia.org/wiki/…Canopus.Menouthis.Heracleion.jp

Il relitto di questa antica imbarcazione, denominata baris 17, è stato ritrovato nelle acque della città portuale di Thonis-Herakleion, le cui rovine si trovano oggi sommerse nella baia di Abukir, a 2,5 km dalla costa, nei pressi dell’estuario del Nilo, ed è stato datato al Periodo Tardo, 664-332 a.C.. Il suo ritrovamento non è stato l’unico in quanto si tratta della diciassettesima barca di 63 ritrovate nell’area archeologica. La città di Thonis-Herakleion si trovava in origine su una delle isole del Delta del Nilo, ed era attraversata da una rete di canali sui quali navigavano le imbarcazioni commerciali con le merci provenienti da tutto l’Egitto. Possedeva diversi ancoraggi ed un grande tempio dedicato a Khonsu, l’Eracle greco da cui il nome Herakleion. Era anche il luogo della celebrazione dei Misteri di Osiride, che si compivano ogni anno durante il mese di khoiak. Il dio, nella sua barca cerimoniale, veniva portato in processione dal tempio cittadino di Amon fino al suo santuario a Canopo.

Nella zona, i ricercatori hanno scoperto numerosi relitti e manufatti che rivelano dettagli straordinari su quell’antico e importante centro commerciale egizio e sulla sua cultura. Nonostante lo scafo del Baris sia stato nell’acqua da almeno 2.000 anni, la sua conservazione è risultata eccezionale e gli archeologi sono stati in grado di portare alla luce il 70 percento dello scafo. Secondo l’archeologo Damian Robinson dell’Oxford Center for Archeology l’importanza della scoperta di questo relitto è che va a dimostrare la veridicità di ciò che Erodoto ci ha tramandato. Una scoperta eccezionale descritta in molti studi (vedi i riferimenti bibliografici in calce) tra i quali quelli effettuati dall‘archeologo Alexander Belov del Center for Egyptological Studies della Russia Academy of Sciences, che descrivono nei dettagli le articolazioni della fasciatura della Baris 17, facendo luce sui principi costruttivi di quel tipo di imbarcazioni fluviali. Il fasciame della Baris 17 era assemblato in modo trasversale, impiegando tenoni straordinariamente lunghi che potevano raggiungere quasi due metri di lunghezza, e possedeva una chiglia due volte più spessa rispetto al fasciame e alle strutture all’interno dello scafo.  Rispetto alla nave descritta da Erodoto, il relitto è però di dimensioni maggiori, con tenoni più lunghi. Molto interessante la struttura del timone, che attraversava le due aperture poste a poppa. Posizionati uno affianco all’altro, i fori sembrano avere consentito un’alternativa intelligente per il posizionamento del timone, a seconda della natura del carico, cosa che assicurava quindi all’imbarcazione una buona manovrabilità.

Fonte
Alexander Belov, A New Type of Construction Evidenced by Ship 17 of
Thonis-Heracleion, The International Journal of Nautical Archaeology (2014). doi: 10.1111/1095-9270.12060

Alexander Belov,  New Evidence for the Steering System of the Egyptian Baris (Herodotus 2.96)“, (2014). International Journal of Nautical Archaeology. 43 (1): 3–9. doi:10.1111/1095-9270.12030. S2CID 161769577

Alexander Belov, Ship 17: a baris from Thonis-Heracleion, (2018) Oxford Centre for Maritime Archaeology. ISBN 9781905905362.

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