.
livello elementare.
ARGOMENTO: EDITORIALE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: COSTUME
parole chiave: meteorologia, climatologia, coscienza ecologica e ambientale
Buongiorno e buona domenica … ha fatto e fa ancora molto caldo in Europa, sottoposti da diverse ondate di calore consecutive e asfissianti che alimentano una spaventosa bolla di calore stretta fra due anticicloni che non si decidono a spostarsi. Il meteo, si sa, è uno degli argomenti più gettonati dei giorni nostri … d’altronde lo subiamo quotidianamente. Ne sentiamo di tutti i colori. attribuendo l’andamento, a torto o a ragione, ai nefasti effetti dei cambiamenti climatici.
Lo abbiamo spiegato più volte, quando parliamo di meteo stiamo fotografando una situazione atmosferica su un periodo relativamente breve, niente a che vedere con il clima che ci mostra l’andamento su tempi molto più lunghi. Visto che siamo ancora in Estate, e stiamo tutti soffrendo gli effetti termici di quella che è stata definita la più calda degli ultimi anni, al di là degli improperi coloriti che si leggono sui media, vi voglio raccontare, sulla base di quanto insegnatomi dagli esperti del suono, alcuni punti oggettivi che molti dovrebbero considerare prima di avventurarsi in fantasiose esternazioni.
Fermo restando che le stagioni sono legate alla posizione del nostro pianeta intorno al Sole, nelle Ere geologiche il nostro pianeta è stato sottoposto a numerosi eventi climatici, anche di lunghi periodi alternando fasi fredde (glaciazioni) e calde. Dall’inizio dell’era industriale (alla fine del XVIII secolo) si sono osservate delle variazioni delle temperature significative con un gradiente di crescita elevato, al punto da far considerare agli scienziati la possibilità che le attività umane siano responsabili, a causa dell’aumento dei gas serra in atmosfera, della crescita delle temperature globali. Questo è stato confermato nel tempo dalle analisi satellitari che mostrano un pericolo trend termico che non sembra fermarsi. Complici di questo aumento sono quindi le immissioni in atmosfera di gas serra che favoriscono la salita delle temperature globali e, di conseguenza, l’aumento di quelle marine. Purtroppo, l’aumento di queste ultime provoca continui insulti agli oceani che faticano a segregare il CO2, favorendone quindi l’aumento in atmosfera, contribuendo così all’aumento delle temperature globali … insomma un cane che si morde la coda.

Ma torniamo alla nostra estate: per poter comprendere perché fa così caldo, prima di dare la colpa ad altri fenomeni planetari, bisogna comprendere che la circolazione atmosferica alle nostre latitudini è guidata principalmente da dinamiche locali e regionali (come l’andamento delle temperature superficiali dell’Oceano Atlantico e l’andamento delle correnti a getto).
Sebbene alcuni alzino il dito indicando El Niño, un riscaldamento anomalo periodico delle acque dell’Oceano Pacifico equatoriale che sta iniziando a far sentire la sua influenza, il suo impatto diretto sul continente europeo, specialmente durante la stagione estiva, è estremamente debole; inn pratica, sebbene non completamente estraneo alle variazioni termiche di tutto il pianeta – ricordate l’effetto farfalla, quello che il battito di una farfalla in sud America comporta un uragano in Asia – l’effetto alle nostre latitudini è ritenuto da molti minimo.
Vediamo di capire bene: l’El Niño (vedi la raffigurazione in alto) o l’effetto opposto della Niña agiscono sulla temperatura della superficie oceanica del Pacifico centro-orientale, rinforzando o indebolendo drasticamente la convezione tropicale. In parole semplici, le acque calde del Pacifico centro-orientale si surriscaldano e generano giganteschi sistemi temporaleschi e avvengono importanti risalite termiche che iniettano nella troposfera quantità elevatissime di energia. Questi insulti continuativi alla troposfera – lo strato più basso dell’atmosfera terrestre – influenzano il comportamento dei flussi dei venti ad alta quota che circumnavigano il pianeta (le famose correnti a getto o Jet stream), soggette alla rotazione terrestre. Sono quelle che rallentano o accelerano i nostri viaggi in aereo quando attraversiamo l’oceano.
Le onde, dette di Rossby, rappresentano uno dei mezzi fondamentali attraverso i quali la circolazione atmosferica terrestre scambia il calore dall’equatore ai poli. Quando si generano risalite termiche importanti, come durante il Niño, le correnti a getto vengono perturbate, assumendo delle forme ondulatorie che viaggiando per migliaia di chilometri attraverso il globo, si amplificano fino quasi a spezzarsi, sul vicino Atlantico, interessando poi anche l’Europa occidentale ed aumentando drasticamente le probabilità che si sviluppino degli anticicloni africani, grandi masse di aria calda e secca che, quando si stabiliscono per lunghi periodi riscaldano rapidamente le acque superficiali del mare (ecco la spiegazione dei 30 gradi misurati in questi giorni) e provocano il blocco della circolazione dei venti.
Ricordo che gli oceani assorbono circa l’89% del calore in eccesso nel sistema climatico terrestre e sono quindi un importante fattore regolatore e stabilizzatore del clima. Di contro lo mantengono a lungo e le acque superficiali lo trasferiscono anche agli strati profondi dove continua a circolare attraverso le correnti marine su larga scala, come la Atlantic Meridional Overturning Circulation (AMOC), la stessa che favorisce un clima temperato all’Europa. Le acque marine, quando si riscaldano, si espandono, causando anche l’innalzamento del livello del mare (espansione termosterica). Al di là della generazione di fenomeni meteorologici estremi (come le tempeste e le inondazioni) e di ondate di calore che causano stress agli ecosistemi (sbiancamenti dei coralli), l’aumento delle temperature marine comporta la riduzione della capacità dell’oceano di assorbire l’anidride carbonica – che viene quindi riversata in atmosfera – di fatto aumentando la probabilità di nuove ondate di calore marino.
Riassumendo, si tratta di situazioni meteorologiche e non legate ai cambiamenti climatici, per le quali noi siamo coinvolti come impotenti vittime. Sono ben altre le nostre responsabilità che danneggiano gli equilibri del pianeta: l’incuria di come gestiamo il pianeta, la bramosia delle risorse, le emissioni in atmosfera che potremmo ridurre su tutto il pianeta ricercando vie sostenibili … tutti peccati mortali che prima o poi ripagheremo.

Ma torniamo al grande caldo di quest’estate da dimenticare
In questo editoriale ho cercato di fornire una spiegazione del grande caldo che stiamo subendo; liberi di credere a catastrofisti, terrapiattisti e cacciatori di scie chimiche … ma è innegabile che ci troviamo in una concatenazione meteorologica in cui tanti fattori (tra l’altro previsti dall’analisi delle jet stream negli ultimi mesi) hanno concorso in una atmosfera già sofferente per gli insulti antropici. A questo punto cosa possiamo fare? Per l’immediato purtroppo nulla, dobbiamo aspettare che passi questa congiunzione negativa che ha creato questa mostruosa bolla termica … Bisogna però continuare a studiare come ridurre le emissioni e gli inquinamenti perchè le nostre azioni ci aiuteranno a mitigare la nostra influenza negativa sul clima. Di certo non possiamo permetterci più che le temperature oceaniche continuino a salire. Gli amministratori, al di là delle belle parole, devono agire con provvedimenti efficaci e sostenibili, tralasciando pregiudizi ideologici. Cosa aspettarci? Sebbene previsioni meteorologiche oltre i 5 giorni non hanno molto senso dobbiamo solo sperare che il consueto rafforzamento del vortice polare di inizio autunno spezzi la situazione attuale; quando accadrà (settembre-ottobre?) potremo incominciare a respirare. Solo allora potremo incominciare a lamentarci per le troppe piogge, che potrebbero essere importanti, a seguito del passaggio delle perturbazioni autunnali. Ma tranquilli … i nostri amministratori avranno finalmente costruito bacini per la raccolta delle acque in eccesso per evitare in futuro situazioni di siccità, piantato alberi per riossigenare il pianeta e ripulito i canali necessari per le coltivazioni.

Ok, forse mi sono allargato troppo. Questo sarebbe logico in un mondo ideale dove ambientalisti ed amministratori lavorano insieme per il benessere comune invece di trincerarsi dietro le loro ideologie … ma forse sto sognando, aspettando Godot.
Andrea Mucedola
.
PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE
.
Alcune delle immagini possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore e le fonti o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future


