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livello elementare
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ARGOMENTO: EMERGENZE AMBIENTALI
PERIODO: XX SECOLO
AREA: STATI UNITI E GRAN BRETAGNA
parole chiave: smog, Clean air act
Oggi voglio ricordare un evento drammatico che avvenne a Londra nel dicembre 1952. Un inquinamento ambientale gravissimo, forse non molto conosciuto, ma che fu una pietra miliare nel cammino per una sempre maggiore coscienza sul pericolo degli inquinamenti ambientali causati dagli impianti industriali e domestici. In realtà, non fu il primo essendo stato preceduto, nell’ottobre del 1948, da uno simile negli Stati Uniti, nella città mineraria di Donora, Pensilvania. Racconto questi eventi perché furono di fatto due situazioni anomale ma significative, in cui la combinazione di eventi meteorologici anomali e la presenza di forte inquinamento industriale si trasformarono in un cocktail mortale, causando la morte di molte persone.
Donora
Nell’ottobre del 1948, una fitta e densa nebbia mista ai fumi industriali delle fabbriche minerarie uccise venti persone, facendo ammalare il 50% della popolazione.

La fabbrica di Donora generò un inquinamento a seguito del quale fu riconosciuto che l’esposizione a grandi quantità di inquinanti atmosferici, anche in un breve periodo di tempo, poteva provocare numerosi feriti e vittime Library of Congress, 1910 The wire mill, Donora, PA. LCCN2002713075.jpg – Wikimedia Commons
Venne avviata una commissione di inchiesta che prelevò campioni d’aria per molti giorni e fece autopsie alle vittime, redigendo alla fine un dettagliato rapporto preliminare “Inquinamento atmosferico a Donora, PA: Epidemiologia dell’episodio di smog insolito dell’ottobre 1948” di ben 173 pagine di dati, mappe, tabelle, tabelle e grafici. Il rapporto concluse che l’evento fosse stato generato da un insieme di fattori riassumibili nella combinazione di un’insolita situazione meteorologica, della salute pregressa delle vittime, e forse, una combinazione di gas tossici emessi dalle ciminiere industriali. Di fatto fu provato che le ciminiere delle fabbriche rilasciavano fuliggine, particolato, monossido di carbonio, anidride solforosa, acido solforico e una miriade di metalli cancerogeni che, normalmente, andavano in parte in atmosfera e in parte ricadevano sul terreno.

Questo grafico mostra i tassi di mortalità cumulativa dei residenti di Donora presi da un sondaggio effettuato 10 anni dopo l’evento di SMOG dell’ottobre del 1948 – autore Antonia Ciocco e Donovan Thompson HealthEffectsinDonora.png – Wikimedia Commons
Ma quel giorno avvenne qualcosa di nuovo
La bassa pressione atmosferica schiacciò i fumi verso il basso e i fumi misti ai residui solidi stazionarono nell’aria. La Commissione di inchiesta individuò una probabile colpa negli inquinanti prodotti dall’impianto di produzione di zinco, le cui emissioni avevano ucciso quasi tutta la vegetazione entro un raggio di mezzo miglio dalla fabbrica. Il Center for Environmental Oncology presso l’Università di Pittsburgh rivelò che i risultati delle autopsie mostravano livelli di fluoro nelle vittime fino a 20 volte superiori al normale. In pratica, il fluoro gassoso, generato nel processo di fusione dello zinco, a causa della situazione meteorologica anomala, rimase intrappolato dall’aria stagnante. La US Steel, che possedeva le fabbriche, per motivi politici, non fu però mai apertamente accusata nel rapporto ma … il fatto che il 50% della popolazione della cittadina restò intossicato spinse il Governo a prendere dei provvedimenti.
Il Donora Smog fu uno dei primi incidenti in cui fu riconosciuto che l’esposizione a grandi quantità di inquinamento atmosferico, anche in un breve periodo di tempo, poteva provocare feriti e vittime. L’evento è ancor oggi accreditato per aver contribuito a innescare la proposta del movimento ambientalista che portò prima al Air Pollution Control Act del 1955, migliorato poi con il Clean Air Act del 1963 che obbligò la United States Environmental Protection Agency a sviluppare ed applicare regolamenti per proteggere i cittadini dall’esposizione a contaminanti pericolosi nell’aria.
Il grande Smog di Londra
Nel 1952, in una Gran Bretagna ancora stremata dalla guerra, ancora una volta a causa di un forte anticiclone, il fumo dei camini delle case e delle industrie restò intrappolato a livello del suolo, generando un denso e letale fumo che uccise solo a Londra 12000 abitanti. La presenza di nebbia sporca era un problema a Londra già nel XIII secolo, a causa della combustione del carbone, e la situazione non fece che peggiorare man mano che la città continuava ad espandersi. Nemmeno la legislazione approvata nel 1600 sotto il re Giacomo I, per limitare la combustione del carbone, si dimostrò efficace. La rapida crescita industriale, iniziata alla fine del 1700, peggiorò le condizioni ambientali. L’insieme del vapore acqueo prodotto e dei particolati rilasciati dalle fabbriche di carbone, produceva nuvole scure e pesanti che alteravano la visibilità, entravano nei polmoni e portavano alla morte. Questa varietà di nebbia, in seguito divenne nota come smog (da smoke e fog), un neologismo che fu inventato proprio a Londra all’inizio del XX secolo. I decessi per bronchite e polmonite aumentarono di oltre sette volte ed il tasso di mortalità nell’East End di Londra aumentò di nove volte.

Correlazione tra fumo, biossido di zolfo e aumento della mortalità durante il grande smog di Londra, dicembre 1952 – Fonte Commissione Gran Bretagna sull’inquinamento atmosferico 1952 Great London Smog mortality.png – Wikimedia Commons
In questo caso la responsabilità maggiore furono le emissioni di carbone. Gran parte del carbone utilizzato dai londinesi all’epoca era chiamato “nutty slack”, una polvere marrone con pezzi di carbone, che generava poco calore. emettendo fumo altamente contaminato. In una nazione che usciva dalla guerra era il carburante più economico e più ampiamente disponibile per gli abitanti delle città.

Un grafico prodotto da E.T. Wilkins c.1953, letto originariamente in una conferenza al Royal Sanitary Institute, che mostra un aumento della mortalità durante il Great London Smog, dicembre 1952 – un eccesso di 12.000 morti invece dei 4.000 originariamente stimati. Pubblicato come parte del rapporto “Beaver” nel 1953 – Fonte Commissione Gran Bretagna sull’inquinamento atmosferico 1952 Great London Smog mortality-2.png – Wikimedia Commons
Tutto peggiorò il 5 dicembre del 1942 quando un anticiclone di alta pressione si fermò su Londra causando un’inversione termica per cui l’aria fredda resto intrappolata sotto l’aria calda più in alto. Di conseguenza, le emissioni delle fabbriche e dei camini domestici, non potendo più essere rilasciate in atmosfera, restarono di fatto intrappolate vicino al livello del suolo. A tal riguardo, Kate Winkler Dawson nel suo libro Death in the Air: The True Story of a Serial Killer, the Great London Smog, and the Strangling of a City” scrisse: Il carbone, si è scoperto, era una delle poche fiorenti industrie internazionali rimaste in Gran Bretagna del dopoguerra: più di 250 milioni di tonnellate sono state estratte internamente ogni anno; è stata un’esportazione fondamentale per il Paese in un momento in cui i bilanci nazionali erano ristretti. Più di settecentomila lavoratori erano impiegati nelle miniere di carbone britanniche. I politici non ignoravano le preoccupazioni ambientali legate alla combustione di enormi quantità di carbone ogni anno, ma le loro mani sembravano legate “.
Di fatto, Churchill, al suo secondo mandato di Primo Ministro, inizialmente minimizzò l’evento alla giovane futura regina Elisabetta II per motivi politici o forse per interessi personali essendo legato alle lobby delle centrali energetiche. Churchill diede colpa all’insolita condizione meteorologica e nulla valse la diminuzione temporanea delle emissioni da parte delle fabbriche. Il ministro dell’Edilizia Harold Macmillan continuò ad insistere sul fatto che la semplice e comune nebbia non avrebbe potuto essere il colpevole di un tale disastro. Avvennero incidenti gravi. Un treno suburbano travolse molti operai, gli ospedali si riempirono a causa dei cittadini intossicati ed iniziarono delle rivolte. Il principale avversario di Macmillan, Norman Dodds, propose di sollecitare un’indagine sullo smog a similitudine di quanto condotto dal governo americano nel 1948 a Donora, sbattendo in faccia ai ministri del Parlamento il rapporto americano. La risposta di Macmillan fu di formare, per un periodo di pochi mesi, un comitato per indagare sull’evento. Un modo per prendere tempo, seguendo la linea di condotta di Churchill che non voleva affrontare il problema.

La celebre colonna di Nelson avvolta nel grande smog del 1952 – Autore N. T. Stobbs Nelson’s Column during the Great Smog of 1952.jpg – Wikimedia Commons
Il disastro di Londra, con oltre 12000 vittime, non danneggiò Macmillan e nemmeno le sue ambizioni politiche. Nel 1956, divenne Primo Ministro britannico, sostituendo Churchill ma da quel grave evento fu acquisita qualche lezione. Proprio come la nebbia mortale di Donora provocò la prima legge sull’aria pulita della statunitense del 1955, così quella di Londra promosse il Clean Air Act del 1956. Tra i suoi maggiori sostenitori, Gerald Nabarro, deputato conservatore, che propose diverse misure atte a ridurre le emissioni inquinanti derivanti dagli impianti di riscaldamento e di produzione di elettricità. Churchill introdusse varie riforme, come il Mines and Quarries Act del 1954 e, nello stesso anno, il Housing Repairs and Rents Act. che definì le norme di salubrità degli ambienti domestici privilegiando l’uso di combustibili meno inquinanti. In particolare, furono istituite aree in cui era vietata la combustione di sostanze che potevano produrre polveri sottili e favorito l’impiego di altre fonti di calore più pulite per ridurre la quantità di anidride solforosa nell’aria. La legge incluse anche il decentramento delle fabbriche al di fuori dei centri urbani. Come risultato la maggior parte delle case di Londra passò al gas naturale e ad altri combustibili a basse emissioni. Questa legge costrinse settori industriali, residenziali e commerciali a migliorare il modo con cui consumavano energia, sostituendo il carbone a combustibili più puliti ed a minor consumo di carburante.
Furono i primi atti di politica ambientale che ispirarono molte delle politiche ambientali seguenti.
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