La storia dimenticata del posamine HMAS Bungaree di Andrea Mucedola

Andrea Mucedola

25 Settembre 2026
tempo di lettura: 6 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: AUSTRALIA
parole chiave: Posamine, HMAS Bungaree, Cdr Norman Calder
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Nell’aprile 1940 l’Ammiragliato britannico ordinò 500 mine navali e si decise di preparare piani per la posa di campi minati difensivi normali in caso di guerra. Fu inoltre approvata la requisizione di una nave da 3.000 tonnellate per la sua conversione in posamine. La situazione bellica peggiorò e, nel 1941, vennero ordinate ulteriori 2.500 mine ed il Consiglio Navale decise di posare dei campi minati difensivi.
All’epoca, il Direttore del Dipartimento Artiglieria, Siluri e Mine (DOTM) era il capitano di vascello Spooner, un ufficiale di artiglieria della RN, arrivato in Australia prima della guerra, a cui venne affidato il compito di produrre le mine necessarie per questo tipo di operazioni. Un incarico complesso, reso ancor più difficile dal dover mettere le mani dove molti avevano preferito non guardare. La Guerra di mine è sempre stato un campo poco glorioso, poco appetibile per coloro che avevano ambizioni di carriera che preferivano stare a contatto con gli alti ranghi. Le mine erano considerate armi micidiali di cui ci si doveva occupare solo quando necessario. Una storia che si ripete anche ai giorni nostri. Si trattava di creare un organizzazione: dalle armi agli strumenti per posarle.
Oltre alla complessità esisteva una certa riluttanza da parte dell’Ammiragliato britannico che non era favorevole che le munizioni venissero prodotte fuori dal Regno Unito; alla fine in mancanza di alternative  venne ordinato che  fossero prodotte rigorosamente secondo i disegni e le specifiche dell’Ammiragliato, e soggette a rigorosa ispezione navale. Ciò rese necessaria la creazione di una Sezione di Ispezione Navale Australiana con un Ispettore dell’Artiglieria Navale. Una complicazione a cui si aggiunse la trasformazione del Bungaree in nave posamine, trasformando le sue stive in enormi depositi per le mine. Fu installata una centrale operativa di controllo con un labirinto di linee di comunicazione verso la plancia, il ponte di coperta e tutte le altre parti delle navi coinvolte nelle operazioni di posa di mine. Furono installate due serie di binari sul ponte per trasportare le mine, tutte a contatto ormeggiate, fino alla poppa della nave dove venivano rilasciate in acqua.

La Bungaree 0 era una nave da carico costruita in Scozia nel 1937 per la Adelaide Steamship Company del South Australia. La Royal Australian Navy la requisì nel 1940 e fu convertita in posamine nei cantieri di Garden Island. Dopo le necessarie modifiche, il 9 giugno 1941 entrò in servizio attivo come HMAS Bungaree e posta sotto il comando del Capitano di fregata Norman Keith Calder, noto come ‘Tusky’, a cui si deve la memoria storica di questa nave e delle sue operazioni in mare 2.

Nel suo rapporto Calder racconta che all’Ufficio della Marina la conoscenza della posa di mine era minima, lasciando sulle sue spalle le decisioni tecniche ed operative. Sebbene avesse ricevuto un indottrinamento sul HMS Vernon, considerato nella Royal Navy l’unità depositaria delle conoscenze sulla guerra di mine, di fatto era rientrato in Australia solo con un manuale di impiego; in pratica non aveva alcuna idea di come portare a termine un minamento efficace con scopi di deterrenza e poi strategici. Calder era un ufficiale brillante ed aveva compreso che, al di là delle procedure tecniche, per ottenere un minamento efficace, doveva essere effettuata un‘analisi statistica del rischio per il traffico, per ottimizzare i campi minati. Provò anche a chiedere aiuto al mondo accademico che gli restituì un inutile tomo di formule di poca utilità pratica.

Al suo comando la HMAS Bungaree posò 9.289 mine 1 (8.696 Mk XIV e 593 Mk XVII) in cinque diverse aree, effettuando con uno sforzo immane la posa in sicurezza di ventidue carichi di mine tra l’agosto 1941 e il dicembre 1943. In particolare, nel corso del 1942-43, la Bungaree compì almeno 38 viaggi lungo la costa orientale dell’Australia, dove in quel periodo i sommergibili giapponesi avevano attaccato 29 navi. Ebbe anche una buona dose di fortuna come quando, trovandosi all’ancora nel porto di Sydney, nella notte tra il 31 maggio e il 1° giugno 1942, un minisommergibile giapponese affondò nei suoi pressi la HMAS Kuttabul. In quel momento, al bordo del Bungaree, vi erano 50 tonnellate di tritolo di TNT contenuto nelle mine stivate sul ponte di posa, e altrettante erano conservate nelle stive di prua, senza considerare una quantità imprecisata di esplosivo nel deposito della stiva di poppa. Col senno del poi, immaginate quei momenti di terrore, quando l’equipaggio si trovò nel mezzo di un attacco, consapevole di essere su una gigantesca “polveriera” equivalente ad un’arma nucleare tattica da 0,1 chilotoni.

L’operazione NORMAN fu la prima missione di minamento della HMAS Bungaree, posando solo 254 mine, poiché le quattro stive destinate al loro carico non erano ancora disponibili. Il 15 agosto 1941 vennero posati due campi minati antisommergibile: quello orientale comprendeva 206 mine, quello occidentale 48. Tutte le 254 mine erano dotate della carica principale più piccola (da 145 kg) e furono posate a una distanza di 37 metri l’una dall’altra.
Il successivo minamento al Passaggio Basilisk veniva utilizzato dal traffico alleato diretto a Port Moresby in Papua. Per proteggerlo fu posato il campo minato TRADER, situato a Bootless Inlet, con lo scopo di interdire la possibilità di uno sbarco giapponese. Per minare quell’insenatura molto stretta furono necessarie solo 60 mine. Un compito non facile che richiedeva una grande capacità marinaresca, essendo il Bungaree dotato solo di un’elica. Calder decise di penetrare nell’insenatura, ancorarsi e ruotare attorno all’ancora fino a trovarsi rivolti verso l’ingresso, per poi posare le mine trasversalmente al canale durante la manovra di uscita. Alla velocità di 10 nodi, l’intervallo medio tra ogni mina posata era di circa 11 secondi. In pratica la posa di 250 mine necessitava circa 45 minuti. Una volta sganciata in mare la mina si separava dal sinker che poi affondava sul fondo, trascinando la mina fino alla distanza stabilita sotto la superficie, essendo stata precedentemente impostata sul meccanismo di regolazione della profondità. Era installato un dispositivo di sicurezza che impediva alla mina di essere attiva per un intervallo sufficiente affinché la posamine potesse fuoriuscire dal campo minato. Inutile dire che la posa di mine non era una manovra semplice, specialmente in prossimità delle barriere coralline. Era fondamentale comprendere le caratteristiche dei fondali, le correnti e la situazione meteorologica; non ultimo effettuare prove di manovrabilità con prove di accostata scandite dai cronometri dell’ufficiale di rotta. Posare così tante mine, senza incidenti, fu un esempio di maestria navale: ricordo che la HMAS Bungaree era una nave a singola elica da 2.790 tonnellate che doveva manovrare con alta precisione tra affioramenti corallini spesso male cartografati per posare in maniera precisa le sue mine navali. Il merito al suo Comandante ma anche al suo equipaggio che seppe condurre tutte le complesse fasi di minamento senza mai incorrere in errori.

La Marina australiana disarmò la HMAS Bungaree il 7 agosto 1946, restituendola ai suoi proprietari il 5 novembre 1947; nel 1957 la Kowloon Navigation Company la acquistò dalla Adelaide SS Co ed I suoi nuovi proprietari rinominarono la nave Dampier, in onore del pirata ed esploratore Dampier, il primo navigatore a circumnavigare il globo tre volte ed il primo inglese a guidare una spedizione in Australia. Nel 1960 la Pan Norse Steamship Company, SA, acquisì la Dampier, ribattezzandola Eastern Mariner. Nel 1963 la Mariner Ocean Transport SA ne divenne proprietaria, gestita sempre da Wallem & Co. Ironia della sorte la nave che aveva posato migliaia di mine durante la guerra il 26 maggio 1966, urtò una mina circa 8 miglia a sud-est di Saigon. Ciononostante, rimase a galla e fu rimorchiata a Nhà Bè, e poi affondata. Rimessa in galleggiamento, fu recuperata e ribattezzata Kitagawa Maru n. 15. Per poi essere demolita nel luglio 1968 ad Hong Kong dove fu demolita.
Andrea Mucedola

se non specificato le immagini sono tratte da Wikipedia e da Australian Minesweepers at War

Note
0 Bungaree prese il nome da una guida indigena, interprete e leader della comunità aborigena che si ritiene sia stato il primo indigeno australiano a circumnavigare la sua terra natale accompagnando il comandante Matthew Flinders, RN, sulla HMS Investigator durante l’esplorazione cartografica della costa australiana da parte di Flinders nel 1801-03.
1 la Mk XV era una mina ormeggiata ad urtanti (contatto) da 500 libbre di TNT da impiegarsi contro le navi di superficie mentre la Mk XVII era più piccola (320 libbre) in ruolo antisommergibile.
2 Calder Norman Keith, “Operazioni della RAN, storie e racconti delle navi, operazioni della Seconda Guerra Mondiale”

Riferimenti
Calder Norman Keith, Monografia NHSA n. 179 ‘HMAS Bungaree – Australia’s Only Minelayer’ – 2003 Azioni di posa mine della RAN durante la Seconda Guerra Mondiale – Naval Historical Society of Australia

Mike Turner and Hector Donohue, Australian Minesweepers at War: Minewarfare Operations by the Royal Australian Navy during the Two World Wars Minesweepers at War.pdf

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