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livello elementare
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ARGOMENTO: ISOLA DI PASQUA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: OCEANO PACIFICO
parole chiave: lingua Rongorongo
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Rapa Nui, nota più comunemente come l’Isola di Pasqua, Cile, presenta un caso emblematico nella storia del mondo, per la sua non usuale posizione, a circa 3000 km dal Sud America e a quasi 2000 km dall’isola abitata più vicina, nel margine sud-orientale della Polinesia orientale. Dagli studi effettuati si ritiene che i primi viaggiatori polinesiani colonizzarono inizialmente l’isola intorno al XIII secolo d.C., una delle ultime masse continentali ad essere colonizzata dall’uomo, secondo la datazione al radiocarbonio, tra il 1150 e il 1280 d.C. La scoperta da parte degli esploratori europei avvenne nel 1720, che trovarono una situazione già ampiamente compromessa dal punto di vista ecologico, a seguito di una ampia deforestazione che aveva eroso e impoverito il suo suolo distruggendo molte specie endemiche. L’arrivo dei visitatori non fu esente da problemi: malattie e sporadiche incursioni e rapimenti di gente del posto ebbero luogo all’inizio del 1800, portando anche epidemie che decimarono la popolazione. Di fatto alla fine del XIX secolo la maggior parte della sua cultura tradizionale era irrimediabilmente perduta.
Sebbene l’isola sia famosa per i monumentali e misteriosi Moai, esiste un intrigante mistero, da tempo studiato dai ricercatori di tutto il mondo: la scoperta di alcune tavole in legno, recuperate dai missionari negli anni 1860 e 1870, che riportano strani segni pittorici il cui significato, sebbene qualche volta singolarmente intuibile, è ancora sconosciuto.

Tavoletta Rapa Nui e posizione. (A) Modello 3D della tavoletta Rapa Nui D Échancrée. (B) Ingrandimento della sceneggiatura. (C) Mappa di Rapa Nui (prodotta con OpenStreetMap, disponibile sotto Open Database License) figura da opera citata The invention of writing on Rapa Nui (Easter Island). New radiocarbon dates on the Rongorongo script | Scientific Reports (nature.com)
Non si tratta di disegni decorativi ma di sequenze strutturate di glifi apparentemente incisi su delle tavole di legno che sembrano rappresentare un sistema di scrittura che non ha nessuna caratteristica di similarità con altri grafismi; un modo di descrivere per scritto concetti con una logica assolutamente diversa, cosa che contribuisce a creare un ulteriore alone di mistero sulla loro scoperta.
In estrema sintesi, le forme dei grafismi Rongorongo rappresentano diverse classi di immagini, come posture umane e parti del corpo, animali, piante, strumenti, corpi celesti, collegati in sequenze complesse, lunghe e lineari con l’evidenza di correzioni che suggeriscono non si tratti di una pura decorazione ma di una corretta notazione linguistica.

Modello 3D del tablet B Aruku Kurenga (campione P002), con una texture di alta qualità (a) e una geometria ad alta risoluzione (b), come presentato su INSCRIBE 3D Interactive Web Viewer – www.inscribercproject.com/3d_viewer_home.php – da opera citata
Quasi tutti i glifi che rappresentano figure “con la testa” sono orientati con la testa in alto e sono visti sia di fronte o di profilo destro nella direzione di scrittura. Altri sono inspiegabilmente a testa in giù o di profilo sinistro. Le teste hanno spesso degli allungamenti caratteristici sui lati che somigliano a occhi (come i glifi che rappresentano le tartarughe) che spesso assomigliano a orecchie (come su alcuni petroglifi antropomorfi).

I segni pittografici di Rongorongo e cosa possono rappresentare. Le didascalie nella colonna più a destra sono meramente descrittive. Data 4 gennaio 2008 – Fonte Letture da Barthel, Thomas S. (1958) Grundlagen zur Entzifferung der Osterinselschrift (Basi per la decifrazione della scrittura dell’Isola di Pasqua), Amburgo: Cram, de Gruyter – Autore Jacques B.M.
Si riconoscono inoltre uccelli, pesci, molluschi e artropodi ma anche alberi e figure geometriche come losanghe, cerchi e croci. Curiosamente solo alcuni sono simili ai petroglifi trovati in tutta l’isola, significando quindi una loro tipicità. La questione di importanza maggiore è comprendere se si tratti di un’invenzione autonoma della scrittura, analogamente a quanto avvenne in altre parti del mondo come ad esempio in Mesopotamia, Egitto, Cina e Mesoamerica. Di fatto se i glifi in Rongorongo, come risulterebbe dalle analisi, furono incisi prima dell’arrivo dei viaggiatori europei, questa scrittura potrebbe rappresentare l’ultima scoperta di una scrittura scevra da ogni influenza nella storia umana.

Tavola Berlino – Credito Wieczorek, Frankiewicz, Oskolski, Horley
Facciamo un passo indietro
Rapa Nui fu colonizzata da popolazioni polinesiane tra il 1150 e il 1280 e gli Europei arrivarono nel XVIII secolo ma non notarono la scrittura locale fino al 1864. Di fatto fu ritrovata solo su 27 oggetti/tavolette in legno, che riportano incisi grafismi di una intricata ed ancora indecifrata scrittura che fu chiamata Rongorongo. Dalla loro analisi furono identificati circa 15.000 caratteri con più di 400 glifi diversi che non corrispondono a nessun altro sistema di scrittura conosciuto. Questo fa ipotizzare che potrebbe essere una invenzione indipendente senza affinità con altri sistemi di scrittura. Quattro di queste tavolette furono inviate dai missionari cattolici al vescovo di Tahiti nel 1869, che successivamente le inviò in Europa.
In un recente studio, The invention of writing on Rapa Nui (Easter Island). New radiocarbon dates on the Rongorongo script di Silvia Ferrara et alii, sono state condotte delle datazioni al radiocarbonio su minuscoli campioni di quelle quattro tavolette di Rongorongo, oggi conservate presso la congregazione di suore dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria con sede a Roma. Le date al radiocarbonio suggerivano che tre delle tavolette fossero state realizzate con alberi abbattuti nel XVIII o XIX secolo, ma la data al radiocarbonio di una quarta indicava che proveniva da un albero abbattuto nel XV secolo ovvero antecedente all’arrivo degli europei a Rapa Nui. Questo suggerisce che la misteriosa scrittura Rongorongo fosse in uso prima di allora ma gli studi sono ostacolati dalla scarsità di materiale disponibile.
I ricercatori autori dello studio ritengono che, sebbene sia possibile che i glifi siano stati incisi su di una tavola ricavata da un albero tagliato molto prima, tuttavia, l’iscrizione fu probabilmente eseguita nel periodo del taglio in quanto l’ipotesi che il legno fosse stato conservato per più di 200 anni prima di essere utilizzato sembra poco probabile. Inoltre, una nuova analisi fa ipotizzare che il legno della tavoletta più antica possa venire da una specie arborea non originaria di Rapa Nui, forse un pezzo di legno galleggiante arenatosi sulle spiagge dell’isola.
La decifrazione della lingua Rongorongo è ancora uno dei misteri dell’isola ai confini del mondo. Questo fa ipotizzare che potrebbe essere una scrittura indipendente senza affinità con altri sistemi conosciuti. Purtroppo la scarsità di reperti non aiuta a comprenderne il mistero ma forse questo aggiunge ancora più fascino a quella enigmatica scrittura.
in anteprima una sezione centrale del Santiago Staff, linee 8–11. La linea intera rivolta verso l’alto è 10, mentre la linea intera capovolta è 9 – Fonte Bettocchi (2008) Antigua Rongorongo de la Isla de Pascua: Los prestigiosos objectos del Museo Nacional de Historia Natural de Santiago de Chile
Rongorongo Staff 8-11.png – Wikimedia Commons
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