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livello medio.
ARGOMENTO: GEOPOLITICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: STRATEGIA
parole chiave: Kill chain, droni, guerre asimmetriche
In questa nuova architettura multidominio, la recente comparsa di sistemi basati su razzi per il dispiegamento rapido di cortine multispettrali 14 acquisisce un significato profondo. Queste tecnologie non devono essere intese come una versione aggiornata delle vecchie cortine fumogene della fanteria, ma come contromisure tattiche tridimensionali. I moderni composti carboniosi, le particelle metalliche e gli additivi progettati per agire su diverse bande spettrali cambiano le regole del gioco. Essi schermano le frequenze degli infrarossi, disperdono i fasci laser che guidano le munizioni di precisione e introducono una dimensione radar fondamentale. In determinate configurazioni, questi aerosol possono svolgere una funzione analoga a quella dei chaff aeronautici 15, riflettendo e saturando i segnali dei radar millimetrici e dei seeker multimodali 16 che equipaggiano i droni e i missili di ultima generazione proprio nella delicata fase terminale dell’ingaggio.
Negli ultimi video circolati sui canali di analisti militari, vi sono curiose immagini provenienti dalla Cina: veicoli blindati o camion che sparano raffiche di piccoli razzi a corto raggio, creando in pochi secondi enormi e fitte nuvole biancastre. Quella a cui stiamo assistendo è una tecnologia reale, affascinante e decisamente figlia di una nuova “guerra fredda tecnologica”: i sistemi di cortine fumogene multispettrali (multispectral smoke screens), un settore in cui Pechino sta investendo massicciamente.

Tuttavia, l’obiettivo di questi sistemi di occultamento multispettrali non è la promessa utopica di un’invisibilità assoluta, bensì il fattore tempo. Nelle dinamiche del combattimento moderno, la cortina serve a guadagnare secondi preziosi. Interrompere il tracciamento ottico o radar del nemico anche solo per un breve lasso di tempo permette a un veicolo corazzato di manovrare, a una batteria di artiglieria di completare la procedura di shoot-and-scoot (“spara e sparisci”) e a un posto di comando di ridislocarsi prima dell’impatto. L’occultamento, per essere efficace, non può essere un atto isolato, bensì deve essere inserito in una fitta rete di Situational Awareness 17. Un comandante deve sapere da chi è osservato e attraverso quale sensore prima di attivare le proprie contromisure, coordinando il lancio degli aerosol con il disturbo elettronico (jamming) e l’inganno elettronico dei segnali satellitari (spoofing).

Questa necessità di protezione integrata diventa ancora più evidente se si analizza il mito dell’autonomia completa dei droni guidati dall’Intelligenza Artificiale (la cosiddetta Edge AI 18). Sebbene si ritenga che i sistemi di visione artificiale (computer vision) possano azzerare l’efficacia delle contromisure elettroniche rendendo i droni indipendenti dal GPS o dai datalink, la realtà sul campo mostra che gli algoritmi di tracciamento autonomo continuano a presentare significative vulnerabilità operative.
| Secondo Charani Patabendige, La percezione avviene tramite il senso. Raccogliendo dati, il cervello elabora le informazioni e forma un’interpretazione attraverso la consapevolezza. Questo permette agli esseri umani di comprendere, interagire e rispondere alle informazioni. Gli input sensoriali in sé non formano percezione; La percezione è come un fluido, ed è soggetta a cambiamenti. Ad esempio, il background, l’educazione, le emozioni, il contesto, l’istruzione e la cultura influenzano la percezione. La stessa percezione viene utilizzata dagli stati e dagli attori non statali per raggiungere i loro obiettivi strategici militari e non militari. Nota della redazione O4F |
L’IA soffre pesantemente le occlusioni visive, i falsi positivi e la densità termica delle nubi artificiali. L’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nei sistemi d’attacco riduce progressivamente l’efficacia delle sole contromisure elettroniche, rendendo imperativo affiancare loro strumenti di negazione ottica e multispettrale che saturino le capacità di calcolo del sensore nemico. La Guerra della Percezione rappresenta lo spostamento definitivo del baricentro del conflitto dal vettore al sensore. Il bersaglio non è più soltanto il vettore, ma il processo percettivo che rende possibile l’ingaggio; interrompere questo processo a monte rimane il modo più rapido ed economico per neutralizzare la minaccia fisica, che altrimenti richiederebbe uno sforzo cinetico insostenibile. I sistemi basati sugli aerosol multispettrali non sono la panacea contro ogni offesa dall’alto, ma rappresentano uno strumento vitale per degradare la comprensione del campo di battaglia da parte dell’avversario.
La difesa aerea del XXI secolo non consisterà più soltanto nel dispiegare missili sempre più complessi per intercettare l’offesa, ma nel negare al nemico la capacità stessa di vedere e identificare il bersaglio. Nell’epoca dell’HAWK il radar era lo strumento che consentiva di combattere; nell’epoca dei droni, la capacità di sottrarsi allo sguardo del nemico potrebbe diventare il requisito indispensabile per continuare a farlo. La nebbia della guerra descritta da Clausewitz non è scomparsa nell’era dei sensori e dell’IA; sta semplicemente cambiando forma, diventando sempre più una capacità da creare e imporre al nemico piuttosto che una condizione da subire.
Andrea Lancioli
Ufficiale e docente di storia militare. Analizza i conflitti contemporanei attraverso il dialogo tra storia, strategia e geopolitica, con un approccio sistemico e orientato al lungo periodo.
articolo pubblicato originariamente su DIFESAONLINE a cui si rimanda per eventuali approfondimenti La Guerra della Percezione: perché interrompere la kill chain è diventato più importante che distruggere il vettore – Difesa Online
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Fonti e riferimenti essenziali (non esaustivi, utili come base di orientamento per il lettore)
Clausewitz, C. von (2024), Della guerra, ed. integrale, prefazione di Mini F., trad. Fumagalli G., Tarsetti M., Villa M., IBEX Edizioni.
Boyd, J.R. (2018), A Discourse on Winning and Losing, a cura di Hammond G.T., Air University Press, Maxwell AFB.
Brose, C. (2020), Kill Chain. Defending America in the Future of High-Tech Warfare, Hachette Books.
Studi e pubblicazioni del Joint Air Power Competence Centre (JAPCC) sulla difesa aerea integrata e i sistemi C-UAS.
Rapporti del Royal United Services Institute (RUSI) sulle lezioni operative della guerra in Ucraina.
Analisi del International Institute for Strategic Studies (IISS) e della RAND Corporation su guerra elettronica, droni e intelligenza artificiale applicata ai sistemi militari.
Note
14 Le cortine fumogene multispettrali (multispectral smoke screens) sono sistemi di occultamento che generano nubi artificiali (aerosol) composte da particelle progettate per interferire con diversi tipi di sensori. A differenza delle tradizionali cortine fumogene, che agiscono principalmente nello spettro visibile, esse possono ridurre l’efficacia dei sensori infrarossi, disperdere i fasci laser e, in alcune configurazioni, ostacolare l’impiego di sensori radar. Il loro scopo non è rendere invisibile il bersaglio, ma degradare temporaneamente la capacità dell’avversario di individuarlo, identificarlo e seguirlo.
15 Le chaff sono contromisure passive costituite da migliaia di sottilissime fibre metalliche o metallizzate disperse nell’aria da aeromobili, navi o sistemi terrestri. Tali particelle generano numerosi echi radar artificiali, creando falsi bersagli o schermando temporaneamente la posizione reale della piattaforma. Introdotti durante la Seconda guerra mondiale, i chaff rappresentano ancora oggi una delle principali contromisure contro i sistemi di scoperta e guida radar.
16 Per seeker multimodale si intende un sistema di guida terminale che combina più sensori differenti (radar, infrarosso, elettro-ottico, laser, ecc.) per individuare e seguire il bersaglio. L’integrazione di più modalità di scoperta aumenta la resistenza alle contromisure e migliora la capacità di mantenere il tracciamento anche in presenza di occultamento, disturbo elettronico o condizioni ambientali avverse.
17 La Situational Awareness (consapevolezza situazionale) è la capacità di percepire, comprendere e anticipare l’evoluzione dell’ambiente operativo attraverso l’integrazione di informazioni provenienti da sensori, osservatori, sistemi di comando e intelligence. In ambito militare non consiste nella semplice disponibilità di dati, ma nella capacità di trasformarli in una comprensione utile per il processo decisionale e per l’impiego efficace delle risorse disponibili.
18 Con Edge AI si indica l’impiego di algoritmi di Intelligenza Artificiale direttamente a bordo della piattaforma che li utilizza, senza la necessità di elaborare continuamente i dati tramite collegamenti esterni o infrastrutture remote. Nel caso dei droni, ciò consente di eseguire funzioni di riconoscimento, navigazione e tracciamento del bersaglio anche in ambienti caratterizzati da forte disturbo elettronico o limitata connettività.
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