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livello elementare
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ARGOMENTO: GEOPOLITICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: TURCHIA
parole chiave: Erdogan, espansionismo influenza turca, mar mediterraneo
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Nonostante il PKK abbia apparentemente abbandonato le sue velleità indipendentiste, il governo turco non riesce a fruire di una scia che potrebbe permettergli di risalire una china impervia. La Turchia non è solo provincia ma anche centri urbani popolosi, acculturati, che non temono di mostrare il loro dissenso, ricordando ancora una volta il sacrificio dei dissenzienti di Gezi Park. Ekrem Imamoglu, il sindaco di Istanbul, è ormai percepito come un rischio, l’uomo che, a capo della municipalità più importante dell’Anatolia, può creare problemi ad un leader che, forse, comincia a non capire più fino a quando può sfidare il tempo che attende alla resa dei conti. L’arresto di Imamoglu porta con sé tuttavia una brezza che può trasformarsi in vento: la Turchia comincia a destarsi scendendo in piazza per la democrazia, dopo aver avvertito un’inequivocabile svolta autoritaria impressa da un governo forse, troppo assuefatto ad un costante stato di emergenza.

Che migliaia di Turchi stiano scendendo in piazza è un fatto, come è un fatto che Imamoglu, che occupa quella che è di fatto la seconda carica del paese, sia stato arrestato a pochi giorni dall’investitura quale candidato alla presidenza da parte del Partito Popolare Repubblicano. Che Imamoglu sia stato eletto sindaco di Istanbul per ben due volte, è di certo suonato come un imperioso campanello d’allarme. Il suo arresto, a seguito dell’accusa di corruzione e favoreggiamento del PKK curdo, ha portato ad oltre un centinaio di arresti, che hanno sì visto in manette politici, giornalisti, imprenditori, ma che hanno dato vita a manifestazioni la cui entità si era dimenticata ed in cui gli slogan sono stati così critici verso l’AKP (Adalet ve Kalkınma Partisi, partito di ispirazione islamico-conservatrice al governo dal 2002, ndr) da determinare un divieto di protesta lungo quattro giorni. Ma nuove contestazioni intanto sono già state organizzate.

Ekrem Imamoglu – Autore Hilmi Hacaloğlu Rkrem İmamoğlu 20190522 2.jpg – Wikimedia Commons
L’arresto di Imamoglu segna l’apice delle restrizioni imposte da un governo accusato di derive autocratiche tanto da indurre molti a chiedere ai partiti d’opposizione di boicottare le elezioni presidenziali del 2028. Il CHP ha stigmatizzato l’ondata di arresti definendoli espressione di un colpo di stato contro quello che è già percepito come il prossimo presidente. Nel frattempo lo Stato turco ha limitato l’accesso a Internet, mentre il governo ha respinto qualsiasi addebito. Le smentite tuttavia suonano come un’excusatio non petita che, anzi, contribuisce ad esacerbare la situazione. Curiosamente l’arresto è stato eseguito poco dopo che l’ateneo di Istanbul aveva revocato la laurea di Imamoglu per irregolarità che, pur nella loro presunzione, di fatto mettono in forse la sua candidatura, visto che la Costituzione impone, agli aspiranti presidenti, il completamento degli studi universitari. Le ripetute traversie giudiziarie di Imamoglu hanno giocoforza condotto a mettere in dubbio la liceità di accuse che hanno la sembianza di tentativi atti a consentire a Erdogan, in qualche modo, di concorrere per un impossibile (forse) terzo mandato presidenziale. Al tintinnar di manette la lira turca è crollata, peraltro già fiaccata dai timori di una persistente incertezza economico-finanziaria. La Turchia, paese che per cultura ed espressione di potenza regionale non può non essere considerata con attenzione, sta attraversando uno dei suoi momenti storici più travagliati che segna un ulteriore allontanamento dal consesso politico europeo che pure avrebbe ora più che mai bisogno dell’Industria bellica di Ankara. Non è escluso che proprio la percezione della propria possibile rilevanza abbia indotto Erdogan a tentare un colpo di fatto pericolosissimo.
Gino Lanzara
In anteprima cosa rimarrà della Turchia di Ataturk? Ana Vatan – (Turkey). LOC 2010593205.tif – Wikimedia Commons
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pubblicato originariamente su Turchia in bilico: l’arresto di Imamoglu scatena la piazza e scuote il regime di Erdogan – Difesa Online
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