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La storia di Martín Álvarez, un eroe spagnolo onorato anche dagli Inglesi di Gianluca Bertozzi

livello elementare
.
ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XVIII SECOLO
AREA: OCEANO ATLANTICO
parole chiave: Martin Alvarez, Horatio Nelson
.

Raccontiamo oggi una storia di eroismo, quella di Martín Álvarez, un granatiere della Fanteria di Marina spagnola che difese fino all’estremo la bandiera della sua nave che gli era stata affidata dal suo Comandante.

Un uomo umile che visse con coraggio e onore tutta la sua vita
Martín Álvarez nacque a Montemolín (provincia di Badajoz) nel 1766,figlio del carrettiere Pedro Álvarez e di Benita Galán. Alla morte del padre andò a Siviglia per arruolarsi in un Reggimento di cavalleria, ma a causa di un fortuito incontro con un militare della marina spagnola optò per la Fanteria di marina, entrando a far parte della 3ª Compagnia del 9º Battaglione granatieri il 27 aprile 1790. Mandato successivamente a Cadice entrò a far parte della sorveglianza dell’arsenale, imbarcandosi sul vascello da 74 cannoni Gallardo nel corso del 1792, quando quest’ultimo fu trasferito a Cartagena.

Nel 1793 Spagna e Inghilterra si allearono nella guerra contro la Francia rivoluzionaria. Quando i Francesi occuparono le isole di San Pietro e Sant’Antioco, situate nella Sardegna meridionale, sbarcandovi 2.000 soldati e 4.000 volontari marsigliesi, il tenente generale don Francisco de Borja y Poyo lasciò Cartagena con ventiquattro vascelli e nove fregate, tra cui il Gallardo, per riconquistare le due isole. A fine di maggio l’operazione fu terminata, e costò ai Francesi la perdita di tre fregate e la cattura dell’intera guarnigione, mentre le navi spagnole rientrarono a Cartagena.

Nel corso del 1794 Martín Alvarez fu trasferito sul vascello San Carlos assegnato alla scorta di un convoglio di navi mercantili che trasportavano truppe e materiali destinati alla difesa delle Indie occidentali. Nel 1796 prestò servizio sul vascello da 112 cannoni Santa Ana, passando poi sul Príncipe de Asturias, e infine, il 1 febbraio 1797, sull’80 cannoni San Nicolás de Bari al comando dal capitano don Tomás Geraldino y Geraldino, con cui salpò verso Malaga e quindi l’Atlantico per scortare un grande convoglio.
Nel corso della battaglia di Capo San Vincenzo, avvenuta il 14 febbraio 1797, il vascello spagnolo da 80 cannoni San Nicolás de Bari fu attaccato ed abbordato dal vascello inglese Captain al comando del Commodoro Horatio Nelson.

Santísima Trinidad, el Escorial de los Mares

Durante il combattimento venne ferito gravemente il capitano della nave spagnola Tomás Geraldino y Geraldino che, poco prima di morire, affidò a Martín Álvarez la custodia della bandiera spagnola che garriva a poppa del vascello con la frase:  ¡La Bandera no se arría! Rimasto solo, Álvarez mantenne la consegna uccidendo due ufficiali inglesi e ferendo due marinai che cercavano di ammainarla. Ferito più volte infine cadde riverso sul cassero del San Nicolás de Bari.

Dipinto di Richard Westall del 1806 raffigurante Nelson che riceve la resa del vascello spagnolo San Nicolás de Bari durante la battaglia di Capo San Vincenzo. In realtà il capitano Tomás Geraldino y Geraldino era già morto quando avvenne il fatto.

La scena fu osservata da Horatio Nelson in persona che, quando diede ordine di seppellire in mare i corpi dei caduti, volle che il granatiere spagnolo fosse avvolto nella bandiera che aveva difeso a costo della vita. Mentre si stava per celebrare la funzione religiosa il cappellano si accorse che il granatiere spagnolo respirava ancora, e Nelson diede ordine che fosse immediatamente curato, raccogliendone più tardi il nome.

Horatio Nelson

Trasferito successivamente a Lagos, in Algarve (Portogallo), gli fu fornito un salvacondotto per raggiungere la Spagna. Raggiunta Siviglia testimoniò al Consiglio di guerra che doveva giudicare il comportamento dei comandanti che avevano perso la loro unità, affermando davanti all’ufficiale che rappresentava l’accusa, don Manuel Nuñez Gaona, che il vascello San Nicolás de Bari non si era arreso in quanto nessun ufficiale o marinaio spagnolo aveva ammainato la bandiera, ma era stato catturato in quanto l’equipaggio era tutto o morto o ferito.

Come ricompensa per il valore dimostrato in battaglia fu promosso a caporale il 17 maggio 1798, e imparò a leggere ed a scrivere, imbarcandosi sul vascello Purísima Concepción nave ammiraglia del tenente generale José de Mazarredo Salazar Muñatones y Gortázar che nel mese di agosto salpò con una forte squadra navale per raggiungere Brest, in Francia. Il 12 novembre il Purísima Concepción fu raggiunto da una urca che trasportava posta e la comunicazione che S.M. il Re aveva assegnato al caporale Martín Álvarez una pensione di quattro scudi mensili. Tale Real Orden fu letto dal comandante del vascello, il Brigadiere Antonio de Escaño, alla presenza di tutto l’equipaggio schierato. Alvarez mori pochi anni dopo mentre prestava servizio sul Purísima Concepción a seguito di una caduta accidentale, subendo un forte colpo al petto tale da dover essere ricoverato presso l’ospedale di Brest, dove si spense il 23 febbraio 1801.

La spada con cui quel giorno difese strenuamente la bandiera spagnola è esposta presso il National Maritime Museum di Londra. Su di un cannone che si trova a Gibilterra si possono ammirare due delfini intrecciati e lo scudo della Spagna con la scritta “Carolus III”, ed una placca di ferro con la scritta inglese che, tradotta, recita: 14 di febbraio del 1797.- Battaglia Navale di Capo San Vincenzo. Hurra per il “Captain”, hurra per il “San Nicolás”, hurra per Martín Alvarez.

Questa da wikipedia italiana ma aggiungo una relazione di parte inglese dell’episodio descritta in vari siti spagnoli (la mia traduzione è incerta e me ne scuso) e l’interrogatorio della corte marziale spagnola che lascio in lingua spagnola perché credo abbastanza comprensibile e che renda bene lo spirito del nostro granatiere.

Sul vascello spagnolo c’è ancora qualcosa da conquistare, sul cassero sventola ancora la bandiera spagnola. Un ufficiale inglese se ne accorge e si avvicina per ammainarla. Prima di arrivare un soldato spagnolo di guardia gli intima di fermarsi. L’ufficiale lo ignora e continua ad avvicinarsi e la sentinella lo colpisce con un colpo talmente forte che la sciabola lo trapassa con tanta forza da inchiodarsi nel legno di una paratia. Un altro ufficiale inglese seguito da soldati si avvicina e la sentinella non riuscendo a estrarre la sciabola impugna un fucile come una mazza e uccide l’ufficiale e ferisce due soldati prima di cadere crivellato dai colpi …

“En el interrogatorio de Martín Álvarez se dijo lo siguiente:
El General Núñez: – ¿Se encontraba en el navío “San Nicolás de Bari” con ocasión de rendirse este barco a los ingleses?-.
Martín: – Yo no he estado nunca en el “San Nicolás de Bari” en ocasión de rendirse a los ingleses.
El Fiscal: – ¿No te encontrabas en el “San Nicolás de Bari” el 14 de febrero?-.
Martín:-Sí señor­-.
El Fiscal: ­-¿Y no fuiste después a poder de los ingleses?-.
Martín:- Si señor-.
El Fiscal: – Entonces, ¿por qué niegas haber estado en el “San Nicolás de Bari” con ocasión de redirse a los ingleses?.
Martín: – Porque el “San Nicolás de Bari” no se rindió, sino que fue abordado y tomado a sangre y fuego-.
El Fiscal: – ¿Y a qué llamáis entonces rendirse?-.
Martín: – Yo creo, que no habiendo ningún español cuando se arrió su bandera, mal pudieron haber capitulado.
El Fiscal: -¿Pues donde estaba la tripulación?-.
Martín: – Toda se hallaba muerta o malherida”

La bandiera non si ammaina

Gianluca Bertozzi
storico

 

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