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L’idrodinamismo nell’Area dello Stretto di Messina: gli effetti fisici di Angelo Vazzana

Reading Time: 7 minutes

ARGOMENTO: OCEANOGRAFIA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: MAR MEDITERRANEO

“brezza o Boria” e vortice di termica ascensionale

Nel precedente articolo abbiamo parlato dei movimenti delle acque marine nell’ Area dello Stretto tra la Sicilia e la Calabria e la loro efficacia per la circolazione, l’ossigenazione e la dispersione della biodiversità marina nelle acque del Mediterraneo. Azione sostenuta dal “cuore pulsante” in posizione centrale che si identifica nell’ Area dello Stretto e il suo idrodinamismo continuo e alternato ogni 6 ore, per ben 4 volte al giorno con velocità di scorrimento fino ad un massimo di 6 nodi pari a circa 3 m/s presso la costa calabra di Punta Pezzo poco a nord del porto di Villa San Giovanni. Il flusso di corrente marina verso il Mar Tirreno o verso nord viene denominato Montante e il riflusso dal Mar Tirreno verso l’Area dello Stretto o da nord a sud viene denominato Scendente. A questi flussi di correnti marine orizzontali nord-sud e viceversa, contemporaneamente si hanno i flussi di corrente verticali nell’Area marina intorno a Punta Pezzo o risalita di acque di profondità in superfice dove si espandono.

Questo aspetto viene detto upwelling e si determina per la presenza sui fondali della cresta orografica sommersa congiungente il continente all’isola, come la cresta di un valico e per questo denominata SELLA dello Stretto posizionata a – 100 m circa tra due bacini che si approfondiscono a distanza di 20 km con profondità di 2000 m. Il notevole flusso di corrente Montante verso nord va a scontrarsi con la scarpata meridionale della Sella prendendo la direzione verso la superficie e qui si espande formando le cosiddette “macchie d’olio”: Nella fase di Scendente a Punta Pezzo, il flusso di corrente superficiale verso sud e quello verticale o di risalita si incontrano in modo incidente determinando un continuo scorrere di vortici spettacolari e naturali. Tale fenomeno unico si prolunga per un periodo fino a quando le correnti hanno una velocità tra 4 – 6 nodi e i particolare nei giorni intorno ai Novilunio e Plenilunio. Le Tabelle di marea ci indicano ad esempio l’orario delle massime di Scendente e quindi è il momento di poter osservare questo costante fenomeno naturale, unico perché è associato alla creazione e rappresentazione del mito universale della Cariddi, descritto nei versi dell’Odissea (527 a.C., v. 104 del XII libro).

Punta Pezzo (RC): upwelling – acque profonde in risalita – vortici

La continua risalita di acque di profondità abissale che si espandono in superfice sulle acque del Tirreno Meridionale e Area dello Stretto, portano acque con una capacità termica di 14 °C perennemente a contatto con l’atmosfera, condizionandone le sue manifestazioni e determinando quegli effetti fisici unici per questi luoghi a latitudini meridionali. Per tutto l’anno si avvertono in questa area condizioni generali di clima fresco e gradevole d’estate e temperato e mite d’inverno, naturalmente a meno di manifestazioni meteoclimatiche più importanti e da distanza.

Manifestazioni meteoclimatiche
L’effetto atmosferico più importante è la costante e giornaliera brezza di mare nell’ Area dello Stretto che si forma ad iniziare dalle ore 8 antimeridiane e scema alle ore 20 serali. Un venticello non forte ma fresco che ha una direzione ben determinata nel canale orografico tra l’Aspromonte e i Monti Peloritani, nascendo questo vento tra Capo Peloro e le isole Eolie nella direzione Sud Est verso la città di Reggio Calabria e oltre più a sud. A questo venticello fresco si è dato il nome di Vento di Canale o “Boria” che per la sua frescura ricorda un vento del nord (e ha creato il Mito di Eolo, la divinità dei venti).

Questa brezza o venticello costante crea diversi effetti fisici sul territorio. Importante è il microclima particolare con temperature che mitigano quelle estreme stagionali regalando poche giornate fredde ma per lo più temperate e miti. Questo clima si è rivelato ideale per far sviluppare rigoglioso in questo territorio, nelle vallate a est e verso sud, del frutto quasi esotico denominato Annona dal gusto e profumo delicato e soprattutto dell’agrume tipico quale è il Bergamotto di Reggio Calabria.

Bergamotto di Reggio Calabria

Viene denominato “oro verde” poiché utilizzato in tutte le sue componenti: in primis dall’essenza contenuta negli alveoli della buccia dai quali si estrae l’olio che è alla base per la produzione a livello mondiale dei profumi. Inoltre il bergamotto viene utilizzato come antisettico (bergamon) e per aromatizzare e profumare le pietanze e liquori. Viene anche usato in pasticceria ma soprattutto se ne utilizza l’aspro succo che viene abbinato ad altri estratti di frutta (come mele e banane) per ottenere una bevanda rinfrescante).  Infine, per le sue proprietà antiossidanti e salutistiche, è utile per diminuire il tasso di colesterolo nel sangue.

 

Questo vento fresco genera sullo Stretto una corrente termica ascensionale che favorisce la migrazioni aviarie costituendo un ponte, corridoio o rotta migratoria Africa-Europa. Così nella migrazione primaverile nel cielo dello Stretto si possono vedere numerosi grandi uccelli (falchi, f. pecchiaiolo) portarsi dal Capo della Sicilia, roteare in gruppi numerosi innalzandosi verso le alture dell’Aspromonte, sfruttando la corrente ascensionale. Il vento costante nello specchio di mare tra la Calabria e la Sicilia è diventato un laboratorio sperimentale in quanto quasi sempre presente può essere sfruttato per produrre energia:  in via sperimentale si stanno installando turbine eoliche sul mare, collegate via cavo alla terraferma per portare energia elettrica pulita per insediamenti di tipo industriali e per uso domestico.

Laboratorio marittimo NOEL 

Quindi un vento costante e determinato nei suoi parametri fisici e direzionali che ha fatto sorgere un laboratorio marittimo (NOEL) per lo studio del moto ondoso ai fini di sperimentare modelli in scala di difese frangiflutti o portuali e per produrre energia elettrica in modo costante. Nel periodo 1989-94 un gruppo di docenti dell’Università di Reggio Calabria, coordinato dal prof. Paolo Boccotti portò a termine, con successo, sei esperimenti in mare sulla meccanica delle onde generate dal vento e sull’interazione onde-strutture, i cui risultati furono poi pubblicati su prestigiose riviste internazionali del settore e diffusamente illustrati nei volumi di Boccotti ‘Idraulica Marittima’ (UTET, 1997), ‘Wave Mechanics for Ocean Engineering’ (Elsevier, 2000) e ‘Wave Mechanics and Wave Loads on Marine Structures’ (Elsevier BH, 2014). I predetti esperimenti prevedevano, per la prima volta al mondo, la realizzazione direttamente in mare di modelli (in scala ridotta di Froude) di strutture marittime, operando con tecniche da laboratorio. È in corso un’attività sperimentale, iniziata nel luglio 2015, che ha per oggetto lo studio del moto di una struttura galleggiante di tipo SPAR, che rappresenta in scala 1:30 un supporto per turbine eoliche offshore. Questa tipologia strutturale è molto promettente per lo sviluppo futuro della produzione di energia da fonti rinnovabili ed è dunque importante studiarne il comportamento in modo più approfondito. Il supporto è costituito da un corpo cilindrico in acciaio lungo circa 4 m, mentre la torre eolica è rappresentata con un cilindro in alluminio lungo di circa 3 m con un massa in cima. La struttura è ancorata con catene su un fondale profondo circa 7 m ed è strumentata con un’antenna GPS e una piattaforma AHRS per registrare gli spostamenti e le rotazioni. Lo SPAR e visibile nello specchio acqueo, in direzione NORD.

Turbina eolica su piattaforma marittima

Le forti correnti marine in prossimità dello Stretto sono una di quelle risorse naturali a scarso impatto ambientale sfruttabili sempre per produrre energia elettrica ecocompatibile o alternativa ai combustibili fossili. A tal riguardo da alcuni anni sono state istallate delle turbine subacquee sperimentali per questo scopo.

turbine sommerse

Si tratterebbe di sfruttare l’energia delle onde di mare con un Resonant Wave Energy Converter REWEC3 (conosciuto anche come dispositivo a colonna d’acqua oscillante U-OWC), brevettato dal professore Paolo Boccotti. La diga è realizzata in cemento armato, con la parte attiva in acciaio. Una turbina di Wells è collegata alla camera di assorbimento del cassone centrale.

Azioni delle onde di mare su una diga sperimentale a parete verticale(2010-2011)  nell’ambito del progetto NOEL, Natural Ocean Engineering Laboratory

Non ultimo anche gli sport che si svolgono sull’acqua marina hanno scelto nell’Area dello Stretto un campo di svago e competizione: il vento costante ha fatto sorgere una scuola di Kitesurf nella località di Punta Pellaro (RC) e scuole per giovani e semi professionisti della vela. 

Kitesurf a Punta Pellaro (RC)

E’ il caso di dirlo  lo stretto non ci fa mancare nulla. 

Angelo Vazzana
Per info e contatti dott. ANGELO VAZZANA
email: vazzana00@gmail.com
Social: FB diario – Messenger –
Museo: www.museopaleomarino.org visite su appuntamento

 

 

Riferimenti
2011 – Biodiversità marina lungo le coste della provincia di Reggio Calabria; Ed. Laruffa RC, Isbn 978-88-7221-543-2.
2016 – Fenomeni Naturali e Miti nell’Area dello Stretto – Skylla e Cariddi negli Autori reggini dell’Odissea; Ed. Gangemi Roma, Isbn 978884923276-9.
2018 – Odissea dell’ODISSEA – ODYSSEY’s odyssey; testo bilingue italiano e inglese, Ed. Gangemi Roma, Isbn 978-884923584-5.
Distribuiti in rete, + versione ebook.

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