If you save the Ocean You save the Planet

Eventi

  • No events

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

I relitti di Marzameni

Reading Time: 6 minutes

livello elementare
.
ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA MARINA
PERIODO: III SECOLO
AREA: MAR MEDITERRANEO
parole chiave: relitto

A volte i relitti parlano e ci raccontano storie lontane di mare, di guerra e di morte. Quasi 1.500 anni fa, una nave mercantile bizantina si ritrovò in mezzo ad una tempesta. Il vento e le onde lo spinsero verso la costa siciliana e la nave che trasportava un carico di pietre incominciò a rollare pericolosamente. Ormai senza possibilità di manovra l’equipaggio si sentì perduto. La speranza di poter raggiungere un porto sicuro svanì presto. Siracusa era a 25 miglia a nord, quando un’onda maggiore delle altre sollevò lo scafo della nave e lo spinse ormai senza speranza su una scogliera. Le 150 tonnellate di materiale litico fuoriuscirono e si sparsero sul fondo marino. La nave stava trasportando materiale edile già lavorato come colonne, capitelli, basi e persino un ambone decorato ed un pulpito. Destinati a qualche chiesa che li aveva commissionati non arrivarono mai a destinazione e lapidi incise e decorazioni divennero parte del fondale nascondendosi nel sedimento. Questo per almeno quattordici lunghi secoli.

Si racconta che nel 1959 un pescatore ne individuò alcune mentre era intento nella pesca delle seppie. Aveva ritrovato i resti di un relitto antico che divenne famoso come il relitto di Marzameni.

Coprendo un’area un pò più piccola di un campo di calcio e situata a meno di un metro e mezzo di profondità dal villaggio di pescatori di Marzamemi, il sito fu facilmente studiato negli anni ’60 da Gerhard Kapitän, un archeologo e etnografo tedesco. Kapitän era convinto che il naufragio di Marzamemi avesse un ruolo importante in una massiccia campagna di costruzione voluta da Giustiniano I, il grande imperatore bizantino noto come “l’ultimo romano”.

Basandosi su numerosi dettagli scavati sulle decorazioni dei marmi, Kapitän concluse che non solo la nave affondò durante il regno di Giustiniano, ma che probabilmente il suo carico consistente in elementi decorativi della navata di una chiesa vicino a Costantinopoli, era diretto verso occidente forse per arricchire una nuova chiesa.

Kapitän riteneva che quei marmi costituissero un insieme quasi completo di elementi per una basilica bizantina. Dalle prime stime, il carico naufragato nelle acque siciliane era di 290 tonnellate di marmo proveniente, soprattutto, dall’isola di Marmara, in Turchia.

In seguito, l’archeologo della Stanford University Justin Leidwanger e l’assessore regionale della Sicilia per il patrimonio culturale, Sebastiano Tusa, ritornarono sul luogo del naufragio di Marzamemi alla testa di un team di archeologi. Tra le tante domande: come arrivarono i carichi di marmo, chi era il mittente di quei beni costosi e dove erano diretti. Leidwanger ritiene che l’ipotesi che l’ipotesi di spedire materiali precostruiti per costruire delle chiese in Occidente sia in qualche modo limitativa. 

Flavio Pietro Sabbazio Giustiniano meglio noto come Giustiniano I il Grande fu un imperatore bizantino, dal 1º agosto 527 fino alla sua morte avvenuta nel 565 d.C.

Spedizioni di materiali per la costruzione a livello industriale iniziarono da subito, con l’avvento dell’impero romano e raggiunse il suo apice nel terzo secolo d.C. Con la caduta dell’impero Romano le province occidentali caddero in mano ai Vandali, ai Visigoti e agli Ostrogoti, e le reti commerciali crollarono. Quando Giustiniano I prese il potere nel 527, la situazione era drammatica. Solo Costantinopoli resisteva e Giustiniano intraprese una politica di riconquista dell’impero nei territori che erano caduti in mano ai Barbari. I Bizantini, dopo aver ricatturato il Nord Africa, la penisola italica, parte della Spagna e le principali isole del Mediterraneo cercarono di ricostruire l’Impero. Giustiniano I decise di costruire nuove fortificazioni, chiese, castelli, terme, acquedotti, cisterne e monasteri. Un’opera importante che si svolse da Gerusalemme fino alla Spagna nel tentativo di riconsolidare l’impero sotto la croce del Cristianesimo. 

Perché Marzameni?
Marzamemi
era posta lungo una rotta importante, a sud est della Sicilia, un incrocio delle rotte commerciali che attraversano il mar Mediterraneo, separando l’Europa e l’Africa. Da un lato la perigliosa rotta verso lo stretto di Messina battuta da forti venti e correnti, dall’altro una lunga costa senza riparo ai venti meridionali di Scirocco e Mezzogiorno, ovvero da Sud-Est e da Sud).

La nave mercantile bizantina era probabilmente in rotta verso Siracusa, per trovare riparo dal cattivo tempo nella sua baia protetta, ma non vi arrivò mai. Lo studio del relitto è relativamente semplice in quanto le profondità in gioco sono molto basse anche se il fondo limoso nasconde facilmente. I resti marmorei ritrovati da Kapitan hanno mostrato lastre di pregiato marmi, dal bianco-grigio dal Proconneso allo screziato verde dalle montagne del nord della Grecia, che indicano che questo carico era destinato ad una piccola ma ricca basilica urbana.

Secondo Leidwanger potrebbe esserci stato un secondo piccolo carico, forse di vino oppure olio, in anfore da trasporto, nonché vasi da dispensa, da cucina e da mensa provenienti dalla cambusa, insieme a concrezioni metalliche della nave stessa. L’attenzione ora non è più concentrata sui pezzi di marmo ma verso i piccoli artefatti nascosti nel sedimento, come frammenti di ceramiche, monete e di vetro ma anche i chiodi dello scafo ed frammenti della nave. Questi ritrovamenti sono particolarmente importanti per comprendere l’insieme del relitto. Un opera capillare che trova difficoltà nel fatto che il sito è stato ed è facilmente raggiungibile da terzi che, raccogliendo resti degli artefatti, possono compromette il quadro totale del relitto.

Un ambizioso progetto, dal titolo “Le rotte dei marmi”, sta cercando ora di fare chiarezza. Un programma di studio, iniziato dallo staff della Sovrintendenza del Mare della regione Sicilia, che da anni si dedica allo studio dei ritrovamenti lungo le coste di Sicilia e Calabria di navi romane che trasportavano i pregiati marmi dall’Oriente e dalla Grecia destinati ai grandiosi edifici pubblici e privati dell’epoca. Le ricerche hanno come obiettivo la documentazione dei carichi per mezzo di tecnologie fotogrammetriche sperimentali, grazie anche alla consulenza di Francesco Guerra, responsabile del laboratorio di fotogrammetria dell’Università IUAV di Venezia, in grado di restituire visualizzazioni 3D ad alta definizione e la campionatura sistematica dei blocchi litici per sottoporli al riconoscimento. Quest’ultima fase del progetto viene curata da Lorenzo Lazzarini, direttore del Laboratorio per l’Analisi dei Materiali Antichi dello IUAV.

La documentazione raccolta viene processata in ambiente 3D anche grazie alla collaborazione di Simone Parizzi, ingegnere navale, per proporre una ricostruzione delle dimensioni, della forma della nave e delle sue caratteristiche idrostatiche. L’esiguità delle testimonianze dei resti lignei degli scafi impiegati per il trasporto di questi carichi straordinari (che arrivano fino alle 350 tonnellate) impone, infatti, di procedere con proposte ricostruttive partendo dalla ricomposizione del carico. Nel caso del relitto delle colonne di Marzameni (2014) i ricercatori dell’Università Cà Foscari e dello IUAV di Venezia esplorarono l’enorme carico, uno dei più grandi conosciuti del Mediterraneo antico.

Con loro anche gli esperti della Soprintendenza del Mare guidata, all’epoca, dall’indimenticabile Sebastiano Tusa. I ricercatori hanno ritrovato quattordici blocchi di marmo tra i quali la più grande colonna ritrovata sott’acqua nel Mediterraneo (640 cm x 185 cm, 49 tonnellate). Il tonnellaggio totale del carico è stato stimato di 164 tonnellate con un volume totale di 61 metri cubi. Dalle analisi dei campioni, il marmo risulta essere anch’esso di tipo proconnesio, proveniente, quindi, dal Mar di Marmara.

La ricerca continua.

Fonti
Balletti, Caterina, Beltrame, Carlo, Elisa Costa, Paolo Vernier, Francesco Guerra, in c.s., 3D Reconstruction of marble cargos shipwreck based on underwater multi-image photogrammetry in Digital applications in archeology and cultural heritage.

Caterina Balletti; Carlo Beltrame; Elisa Costa; Francesco Guerra; Paolo Vernier, 2015, Underwater photogrammetry and 3D reconstruction of marble cargos shipwreck , The international archives of the photogrammetry, remote sensing and spatial information sciences, ISPRS, vol. XL, pp. 7-13, Convegno: Underwater 3D recording and modeling.

Elisa Costa; Carlo Beltrame; Francesco Guerra, 2015, Potentialities of 3D reconstruction in Maritime Archaeology , CAA, 21st Century Archaeology, methods and tools, Concepts. Proceedings of the 42nd annual conference on Computer applications and quantitative methods in archaeology, Oxford, Archeopress, pp. 549-556, Convegno: Computer Applications and Quantitative Methods in Archaeology (CAA), 2014.

Leidwanger, J. 2016. “I Relitti di Marzamemi.”

Mirabilia Maris: Tesori dai Mari di Sicilia, edited by F. Agneto, A. Fresina, F. Oliveri, F. Sgroi, and S. Tusa, 185-187. Palermo: Regione siciliana.

print
(Visited 395 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della traduzione

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro, e la pubblicazione per qualunque utilizzo degli articoli e delle immagini pubblicate è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore degli stessi che può essere contattato tramite la seguente email: infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettetemi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

6 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Filter by Categories
Archeologia
archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
astronomia e astrofisica
Biologia
biologia e ecologia marina
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
marine militari
Marine militari
Materiali
Medicina subacquea
meteorologia e climatologia
Meteorologia e stato del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
scienze marine
Sicurezza marittima
storia
Storia della subacquea
storia della Terra
Storia Navale
subacquea
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
Share
Translate »