If you save the Ocean You save the Planet

Eventi

  • No events

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

Ricordo del vapore, elogio dei meccanici, un’apologia di nave Ardito

Reading Time: 5 minutes

.
livello elementare
.
ARGOMENTO: MARINA MILITARE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: ITALIA
parole chiave: marina militare italiana, navi a vapore, meccanici

 

La stagione del vapore è durata più o meno un secolo, ed ha visto la Marina militare italiana entrarne tardi ed uscirne alla massima espressione grazie al cacciatorpediniere Ardito. Una Marina del vapore che aveva i suoi maghi, i meccanici, specialità di bordo virtuosa che non c’è più, fucina di eccellenze e responsabilità, gente ben conscia che il vapore non perdona neppure i minimi errori.

Sino alla legge navale degli anni 70 del secolo scorso (ancora ieri per molti di noi) gli apparati di propulsione delle “navi di linea” erano a vapore, ossia il connubio di una complessa integrazione tra caldaie, turbine ed una infinità di ausiliari che “riempivano” lo scafo.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 46BE4CB6-C694-4C13-85CA-2E35362F0974.jpeg

Assonometria di una caldaia Foster Wheeler tipo D. Nelle sue progressive evoluzioni, questa caldaia è stata lo standard adottato dalla Marina Militare Italiana dal programma 1950 (primo del dopoguerra) sino alle ultime costruzioni (Ardito ed Audace)

I diesel erano per le navi scorta, quasi per un’altra Marina, in un’eterna lotta sin dalle scuole di formazione tra motoristi e meccanici. Il personale addetto alla conduzione dell’apparato motore a vapore era quasi un’élite, doveva conoscere nei minimi dettagli non la macchina ma tutto il sistema, molto complesso, costituito da caldaia, turbina, condensatore ed un’infinità di ausiliari per riuscire a condurlo in ogni situazione di funzionamento anche critica. Un sistema di propulsione a vapore che, soprattutto sulle ultime costruzioni, consentiva di regolare le andature intervenendo sulle macchine al singolo giro elica, possibilità estremamente importante in operazioni quali rifornimento laterale o il passaggio di posta; malgrado l’estrema complicazione e difficoltà di costruzione ed allestimento, possedeva elevata affidabilità e flessibilità che si traducevano nelle molteplici possibilità di intervento e combinazioni per navigare anche in caso di gravi avarie all’ interno di un sistema tanto complesso (o complicato, dipendendo dai punti di vista).

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è poddighe-fuchisti.jpg

Fronte caldaia di nave Vittorio Veneto; calore devastante e valvole tanto dure e calde che si usava quello strano strumento che il fuochista sta utilizzando. La forcella era quasi un distintivo dei fuochisti, come il gaffio in coperta

 

Anche se avevamo introdotto vere proprie acrobazie in termini di approntamento rapido, comunque rischioso malgrado i miracoli di alcuni record (27 minuti da caldaia fredda, per la prova di diradamento dell’Ardito) chi non si ricorda che per essere pronti a dare il pronti a muovere alle 07:30 del mattino occorreva iniziare l’approntamento dell’apparato motore almeno alle 02:30? …e quando inopinatamente veniva cancellata un’uscita significava aver fatto inutilmente cinque ore durissime di guardia in caldaia e macchina.

N.d.R. Funzionamento di una caldaia navale
In parole estremamente semplici, gli impianti di propulsione navale detti a caldaia, sono costituiti essenzialmente da generatori di vapore (chiamati caldaie) corredati da più bruciatori che generalmente producono del vapore surriscaldato con pressioni medie di 55kg/cmq e temperature di 450°c. Il vapore generato opera all’interno di turbine, cedendo potenza meccanica. La potenza meccanica, dopo aver attraversato un riduttore di giri, viene quindi trasmessa alle eliche. A questo punto, il vapore che era stato prodotto viene scaricato al condensatore, richiamato dal vuoto (pressione negativa) al suo interno. Subendo una sottrazione di calore, grazie ai circuiti di circolazione di acqua mare, ritorna dallo stato gassoso allo stato liquido. Infine la condensa, ottenuta attraverso pompe di alimento, ritorna nelle caldaie.

Un confronto continuo con un amico/nemico invisibile, pericolosissimo, il vapore surriscaldato, un gas invisibile ed inodore il cui minimo trafilamento poteva tagliare in due un arto, se non una persona. 

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Posto-di-lavoro-in-motrice-Incr-abbruzzi.jpg

Spurgando le tubolature vapore al turboventilatore su una vecchia nave, l’incrociatore Abbruzzi. La temperatura ambiente era superiore a 50°C

Un confronto, una sfida che cominciava con il ruolo di fuochista, la guardia in caldaia, specie di inferno dantesco, con l’attenzione ai livelli.  Con tanta poca acqua in ciclo anche una perdita di livello di trenta secondi poteva significare la bruciatura dei tubi. Un confronto che continuava con il passaggio in macchina, prima agli ausiliari e poi alla propulsione, con la conoscenza della funzione e soprattutto della nascosta posizione di centinaia di valvole, ciascuna di esse fondamentale per le diverse combinazioni possibili di condotta e propulsione.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Intercettazione-valvola-vapore-Incr-Abbruzzi.jpg

Valvola principale di intercettazione vapore su una vecchia nave, l’incrociatore Abbruzzi. Anche qui la temperatura ambiente era ben superiore a 50°C. Non era una semplice rotazione di un volantino, era una operazione difficile e pericolosa, prima della quale era necessario aver controllato tutti gli spurghi a valle, su tubi roventi ed in spazi minimi

Raccontava uno dei primi Direttori di Macchina dell’Impetuoso, la nave che inaugurò la stagione delle caldaie FW tipo D nella Marina Italiana, (vapore a 450°C e 45 kg/cmq), che una volta a Taranto, ad approntamento quasi concluso e poco prima dell’apertura del ponte per un’uscita in mare di notevole importanza, scoppiarono alcuni tubi vaporizzatori della caldaia 4. Mentre si provvedeva ad isolare la caldaia in avaria ed avviare l’approntamento della caldaia 3, si collegarono le macchine di poppa con le macchine di prora e l’unità poté uscire in mare con le due macchine alimentate da una sola caldaia: un episodio che assicurò la fiducia in “quel nuovo vapore” che ha accompagnato gli ultimi decenni di questo sistema nella Marina Militare Italiana.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 1B8A917B-5CE2-4154-AA06-A5ECB59E401A_1_105_c-1024x694.jpeg

La squadra di guardia nella “comoda” CP di nave Ardito

Certamente non un sistema auto contenuto ed autosufficiente, basato su conoscenza, sensibilità ed intuizione dei conduttori… ma anche che cementava i rapporti del personale, la conoscenza e solidarietà delle varie squadre; tanta gente, tante teste, ed un bel rompicapo per i giovani ufficiali (ed i Direttori di macchina), una sfida di conoscenze e capacità che non dovevano perdere …

Circolava un detto: “... la macchina è il cuore, la coperta il cervello, pazzi si vive senza cuore si muore …” ma in effetti, allora più che mai, il vapore era questione di cervello, di intuizioni, di risposte immediate e sicure.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è caldaia-nave-ardito-714x1024.png

La squadra di guardia nello “scomodo” fronte caldaia (sempre 50° C di temperatura ambiente) di Nave Ardito

Viva l’evoluzione, viva le nuove macchine, non solo per le prestazioni ed affidabilità, ma anche per le diverse condizioni di vita … non c’è confronto ma solo nostalgia di una categoria che non c’è più ed ha dato molto. Non siamo riusciti neppure a conservare un monumento alla tecnologia di un’epoca, probabilmente la massima espressione della conduzione a vapore come era l’Ardito, persino diverso e più avanzato della nave gemella Audace, riconosciuto come tale in ogni sede. Vale molto per chi ha fatto la prima accensione e per chi ha fatto l’ultimo spegnimento … una parte di noi è rimasta in quegli attimi.

Giancarlo Poddighe

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

PAGINA PRINCIPALE

print

(Visited 838 times, 1 visits today)
Share

1 commento

  1. Riccardo SOLAZZO Riccardo SOLAZZO
    18/03/2021    

    La forcella era quasi un distintivo dei fuochisti, … La “chiave a volantino” era …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della traduzione

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro, e la pubblicazione per qualunque utilizzo degli articoli e delle immagini pubblicate è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore degli stessi che può essere contattato tramite la seguente email: infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettetemi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

14 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Filter by Categories
archeologia
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
astronomia e astrofisica
Biologia
biologia e ecologia marina
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
meteorologia e climatologia
Meteorologia e stato del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
scienze marine
Sicurezza marittima
storia
Storia della subacquea
storia della Terra
Storia Navale
subacquea
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
Share
Translate »