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Miti del mare: Atlantide, mito o realtà?

Reading Time: 7 minutes

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livello elementare

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ARGOMENTO: MITI
PERIODO: ODIERNO
AREA: ETA’ DEL BRONZO
parole chiave: Atlantide

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Specialmente in estate fanno capolino nelle edicole e sulle bancarelle libri di studiosi di fanta-archeologia e mistero. Libri, ma anche trasmissioni televisive di successo, ci proiettano verso universi paralleli, teorie fisiche strabilianti, fantasmi ed alieni e, naturalmente, che mettono in discussione l’archeologia non ufficiale. Forse un argomento tra i più intriganti e misteriosi è il mistero della scomparsa dell’antica civiltà di Atlantide, un’antica potenza marittima che governava tutti i mari conosciuti imponendo con la forza la sua supremazia. Leggenda o realtà perduta?

Mappa immaginaria di Atlantide dal Mundus Subterraneus di Athanasius Kircher, pubblicato ad Amsterdam nel 1665

Atlantide: le fonti storiche
Atlantide venne descritta da Erodoto e poi da Platone (428 a.C. 347 a.C.) nei suoi dialoghi, il Timeo ed il Crizia nel IV secolo a.C.) ed il suo mito è arrivato fino ai giorni nostri. Teorie sulla sua collocazione la pongono nel mezzo dell’Oceano Atlantico, nel Sahara, nell’Egeo e persino in Sardegna. Ma cosa c’è di concreto?

Il celebre filosofo ateniese, in un epoca di limitati mezzi di comunicazione, utilizzò nei suoi scritti il “dialogo” fra diversi personaggi (in genere noti) per mettere in evidenza argomenti sociali e politici di suo interesse. Se vogliamo le tribune politiche o i talk show odierni derivano da questo metodo dialettico. Questa premessa vuole evidenziare che i contenuti dei dialoghi di Platone furono funzionali all’argomento che lui voleva sviscerare. Il grande filosofo non necessariamente voleva riportare i fatti con un valore scientifico o divulgativo. Nel Crizia, continuazione del Timeo, troviamo uno di questi dialoghi (purtroppo non completamente compiuto) che racconta proprio il mito di Atlantide. Nel monologo Crizia (zio di Platone e leader dei Trenta Tiranni) narra le origini dell’Attica (il nome deriverebbe dalla parola actè, ακτή – costa – e quindi acteké, actiké ossia “terra delle coste”) cogliendo l’occasione per fare delle riflessioni di filosofia politica, argomentazioni tanto care al filosofo. 

Crizia inizia il suo racconto parlando di una mitica Atene, esistente novemila anni prima dell’epoca di Platone, che era riuscita ad opporsi all’espansionismo di una potente isola Stato, Atlantide.

mappa di Atlantide di Bory de Saint-Vincent del 1803

In quell’epoca (sottolineo undici millenni or sono) scoppiò una guerra tra questi popoli che abitavano le due parti delle Colonne d’Ercole. In origine, secondo Platone, gli dei si erano spartiti la Terra in base a criteri razionali, senza le contese di cui parlava la mitologia classica. Atena ed Efesto, fratelli ed amanti della sapienza e dell’arte, ebbero il dominio dell’Attica, una terra congeniale alla virtù e al pensiero. Le due divinità stabilirono l’ordinamento politico della regione dividendo i cittadini, sia uomini che donne, in due classi, distinguendo nettamente i guerrieri dagli altri. Essi vivevano insieme, non possedevano beni privati e mangiavano solo il necessario per vivere: un esempio di virtuosismo. Interessante è la descrizione dell’Attica dipinta come una terra fertile e rigogliosa con confini geografici molto più ampi di quelli attuali.

Teniamolo a mente perché vedremo come questa affermazione possa avere un valore scientifico interessante nella trattazione dell’argomento.
Al dio Poseidone toccò invece l’Atlantide, una terra geograficamente non chiaramente identificata ma posta oltre le colonne d’Ercole (ovunque fossero). Il dio, innamoratosi di una donna locale, Clito, «recinse la collina dove ella viveva, alternando tre zone di mare e di terra in cerchi concentrici di diversa ampiezza, due erano fatti di terra e tre d’acqua», in modo che divenisse irraggiungibile agli altri uomini. Il loro primogenito fu chiamato Atlante da cui  il nome Atlantide.

17224-atlantide_jpg_620x250_crop_upscale_q85

La civiltà che gli succedette divenne ricca e potente e l’isola, retta da una monarchia, fu divisa in dieci zone, ognuna governata dai relativi discendenti che usavano riunirsi per prendere decisioni comuni con sobrietà di costumi e virtù. Gli atlantidei costruirono porti e grandi palazzi ed accrebbero grandi ricchezze. Insomma un vero Eden che durò, secondo Platone,  fino a quando la natura umana, debole e avida, ebbe il sopravvento su quella originale.  Secondo il racconto di Platone, Atlantide, era circondata dal mare e divenne una potenza marittima conquistando molte regioni dell’odierna Europa occidentale e dell’Africa. Atlantide, dopo avere fallito l’invasione di Atene, caduta in disgrazia di fronte agli dei per la sua dissolutezza, sprofondò “in un singolo giorno e notte di disgrazia” proprio per opera di Poseidone (che sembra avesse avuto mire anche su Atene). Essendo una storia funzionale ai dialoghi di Platone, Atlantide potrebbe essere vista come un soggetto concepito per ragioni politiche più che per ragioni storiche. Sebbene il filosofo fosse uso ad impiegare eventi realmente accaduti, manipolandoli ed usandoli come pretesto per dialogare ed affermare le sue idee, esistono però nel testo alcune informazioni interessanti su Atlantide.

220px-Herodotus_Massimo_Inv124478Altre tracce sulla sua esistenza si ritrovano nelle Storie di Erodoto (ca. 485 – ca. 425 a.C.), storico dell’antichità famoso per aver descritto con accuratezza i Paesi da lui visitati nei suoi  numerosi viaggi. Erodoto considerato da Cicerone come il «padre della storia» nacque ad Alicarnasso intorno al 484 a.C. e morì a Thurii, una città della Magna Grecia nei pressi di Sibari,  dopo il 430 a.C.. Cronologicamente il grande storico visse circa cinquant’anni prima di Platone. Nelle sue Storie racconta che gli atlantidei vivevano alle pendici del monte Atlante (Storie, IV, 184 – 185), una montagna di non chiara collocazione. Per completezza riporto i testi estratti dall’interessante sito di Max Rapisarda.

… ad altri dieci giorni di cammino dai Garamanti ci sono una collina di sale e una sorgente; attorno vi abitano uomini che si chiamano Ataranti: che sono gli unici uomini al mondo, a nostra conoscenza, a non avere nomi personali; tutti assieme si chiamano Ataranti, ma individualmente non hanno nomi. Maledicono il sole, quando picchia forte, e oltre a maledirlo pronunciano al suo indirizzo tutte le imprecazioni possibili, perché con il suo ardore li sfinisce, loro e la loro terra. Dopo dieci ulteriori giorni di marcia, altra collina di sale, altra sorgente e altri uomini stanziati intorno a essa. Poco oltre si innalza il monte chiamato Atlante. L’Atlante è un monte stretto e arrotondato su ogni versante, ma tanto alto che le sue vette, pare, non si possono nemmeno vedere: non sono mai sgombre di nubi, né d’estate, né d’inverno; a sentire gli abitanti del luogo, l’Atlante è la colonna che sorregge la volta celeste. La popolazione ha derivato il suo nome da quello del monte: si chiamano infatti Atlanti. Affermano di non cibarsi di alcun animale e di non sognare.

185) Fino agli Atlanti sono in grado di elencare i nomi dei popoli stanziati nel ciglio sabbioso, oltre non più; ma la zona di sabbia si estende fino alle colonne d’Eracle e oltre. In tale regione si trova una miniera di sale ogni dieci giorni di viaggio e uomini stanziati; tutte queste genti si costruiscono abitazioni con blocchi di sale; si tratta già di zone della Libia prive di piogge: in effetti i muri fatti di sale non resterebbero in piedi se vi piovesse. Il sale estratto dal suolo si presenta di colore bianco o rosso. Al di là di questa striscia di territorio, verso il sud e l’interno della Libia, il paese è un deserto senz’acqua, senza animali, senza pioggia e alberi, senza la minima traccia di umidità.

Viene da se che un’analisi sulla reale esistenza di Atlantide dovrebbe basarsi su ritrovamenti archeologici certi e su di una valutazione multidisciplinare della sua possibile esistenza. Se Atlantide, questa ipotetica potenza marittima di undici millenni or sono, scomparve a causa di un cataclisma dove finirono i sopravvissuti? Come mai i resti più antichi di Atene sono intorno a 3500 anni fa? Forse l’Atene citata da Platone si trovava da altre parti e scomparve parimenti?

disegno di atlantide contrSia Platone che Erodoto collocano gli atlantidei in un epoca intorno a 11 millenni or sono, un’era che la scienza ufficiale chiama Paleolitico, ovvero nel primo periodo della preistoria in cui si sviluppò la tecnologia umana con l’introduzione dei primi strumenti in pietra. Dal punto di vista geologico corrisponde al Pleistocene (da 2,58 milioni a 10000 anni fa), un’epoca in cui i limiti di costa, a causa degli effetti delle glaciazioni e dei seguenti disgeli, erano molto diversi da quelli attuali. Questo coinciderebbe sui limiti più vasti dell’Attica citati da Platone. 

Dal punto di vista antropologico, l’Umanità era composta da individui molto simili a noi che vivevano in piccoli gruppi  nomadi che si spostavano seguendo le stagioni per nutrirsi preferendo sempre più le zone costiere che fornivano maggiori possibilità di nutrimento. Recenti scoperte, sembrano però aver spostato la nascita dell’agricoltura (e quindi della stanzialità) qualche millennio più indietro nel tempo andando a coincidere con l’epoca citata da Erodoto. 

rock the boat

petroglifici del periodo predinastico, sito CAS-2 di Wadi Abu Subeira (Egitto)

Non solo, alcuni straordinari graffiti del periodo predinastico sono stati ritrovati a Wadi Abu Subeira (Egitto) risalenti a circa 6000 anni fa ma potrebbero essere molto più antichi. Le immagini, realizzate alla fine dell’ultima glaciazione quando il livello del mare era più basso di oggi, mostrano navi molto interessanti dal punto di vista dell’architettura navale. Anche nel Mediterraneo, in Libia ed in Italia  furono ritrovate simili figure. Oltre ai graffiti furono ritrovati anche resti di attrezzature da pesca nella caverna di Üçagizli in Turchia (Greaves and Helwing, 2003). Non si tratta delle reti più antiche che furono invece trovate ad Antrea, Finlandia, e risalgono a circa 10300 anni or sono.

Torneremo su questi concetti in un prossimo articolo, alla ricerca di prove dell’esistenza di Atlantide, analizzeremo antiche carte ed un interessante teoria che lega geograficamente le posizioni di antichi centri di potere. 

libri consigliati: 

     

 

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