Le portaerei: simbolo della PLAN (e strumento di propaganda)

Gian Carlo Poddighe

10 Ottobre 2024
tempo di lettura: 5 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: MARINE MILITARI
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: OCEANO PACIFICO
parole chiave: PLAN, USN
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Nel 2022 l’evento principale è stato il varo della portaerei Type 003, Fujian da 80.000 tonnellate, la più grande nave da guerra mai costruita da una nazione asiatica, la massima espressione di tecnologia navale della Cina odierna. Ma in quando tempo questa unità sarà non solo consegnata ma veramente operativa ovvero combat ready? Poco importa l’effettuazione di prove in mare entro l’anno, quando il traguardo è decennale. La propaganda, anche nostrana, ha enfatizzato l’adozione di catapulte elettromagnetiche, rispetto alle Liaoning e Shandong da 50.000 tonnellate, dotate di ski jump, evoluzione che dovrebbe consentire alla Fujian di lanciare anche velivoli pesanti, e di operare come piattaforma di allerta lontana impiegando aerei ASW ad ala fissa.

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la portaerei Type 003, Fujian da 80.000 tonnellate, la più grande nave da guerra mai costruita dalla Cina JiangnanShipyardChangxingIsland (cropped).jpg – Wikimedia Commons

Ma quali sono i tempi per l’effettiva integrazione di questi sistemi e la loro reale efficienza? Si tratta veramente di una soluzione più efficace ed opportuna, non solo in termini di tempo? In realtà la loro adozione non significa automaticamente maggiore capacità di combattimento, maggiore efficienza e deterrenza. La sfida delle portaerei non è sulla costruzione (malgrado il potere e la capacità dei cantieri cinesi la distanza è ancora tanta anche se non abissale) ma in primo luogo sulla formazione del personale e la maturazione di una necessaria esperienza.

La U.S. Navy, con una ventina di portaerei e gruppi aerei che da decenni costituiscono il nerbo della flotta, dispone di una relativamente vasta scelta di personale esperto in servizio attivo da cui attingere nel caso si debba formare l’equipaggio di una nuova portaerei. La PLAN ricorre di fatto al job training e spesso alla sperimentazione in corsa, “autogenerando” esperienza sull’aviazione imbarcata (piloti, procedure, personale di hangar e ponti di volo, protocolli antincendio, protezione ed anticorrosione) causando problemi non secondari. La propaganda governativa cinese, sempre con ampio risalto nostrano, ha parlato del 2022 come l’anno dell’inizio della proiezione “Blue Water” della PLAN e delle sue portaerei: di fatto un assurdo o, peggio, una fake news! “Blue water operations” significa condurre da portaerei operazioni di volo con velivoli ad ala fissa al di fuori del raggio d’azione di un campo d’aviazione amico, luogo dove atterrare se un aereo per avaria o prolungamento di missione non può tornare alla nave. Ciò implica che qualsiasi problema di manutenzione o danno all’aereo o alla portaerei potrebbe precludere un recupero sicuro dei velivoli in volo.

Condurre vere e proprie operazioni in mare aperto è quindi un’impresa ad alto rischio e gli unici risultati possibili sono il recupero a bordo o la perdita del velivolo.

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portaerei della Marina cinese di classe Kuznetsov “Liaoning” a circa 300 km a est dell’isola di Kita Daito (prefettura di Okinawa). Fonte Ministero della Difesa giapponese/Ufficio di stato maggiore congiunto PLANS Liaoning (CV-16) 20211221 – 1.jpg – Wikimedia Commons

Nella realtà nel dicembre 2021, nel Mare delle Filippine, la Liaoning ha condotto operazioni di volo intorno a 700 miglia di distanza dalla terraferma cinese e, nel maggio 2022, durante una nuova e più consistente missione di addestramento, sempre nel Mare delle Filippine, la Liaoning ha condotto meno della metà delle operazioni di volo tra le 500 e le 600 miglia dalla Cina, mentre la maggior parte delle stesse sono state condotte in un’area ad est di Taiwan, a una distanza più favorevole di 300-400 miglia da un aeroporto alternativo, sottolineando che le operazioni sono state condotte con aerei “puliti”, non a pieno carico di armamento e senza carichi esterni che generassero resistenze e maggiori consumi. Altro dato rilevante, in merito all’operatività, riguarda il fatto che, secondo l’intelligence giapponese, la Liaoning ha condotto non più di 300 sortite aeree nei 12 giorni di dispiegamento del maggio 2022: ciò corrisponde, in media, a meno di 20 sortite di velivoli al giorno, combinate con decine di voli di elicotteri, evidenziate da molti analisti come un “numero decente” di sortite per l’addestramento. Peccato – ed il confronto numerico è d’obbligo con l’antagonista cinese – che la portaerei statunitense USS Gerald R. Ford (CVN-78), con dislocamento di 104.000T ed il suo gruppo aereo, abbia recentemente completato 170 sortite in otto ore e mezza di operazioni, sebbene ancora in fase di addestramento (shake down).

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nave da sbarco Guangxi classe Yusheng (numero di fiancata “32”) – Fonte https://www.mod.go.jp/js/Press/press2023/press_pdf/p20230630_04.pdf Autore Ministero della Difesa giapponese, Ufficio di stato maggiore congiunto PLANS Guangxi (LHD-32) 20230630.jpg – Wikimedia Commons

Certamente la Fujian, con le catapulte (una volta messe a punto) segnerà un miglioramento ma… quanto e quando? La Cina fa certamente leva sul “prestigio internazionale” delle portaerei ma il fulcro della strategia della PLAN, il suo livello di credibilità, almeno per il prossimo decennio, continuerà probabilmente a essere la capacità di attacco (e stranamente di dispersione) delle sue unità di superficie e dei suoi sottomarini (non scevri di molte delle stesse problematiche legate al personale delle portaerei). Le portaerei cinesi sono il fulcro della propaganda ma non c’è competizione, né numerica né d’impiego. È pertanto opportuno dare anche un’occhiata più generale alla produzione navale: i cantieri cinesi hanno risposto rapidamente per altre unità, quali le navi di assalto anfibio, con la consegna in soli 18 mesi della terza unità Type 075 LHA Anhui da 45.000 tonnellate, insieme a due trasporti d’assalto (LPD) Type 071 da 25.000 tonnellate, scelta che mostra con un’ulteriore evidenza le priorità della PLAN per le funzioni expeditionary (ESG).

Fine II parte – continua

Giancarlo Poddighe

 

in anteprima la portaerei cinese Liaoning intercettata da aerei giapponesi. Ci possiamo domandare fra quanto tempo sarà pienamente operativa? Non si tratta solo di tecnologia ma anche di Know How operativo e di addestramento per gli equipaggi di bordo e di volo – Fonte https://www.mod.go.jp/js/Press/press2021/press_pdf/p20210427_01.pdf Autore Ministero della Difesa giapponese, Ufficio di stato maggiore congiunto

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