Protezione subacquea attiva: a che punto siamo con i sistemi siluro-anti siluro?

Gian Carlo Poddighe

17 Ottobre 2024
tempo di lettura: 4 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: MARINE MILITARI
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: LOTTA ANTI SOMMERGIBILI
parole chiave: sistemi anti siluro, PESCO

 

Un recente articolo, pubblicato da Defense News, ha sollevato un velo sullo stato dell’arte della difesa anti siluro e sul radicale cambio di procedure tattiche che ne deriveranno. Il siluro, come la mina navale, è ancora un arma efficace il cui contrasto è diretto ad eliminarne la piattaforma di lancio (storicamente il sottomarino ma in un prossimo futuro anche droni subacquei autonomi). Sebbene la prospettiva di intercettare armi subacquee sia allettante il come è tutt’altro che scontato e richiederà un notevole salto tecnologico. Tutti ormai conoscono le ragioni che hanno portato allo sviluppo ed all’impiego di sistemi di protezione antimissili come l’israeliano Iron Dome, in questo caso ci troviamo di fronte ad una applicazione dello stesso concetto che può essere semplificata come “siluro contro siluro“, un’idea che da oltre un decennio viene sviluppata congiuntamente da Germania e Paesi Bassi. Pur essendo, secondo gli esperti, ancora lontani da applicazioni pratiche/operative, appaiono chiari alcuni indirizzi nello sviluppo di sistemi che appaiono essere ben diversi da delle “semplici” contromisure ovvero si sta passando da una difesa passiva ad una evolutissima difesa attiva.

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La Marina tedesca sta valutando da tempo il sistema SeaSpider, sviluppato da Atlas Elektronik, pubblicizzato dall’azienda come “combat ready”, ma ancora senza decisioni al riguardo; in pratica  non si hanno notizie di una reale adozione del sistema da parte di marine terze, mentre il Ministero della Difesa olandese, pur coinvolto in un importante programma di ammodernamento delle FF.AA., ne ha ripetutamente rinviato l’acquisizione. Lo stesso vale per la Marina canadese, considerata sinora un potenziale cliente di lancio di SeaSpider mentre la stessa Atlas, società controllata da Thyssen Krupp Marine Systems, sta evitando di fornire maggiori notizie attribuendo alla marina tedesca la richiesta di tenere riservati i dettagli. Di fatto il Ministero della Difesa tedesco ha confermato, quasi a supporto, che la classificazione della tecnologia e le condizioni contrattuali impediscono la divulgazione di notizie a riguardo. Inoltre, lo stesso Ministero definisce critica e fondamentale la possibilità di intercettare siluri con un altro sistema di siluri.

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Il SeaSpider viene lanciato, sotto il comando del sistema di difesa siluro, da lanciatori montati sullo scafo – Illustrazione: Atlas Elektronik

I siluri sono storicamente una delle principali minacce per le navi di superficie, e la difesa contro queste armi per molto tempo si è rivelata essenzialmente una proposta perdente, lasciando le navi di superficie relativamente vulnerabili. Le principali misure difensive consistono da molto tempo in manovre repentine e lancio di inganni per confondere i siluri in arrivo, sistemi rivelatisi inefficaci contro le cosiddette varianti di wake-homing, che allineano la traiettoria alla scia in modo che la loro rilevazione sia difficile, mascherata dallo stesso sistema propulsivo dell’ unità attaccata. La necessità di una difesa attiva contro i siluri non è certo iniziata con SeaSpider, visto che la US Navy aveva già sperimentato un intercettore di siluri, installandolo su tre delle sue portaerei nel 2017; prima di sbarcarlo, dopo un anno di test, fu constatato che mentre la misura hard-kill mostrava “una certa capacità di intercettare un siluro in arrivo“, l’affidabilità era incerta e la letalità del sistema non era stata testata.

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Secondo ATLAS, SeaSpider è in grado di intercettare tutti i tipi di siluri, combinando i dati provenienti dai sensori installati sulla nave lanciante e dallo stesso siluro intercettore per calcolare le traiettorie di collisione con l’arma in arrivo. Inoltre, lo scorso anno ha lanciato un programma nell’ambito di un programma Europeo, a guida di Germania e Paesi Bassi, etichettato semplicemente “Anti-Torpedo” o ATT. Il progetto è inserito nell’ambito della cooperazione in materia di difesa nota come PESCO, ed è citato come ” dimostratore di siluri anti siluro, già sviluppato, pronto per la produzione, …“. Al momento non ci sono conferme di contratti di fornitura in vigore, e le poche notizie circolanti riguardano anche le carenze che la marina tedesca avrebbe individuato in merito alla profondità ed alla sequenza di ingaggio, limitata in prossimità della superficie.

La tempistica di un eventuale programma europeo di intercettori di anti siluro potrebbe essere in linea con i programmi della Marina olandese per nuove fregate AS, la prima delle quali dovrebbe diventare operativa nel 2029. Da parte tedesca si ipotizza che il programma PESCO (Permanent Structured Cooperation) conduca a un sistema pronto per la produzione, soddisfacente sotto ogni aspetto, entro la fine del decennio, con un prototipo operativo nel 2028. Vedremo, intanto, nel contesto PESCO risultano interessate anche altre nazioni europee, tra cui Svezia, Polonia, Portogallo, Italia e Spagna.

Giancarlo Poddighe


Riferimenti

‘Sea Spider’ World First Anti-Torpedo Torpedo for Naval Ship Defense (thedefensenews.com)

SeaSpider | ATLAS ELEKTRONIK (atlas-elektronik.com)

Sea Spider to Protect Surface Vessels from Submarine’s Attacks – Defense Update: (defense-update.com)
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