If you save the Ocean You save the Planet

Eventi

  • No events

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

La misteriosa vita delle anguille

Reading Time: 7 minutes

.
.
livello elementare
.
ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA
PERIODO: NA
AREA: OVUNQUE
parole chiave: Anguilla anguilla

 

Esiste un pesce veramente particolare, capace di vivere in acqua salata e in acqua dolce, di percorrere migliaia di chilometri per riprodursi e mutare più volte il suo aspetto: l’anguilla europea. 

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è anguille-anguilla-anguilla-1024x640.jpg

Fa parte dell’Ordine degli Anguilliformi come le Murene ed i Gronghi ma ha molte particolarità che vi racconterò oggi. La maggior parte delle anguille vive nelle acque poco profonde dell’oceano, penetrando nella sabbia, nel fango o nascondendosi tra le rocce. Sebbene sia più facile osservarle di notte (la maggior parte delle specie sono notturne), a volte, vengono viste insieme coabitare in buchi nel sedimento, quelle che vengono chiamate le “fosse di anguille”. Solo i membri della famiglia dell’Anguilla anguilla abitano regolarmente nell’acqua dolce, ma tutte tornano in mare per la riproduzione.

Oggi parlerò di questa specie decisamente particolare per il suo curioso ciclo vitale
Ne avrete certamente sentito parlare. Questo pesce ha una vita decisamente particolare, un ciclo biologico che, come vedremo, la porterà ad avere numerose straordinarie metamorfosi nella sua vita.  

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è leptocefalo.jpg

Leptocephalus (larvae of A. anguilla)

Tutto ha inizio e fine nel mar dei Sargassi, una zona marina compresa fra le isole Azzorre e gli arcipelaghi delle Grandi Antille, dove vengono deposte migliaia di milioni di uova. Le femmine possono infatti deporre singolarmente da 1 a 6 milioni di piccole uova del diametro di 1–3 mm che, dopo la schiusa, genereranno delle larve, chiamate leptocefali di forma nastriforme e di circa 5 millimetri di dimensione.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è larva-di-anguilla.jpg

larva di anguilla di vetro Photo credits: Uwe Kils, CC BY-SA 3.0 via Commons

Queste larve, nel viaggio che intraprenderanno, si nutriranno di plancton, galleggiando sospinte dalle correnti superficiali oceaniche. Inizia così un lento viaggio verso Oriente, sfruttando le correnti atlantiche che gli consentiranno dopo anni di arrivare alle coste europee e nord africane.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è 1048px-Eel-life-circle1.svg-e1554053931492.png

Ciclo vitale di Anguilla anguilla. Vengono illustrati gli stadi di sviluppo sia della fase oceanica (in azzurro) sia di quella continentale (in verde) da sinistra verso destra, andando in senso orario: uova, leptocefali, anguille di vetro, ceche (elver), anguille gialle (yellow eel), anguille argentine (silver eel), riproduzione (spawning) e di nuovo uova. disegno di Salvor Gissurardottir, 2006

Dopo circa due mesi i leptocefali incominciano a mutare di forma, allungandosi e appiattendosi, forse per favorire aerodinamicamente il loro trasferimento. Raggiungeranno le coste europee dopo un lungo viaggio che può avere una durata anche di 24 mesi, durante i quali avranno una lenta metamorfosi, diventando le cieche, ovvero delle piccole anguille con dimensioni che vanno dai 60 ai 90 millimetri, con una cute non ancora pigmentata.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Elvers-1024x585.jpg

Cieche (elvers)

Le cieche tenderanno a colonizzare le lagune e gli estuari, iniziando una nuova metamorfosi verso un nuovo stadio detto delle anguille “gialle”. In questa fase le cieche iniziano a formare le scaglie ma anche il loro corpo si modificherà: gli occhi si ridurranno e la testa si allargherà … inoltre il loro colore tenderà al bruno sul dorso e giallo limone sui lati per potersi mimetizzare meglio nelle acque salmastre. Le anguille gialle diventeranno dei formidabili predatori, quasi insaziabili che si nutrono di crostacei, vermi ed insetti. Tenderanno a rassomigliare sempre più a dei serpenti, cosa che probabilmente è la ragione per cui oggi chiamiamo anguilla questo animale … ci arriveremo.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è anguilla-anguilla.jpg

Anguilla anguilla – fase della anguilla gialla

Le anguille gialle trascorreranno nel continente europeo un tempo piuttosto lungo, legato al raggiungimento della loro maturità sessuale. Le femmine raggiungeranno dimensioni maggiori (fino a 150 cm) mentre i maschi raramente supereranno i 50. In quel periodo, le anguille accumuleranno i grassi che saranno necessari per l’ultima parte della loro vita, ovvero il ritorno nel mar dei Sargassi da dove erano partite. Ma prima di affrontare nuovamente questo viaggio di oltre 6000 chilometri, subiranno una nuova trasformazione, cambiando il loro colore giallognolo brunastro (utile per cacciare nelle acque salmastre e fangose) in una colorazione scura sul dorso e chiara sul ventre, con riflessi metallici che le aiuterà a sopravvivere lungo il cammino oceanico dai predatori.  

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Anguilla-anguilla07.jpg

in alto l’anguilla argentina, ovvero della fase finale, in basso l’anguilla gialla. La colorazione è legata all’ambiente in cui vive.

Uno straordinario mimetismo naturale che in mare aperto gli consentirà, se osservate dal basso, di rendersi quasi invisibili in quanto il loro colore argenteo chiaro renderà il loro profilo evanescente e confuso con la luce solare. Se invece osservate dall’alto, lo scuro del dorso si confonderà con il blu scuro degli strati profondi. Anche i piccoli occhi si trasformeranno aumentando di dimensioni ed i pigmenti all’interno dell’occhio, responsabili per la visione, si adatteranno alla diminuzione di luce delle profondità alle quali si svolgerà la migrazione. Questo gli consentirà di adattare la quota di migrazione nuotando di giorno a profondità più elevate, per poi risalire durante la notte, in un range compreso tra 100 e 200 m di profondità. Durante il trasferimento sfrutteranno le riserve di grasso accumulate precedentemente. Il viaggio durerà molto meno, circa sei mesi, potendo nuotare, grazie alla loro forma a siluro, a velocità variabili da 3 a oltre 40 km al giorno. Come facciano ad orientarsi è ancora un mistero ma si ipotizza che siano in grado di percepire il campo magnetico terrestre per seguire la loro rotta lungo la corrente delle Canarie e quella Nord-equatoriale. Al loro arrivo avverrà la riproduzione alla quale i genitori non sopravviveranno.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è anguille-410x354-1.jpg

possibili percorsi dell’anguilla europea (Anguilla anguilla), in azzurro, e dell’anguilla americana (Anguilla rostrata), in arancione. Fonte: Newscientist

Il luogo di riproduzione
Dopo quel lungo viaggio arriveranno nel mare dei Sargassi, una zona marina compresa fra le isole Azzorre e gli arcipelaghi delle Grandi Antille, da dove erano partite sotto forma di larve decenni prima. La domanda che ci si pone è perché da quel mare. La risposta potrebbe essere legata alle caratteristiche oceanografiche che lo caratterizzano. Si tratta di un bacino delimitato non da coste ma dalle correnti oceaniche, ovvero da nord dalla Corrente del Golfo, ed a sud dalle correnti tropicali. Ciò comporta che le sue acque restino isolate dal resto dell’oceano e si muovono molto più lentamente rispetto alle acque circostanti. Questo era stato notato da Cristoforo Colombo nel suo primo viaggio. Dal punto di vista fisico si generano due strati d’acqua diversi per temperatura e densità: ovvero una massa di acqua più calda e leggera che sovrasta delle acque molto più fredde. In quella superficiale, si sviluppa un’alga del genere Sargassum (non a caso viene chiamato mare dei Sargassi) che ospita una grande biodiversità. Inoltre, non sono presenti grossi predatori o specie pelagiche rendendolo quindi un mare idoneo per fare da nursery per la schiusa delle uova e lo sviluppo delle larve.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è sargassi.jpgIl viaggio verso Occidente non è comunque facile: molte anguille non riescono a completare il loro viaggio, non per l’esaurimento delle loro risorse, accumulate negli anni, in quanto sembra che ne venga utilizzato meno del  40%, ma per gli incontri prima e lungo il percorso. Un ruolo importante è la perdita progressiva di habitat di vita durante la loro vita giovanile e la pesca eccessiva di adulti e novellame per ripopolare gli allevamenti. Questo fa dell’anguilla europea e altre anguille di acqua dolce, dei pesci a rischio di estinzione. Ad esempio il Giappone ne consuma oltre il 70% del pescato mondiale.

Un nome antico che significa serpente
Prima di chiudere questo racconto, voglio tornare al suo nome, anguilla. Esso deriva dall’unione di due antichi nomi ang e ill, usati per identificare il serpente. Non a casi per gli anglosassoni l’anguilla è chiamata eel che deriva dall’inglese antico ǣl e si ritrova nel germanico iel, ma anche nella parola greca per “anguilla”, egkhelys.  La parola  anguis (“serpente”) si ritrova in altre parole indoeuropee per “serpente” derivanti dal proto-indoeuropeo.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è illuyanka.jpg

Raffigurazione del mito del Dio del Cielo Teshub che uccide il dragone Illuyankas; Neo-ittiti; 850-800 a.C. – conservato al Museo delle Civiltà Anatoliche, Ankara, Turchia photo credit Georges Jansoone

Curioso il fatto che nei miti ittiti un drago venisse chiamato Illuyanka dove  la parte illuy è affine alla parola illa e la parte -anka è affine ad angu. Insomma la nostra povera anguilla, fu chiamata così per la sua apparente somiglianza con un grosso serpente, cosa che le attirò nel tempo, per ignoranza, la cattiva fama di animale pericoloso. Si pensi solo al mito della murena, un altro tipo di anguilla, che fu per secoli considerato un animale pericoloso per l’Uomo, arrivando a dire che gli schiavi venivano buttati nelle vasce delle murene per nutrirle. Si diceva che Vedio Pollione, ricco cavaliere romano, aveva l’abitudine di punire gli schiavi gettandoli in pasto alle sue murene. Una fake news del tempo.

L’unico pericolo viene dal suo sangue
Se vogliamo l’unico pericolo di queste specie di anguille risiede nel loro sangue che contiene una proteina tossica, l’emoittiotossina che a contatto con il sangue umano e animale, è in grado di rompere le membrane dei globuli rossi distruggendoli. Le conseguenze sull’organismo umano sono paralisi sensoria e motoria, blocco della respirazione e anche morte. Ma la tossina è termolabile, cioè viene neutralizzata dal calore, per cui le carni delle anguille, dei gronghi e delle murene se cotte sono mangiabili. Tranquilli … sono tutte inoffensive. Non vi morderanno a meno di mettergli la mano in bocca. Lasciatele in pace e limitatevi ad ammirarle nelle vostre immersioni, sempre se le riuscirete a vedere.

 

 

Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited   Scopri i vantaggi di Amazon Prime

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo
,

PAGINA PRINCIPALE

 

Bibliografia

  1. General zoology, sixth edition, di Storer, Usinger, Stebbins, Nybakken 1979, Mc Graw Hill
  2. The European Eel (Anguilla anguilla), its Lifecycle, Evolution and Reproduction: A Literature Review – van Ginneken V. J. T., Maes G. E., Reviews in Fish Biology and Fisheries, 2005, 15:367-398
  3. Wikipedia
print
(Visited 171 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della traduzione

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro, e la pubblicazione per qualunque utilizzo degli articoli e delle immagini pubblicate è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore degli stessi che può essere contattato tramite la seguente email: infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettetemi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

27 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
archeologia
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
astronomia e astrofisica
Biologia
biologia e ecologia marina
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
meteorologia e climatologia
Meteorologia e stato del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
scienze marine
Sicurezza marittima
storia
Storia della subacquea
storia della Terra
Storia Navale
subacquea
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
Share
Translate »