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Cigar boats: le prove in mare, tra racconti fantasiosi e realtà – parte II

tempo di lettura: 8 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE 
PERIODO: XIX SECOLO STATI UNITI
AREA: STATI UNITI
parole chiave: cigar boats
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Su alcuni periodici furono pubblicate descrizioni fantasiose del battello: il pur autorevole Nautical Magazine and Naval Chronicle britannico a gennaio 1859 scrisse che, secondo le informazioni giunte da Baltimora, Winans aveva varato un bastimento che poteva raggiungere “le trenta miglia all’ora!”, aggiungendo che se il battello avesse dimostrato effettivamente di sviluppare una tale velocità e di poter essere governato con precisione avrebbe modificato la guerra navale e reso obsolete le navi da guerra attuali in quanto la sua prua avrebbe costituito uno sperone pesante molte centinaia di tonnellate. Il periodico non esprimeva un’opinione in merito al successo del battello, ma ricordava che era la dimostrazione di come molte persone intelligenti si stessero dedicando ad inventare modi per far progredire la navigazione, facilitare le comunicazioni marittime e a “rendere la guerra simile agli affari – breve e dritta allo scopo”. Le macchine del battello, apparentemente privo di un nome ufficiale, furono messe sotto pressione per la prima volta il 7 gennaio 1859 e da quel momento furono effettuate numerose navigazioni di prova che diedero luogo, in un processo di “prova ed errore”, a numerose modifiche.
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Nella prima navigazione effettuata a gennaio il battello ottenne una velocità di 12 nodi, ma a prua si formò un’onda troppo grande che costrinse le persone presenti sul “ponte” a rifugiarsi inzuppate all’interno dello scafo. La causa fu identificata in una curvatura del profilo longitudinale troppo accentuata e perciò a febbraio le due estremità furono allungate, portando la lunghezza del bastimento a 59 metri, cosa che si tradusse in una riduzione significativa dell’onda ed un aumento della velocità. Un ulteriore allungamento, che portò la lunghezza a 72 m, fece sparire completamente l’onda ma non produsse un ulteriore aumento della velocità e i Winans dedussero di aver raggiunto il profilo ottimale dello scafo. Furono variati anche il numero delle pale, diminuendolo, e il loro passo che fu invece aumentato. Ad agosto del 1859, in un viaggio tra Baltimora e Annapolis, nelle acque protette della baia di Chesapeake, il battello raggiunse i 14/15 nodi, un buon risultato se si considera che il velocissimo Wampanoag, uno dei “distruttori di traffico” costruiti dalla US Navy durante la guerra Civile, raggiunse la velocità media di 16,7 nodi ed una massima di 17,25 nodi.

Un altro resoconto di una navigazione di 34 miglia lungo il Potomac riferisce di una velocità massima di 16 nodi. Il corrispondente che si trovava a bordo riferì che quella “locomotiva marina” navigava senza disturbare la superficie dell’acqua e senza tradire, per vibrazioni o rumore, che a bordo vi fosse una macchina a vapore. Il flusso dell’acqua intorno allo scafo era così regolare che una piccola imbarcazione si sarebbe a malapena accorta di attraversarne la scia. La presenza del battello divenne oggetto di curiosità, e spesso gruppi di gitanti ebbero modo di osservarlo e anche di visitarlo, come accadde ad un gruppo di musicisti a giugno del 1859.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è The_Winans_Steamship_after_being_launched_1858.jpg

A dicembre del 1859 furono effettuate delle prove in alto mare, per le quali il battello fu trasferito a Norfolk. Secondo le informazioni inviate da un corrispondente del New York Herald, riportate da Scientific American, effettuò un percorso di 14 miglia in 45 minuti, ossia alla velocità, se si trattasse di miglia marine, di più di 18 nodi, un valore che sembra eccezionalmente alto; se si fosse trattato di miglia terrestri la velocità risultante sarebbe stata invece di circa 16 nodi, un valore comunque molto elevato per l’epoca. Successivamente effettuò almeno altre due navigazioni in mare aperto, nella prima delle quali superò ogni aspettativa e fu paragonato ad “una balena che giocava sulla superficie di un mare agitato”.

Nella seconda prova navigò in mare aperto in condizioni di mare grosso, particolarmente indicate per collaudare le sue qualità nautiche. Nel confronto con due bastimenti che lo accompagnavano ed altri che furono incontrati durante la navigazione, il battello dei Winans uscì a testa alta: il suo rollio era pressoché inavvertibile, la sua velocità non apparve condizionata dalle condizioni del mare e, a differenza dei bastimenti “normali”, quando prendeva le onde di prua la parte superiore dello scafo compresa tra le battagliole (che in un bastimento normale corrispondeva al ponte di coperta) non fu mai invasa dall’acqua e alle persone fu sempre possibile rimanervi. La velocità sviluppata fu di 18,5 nodi, un valore che il corrispondente definì “straordinario, se vero”. Secondo The Engineer, il battello “cavalcava” il moto ondoso senza alcuna apparente tendenza a beccheggiare ed un solo timoniere era stato sufficiente a governarlo. L’unico problema fu dato dalle due scialuppe di salvataggio che erano appese ai due fumaioli, in prossimità delle loro sommità. La resistenza che offrivano al vento causò al battello un’inclinazione laterale sulla sinistra compresa tra i 5 e i 10°, un valore comunque assai ridotto. L’articolo si concludeva con l’affermazione che le prove avevano dimostrato come i critici del battello dei Winans fossero stati tutti in errore. In base a quei risultati i Ross dichiararono di voler allungare il battello di circa 60 metri, aggiungendovi una sezione centrale nella quale collocare un salotto e delle cabine, progetto che non ebbe però seguito. A riprova di quanto fossero variabili i giudizi sul battello-sigaro, poco dopo aver pubblicato l’articolo nel quale commentava favorevolmente le sue qualità, lo stesso The Engineer pubblicò un caustico articolo nel quale il progetto dei Winans veniva definito tanto “assurdo da averli [i Winans padre e figlio] resi gli zimbelli delle persone competenti”, ma questo rifletteva probabilmente un pregiudizio consolidato del periodico britannico che aveva una marcata tendenza a ridicolizzare qualsiasi innovazione non provenisse dalla Gran Bretagna e, in modo particolare, quelle che provenivano dagli Stati Uniti. Una osservazione invece corretta era quella relativa alla mancanza di capacità di carico del battello; per aumentare la quale si sarebbe dovuto aumentare il diametro dello scafo e quello del tamburo-elica ad un valore eccessivo oppure, in alternativa, allungarlo smisuratamente diminuendone ulteriormente la robustezza longitudinale.

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Figura 9

L’ultima notizia relativa a prove in mare del battello si riferisce ad una uscita che effettuò il 23 giugno 1860 dopo aver subito delle modifiche non meglio specificate e che fu anch’essa positiva. Una critica sicuramente giusta era rivolta al tipo e collocamento dell’elica. I Ross stessi se ne resero conto perché nei battelli a sigaro che costruirono successivamente adottarono eliche di tipo convenzionale collocate alle estremità. Ad agosto 1860 un breve trafiletto pubblicato da Scientific American annunciava che il battello aveva raggiunto le 20 miglia all’ora, che Ross Winans riteneva potesse raggiungere addirittura le 30 o 35 all’ora e che aveva in programma di costruire un secondo battello dello stesso tipo ma molto più grande.

Per diverso tempo non si ebbero altre notizie del battello-sigaro e nel 1861, allo scoppio della Guerra Civile, Ross Winans, che era un convinto secessionista ed era stato appena eletto all’Assemblea Generale dello Stato del Maryland, fu arrestato in ben due occasioni quando le forze dell’Unione occuparono militarmente Baltimora (i cui abitanti erano in maggioranza favorevoli alla secessione). Winans era accusato di aver fornito armi ad alcuni secessionisti ed di aver fatto confezionare picche e palle per i secessionisti, accuse forse non infondate; Ross Winans fu comunque rilasciato dopo una brevissima detenzione. Un ufficiale di un’unità dell’esercito unionista di stanza a Baltimora nel 1861 ebbe l’opportunità di visitarlo e lo descrisse nelle sue memorie.

L’interno del battello non era invitante, era sporco e caldo, ed entrarvi era come “strisciare all’interno di un tronco cavo”. La persona che era responsabile del battello assicurò che poteva virare di 180 ° in uno spazio una volta e mezza la sua lunghezza, e che poteva raggiungere le 20 miglia all’ora. Avrebbe potuto essere utilizzato come ariete, ma non vi potevano essere installati cannoni. All’ufficiale fu detto che Winans stava progettando un altro battello similare lungo 240 m con il quale prevedeva di attraversare l’Atlantico in cinque giorni. La pur breve detenzione di Ross Winans, lo scoppio della Guerra Civile e la requisizione da parte dell’autorità militare unionista di un “water-tank”, probabilmente una bettolina per il trasporto dell’acqua, a loro appartenente, convinsero i Winans a far costruire in Gran Bretagna il nuovo battello fusiforme che avevano in progetto, ritenendo fosse meglio “spendere il loro denaro in un paese straniero”, come commentò lo Scientific American nel novembre 1862. Contemporaneamente William Winans propose un battello fusiforme al governo russo. A quell’epoca il battello-sigaro giaceva inutilizzato, ormeggiato al molo del cantiere dei Winans a Baltimora, come scrisse un suo cittadino in risposta all’editore dello Scientific America che si chiedeva che fine avesse fatto. Il corrispondente osservò che era “inoffensivo come una colomba” e che non vi era alcuna intenzione di fargli violare il blocco del porto per consegnarlo alla Confederazione affinché lo utilizzasse come ariete, come alcune “sagge persone” di Baltimora invece asserivano.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è antonicelli-10.jpg

Fig. 10

Poco si sa della sua fine

Secondo quanto riporta Robert Keit in “Baltimore Harbor” rimase ormeggiato nel cantiere dei Winans finché non “cadde a pezzi”. Il battello è raffigurato in una mappa “a volo d’uccello” della città di Baltimora prodotta dalla litografia Sachse, & Co.’s e pubblicata nel 1870 [figure 9 e 10]. Poiché il gruppo di artisti che negli anni ’60 furono incaricati di disegnare tutti gli edifici della città impiegarono molti anni a terminare il lavoro, non è possibile dire a quale anno particolare si riferisca la raffigurazione del battello. In una sua rarissima fotografia stereoscopica [fig. 11] che lo ritrae molto probabilmente dopo uno dei due allungamenti appare però del tutto simile a come era raffigurato nella pianta, in particolare per quanto riguarda le “sovrastrutture”, ossia i fumaioli e la torre cilindrica posta tra di essi.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è antonicelli-11.jpg

Fig. 11 – La fotografia è tratta dal sito web “https://www.vernianera.com/CigarBoats.html”, di Michael & Karen Crisafulli, il sito più completo e scientificamente accurato tra quelli dedicati all’invenzione della famiglia Winans [vedi nota A].

Come è evidenziato nel sito, nella fotografia si vede che in prossimità della linea di galleggiamento la parte inferiore della manica e le corrispondenti flange di supporto sono state rimosse, Secondo il sito, ciò potrebbe essere stato fatto per eliminare “l’enorme resistenza frizionale” presentata dalla parte immersa della manica che sarà rimarcata da The Engineering, sostituendo parte delle flange con alcuni longheroni opportunamente sagomati. La rimozione della manica e delle flange sarebbe stata però un’operazione intrinsecamente pericolosa perché avrebbe indebolito la struttura complessiva dello scafo. A mio giudizio sembra che nella fotografia nella parte lasciata scoperta dalla rimozione della manica non siano visibili nemmeno le pale del tamburo-elica, anche se è impossibile esserne certi. Se così fosse, si potrebbe supporre che fossero in corso lavori di modifica al tamburo-elica che avevano richiesto la rimozione di parte della manica. Oltre a quello che sarà costruito in Gran Bretagna, i Winans realizzarono altri battelli fusiformi, uno in Russia a San Pietroburgo e uno in Francia a Le Havre. Ma questa è un’altra storia.

Aldo Antonicelli

PARTE I PARTE II

 

Note

[nota A] Il sito presenta anche una ricca bibliografia dei documenti relativi ai battelli e alla famiglia Winans che i suoi gestori sono riusciti a rintracciare, parte della quale è servita per rintracciare a mia volta quei documenti reperibili su internet.

FONTI ICONOGRAFICHE:
wikimedia commons 
9 – 10 E. Sachse & Co, Bird’s eye view of the city of Baltimore, 1869, Library of Congress.
11 – “https://www.vernianera.com/CigarBoats.html

 

 

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