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livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: MAR MEDITERRANEO
parole chiave: X MAS
B.G. 5 operazione Gibilterra
L’idea di usare l’Olterra come base occulta per i S.L.C. avrebbe potuto fornire migliori probabilità di evitare la prigionia, facendo ritorno a bordo dopo aver attaccato le unità nemiche.

ufficio storico della marina : mezzi in uscita dall’Olterra
Purtroppo, la prima missione così programmata si concluse tragicamente con la morte di tre uomini, tra cui il T.V. Licio Visintini, comandante del contingente. Alle 23.15 del 7 dicembre 1942, Visintini e Magro lasciarono l’Olterra per iniziare l’operazione “B.G. 5“. Visintini diresse il suo siluro a lenta corsa verso il porto di Gibilterra con obiettivo la corazzata inglese Nelson. Con il secondo operatore, sottocapo palombaro Giovanni Magro, avevano già superato le ostruzioni esterne ed erano entrati nel porto. Le azioni di pattugliamento inglesi all’interno del porto comprendevano il lancio di cariche esplosive da parte della sorveglianza agli sbarramenti foranei. Fu proprio a causa di una di quelle esplosioni che Visentini e Magro perirono durante l’attacco. La seconda coppia, Manisco e Varini, usciti alle 00:15, avvistati da una sentinella, furono oggetto di lancio di bombe di profondità e colpi di artiglieria. Riuscirono a salvarsi ma furono catturati. La terza coppia, Cella e Leone, usciti in ritardo per un guasto al maiale, cercarono di penetrare nella rada ma furono anch’essi colpiti dalle cariche e solo Cella riuscì a rientrare.
Licio Visintini, prima di partire per quella che sarebbe stata la sua ultima missione, lasciò queste poche parole, un suo testamento spirituale:
«… Noi piccolissimi vogliamo colpirvi audacemente nel cuore e in ciò che costituisce il vostro maggior orgoglio. E attendiamo, da questo gesto, che il mondo si decida una buona volta a comprendere di che stoffa sono gli Italiani.» Licio Visintini (Parenzo, 12 febbraio 1915 – Porto di Gibilterra, 8 dicembre 1942)
Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria
«Ufficiale il cui indomito coraggio era pari alla ferrea tenacia, dopo lungo difficile e pericoloso addestramento violava, una prima volta quale operatore di mezzi d’assalto subacquei, una delle più potenti e difese basi navali nemiche, costringendo l’avversario a nuove e severissime misure protettive. Inflessibilmente deciso ad ottenere risultati più cospicui, si sottometteva a nuova ed intensa preparazione, in una vita clandestina e di clausura, fino al momento in cui con sovrumano disprezzo del pericolo ed animato da sublime amor di Patria, ritentava l’impresa, nonostante il nemico avesse predisposto tutto quanto la tecnica poteva escogitare per opporsi all’ardimento dei nostri uomini. Penetrato una seconda volta nella base avversaria vi incontrava eroica morte, legando il suo nome alle tradizioni di gloria della Marina italiana. — Gibilterra, 8 dicembre 1942» — 31 agosto 1944
S.L. 1 operazione Haifa
Nell’agosto del 1942 fu pianificata l’”Operazione S.L. 1” con obiettivo il porto di Haifa in Palestina. Il sommergibile Scirè partì da Lero il 6 agosto con a bordo undici operatori “Gamma” ma il 10 agosto del 1942, durante l’avvicinamento al porto di Haifa, venne scoperto da alcuni ricognitori britannici a poche miglia dall’imboccatura del porto.
ufficio storico della marina: lo Scirè in rotta da La Spezia, a traverso di Panigaglia, verso Haifa … la sua ultima missione
Quattro cacciatorpediniere inglesi lo obbligarono con l’impiego di bombe di profondità a riemergere per poi affondarlo con i cannoni di bordo. Le vicine batterie costiere fecero il resto, dandogli il colpo finale e provocandone il rapido affondamento prima ancora che l’equipaggio avesse il tempo di abbandonarlo. Per completarne la distruzione, una corvetta inglese, l’Islay effettuò un ultimo passaggio con il lancio di altre sei cariche di profondità. Una vera ecatombe. Con lo Scirè perirono il comandante Zelich, altri 6 ufficiali, 15 sottufficiali, 19 sottocapi, 8 marinai dell’equipaggio e due ufficiali, 4 sottufficiali, 2 sottocapi e 3 marinai incursori. Veniva quindi perso il sommergibile che più di ogni altro aveva operato con gli uomini della Decima Mas.
Regio Sommergibile Scirè
«Sommergibile operante in Mediterraneo; già reduce da fortunate missioni d’agguato, designato ad operare con reparti d’assalto della Marina nel cuore delle acque nemiche, partecipava a ripetuti forzamenti delle più munite basi mediterranee. Nel corso dei reiterati tentativi di raggiungere lo scopo prefisso, incontrava le più vive difficoltà create dalla violenta reazione nemica e dalle condizioni del mare e delle correnti. Dopo aver superato, col più assoluto sprezzo del pericolo, gli ostacoli posti dall’uomo e dalla natura, riusciva ad assolvere in maniera completa il compito affidatogli, emergendo a brevissima d)stanza dall’ingresso delle munitissime basi navali nemiche prescelte ed a lanciare così le armi speciali che causavano a Gibilterra l’affondamento di tre grossi piroscafi e ad Alessandria gravi danni alle due navi da battaglia “Queen Elisabeth” e “Valiant”, il cui totale affondamento veniva evitato solo a causa dei bassi fondali delle acque in cui le due unità erano ormeggiate. Successivamente nel corso di altra missione particolarmente ardita, veniva spietatamente aggredito e scompariva nelle acque nemiche, chiudendo così gloriosamente il suo fulgido passato di guerra. Mediterraneo, 28 aprile 1943.» — Regio Decreto 10 giugno 1943.
Comandante Bruno Zelich
Medaglia d’argento al valor militare
«Comandante di sommergibile più volte impiegato in ardite missioni di guerra in acque fortemente insidiate dall’avversario, si imponeva in ogni circostanza per valore, perizia e spirito aggressivo, dimostrandosi valido uomo di mare e di guerra. Nel corso di audacissima missione di forzamento di base nemica particolarmente protetta, colpita irrimediabilmente la sua unità, si inabissava con essa e con l’equipaggio al completo, dando così ultimo sublime esempio di quelle virtù di dedizione al dovere, di slancio e di entusiasmo che avevano caratterizzato l’intera sua vita di ufficiale. Mediterraneo Orientale, 10 agosto 1942.»
«Comandante di sommergibile effettuava con sereno spirito aggressivo ed elevata capacità professionale, una missione di guerra durante la quale attaccava decisamente con siluro e col cannone un sommergibile nemico. Avvistato successivamente un convoglio fortemente scortato, si portava all’attacco con perizia e ardimento, malgrado le avverse condizioni del mare, silurando una delle unità nemiche. Acque della Sicilia, 16 marzo 1942.»
La missione in Mar Nero
Nel primo semestre del ’42 la componente subacquea rimase praticamente ferma. I problemi tecnici degli mezzi S.L.C. non erano ancora risolti ed il rischio era che i mezzi potessero finire in mano al nemico.
ufficio storico della marina: i MAS vengono trasferiti via terra in mar Nero
Il Comando di SUPERMARINA, che era responsabile della condotta della guerra sul mare, decise di inviare due squadriglie di barchini esplosivi e siluranti in Mar Nero, unitamente ad una squadriglia di MAS, posta al comando del capitano di vascello Francesco Mimbelli, e sei sommergibili tascabili tipo “CB” con il compito di bloccare dal mare i rifornimenti a Sebastopoli che era assediata dalle forze tedesche.
Il 6 maggio l’autocolonna “Moccagatta” denominata 101 squadriglia, appartenente alla X MAS, partì da La Spezia. Al suo comando il C.C. Salvatore Todaro, con autocarri ed automezzi che trasportavano cinque MTSM e cinque MTM. In tutto, con il personale tecnico e dei servizi, quarantotto uomini. Il distaccamento si installò nella base operativa di Foros, in Crimea, ed iniziò le sue operazioni il 4 giugno. Il 12 giugno un MTSM silurò una motonave sovietica che fu poi affondata da aerei tedeschi. I “CB” ed i MAS affondarono in quell’estate tre sommergibili sovietici e danneggiarono gravemente l’incrociatore Molotov. I barchini, tranne uno perduto in azione, rientrarono in Italia nel 1943. Complessivamente, durante l’attività della 101 Squadriglia in Mar Nero, vennero affondate tre navi da trasporto nemiche, il sommergibile ShCh-203, oltre al Molotov e il Kharkov, a fronte della perdita di un solo sommergibile CB e di due MAS, mentre le perdite umane ammontarono a due marinai uccisi e dieci feriti. In sintesi anche le operazioni condotte in Mar Nero furono un successo per le forze della X MAS.

ufficio storico della marina: CB 4 in mar Nero
Tra di esse voglio ricordare l’azione del sommergibile CB 4, al comando del T.V. Armando Sibille che, nella notte tra il 25 e il 26 agosto 1943, fu l’artefice dell’affondamento del sommergibile russo ShCh-203 con il lancio di due siluri.
fine quarta parte – continua
Andrea Mucedola
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