livello elementare
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ARGOMENTO: RECENSIONE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: GEOPOLITICA
parole chiave: Terrorismo, relazioni internazionali
Leggendo, e soprattutto, ascoltando le notizie sui media, riceviamo quotidianamente un’immagine di un mondo che sta cambiando … come scrivono gli autori di “Le nuove dimensioni delle minacce. Il Mondo va a pezzi?”, Laura Quadarella Sanfelice di Monteforte e Ferdinando Sanfelice di Monteforte, viviamo in un epoca di grandi cambiamenti che, come dice il titolo, fanno ipotizzare che questo nostro mondo stia andando a pezzi. Lo scenario politico mondiale, dalla caduta del bipolarismo post bellico del secolo scorso, è ancora in continua mutazione, dirigendosi verso un nuovo ordine mondiale ancora tutto da definire. Al di là delle ipocrisie di considerare guerre di fatto con termini come “conflitti regionali” o “operazioni speciali” siamo di fronte a dati di fatto per cui “attori statuali e non” stanno plasmando la nostra vita di ogni giorno. Come descritto dagli autori siamo di fronte ad un cambiamento radicale in cui l’architettura del mondo è in continuo rinnovamento, talvolta dando l’impressione che il diritto internazionale si stia incrinando, diretti verso un nuovo ordine mondiale che potrebbe essere molto diverso da quello da quello a cui siamo abituati.

Il saggio, di gradevole e facile lettura, affronta i diversi argomenti sostanzialmente in due parti: la prima redatta dall’Ammiraglio Sanfelice, scritto sulla base della sua lunga carriera diplomatico-militare – che lo ha visto occupare posizioni di prestigio alla NATO ed all’Unione Europea – è dedicata ai rapporti tra gli Stati in costante competizione, caratterizzata da una lotta talvolta senza regole pur di avvantaggiarsi sugli altri. Un mondo in cui, oggi come ieri, non esistono Paesi amici ma Alleati, almeno fino a quando le condizioni lo consentono. Ecco che il “facile a giustificare” divario tra Est ed Ovest, nell’opposizione ideologica tra il mondo socialista e capitalista, si sta disgregando, anche a causa della globalizzazione. Al fallimento della Russia, incapace di gestire economicamente il suo grande impero, ed all’impoverimento non solo etico morale degli Stati Uniti, si affacciano sulla scena mondiale le nuove superpotenze, tar cui emerge, se non altro per la lungimiranza e visione, la Cina, ma anche Paesi demograficamente preoccupanti come l’India. In questa situazione di instabilità generale, resta aperta la faglia più preoccupante, il mondo mediorientale, vera fucina di instabilità, frutto di scelte errate del secolo scorso. In questo scenario sorgono fenomeni di neocolonialismo e di revanscismo tutt’altro che trascurabili, che creano situazioni di instabilità crescente, favorendo conflitti apparentemente solo locali che sfruttano armi demografiche come le migrazioni di massa per indebolire l’Occidente. Come ben descritto dall’ammiraglio Ferdinando Sanfelice di Monteforte, la crescente anarchia nelle relazioni internazionali, facilita il diffondersi delle conflittualità ed i conflitti d’odio, con l’aumentare di quei sentimenti di rivalsa, che in passato erano stati già forieri di dolorose guerre. Sebbene siano ancora ampiamente diffusi, il caso più eclatante è la politica della Russia che, avendo perso – nel disfacimento dell’URSS e del Patto di Varsavia – molti Stati membri, ritiene di aver subito la più grave catastrofe geopolitica del XX secolo. Una giustificazione che sembra voler dimenticare le politiche scellerate perpetuate dalla Russia nei Paesi satelliti che avevano favorito nel tempo un odio profondo verso Mosca e fatto scaturire ribellioni spesso soffocate nel sangue con le ben note sanguinose operazioni speciali del secolo scorso. L’ingresso nella NATO di tanti ex Paesi sovietici, da alcuni considerato inopportuno, trova quindi radici profonde, legate alle politiche russe precedenti. D’altro lato la Russia di Putin non nasconde il suo revanscismo basandosi sulla dottrina russa dell’estero vicino, nota anche come Dottrina Primakov, per cui questi Paesi “specie quelli dell’Asia Centrale, rappresentano per la Russia una zona di influenza in cui essa ha interessi privilegiati e dove ogni intervento esterno dovrebbe essere escluso”. Un fenomeno, quello del revanscismo, che si spinge anche ad Oriente dove la Cina rivendica ancora le perdite territoriali del secolo passato a causa delle politiche coloniali occidentali, poi da parte della Russia e, non ultimo del Giappone. Di particolare delicatezza la politica tra Cina e Russia, basata sul Trattato di buon vicinato, amicizia e cooperazione firmato nel 2001 e teso ad assicurare sul piano giuridico l’inviolabilità delle frontiere esistenti. Amici ma per convenienza.

Non ultimi i rancori nell’ambito della Galassia islamica contro i Paesi occidentali, in particolare coloro che avevano dominato l’area del Medio Oriente fino al termine della Seconda guerra mondiale. In questo contesto geopolitico appaiono quindi nuovi e vecchi attori, tra cui emerge la figura dell’Iran contrapposta alla Turchia – con il suo neo-ottomanesimo – ed al mondo arabo. In sintesi, la prima parte del libro, scritta dall’ammiraglio San Felice, affronta con dovizia le diverse situazioni, chiarendo i rapporti con il mondo occidentale, spesso ideologicamente travisati da una parte della nostra stampa. Interessante la valutazione, condivisibile, dei rapporti tra statunitensi e europei che non nasconde un divario non solo politico ma anche culturale che viene attentamente esaminato fornendo un quadro asettico e ben documentato dell’andamento della politica americana fino ai giorni nostri.
Nella seconda parte Laura Quadarella Sanfelice di Monteforte, analista di intelligence specializzata in terrorismo Jihadista, contro terrorismo e geo strategia (ma non solo), affronta le minacce non statuali che stanno moltiplicandosi ben oltre l’orizzonte jihadista. Quadarella ci ricorda che, per quanto possa apparire strano, non esiste ancora una definizione universamente condivisa di terrorismo, facendo si che stia diventando per molti ovvio che le azioni di alcuni Stati nei confronti di altri – o persino dei propri cittadini – possano essere talvolta inquadrabili in “manifestazioni di violenza terroristica”. Secondo Quadarella ci troviamo di fronte ad una pluralità di minacce non statuali che vanno dall’estremismo violento al rimescolamento dei ruoli di forza tra le Potenze, che utilizzano nuove armi di confronto, sfruttando gli strumenti offerti dal progresso tecnologico; dal campo cyber fino all’intelligenza artificiale. Nel campo hardware la vera rivoluzione è l’uso di sistemi autonomi (droni) sempre più piccoli ma non meno letali. In ambito internazionale il terrorismo diventa quindi strumento di ogni forma di estremismo, inclusi i cosiddetti ecoterroristi, forme deviate che opportunamente pilotate possono essere ugualmente pericolose. A questo punto Quadarella entra nel merito dei rapporti tra forme di terrorismo apparentemente lontane come il già citato jihadismo e i fenomeni di estremismi razziali e suprematistici bianchi. In questo l’Intelligenza artificiale, trattato ampiamente nel terzo capitolo, offre la possibilità di mantenere un controllo di questi fenomeni altrimenti non possibile … potremmo dire che ci troviamo di fronte ad un’arma a doppio taglio: la possibilità di andare oltre le capacità umane che, in mani sbagliate, può essere però letale e forse incontrollabile.
Nel quarto capitolo troviamo un’analisi di come i gruppi Jihadisti sfruttano l’attualità a livello internazionale: dalla recente pandemia causata dal Covid alla guerra russo-ucraina, dalla guerra dello stato di Israele contro Hamas al cosiddetto ritorno del terrorismo “fai da te”. L’argomento è complesso e viene esplicitato nei suoi dettagli con numerosi riferimenti. In breve, dopo la caduta del Califfato e l’eliminazione dei loro leader, si è notata una concentrazione delle attività operative dei gruppi jihadisti aderenti ad Al Qaeda e all’Islamic State in alcune aree geografiche dell’Africa, mentre per quanto riguarda l’Occidente essi hanno sfruttato gli eventi più critici per sottolinearne una qualche forma di punizione divina per quegli infedeli e per coloro che non seguono la Shariah, arrivando a chiedere, nel caso dell’IS, di attaccare l’Occidente in questo momento di difficoltà. Si potrebbe dire che sia la pandemia che la guerra russo-ucraina non abbiano comportato un loro ruolo attivo. Nel primo caso ci si trovava di fronte ad una situazione globale che aveva interessato anche Paesi islamici (per cui la tesi di maledizione divina poteva essere difficile da difendere), dall’altro i due avversari (Ucraina e Russia) non avevano e non hanno le carte per poter essere appoggiati: il primo appoggiato dagli Stati Uniti (amico di Israele) e l’altro colpevole di averli perseguiti crudelmente dall’Afghanistan alle ultime guerre.
Altro caso le seguenti reazioni all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 ed alla reazione israeliana che hanno di fatto ri-innescato episodi terroristici con una preoccupante serie di attacchi a livello globale”… il conflitto tra Israele e Hamas ha posto su un piatto d’argento ai gruppi Jihadisti l’occasione per mostrarsi paladini dei musulmani”. Non ultimo il propagarsi del “terrorismo fai da te“, attacchi perpetuati in Occidente da giovani in modo più o meno autonomo; un fenomeno nato dal 2010 ad opera di un’ala di Al Qaeda nella penisola arabica (AQAP) intesa a reclutare giovani che risiedono in Occidente e poi promosso mediaticamente dall’IS sfruttando le possibilità della rete con messaggi in cui si richiedeva ad ogni giovane autore di attentati a giurare pubblicamente la propria fedeltà al Califfato prima di passare all’azione. Purtroppo in questo ultimo periodo si è registrato un preoccupante aumento di questi attacchi terroristici favoriti dalla situazione internazionale mediorientale e dal crescere di sentimenti antisemiti soprattutto nell’area della sinistra con i movimenti anarchici e Pro Pal che favoriscono l’odio verso le comunità ebraiche, assimilandole alle politiche del leader israeliano Netanyahu.

In sintesi, il libro, tra l’altro vincitore del Premio Cerruglio 2026, è meritevole di una attenta lettura, trattando tutti gli argomenti con dovizia di particolari con una eccellente bibliografia di riferimento. La trattazione dei diversi temi fornisce una guida per comprendere i complessi ed interlacciati meccanismi delle guerre tra Stati e l’attivismo di gruppi non statuali della galassia terroristica internazionale, affrontati dagli autori con attenzione e precisione. Un libro fatto per far conoscere i diversi aspetti e comprendere, senza spaventarsi ulteriormente, la complessa situazione geopolitica mondiale. Buona lettura.
Andrea Mucedola
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