L’immersione subacquea ricreativa ha un effetto clinicamente significativo sui risultati degli esami ematologici di routine?

Redazione OCEAN4FUTURE

4 Gennaio 2025
tempo di lettura: 5 minuti

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livello elementare
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ARGOMENTO: SUBACQUEA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: MEDICINA IPERBARICA
parole chiave: ematologia, variazione sanguigni
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Sebbene sia noto che l’immersione subacquea possa provocare variazioni fisiologiche nei suoi praticanti (sia professionisti che subacquei ricreativi), i dati disponibili sono ancora limitati. Uno studio della dottoressa Antonija Perovic, apparso su Biochemia Medica nel 2017, mostra alcuni interessanti cambiamenti riscontrati nei parametri ematologici di alcuni subacquei al termine di immersioni ricreative.
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Le immersioni subacquee sono diventate nel tempo un’attività sportiva molto diffusa, favorita dallo sviluppo di attrezzature e procedure sempre più sicure. Ai praticanti vengono insegnati sin dalle prime immersioni nozioni di sicurezza al fine di ridurre i rischi associati alle patologie da decompressione ed ai comportamenti a rischio legati ai cambiamenti fisiologici che includono, tra l’altro, la respirazione di miscele di gas iperbariche nonché condizioni ambientali anomali, come basse temperature e stress continui aggravati dal peso aggiuntivo dell’attrezzatura subacquea indossata e dalla maggiore resistenza al movimento nell’acqua.

Una domanda che ci si pone è quanto queste situazioni stressorie possano influire sui normali parametri fisiologici ed ematici influenzando il giudizio medico di esami ematologici effettuati subito dopo le attività subacquee. Sebbene sia necessario estendere queste valutazioni su numeri più grandi, al fine di ottenere risultati più attendibili, lo studio citato mostra alcuni risultati interessanti, ipotizzando le ragioni per le quali le percentuali dei globuli rossi, bianchi e dell’emoglobina subiscano delle variazioni.

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elementi fondamentali del sangue (vedi Note) – Fonte Blausen.com staff (2014). “Medical gallery of Blausen Medical 2014”. WikiJournal of Medicine 1 (2). DOI:10.15347/wjm/2014.010. ISSN 2002-4436.

È noto come attività fisiche impegnative, stress psicologici e l’esposizione a condizioni ambientali estreme possano causare risposte fisiologiche specifiche che influenzano significativamente i risultati dei test ematologici. In studi precedenti, effettuati su subacquei professionisti, i cambiamenti nei parametri ematologici erano stati osservati tre ore dopo la risalita in superficie. Lo studio in esame, condotto presso il Dipartimento di diagnostica di laboratorio dell’Ospedale generale di Dubrovnik, Croazia, fu effettuato su 17 subacquei praticanti immersioni esclusivamente ricreative con un’età media di 41 anni (intervallo 30-52) ai quali furono effettuati prelievi di campioni di sangue prima dell’immersione (a 30 metri per 30 minuti), immediatamente dopo e poi a seguire a tre e sei ore di distanza. Va premesso che nessuno dei soggetti era un professionista ed era uso a praticare immersioni subacquee durante il periodo invernale. Al fine di dare omogeneità nelle misure, i partecipanti furono sottoposti a visite mediche da parte di uno specialista in medicina iperbarica che includeva una completa anamnesi, misurazione della pressione sanguigna, misurazioni antropometriche (per il calcolo dell BMI) ed esami di laboratorio. Tutti i soggetti non presentavano sintomi di alcuna malattia acuta o cronica e non avevano assunto farmaci o alcol nelle 48 ore precedenti e durante lo studio. Inoltre, i soggetti si erano astenuti da qualsiasi forma di immersione nei sette giorni precedenti lo studio e da qualsiasi attività fisica nelle 48 ore.
L’immersione fu condotta nel mese di aprile 2016, con una temperatura dell’aria esterna compresa tra 16 e 20 °C e quella del mare di 16 °C in superficie e 14 °C sul fondo (30 metri). Tutti i subacquei erano equipaggiati con apparecchiature di respirazione a circuito aperto ad aria.

I risultati dello studio sono presentati nella seguente Tabella (da studio citato)
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In estrema sintesi, si osservò un aumento statisticamente significativo della conta dei globuli bianchi tre e sei ore dopo l’immersione (rispettivamente 20% e 25%). In particolare, per la conta dei neutrofili 1 questo avvenne immediatamente, tre e sei ore dopo l’immersione (rispettivamente 18%, 34% e 36%), per i linfociti 2 sei ore dopo l’immersione (20%) e per i monociti3 6 ore dopo l’immersione (23%) ma preceduta immediatamente dopo l’immersione da una diminuzione degli stessi del 15%. Inoltre, sempre tre e sei ore dopo l’immersione, fu valutata una diminuzione della conta dei globuli rossi (2,6% e 2,9%, rispettivamente), dell’emoglobina (2,1% e 2,8%) e dell’ematocrito (-2,4% e -3,2%).

In pratica, a seguito delle immersioni, si verificò nei subacquei un aumento dei neutrofili 1 subito dopo la risalita in superficie e i valori rimasero elevati fino a 6 ore dopo. L’effetto su WBC e linfociti fu ritardato dopo 3 ore e la conta dei linfociti risultò aumentata dopo 6 ore. È interessante notare che quella dei monociti risultò diminuita subito dopo la risalita in superficie. L’aumento dei neutrofili nei subacquei è un risultato atteso, poiché come tutte le attività fisiche l’immersione provoca una risposta infiammatoria aggravata dallo stress fisiologico dovuto all’aumento del rilascio di ormoni dello stress come catecolamine e cortisolo, che possono contribuire a variarne il numero. Non ultimo l’effetto termico che contribuisce ad una risposta immunitaria, evidenziata dall’aumento dei leucociti e dei neutrofili (36% dopo sei ore) che di solito accompagna un esercizio intenso di lunga durata. Un fattore interessante, evidenziato dallo studio, è che un esercizio impegnativo di lunga durata è normalmente seguito da una diminuzione dei linfociti nella fase di recupero, ma ciò non è avvenuto in quelle immersioni che invece hanno portato ad un aumento dei linfociti sei ore dopo l’immersione. Gli autori hanno ipotizzato che questo aumento potrebbe essere stato legato alla combinazione di attività fisica, stress fisiologico, iperbarica, iperossia ed esposizione al freddo. Per completezza nello studio, per quanto riguarda la diminuzione dei globuli rossi (RBC o eritrociti)4 tre e sei ore dopo l’immersione, viene attribuita alla fragilità delle membrane degli eritrociti come conseguenza del danno ossidativo subito durante l’immersione, che di fatto porta alla diminuzione dell’emoglobina e dell’ematocrito. In particolare, gli autori ritengono che le immersioni subacquee, essendo caratterizzate da attività fisiche impegnative in iperossia, a sua volta derivante dall’esposizione iperbarica durante l’immersione e dalla respirazione di ossigeno ad alta pressione, inducano uno stress ossidativo ed aumentino la produzione di radicali liberi. Poiché le membrane degli eritrociti sono molto vulnerabili al danno ossidativo e gli eritrociti non sono in grado di riparare i componenti danneggiati, essi sono molto sensibili allo stress ossidativo. Secondo gli autori dello studio citato i risultati sono in linea con quelli effettuati sui subacquei professionisti. Come premesso, sebbene la quantità di dati sia ancora limitata, i risultati ottenuti indicano l’opportunità di effettuare ulteriori ricerche al fine di determinare quanto l’effettuazione di immersioni subacquee possa influire su un eventuale giudizio clinico inerente i risultati di test ematologici.
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Note
1 I neutrofili sono cellule del sangue del diametro di 9-12 micron che fanno parte dei globuli bianchi (o leucociti) granulosi

2 i linfociti sono una particolare classe di globuli bianchi che rappresentano tra il 20 e il 40% dei leucociti, Sono importantissimi per le difese del nostro organismo, essendo componenti fondamentali del sistema immunitario

3 i monociti sono globuli bianchi molto grandi che si trasformano in macrofagi per fagocitare sostanze estranee

4 i globuli rossi sono cellule del sangue responsabili per il trasporto dell’ossigeno dai polmoni verso i tessuti e di una parte dell’anidride carbonica dai tessuti ai polmoni, e che provvedono all’espulsione del gas all’esterno del corpo. Insieme ai globuli bianchi e alle piastrine fanno parte degli elementi figurati del sangue.
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se non diversamente citate le immagini sono di andrea mucedola @
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