L’eccezionale ritrovamento della prora del USS New Orleans … perduta in combattimento

tempo di lettura: 6 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: OCEANO PACIFICO
parole chiave: Guerra nel Pacifico, USS New Orleans
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Come abbiamo scritto più volte, il mare nasconde ma non ruba. Migliaia di relitti giacciono sui fondi marini raccontandoci storie ormai dimenticate. Il Naval History and Heritage Command ha recentemente reso noto (7 luglio 2025) il ritrovamento della prua perduta della USS New Orleans (CA 32) da parte di un team di scienziati e ricercatori della nave da ricerca Nautilus. Un evento curioso che ci da l’occasione di poter raccontare un’altra storia del mare. 

La sua prua è stata ritrovata ad una profondità di circa 675 metri nell’Iron Bottom Sound, nei pressi di Guadalcanal, nelle Isole Salomone. La scoperta è stata effettuata utilizzando un drone sottomarino (USV) DriX dell’Università del New Hampshire per indagare un contatto sul fondale marino che era stato identificato per la prima volta durante le operazioni di mappatura con un side scan sonar della zona. La scoperta di parti di navi o aerei non collegate al relitto principale può apparire curiosa. In realtà durante i conflitti bellici, a causa di scontri violenti, non era raro che parti dello scafo si distaccassero e finissero negli abissi.

 una delle ancore di prora del New Orleans – credit NOAA US Navy

Facciamo ora un passo indietro per raccontare la sua storia. Il USS New Orleans (CL 32), impostato nel 1931 come incrociatore leggero, fu convertito in incrociatore pesante e passò i primi anni del suo servizio partecipando ad intense attività quasi sempre nei ranghi della Flotta del Pacifico, cui alla fine fu assegnato. L’incrociatore  era in riparazione a Pearl Harbor quel tragico 7 dicembre 1941 quando l’Impero giapponese lanciò il devastante attacco contro la flotta americana, ma non fu colpito. Essendo una nave veloce, idonea alla scorta, fu destinato alla protezione delle portaerei nel corso della battaglia del Mar dei Coralli (maggio 1942) e durante la battaglia delle Midway (giugno 1942), che interruppe la serie di vittorie giapponesi nel Pacifico. Fu proprio il New Orleans a scortare la portaerei USS Saratoga, seriamente danneggiata durante l’operazione anfibia sull’isola di Guadalcanal, fino al suo rientro a Pearl Harbor. L’unità tornò subito dopo in zona di operazioni per partecipare alla battaglia di Tassafaronga, dove subì danni gravissimi. Fu proprio al termine dell’evento, il 30 novembre 1942, che un siluro giapponese “Long Lance” colpì la nave a prua della torretta n. 2, facendo detonare i depositi prodieri e strappandogli quasi un terzo della nave, compresa la prua. Più di 180 marinai persero la vita nell’esplosione ma come vedremo l’addestramento, la tenacia e l’ingegno dell’equipaggio permise un quasi miracoloso controllo dei danni, salvando la nave da un probabile affondamento. Il siluro, facente parte di una salva di più armi lanciate contro gli incrociatori di scorta, aveva infatti causato gravi danni alla New Orleans, devastando i depositi di munizioni de i serbatoi di carburante anteriori, oltre a causare ingenti danni alle strutture prodiere dello scafo. Nonostante i danni la nave riuscì a rimanere a galla ed evitò l’affondamento. La situazione era certamente critica, tra fumo, fuoco e feriti e si doveva agire in fretta. 

il New Orleans viene mimetizzato utilizzando il fogliame locale – credit US Navy

Incominciò a sfilarsi dalla zona di operazioni e, il giorno seguente, incominciò a dirigersi verso il porto di Tulagi dove si nascose agli aerei giapponesi con un sistema di mimetizzazione improvvisato utilizzando  il fogliame degli alberi locali.  Ancora più geniale fu la costruzione di una nuova prua utilizzando dei tronchi di cocco e fogliame tropicale, non sufficiente per affrontare il mare di prora ma sicuramente per nascondere la propria situazione e stabilizzare i danni di prora. Questa soluzione permise alla New Orleans di continuare il suo viaggio, sebbene in modo non convenzionale. Per evitare danni, l’incrociatore navigò in “retromarcia” intraprendendo un arduo viaggio di 1.800 miglia attraverso l’oceano, verso Sydney, in Australia, dove sarebbe stato possibile effettuare le  riparazioni definitive.

come si presentava la prora del New Orleans dopo l’urto con il siluro – credit US Navy

In seguito continuò a servire in diverse altre campagne prima della fine della guerra. Samuel J. Cox, Contrammiraglio (riserva) della Marina degli Stati Uniti, Direttore del Comando per la Storia e il Patrimonio Navale ha dichiarato  che Di logica, questa nave avrebbe dovuto affondare, ma grazie agli eroici sforzi del suo equipaggio nel controllo dei danni, la USS New Orleans, uno degli incrociatori statunitensi più gravemente danneggiati della Seconda Guerra Mondiale, riuscì a sopravvivere“… Trovare la prua di questa nave è un’opportunità per ricordare il sacrificio di questo valoroso equipaggio, persino in una delle peggiori notti nella storia della Marina degli Stati Uniti“.

A bordo del New Orleans prestarono servizio i tre fratelli Rogers (Jack Ellis Rogers Jr., Charles Ethbert Rogers, and Edward Keith Rogers) che morirono insieme durante la battaglia di Tassafaronga. Una perdita familiare simile a quella dei cinque fratelli Sullivan a Juneau, solo due settimane prima. Da queste tragedie familiari  nacque l’adozione della politica del “Sole Survivor” che portò alla norma militare che vieta ai membri di una stessa famiglia di prestare servizio insieme nelle zone di combattimento.

Il relitto è stato localizzato da una spedizione multinazionale guidata dall’Ocean Exploration Trust (OET) e supportata dalla NOAA Ocean Exploration attraverso l’Ocean Exploration Cooperative Institute. Il team ha utilizzato un approccio tecnologico multidisciplinare, abbinando la mappatura del fondale marino di DriX con le immagini in tempo reale delle acque profonde acquisite dai ROV dell’OET.

 la prua del New Orleans ritrovata  dopo quasi 80 anni – credit NOAA US Navy

Un’immersione condotta con il ROV della durata di quattro ore che ha permesso al team, composto da archeologi a bordo ed esperti, di analizzare i dettagli strutturali, la verniciatura e la configurazione delle ancore. Queste caratteristiche hanno confermato l’identità della poppa della nave: la USS New Orleans.La scoperta evidenzia l’importanza di avere più scienziati e tecnologie che lavorano insieme per raggiungere un obiettivo comune“, ha dichiarato Daniel Wagner, Chief Scientist dell’Ocean Exploration Trust.

Il relitto è stato localizzato durante le operazioni di mappatura del fondale marino da un veicolo di superficie senza equipaggio, poi esplorato poco dopo da un veicolo a controllo remoto per immersioni profonde, le cui immagini sono state visualizzate in tempo reale da centinaia di esperti in tutto il mondo, che hanno collaborato per giungere a un’identificazione definitiva del ritrovamento. La missione fa parte della spedizione di Archeologia Marittima di Guadalcanal, guidata dal Presidente dell’OET, Dr. Robert Ballard. Il team sta conducendo rilievi nell’Iron Bottom Sound, dove tra agosto e dicembre del 1942 si svolsero cinque importanti e sanguinosissimi scontri navali. Oltre 20.000 uomini persero la vita e 111 navi militari e 1.450 aerei furono persi tra le forze alleate e quelle giapponesi.

 posizioni stimate dei relitti nell’Iron Bottom Sound – credit wikipedia

Ad oggi, solo trenta delle navi militari affondate nelle acque profonde dell’Iron Bottom Sound, il nome dato dai marinai alleati al tratto di mare all’estremità meridionale di The Slot tra Guadalcanal, l’isola di Savo e l’isola Florida delle Isole Salomone, a causa delle numerose navi e aerei persi durante le azioni navali che costituirono la Battaglia di Guadalcanal nel 1942-1943, sono state trovate.

rotte seguite dalle unità durante la battaglia di Tassafaronga – credit wikipedia

Prima della guerra, si chiamava Savo Sound per via della vicina isola. Ogni anno, in occasione dell’anniversario della battaglia, una nave statunitense entra nelle sue acque e depone una corona di fiori per commemorare i tanti marinai che vi persero la vita. Per la Marina statunitense e per coloro che prestarono servizio nella zona in quel periodo, queste acque sono considerate sacre e viene osservato un rigoroso silenzio mentre le navi vi transitano. La scoperta della poppa del USS New Orleans è stata resa possibile dalla collaborazione con numerosi partner, tra cui la NOAA Ocean Exploration, l’U.S. Naval History and Heritage Command, il governo delle Isole Salomone, il Center for Coastal and Ocean Mapping/Joint Hydrographic Center dell’Università del New Hampshire e rappresentanti di Giappone, Australia e Nuova Zelanda. Australia, and New Zealand.

 

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