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Caratteristiche generali della famiglia delle Tridacnidae di Michele Dardano – Pamela Baiocchi

tempo di lettura: 6 minuti


livello elementare

 

ARGOMENTO: MALACOLOGIA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: OCEANO
parole chiave: Tridacna, biologia
.

Le tridacne sono conchiglie di grandi dimensioni, pesanti, di forma varia, da triangolo-ovoidali (genere Tridacna) a trapezoidali (genere Hippopus). Sono equivalvi e inequilaterali, spesso sulla conchiglia sono presenti le linee di accrescimento. Presentano grosse costole radiali, con scudi (o scaglie) prominenti. L’orlo delle valve è solcato oppure dentato o ondulato.

Il legamento è interno; per ogni valva si rileva la presenza di un dente cardinale e uno laterale posteriore. In alcune specie di Tridacna troviamo una grande apertura bissale. Il bisso è un organo molto importante, attraverso il quale il mollusco si fissa al substrato: i filamenti bissali sono prodotti da una speciale ghiandola sotto forma di fluido che, a contatto con l’acqua, indurisce rapidamente. Questo organo è importante specialmente per le specie più piccole delle Tridacne, mentre, evidentemente, per le specie più grandi e per gli adulti delle specie più piccole, la loro massa è sufficiente per tenerle ancorate al substrato. L’organo bissale, relativamente mobile all’interno delle conchiglie, si connette poi a due coppie di muscoli. Il mantello di questi molluschi è molto colorato, talvolta le Tridacne producono perle, anche se non molto pregiate, non madreperlacee. La famiglia conta poche specie, tutte di distribuzione Indo-pacifica.

In passato si pensava che le tridacne si nutrissero solo di phytoplancton, ma ultimamente si è scoperto che mangiano anche  zooplancton e i detriti. I sali azotati e il fosforo, malgrado possano essere assunti anche dal cibo filtrato, vengono prelevati principalmente dall’acqua marina circostante poiché possono essere assorbiti direttamente dai tessuti del mantello. I sali azotati vengono assunti in forma di NO3 e il fosforo in forma di PO4, tutti elementi presenti nell’acqua in quantità scarsa. Sembra che le zooxantelle, che vivono sul mantello, usino queste molecole assorbite dal tessuto per formare aminoacidi e glucosio, poi forniti alla tridacna.

Tridacna squamosa Lamarck, 1819
I primi studi sulla nutrizione delle tridacne sono piuttosto recenti ( 1992) ed hanno evidenziato la presenza di zooxantelle nel loro mantello; esse con il loro metabolismo, sono in grado di produrre molta più energia di quella che necessitano per loro stesse e quindi  la cedono in parte alla tridacna che le ospita.

Forma: simmetrica.
Cerniera: metà della lunghezza della conchiglia.
Piastre (o scaglie o scudi): grandi (onde il nome squamosa), ben spaziate, presenti sull’intera conchiglia.
Pieghe radiali: 4-6 da appuntite ad ottusamente arrotondate.
Colore: bianco con bande giallo limone vicino il margine superiore oppure giallastro con macchie arancioni.
Dimensioni: 300-400 mm.
Distribuzione: Indo-Pacifico.

squamosa

Tridacna maxima Röding,1798 (sin: Tridacna elongata)
Forma: asimmetrica
Cerniera: minore della metà della conchiglia.
Pieghe radiali: di solito 5 , nettamente triangolari.
Forma: piatta, simile a Tridacna derasa.
Piastre (o scaglie o scudi): assenti (conchiglia liscia).
Pieghe radiali: curve molto leggere (ma possono variare abbastanza, a volte si trovano conchiglie più arcuate).
Orifizio bissale: presente.
Colore: biancastro. Dimensioni: 500 mm.
Distribuzione: Pacifico meridionale (Tonga-Fiji).

maxima

Tridacna squamosina Sturany,1899 (sin: Tridacna costata)
Forma: asimmetrica.
Cerniera: minore della metà della lunghezza della conchiglia.
Forma: asimmetrica.
Piastre (o scaglie o scudi): conchiglia liscia, senza scudi o corrugazioni; denti del margine superiore arrotondati; le conchiglie si chiudono perfettamente.
Pieghe radiali: 6-7, piuttosto basse.
Orifizio bissale: non è presente un orifizio bissale, ma solo uno stretto spazio vuoto. Colore: biancastra.
Dimensioni: 500-600 mm.
Distribuzione: Australia, Filippine, Indonesia.

squamosina

Tridacna crocea Lamarck, 1819
Forma: asimmetrica.
Cerniera: minore della metà della conchiglia.
Piastre (o scaglie o scudi): basse, ravvicinate, molto fragili, si rompono facilmente.
Pieghe radiali: 8-9, basse, arrotondate.
Orifizio bissale: molto ampio.
Colore: costole gialline, spazi intercostali arancio-rosa; interno bianco avorio porcellanaceo, bordo ondulato, sfumato di arancione.
Dimensioni: 130-150 mm.
Distribuzione: Indo-Malesia, Pacifico occidentale.

crocea

Tridacna derasa Röding,1819
Forma: asimmetrica.
Piastre (o scaglie o scudi): conchiglia liscia, senza scudi o corrugazioni; denti del margine superiore arrotondati; le conchiglie si chiudono perfettamente.
Pieghe radiali: 6-7, piuttosto basse.
Orifizio bissale: non è presente un orifizio bissale, ma solo uno stretto spazio vuoto. Colore: biancastra.
Dimensioni: 500-600 mm (seconda Tridacna per le dimensioni).
Distribuzione: Australia, Filippine, Indonesia.

derasa

Tridacna gigas Linnaeus,1758
Piastre (o scaglie o scudi): basse, ravvicinate, specialmente nei presi del margine superiore.
Pieghe radiali: di solito 5 , nettamente triangolari.
Orifizio bissale: da moderato ad ampio.
Colore: da bianco a giallastro-arancione.
Dimensioni: possono raggiungere il metro e mezzo di lunghezza mm (in genere sono più piccole).
Distribuzione: dal Mar Rosso e Africa orientale fino alla Polinesia.

gigas

Tridacna mbalavuana o tevoroa Lucas, Ledua & Braley 1990 (sin. Tridacna mbalauana, Ladd)
Forma: simmetrica.
Piastre (o scaglie o scudi): assenti, la conchiglia è liscia.
Pieghe radiali: 4-5 i denti non si chiudono perfettamente come in Tridacna derasa. Le curve sono molto lunghe e coniche.
Orifizio bissale: presente soltanto allusivamente, solo accennato.
Colore: nota come Tridacna mbalavuana è quindi la stessa specie che dagli inizi degli anni ’90 è anche chiamata Tridacna tevoroa. Alcuni ritengono che laTridacna mbalavuana abbia valve generalmente più lisce e sottili, i cui bordi sono in effetti taglienti come una lama. Il sifone inalante possiede tentacoli bianchi e carnosi, e sul mantello marrone scuro, che non si estende oltre il bordo delle valve, sono presenti dei “rilievi” più chiari. Nella parte inferiore delle valve è osservabile una caratteristica colorazione maculata rossa, che in questo genere è unica e che altrimenti è presente soltanto in Hippopus hippopus.
Dimensioni: circa 500 mm 
Distribuzione: la Tridacna mbalavuana vive nel reef a profondità oltre i 12 metri. Questa specie si spinge a maggiori profondità rispetto a tutte le altre specie di tridacne, dato che si trova anche a 30 metri. Indo-Pacifico.

tevoroa

Hippopus hippopus Linnaeus, 1758
Forma: conchiglia molto spessa, pesante, profilo romboidale.
Piastre (o scaglie o scudi): assenti, la conchiglia rugosa, non liscia.
Pieghe radiali: numerose, fortemente arcuate.
Orifizio bissale: presente, somigliante ad una fessura. Caratteristica specifica del genere Hippopus (non rilevabile in Tridacna) è il margine esterno dell’orifizio bissale provvisto di denti. Il margine è liscio, solo la parte vicina all’umbone presenta delle piccole pieghe.
Colore: bianco con caratteristiche strisce rosse all’esterno che, a distanza, danno l’impressione di una conchiglia quasi rossa.
Dimensioni: fino a circa 400 mm.
Distribuzione: Indo-Pacifico dalla Thailandia fino a Vanuatu

hippopus

Hippopus porcellanus Rosewater, 1982
Forma: simile ad Hippopus hippopus, leggermente rombico, ma è molto più leggera. Piastre (o scaglie o scudi): assenti, la conchiglia è liscia.
Pieghe radiali: numerose.
Orifizio bissale: molto stretto, possiede denti tipici del genere.
Colore: biancastra.
Dimensioni: fino a circa 400 mm.
Distribuzione: Mare della Cina meridionale, Filippine, Palau.

porcellanus

Tridacna rosewateri Sirenko & Scarlato, 1991
Forma: simmetrica.
Piastre (o scaglie o scudi): molto lunghe; esse formano quasi angolo retto con il resto della conchiglia.
Pieghe radiali: analoghe a quelle viste in Tridacna squamosa.
Orifizio bissale: molto ampio.
Colore: bianco – giallastro (?).
Dimensioni: circa 150 mm.
Distribuzione: Oceano Indiano.
Note: lo stato come specie valida non è stato ancora definito a pieno.


Michele Dardano – Pamela Baiocchi

estratto dall’articolo originale pubblicato su Nautilus

 

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Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo
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ZUFFI NICOLO'
Ospite
ZUFFI NICOLO'
28/07/2020 16:09

Ho trovato una piccola conchiglia, 5-7 cm, con le valve ondulate come le tridacne. Presso Muggia, golfo di Trieste. Si può sapere di cosa si tratta? Ho una foto. Come inviarla?

admin
Amministratore
28/07/2020 18:15
replicare a  ZUFFI NICOLO'

Consiglio di inviarla a questo gruppo Facebook https://www.facebook.com/groups/529205140526905/ dove troverà esperti in grado di poter fare un’identificazione sulla base della foto, del luogo di ritrovamento e la vostra descrizione

admin
Amministratore
06/10/2019 17:17

Le ho scritto in privato
distinti saluti

riccardo giannuzzi savelli
Ospite
riccardo giannuzzi savelli
04/12/2015 20:29

Manca un riferimento al rapporto tra Tridacne e zooxanthelle che è estremamente interessante ed importante dal punto di vista della biologia delle specie. Peccato. La presentazione è ottima, molto belle le foto ed eccellenti i filmati

admin
Amministratore
04/12/2015 22:50

Grazie della segnalazione, la passo al nostro malacologo

Luigi Ruggeri
Ospite
Luigi Ruggeri
01/12/2015 20:19

Molti anni fa, nel Golfo di Suez, rimasi affascinato dalle linee sinuose e coloratissime di una tridacna. Me ne innamorai, la strappai dal fondo, la uccisi e la portai a casa.
Per tutti gli anni successivi, ogni volta che mi fermavo a guardare il suo guscio, che troneggiava su un mobile del salotto, non potevo fare a meno di pensare che, ciò che vedevo, nulla aveva a che fare con la bellezza di quando era viva.
Avevo voluto possedere la sua bellezza ed invece il suo teschio puntava ogni giorno il dito accusatore contro di me.

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