If you save the Ocean You save the Planet

Eventi

  • No events

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

Reportage: Il Vesuvio, un gigante dormiente … di Immacolata Moccia

Reading Time: 5 minutes

livello elementare
.

ARGOMENTO: REPORTAGE
PERIODO: na
AREA: CAMPANIA, ITALIA
parole chiave: Vesuvio, vulcano
.

_IMA2274_1

Il parco nazionale del Vesuvio
Il Vesuvio ha un’altitudine di ben 1281 metri sul livello del mare e fa parte del Parco Nazionale del Vesuvio, istituito nel 1995,  insieme al Monte Somma che è visibile affianco alla cima del Vesuvio. Il Parco è suddiviso in nove sentieri ed è possibile visitare l’area tutti i giorni. Tante persone pensano che il Vesuvio sia un vulcano inattivo forse perché, a differenza degli altri, non emette emissioni di fumo e la sua bocca è “tappata” dopo l’ultima eruzione avvenuta nel 1944 che fece sgretolare una parte del cono vulcanico. In realtà è ancora considerato uno dei vulcani più attivi e pericolosi in Europa.

Sebbene classificato “dormiente” basta intraprendere il sentiero “Gran Cono”, salire fino alla cima ed osservare il cratere e potrete osservare che in alcune zone vi sono emissioni di gas, le fumarole, che indicano in modo visibile la sua attività. È possibile notare anche le diverse colorazioni che contraddistinguono i minerali di cui è ricco. I geologi ne hanno rilevato circa duecento tipi.

_IMA2909Il paesaggio che oggi osserviamo è il risultato di grandi sconvolgimenti geologici che interessarono la Piana Campana alcuni milioni di anni fa. Tra gli effetti di questi eventi geologici c’è la nascita del Vesuvio che si fa risalire a circa 400.000 anni fa, nel tardo Pleistocene (Quaternario). La posizione geografica del Vesuvio, le terre fertili arricchite dai minerali contenuti nelle lave favorirono la colonizzazione di quest’area Greci e poi i Romani stabilirono le prime colonie alle falde del Vesuvio.

Le eruzioni storiche

vesuvio e pompeiIn antichità, dopo circa otto secoli di relativa quiete, avvenne una terribile eruzione, decisamente la più distruttiva tra quelle note fino ad oggi. Era  la mattina del 24 ottobre del 79 dopo Cristo quando una violenta e spaventosa eruzione distrusse le ricche città di Pompei ed Ercolano, sommergendole di lapilli e ceneri, seminando morte e distruzione tra  i suoi abitanti.

Attenzione: I lettori Massimiliano De Martino e Gaetano Milazzo ci hanno segnalato che l’eruzione di Pompei del 79 d.C., come da recenti studi ed indagini fatte in loco durante gli scavi di ottobre e novembre 2018, portano la data dell’eruzione al 23 o 24 ottobre del 79 D.C., invece che il 23 agosto come si è sempre creduto. Questa scoperta è dovuta al ritrovamento di un’iscrizione, con tanto di data, sul muro di una casa in ristrutturazione, delle “idi di ottobre” del 79 d.C. che ha risolto il mistero. 

La città si era ripresa dal violento sisma del 5 febbraio del 62 d.C., stimato pari al V-VI grado della scala Mercalli, e la popolazione aveva avvertito nei giorni precedenti nuove scosse di terremoto, osservando una alta nuvola sopra il vulcano. Un forte boato, causato dalla rottura del tappo di magma solidificato che ostruiva il cratere, diede inizio alla pioggia di ceneri sulla città che, in meno di cinque ore, raggiunsero l’altezza di un metro sfondando i tetti degli edifici. I corpi restarono imprigionati nelle ceneri e offrono oggi immagini di grande pathos sulle ultime ore delle città di Pompei ed Ercolano.

pompei fuggiaschi1L’eruzione del vulcano Vesuvio produsse una colonna eruttiva alta venti chilometri, sprigionando gas e ceneri che resero il cielo talmente offuscato da creare il buio anche in pieno giorno. La cenere caduta era calda e l’aria diventò irrespirabile. Il cono collassò e dalle pendici scesero colate di lava e fango che nel giro di poche ore sommersero le due città, cambiando anche la morfologia del territorio in quella zona. Nei secoli, questo vulcano fu sempre tenuto d’occhio. Numerose eruzioni si verificarono tra il 1631 e il 1944; ne sono state conteggiate ben quarantanove secondo le ricostruzioni storiche e letterarie effettuate dall’osservatorio vesuviano.

La domanda che tutti si pongono è quando ci sarà la prossima eruzione.
I timori sono tanti considerando l’area vesuviana che conta un’importante numero di abitanti. I vulcanologi dell’Osservatorio vesuviano pensano che i segni premonitori di un futuro risveglio saranno forti scosse di terremoto intorno ai paesi limitrofi in quanto una grande camera magmatica è valutata presente sotto al Vesuvio con una estensione di dieci chilometri  per circa quattrocento chilometri quadrati di magma.

2327Osservatorio vesuviano
L’osservatorio Vesuviano è un’istituzione pubblica che ha sede a Napoli e si occupa di monitorare le aree soggette ad attività vulcanica attiva sia in Campania (Vesuvio, Campi Flegrei e Ischia) sia in Sicilia (il Vulcano di Stromboli) collaborando con le sezioni di Palermo e Catania.

osservatorio vesuviano

L’osservatorio nacque nel periodo borbonico e la costruzione della sua sede fu inaugurata nel 1845. Grazie alla strumentazione modernissima il  personale  monitora il vulcano 24 ore su 24; i vulcanologi possono quindi prevedere le future eruzioni fino a 15 giorni di anticipo. Vengono effettuate periodiche campagne per la misurazione di parametri geofisici e geochimici, registrando le continue oscillazioni del suolo per quantificare l’attività eruttiva in base ai parametri rilevati. L’osservatorio collabora attivamente anche con la Protezione Civile per i piani di emergenza dell’area di Napoli. Tanti fisici si sono susseguiti nel monitorare e progettare gli strumenti per questo scopo; il primo fu Macedonio Melloni che dopo pochi anni lasciò il posto a Luigi Palmieri.

Palmieri elaborò  importanti descrizioni sulle eruzioni avvenute tra il 1855 e il 1872. In seguito,  il geologo Raffaele Vittorio Matteucci seguì l’eruzione del 1906, seguito da Giuseppe Mercalli, l’ideatore della scala omonima,  che dedicò la propria vita alla ricerca su vulcanologia e sismologia, osservando i maggiori terremoti ed eruzioni. Infine Giuseppe Imbò che diede il suo contributo potenziando la struttura dell’osservatorio con apparecchiature geofisiche di grande rilievo. Imbò riteneva che il tremore vulcanico fosse causato dal degassamento violento del magma sulle pareti del condotto, ipotesi che è confermata tuttora.

articolo per OCEAN4FUTURE 2016

immacolata-mocciaImmacolata Moccia
reporter

 

 

 

 

 

 

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE

 

print
(Visited 888 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della traduzione

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro, e la pubblicazione per qualunque utilizzo degli articoli e delle immagini pubblicate è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore degli stessi che può essere contattato tramite la seguente email: infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettetemi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

25 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Filter by Categories
archeologia
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
astronomia e astrofisica
Astronomia e Astrofisica
Biologia
biologia e ecologia marina
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
meteorologia e climatologia
Meteorologia e stato del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
scienze marine
Sicurezza marittima
storia
Storia della subacquea
storia della Terra
Storia Navale
subacquea
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
Share
Translate »