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  Address: OCEAN4FUTURE

Trimarium: un grave pericolo per l’Italia

tempo di lettura: 4 minuti

 

livello elementare

.

ARGOMENTO: GEOPOLITICA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: MAR MEDITERRANEO
parole chiave: Trimarium, politica navale

Pochi giorni orsono (6 e 7 settembre) si è tenuto a Bucarest l’ottavo vertice che ha visto la presenza degli stati che hanno aderito alla cosiddetta “iniziativa dei tre mari o trimarium”.

L’idea del trimarium nasce allo scopo di creare al centro dell’Europa orientale una massa critica di stati che uniscono il Baltico con il Mar Nero e il Mar Adriatico. Nella pratica si desidera ricostruire una realtà che unisca la cosiddetta Mittel Europa del secolo XIX (un’Europa di mezzo che ricorda le tradizioni culturali del vecchio Impero Asburgico) e la Confederazione polacco-lituana del secolo XVI (un’area che andava dal Baltico al Mar Nero).

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Trimarium o iniziativa dei tre mariThree Seas Initiative.svg – Wikimedia Commons

È chiaro ed evidente che con questa iniziativa la Polonia punta a porsi nuovamente come leader di un’area, tradizionalmente schiacciata a oriente dalla Russia e a occidente dalla Prussia/Germania. A questo si aggiungono le opportunità economiche rappresentate sia da vie di comunicazione, tendenti a unire i vari stati sia longitudinalmente sia latitudinalmente, sia da investimenti in infrastrutture energetiche e digitali.

Nel 2014 i Centri Studi dell’Atlantic Council (statunitense) e Central Europe Energy Partners (polacco) presentarono un lavoro congiunto a favorire l’integrazione europea e la crescita economica dell’Europa orientale. A farsi carico di lanciare l’iniziativa furono due politici di rango come il polacco Andzej Duda e la croata Kolinda Grabar-Kitarovic, presidenti di due stati, entrambi cattolici e legati da profondi vincoli di amicizia. Non è un caso che i primi due vertici si siano tenuti a Ragusa (Croazia nel 2016) e a Varsavia (Polonia nel 2017). All’iniziativa aderirono i seguenti stati: Austria, Bulgaria, Rep. Ceca, Croazia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Ungheria.

Chi c’è dietro?
I grandi finanziatori del progetto sono l’Unione Europea e gli Stati Uniti. Nel primo caso l ’Europa non si rende conto che la creazione di una realtà come questa, sostenuta e voluta dal governo statunitense a cui quasi tutti gli stati dell’iniziativa guardano per la loro sicurezza, potrebbe indebolire l’Europa piuttosto che rafforzarla (un modo come altri di proiettare l ’egemonia USA in Europa). Nel secondo caso gli USA hanno interesse a mantenere una grossa area, che già apparteneva al blocco sovietico, sotto la loro influenza. Fin da subito è chiaro che un’iniziativa come questa avrebbe rappresentato un ostacolo al trasferimento di energia dalla Russia verso l’Europa e rappresentare un blocco alla BRI cinese (Nuova Via della Seta).

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è NASA-blacksea_vir_2022171.jpg

NASA Earth Observatory image by Joshua Stevens, using VIIRS data from NASA EOSDIS LANCE, GIBS/Worldview, and the Joint Polar Satellite System (JPSS). Story by Kathryn HansenNASA Earth Observatory image by Joshua Stevens, using VIIRS data from NASA EOSDIS LANCE, GIBS/Worldview, and the Joint Polar Satellite System (JPSS). Story by Kathryn Hansen.

La guerra in Ucraina e la nuova politica turca comportano qualche cambiamento ed è prevedibile che sia l’Ucraina, la Moldavia e la Grecia possano avere accesso al gruppo dei dodici stati fondatori (con la conseguenza che sia lo Ionio sia l’Egeo entrino nel pool dei mari toccati dal Trimarium). La notizia ha un grosso peso quando si parli di Grecia in quanto da sempre essa si è sentita parte protagonista del progetto europeo. La costruzione di una nuova base NATO sull’isola di Skios (a metà strada tra la base di Alexandroupolis e quella di Suda) rende chiaro a tutti che la Grecia punta anch’essa agli Stati Uniti per la sua sicurezza (come la Polonia). Se a questo si aggiunge anche l’accordo di cooperazione in materia di sicurezza firmato nel 2021, è facile comprendere che il Trimarium chiude senza soluzione di continuità ogni canale trasversale tra Asia e d Europa.

Secondo il CESMAR, tutto ciò rappresenta un grave pericolo per l’Italia per tre motivi:

– Il primo riguarda il mare Adriatico che potrebbe sfuggire al controllo che da sempre il nostro Paese ha mantenuto su di esso, concedendo a porti della costa orientale vantaggi competitivi superiori a quelli nostrani;

– Il secondo riguarda l’ostacolo rappresentato dal Trimarium verso oriente, la nostra storia ci insegna che solo commerciando a oriente l ’Italia può esprimere il meglio di sé: una Grecia appiattita sugli USA per la sua sicurezza non aiuta l’integrazione europea;

– Il terzo riguarda il ruolo di attori come la Polonia che hanno guadagnato una posizione importante di leadership in ambito europeo a scapito proprio dell’Italia.

Roberto Domini 

in anteprima tramonto … rosso di sera bel tempo si spera … sarà vero? photo credit andrea mucedola

 

CENTRO STUDI DI GEOPOLITICA E STRATEGIA MARITTIMA «La bussola». La Bussola del Giorno è diretta responsabilità della sezione geopolitica del Centro Studi. La riproduzione, totale o parziale, è autorizzata a condizione di citare la fonte www.cesmar.it

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

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