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Dal Diario di bordo di Capitan Bitta: dal 30 settembre al 4 ottobre

tempo di lettura: 7 minuti

 

livello elementare

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ARGOMENTO: NAVIGAZIONE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: OCEANO ATLANTICO
parole chiave: Nave Vespucci

 

Sabato 30 settembre 2023
Nave Amerigo Vespucci ha ormai oltrepassato l’Equatore. Per tutto il tempo che rimarrà nell’emisfero australe (fino a maggio del 2024) la Stella Polare non sarà più visibile in quanto si troverà sotto l’orizzonte. 

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In compenso, navigando sempre più a Sud, sarà possibile osservare una costellazione che per millenni è stata la guida dei popoli indigeni dell’emisfero australe, cosi come lo è stata la Stella Polare in quello boreale: la CROCE DEL SUD.

Amerigo Vespucci e la Croce del Sud 
Sebbene fu Amerigo Vespucci il primo europeo ad individuare, durante il suo viaggio del 1499, la Croce del Sud, un altro navigatore fiorentino, Andrea Corsali da Monteboro o forse della zona di Empoli/Val D’Elsa, la descrisse poeticamente ma efficacemente, illustrandola graficamente in una relazione scritta. Sebbene Corsali sia poco noto in Italia, lo è maggiormente nell’Emisfero Australe che lo considera ancora un punto di partenza per la loro identità. 

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Corsali con un pò di fantasia, la chiamò con quel nome vedendo nelle quattro stelle disposte ad aquilone, il simbolo cristiano della croce che appunto segnalava la direzione Sud come segno di benedizione divina della navigazione. Protetto e finanziato dai Medici, il suo nome e stemma furono incisi in S.Croce nel 1898, insieme a quello di altri grandi navigatori toscani.

Pur essendo la meno estesa delle costellazioni, la Croce del Sud risulta una delle più brillanti del cielo notturno dell’emisfero australe. La costellazione si contrappone all’asterismo del Grande Carro nell’emisfero boreale in quanto, così come quello consente di individuare la Stella Polare e quindi il Polo Nord celeste, la Croce del Sud permette di localizzare il Polo Sud celeste.

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Basta immaginare una linea che, partendo dalla stella più settentrionale della croce, γ-acrux (Gamma Crucis), si congiunge a quella più meridionale, α-acrux (Alpha Crucis), lungo l’asse maggiore e prolungata per quattro volte e mezzo. La costellazione si trova comunque nella Via Lattea e il periodo più adatto per osservarla inizierà a febbraio.

Domenica 1 ottobre 2023
Nave Vespucci è in rotta per il porto di Fortaleza. Oggi l’equipaggio vivrà un’insolita esperienza: la cosiddetta “OMBRA SOTTO I PIEDI”! Vediamo di cosa si tratta con l’aiuto del disegno del comandante Bitta. In astronomia si definisce la declinazione solare come l’angolo che i raggi del Sole formano con il piano equatoriale terrestre: positivo se il Sole è al di sopra del piano e negativo se al di sotto.

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La declinazione varia continuamente nel corso dell’anno fra +23° 27′ (al solstizio d’estate, generalmente il 21 giugno) e -23° 27′ (al solstizio d’inverno, di solito il 21 dicembre). Lo scorso 23 settembre, giorno dell’Equinozio, la declinazione è stata 0° 00′ (raggi del Sole perpendicolari all’Equatore) ed ha iniziato ad assumere valori negativi.
Perché questo angolo? Perchè 23° 27′ è proprio l’inclinazione che ha l’asse della Terra sul piano dell’orbita intorno al Sole. Chi si trova, in un dato giorno, in una località che ha una latitudine uguale alla declinazione del Sole, può sperimentare, al mezzodì di quel giorno, la cosiddetta “ombra sotto i piedi!”.

È quello che accadrà oggi all’equipaggio di Nave Vespucci quando la nave, scendendo verso Fortaleza, si troverà in latitudine -3° 12′ (📌), che è anche il valore di declinazione che avrà oggi il Sole. Quale rara coincidenza! Sulla nave, al mezzodì, il Sole sarà esattamente “a picco” (allo zenit) e a bordo, in quel preciso istante, avranno, come si dice in gergo, l’ombra sotto i piedi anche se, nello specifico caso, sarebbe più appropriato dire… “sotto la chiglia”!

Lunedì 2 ottobre 2023
Navigazione tranquilla … proseguiamo secondo tabella. Ricordatevi sempre che il Vespucci si trova a Ovest rispetto all’Italia per cui, in relazione di dove siete, per i naviganti della nave più bella del mondo dovranno ancora passare delle ore prima di vedere l’alba.

Approfittiamo per parlare ancora del grande navigatore Amerigo Vespucci. I Vespucci furono un’antica famiglia nobiliare di Firenze, originaria di Peretola, tra le più importanti alleate dei Medici che, come ricorderete, da grandi mecenati, commissionarono opere d’arte ad artisti come Sandro Botticelli e Domenico Ghirlandaio ma anche navigatori ed esploratori che aprirono nuove frontiere negli oceani.

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Una curiosità
Lo stemma dei Vespucci è un’ “arma parlante” ovvero uno stemma che contiene delle figure che, per il loro nome o per la loro immagine, richiamano più o meno direttamente il nome o la funzione del possessore del blasone, sia esso di tipo familiare o cittadino. Quello della famiglia Vespucci, in araldica, è testualmente descritto così: “In campo rosso una banda azzurra è seminata di vespe d’oro”. Dopo i viaggi di Amerigo Vespucci, allo stemma venne aggiunta un’aquila sovrastante in volo che tiene nel becco il cartiglio Omnem Terram (in Ogni Terra).

Martedì 3 ottobre 2023

Domani arriviamo a Fortaleza. A bordo è stato effettuato un altro cambio di ora (in avanti) e adesso la differenza con l’Italia è di 5 ore cioè quando a Roma sono le ore 12, a bordo sono le 7 del mattino. Il passaggio dell’Equatore ha lasciato delle questioni aperte. Una di queste è quanto pesa il Vespucci. Parlando di navi capita spesso di cadere in confusione per definirne o comprenderne la loro “grandezza”.

Nello specifico, leggendo le caratteristiche tecniche e costruttive di Nave Vespucci, capita di trovare “cifre” apparentemente discordi tra loro che vanno dalle 1.200 alle 4.000 …”tonnellate”! Come è possibile?

Prima di tutto dobbiamo definire due parametri ben distinti che caratterizzano qualsiasi nave: il DISLOCAMENTO e la STAZZA.

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Il DISLOCAMENTO (D) è semplicemente il peso della nave. Dal momento che non si può mettere una nave su una bilancia, la si osserva al galleggiamento. Tale equilibrio è raggiunto tra il peso che vogliamo calcolare e la spinta idrostatica che, secondo il Principio di Archimede, è pari al peso del volume dell’acqua spostata dalla carena (dislocata) espresso in tonnellate di peso. Il peso si ottiene moltiplicando il volume della carena immersa per il peso specifico dell’acqua che, nel caso del mare, è di circa 1.026 t/m³. La formula per calcolarlo è questa:

[ D (t) = 1,026 (t/m³) x V(m³) ];

Con parole semplici, 1 metro cubo (1 m³) di acqua di mare pesa 1.026 tonnellate. Premesso questo dato di fatto, il dislocamento varia a seconda che la nave sia più o meno carica, fattore ben comprensibile guardando esternamente la sua immersione.

La STAZZA (S) è invece il volume interno di una nave. In particolare se consideriamo il volume di tutti i locali chiusi e chiudibili si parla di stazza lorda (SL) mentre il volume dei soli spazi utili per il carico è la stazza netta (SN). La stazza si misura in tonnellate di stazza ma, attenzione, NON è una unità di misura del peso MA di volume dove una tonnellata di stazza è uguale a 2.832 m³.

La confusione nasce spesso dal fatto che, per un volume, si usa l’espressione tonnellata, una unità normalmente di peso, ma in questo caso derivata da un’errata traduzione della parola francese tonneaux (barili). Un tempo il barile era il contenitore più comune per stivare il carico a bordo e si calcolava quanti barili se ne potevano imbarcare. Adesso potrà risultare più chiaro se leggiamo che l’Amerigo Vespucci ha un dislocamento a pieno carico di 4.300 tonnellate, una stazza lorda di 3.410 tonnellate di stazza lorda con una stazza netta di 1.202 tonnellate di stazza netta.

Mercoledì 4 ottobre 2023

Ci siamo quasi … il profumo e la musica del Brasile sembrano arrivare tra il fruscio delle vele: Fortaleza è davanti a noi. Il suo nome deriva dal Forte Schoonenborch, costruito dagli olandesi durante la loro permanenza nella regione nel XVII secolo. Il motto della città (presente nello stemma) è la parola “Fortitudine”, cioè “forza, valore, coraggio.” Con le sue 34 spiagge accoglierà l’equipaggio … intanto alziamo a riva la bandiera di cortesia del Brasile, una bandiera piuttosto complessa. Il colore del rombo giallo-oro su sfondo verde è associato alla casa reale di Bragança, di cui faceva parte l’imperatore Pedro I, e alla casa reale d’Asburgo, alla quale apparteneva l’imperatrice consorte Maria Leopoldina. Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è GIANNETTI-BRASILE-54374135-8e06-4f41-9bda-450b2614872f-1024x870.jpegAl centro della bandiera si trova un cerchio blu che rappresenta una sfera contenente 27 stelle bianche di cinque dimensioni differenti. Si riconoscono le costellazioni del Cane Maggiore, dell’Idra, del Triangolo Australe, dello Scorpione e della Croce del Sud. Sono tutte le costellazioni visibili dalla città di Rio de Janeiro alle ore 8:30 del 15 novembre 1889, giorno dell’instaurazione della prima repubblica. Il Polo Sud celeste coincide con la stella Sigma Octantis nella costellazione dell’Ottante. Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è GIANNETTI-cb1dcf25-427c-4b43-a669-e7e879df720f-1024x828.jpegÈ detta stella Polare australe e nella bandiera rappresenta la capitale Brasilia (DF Distretto Federale): le altre 26 stelle gli altrettanti Stati Federati che ruotano intorno ad essa nel cielo australe. Nella bandiera, la 5^ stella (la più piccola) della Croce del Sud, è a sinistra invece che a destra 🤔perché l’asterismo è rappresentato in quella posizione ribaltata immaginando il globo visto dall’esterno.

Paolo Giannetti

 

 

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