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NO PLASTIC AT SEA

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Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

  Address: OCEAN4FUTURE

Dal diario di bordo di Capitan Bitta dal 10 al 17 settembre

Reading Time: 8 minutes

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livello elementare

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ARGOMENTO: NAVIGAZIONE
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: MAR DEI CARAIBI
parole chiave: Vespucci
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Domenica 10 settembre 2023
Ultime ore in porto a Cartagena de Indias per Nave Vespucci. Gli allievi sono ormai “scafati”, abituati alla vita di bordo con i suoi turni regolari che spesso lasciano poco spazio al sonno. Stanno apprendendo l’arte di dormire a comando … ma questa è un’altra storia. 

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A bordo di Nave Vespucci, in un locale prossimo all’alloggio del comandante e alla rappresentanza, è possibile osservare questo oggetto, appeso in bella mostra, ad una paratia. In un primo momento viene da pensare ad una chissà quale riserva di corroborante – vino o rum – ad uso degli ospiti.

In realtà si tratta di una fedele ricostruzione di una micciera, un piccolo recipiente metallico a forma di botticella, con due fori laterali. In origine conteneva una miccia a lentissima combustione, permanentemente accesa ed a disposizione, in caso di necessità, di fuoco per le artiglierie (all’epoca, sui vascelli, non era consentito l’uso dei fiammiferi). Di fatto era l’unica fiamma presente a bordo e veniva controllata costantemente da un marinaio di guardia.

CURIOSITÀ
Dal Vocabolario Marino e Militare del Guglielmotti, 1889
Micciere:
Arnese acconcio a conservare il miccio senza che si smorzi e senza pericolo di spargere scintille. Si fa di metallo, e per lo più in figura di barletto; Nel cocchiume del quale si introduce la cima accesa, e vi brucia riparata dal vento, dalla pioggia, e dall’umidità. Là vanno i marinari per accendere la pipa.

Lunedì 11 settembre 2023
Nave Vespucci continua la navigazione nel Mar dei Caraibi verso Port of Spain (Trinidad e Tobago). Chi sarà sveglio all’alba, per il turno di guardia in coperta, potrà osservare, bassa sull’orizzonte, la cometa C/2021 O1 Nishimura. La ricorderete perché ne abbiamo parlato su OCEAN4FUTURE qualche giorno fa (vedi l’articolo).

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La cometa sorge all’incirca alle 5.30, il Sole alle 6.30. Questa finestra temporale al crepuscolo mattinale di circa un’ora è, dunque, quella in cui si potrà osservare la cometa; non prima perché sarà ancora sotto l’orizzonte, nè dopo, perché sarà ‘coperta’ dalla luce del Sole ormai sorto.

La cometa Nishimura ha raggiunto la magnitudine 4,8 l’ 8 settembre scorso ed è già abbastanza luminosa per essere osservata ad occhio nudo. Sarà visibile, bassa sull’ orizzonte di Levante (ad Est), nella costellazione del Leone e diventerà ancora più luminosa nei prossimi giorni mentre raggiungerà il perielio: purtroppo sarà anche più vicina al Sole (come angolo della nostra visuale) e quindi più difficile da individuare.

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ATTENZIONE!
Guardando la figura (da Skytonight) per il 12 mattina bisogna ricordare che la linea punteggiata serve ad individuare, per il giorno dell’osservazione, il punto del cielo (ossia la costellazione) dove puntare lo sguardo nella finestra oraria mattutina descritta, per vedere la cometa Nishimura.

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Martedì 12 settembre 2023
Continua la navigazione verso Trinidad e Tobago con mare e vento di traverso sinistra, con onde di circa un metro. 
Si sa i marinai sono curiosi e cercano di conoscere le particolarità dei posti che vivono. Nei Caraibi si può incontrare un pesce decisamente strano, l’Ogcocephalus nasutus.

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Si tratta di una specie rara, nota come pesce pipistrello o pesce diavolo, che generalmente cammina con le sue pinne usandole come zampe, alla ricerca di granchi e altre prede; in caso di pericolo, può però anche nuotare grazie alla loro coda. ll pesce pipistrello, in inglese, è chiamato Shortnose batfish perché caratterizzato da una specie di corno che ha sulla testa. Chissà se qualche allievo, nuotando lungo le spiagge da sogno di Trinidad Tobago li potrà incontrare. Per ora ci sono ancora tante miglia da percorrere.

Mercoledì 13 settembre 2023
Il Vespucci continua la sua navigazione verso Trinidad e Tobago, e si trova a largo delle coste del Venezuela.

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Queste palafitte, e più in generale l’intera Laguna di Maracaibo, ad Amerigo Vespucci ricordarono Venezia e la definì Veneziola/Venezziola/Venezuola (cioè “piccola Venezia”). Successivamente tutta la regione dove sorgeva questo villaggio assunse, per estensione, tale denominazione che fu poi trasformata in lingua spagnola in “Venezuela”.

Giovedì 14 settembre 2023
Navigazione verso Port of Spain (Trinidad e Tobago). Il comandante Bitta si sta chiedendo quale sia il nome e l’origine dei fregi e dell’arabesco, in legno dorato, che abbelliscono, rispettivamente, la prua e la poppa del Vespucci. Tutto deriva dal corimbo che, nell’antichità, indicava l’ornamento della prora e della poppa delle navi. La parola deriva dal latino corimbus (frutti a grappolo, grappolo di bacche d’edera) e dal greco κόρυμβος (sommità, vertice), comune in botanica per indicare un’infiorescenza che si sviluppa orizzontalmente come per esempio nel sambuco.

Ma esisteva anche l‘aplustro, derivato dal latino aplustre, con cui si indicava l’ornamento della poppa delle antiche navi greche e romane; era un simbolo diffuso anche per trofei navali ed è rappresentato generalmente come un pennacchio a una o più volute, oppure come un animale a collo ritorto. Si trovava in alto, sopra la poppa, era di legno, e in genere si curvava a ventaglio in modo simile alle penne di un uccello.

Venerdì 15 settembre 2023
Navigazione verso Trinidad e Tobago. 

ACCADDE OGGI
Il 15 settembre 1494, circa due anni dopo la scoperta del nuovo continente, Cristoforo Colombo si imbatte per la prima volta in un uragano.

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HURAKAN !!!
Cristoforo Colombo si trovava nelle vicinanze dell’isola Catalina, da lui così chiamata in onore della figlia dei Re Cattolici, e dell’isola Saona. Grazie al suo intuito e talento di navigatore, l’ammiraglio si rese conto di uno strano comportamento degli animali marini e avvertì anche dei cambiamenti nell’atmosfera. In quel momento gli indiani Tainos, che portava con sé come interpreti sul ponte di comando, improvvisamente si inginocchiarono davanti a lui spaventati, urlando: “hurakan, hurakan” e lo indirizzarono velocemente verso il canale che separa l’isola Saona dalla terraferma, per ripararvisi.

Era la prima volta che un europeo sperimentava sulla propria pelle il significato terribile di quella parola di origine taina. Hurakan era il nome di una divinità: il “Signore dei venti” e i tainos pronunciavano questa parola con timore e riverenza per la sua ira. Al mattino del 16 settembre, le forti raffiche di vento, la pioggia battente e la furia del mare si riversarono sulle navi e il maltempo durò diversi giorni. Colombo si salvò miracolosamente, ma questa esperienza, mai vista prima nella sua vita di marinaio, rimase profondamente impressa nella sua mente. Da quel giorno pronunciò anche lui la parola Hurakan con lo stesso rispetto con cui lo facevano i Tainos.

Otto anni dopo, il 29 giugno 1502, nel suo quarto e ultimo viaggio, arrivò nella città di Santo Domingo al comando di una flotta di quattro navi. Colombo avvertì il governatore Nicolas de Ovando che si stava avvicinando un grande uragano e chiese permesso per ripararsi nel porto di Santo Domingo prima di continuare la sua rotta. Ovando gli negò questo permesso perché nella città si trovavano i grandi nemici dell’Ammiraglio, l’ex governatore Francisco Bobadilla, che lo aveva fatto arrestare, e Francesco Roldan che aveva capeggiato la rivolta contro di lui. Costoro erano in procinto di imbarcarsi alla guida di una grande flotta di 32 navi diretta verso la Spagna. Colombo avvertì comunque Nicolas de Ovando di non lasciare partire la flotta perché sarebbe stata sorpresa dall’uragano in arrivo, ma i suoi nemici si beffarono di questo suo avvertimento e la grande flotta mollò gli ormeggi con le stive delle navi piene zeppe di oro. Colombo invece condusse velocemente le sue navi verso Ovest per rifugiarsi nella baia di Puerto Hermoso presso Azua, mentre la grande flotta partì verso Est alla volta della Spagna e si imbatté nell’uragano che la distrusse completamente. Nei giorni seguenti fu rasa al suolo anche la città di Santo Domingo. In tutto si contarono 500 morti oltre alla perdita delle navi, dell’oro e di molti importanti documenti storici.
L’Ammiraglio invece riuscì a partire dalla baia dove si era rifugiato, con le sue quattro navi intatte, continuando il suo viaggio verso le coste del Centro America e navigando, da quel giorno, riverente nelle rotte dove signoreggia Hurakan, il Signore dei Venti.
(da Comitaliasantodomingo)

Sabato 16 settembre 2023
Mentre il Vespucci prosegue in rotta verso Trinidad e Tobago, voglio ricordare cosa accadde il 16 settembre 1620 quando il Mayflower partì dal porto di Plymouth con a bordo un gruppo di Padri Pellegrini (Pilgrim Fathers) diretti verso le terre dell’America del Nord. Si trattava di un gruppo di cittadini inglesi di religione puritana che sono ancora oggi considerati i primi coloni del Nord America.

Il Mayflower era un galeone a tre alberi di circa 180 tonnellate con a bordo 102 persone, compresi donne e bambini, in fuga dall’Europa. Dopo una navigazione estenuante, i coloni approdarono nel nuovo continente in un luogo che la tradizione identifica con Plymouth Rock, il successivo 9 novembre 1620.
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Una curiosità
Nell’immagine di copertina della Domenica del Corriere, del 5 maggio 1957, mostra il Mayflower II, una riproduzione del Mayflower, partito da Plymouth due settimane prima, replicando, persino nei costumi e nelle condizioni dell’equipaggio dell’epoca, il viaggio originale attraverso l’Atlantico.

Domenica 17 settembre 2023
Navigazione verso Port of Spain (Trinidad e Tobago)

A bordo di Nave Vespucci, per la prima volta, dopo la partenza da Genova per il Giro del Mondo, tutti gli orologi vengono spostati un’ora avanti anziché indietro. Questo si è reso necessario perché la rotta del Vespucci in questa tratta è diretta verso Est, quindi verso un Paese con l’ora standard più avanzata.

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A bordo avverrà quello che succede ogni anno nell’ultima domenica di marzo, quando si passa dall’ora solare all’ora estiva e le lancette degli orologi sono portate avanti di un’ora. Il cambio dell’ora viene annunciato all’equipaggio con un messaggio per interfono: un breve conteggio alla rovescia di pochi secondi con lo “stop orario”. Ne trarrà un vantaggio il personale che si troverà di guardia in quel momento che svolgerà il proprio turno per un’ora di meno (3 anziché 4!). Ma eccoci in prossimità di Trinidad e Tobago dove ormeggeremo stamattina. 

Paolo Giannetti

 

in anteprima #NaveVespucci saluta Cartagena de Indias. Ora attraverserà il Mar dei Caraibi verso Est per raggiungere nuovamente l’Oceano Atlantico e continuare il suo giro del mondo –  credit Marina Militare italiana

 

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

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