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livello elementare
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ARGOMENTO: BIOLOGIA MARINA
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Carangide, Naucrates ductor
Se non li avete osservati direttamente, sicuramente ne avrete sentito parlare: i pesci pilota, Naucrates ductor, appartenenti alla famiglia dei Carangidi e fedeli compagni di altri animali marini come squali, mante, meduse – ma anche tartarughe – in mari caldi e tropicali compreso il mar Mediterraneo.
Un mito romantico
Nella mitologia greca, si narra di un marinaio chiamato Pompilo che aiutò la bellissima ninfa Ocirroe, insidiata dal dio Apollo, che era figlia di un’altra ninfa, Chesia, e del dio del fiume Imbraso, insidiata dal dio Apollo. Il marinaio, decise di aiutarla e la trasportò in salvo a Samo … ma la loro felicità durò poco: Apollo apparve imponente d’innanzi a loro e prese con sé la ragazza, tramutò Pompilio in un pesce pilota e la sua barca in un’enorme roccia.

un manta, Mobula mobula, preceduta da due pesci pilota, Naucrates ductor, fotografata nelle acque dell’Egeo, Creta, Grecia – Fonte ed autore Sarah Faulwetter https://commons.wikimedia.org/wiki/Mobula_mobular_with_Naucrates_ductor.jpg?uselang=it
In realtà una simbiosi collaudata
Il pesce pilota ottiene protezione dai predatori, fornendo ai suoi ospiti un servizio ineccepibile di pulizia dai parassiti. Quando i grandi pesci, come gli squali, nuotano il loro corpo è “circondato” da uno strato limite che si genera quando la corrente d’acqua scorre lungo i loro lati. I pesci pilota sfruttano questo strato per spostarsi più velocemente di quanto potrebbero mai fare con poco se non nessuno sforzo. Una cosa curiosa è che i pesci pilota formano una sorta di relazione simbiotica con questi grandi animali marini per cui tale, se essi vengono catturati, continuano per un certo periodo, a seguire la barca che li ha catturati. In alcuni casi, la femmina del pesce pilota depone le uova sulla pelle dello squalo, un posto decisamente sicuro considerando il numero limitato di predatori del suo “datore di lavoro” – a parte l’Uomo.
In cambio, lo squalo gode di un servizio di pulizia completo e continuo che lo preserva da possibili malattie (il mito del sano come un pesce andrebbe sfatato) dovute a infezioni batteriche causate dai residui alimentari. Il loro mutualismo è basato sulla reciproca fiducia, al punto che lanche predatori temibili come gli squali permettono ai pesci pilota di entrare nella loro bocca e ripulire le fauci dagli eventuali parassiti, nutrendosi occasionalmente di piccoli pezzi di cibo avanzati dal pasto precedente

Naucrates angeli Whitley (Naucrates ductor), pesce pilota appartenente ai Carangidi – Fonte Disegno originale L. T. Griffin https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Naucrates_angeli_Whitley._(48753039226).jpg?uselang=it
L’aspetto del pesce pilota è quello tipico dei Carangidi pelagici, con un corpo allungato che può raggiungere i 50 centimetri ed una testa arrotondata. Le pinne sono forti e muscolose e la coda è bilobata. Il colore del pesce pilota varia tra il blu scuro e l’argento nerastro, con il ventre di colore più chiaro che ma può mutare temporaneamente di colore quando eccitato. In quel caso le sue barre di colore scuro scompaiono e il corpo diventa bianco-argenteo, con tre ampie macchie blu sul dorso. Può essere riconosciuto dalle sue cinque o sette bande trasversali distintive, che sono di un colore molto più scuro rispetto al resto del corpo. Il pesce pilota può crescere fino a 60-70 cm di lunghezza. Tra i loro predatori, a parte l’Uomo, troviamo le lampuga e le Remora remora.

Remora remora (Linneus, 1758), remora comune o remora degli squali, è un pesce osseo marino della famiglia Echeneidae, cosmopolita in tutti i mari tropicali e subtropicali. È presente nel mar Mediterraneo, anche in acque italiane. La caratteristica principale di queste specie è una grossa porzione di tessuto piatto, di forma ovaloide, sulla fronte e sul dorso che le consente di aderire esattamente come una ventosa alle superfici piatte. In questo modo la remora si attacca alla pelle di grandi mammiferi marini, squali, tartarughe marine e pesci luna, facendosi trasportare velocemente. Si tratta di un cacciatore attivo, per cui si può staccare dal suo ospite per predare – foto credit andrea mucedola, 2013, Golfo del Messico
Per loro sfortuna i pesci pilota non solo sono commestibili ma hanno anche un buon sapore. Il Pesce pilota, ‘nfanfalo per dirla alla marinara, è ottimo se cucinato al forno con un battuto di olio, arancia, limone e origano ed un pizzico di pepe, prezzemolo e pomodorino. Lo sanno bene i buongustai.
Vincenzo Popio
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in anteprima una bella foto di una manta con pesci pilota – photo credit Giacomo Marchione
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