Relazioni e traffici tra la Sardegna e le altre aree del mediterraneo: le tipologie dei manufatti di Pierluigi Montalbano

tempo di lettura: 6 minuti

.
livello elementare
.
ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA
PERIODO: II MILLENNIO a.C.
AREA: DIDATTICA
parole chiave: Sardegna nuragica

Gli elementi della cultura materiale mobile evidenziano i commerci tra la Sardegna e le altre regioni mediterranee fin dai tempi del Bronzo Medio. Sono transitati per la Sicilia almeno una parte dei prodotti sardi offerti in cambio di quelli ricevuti dall’Egeo e dal Mediterraneo orientale in genere: bigiotteria in vetro, manufatti in avorio, contenitori in ceramica per liquidi pregiati, lingotti in rame. Fra i manufatti in metallo abbiamo diverse tipologie: 19

Spade
Dalla facies di Sant’Iroxi di Decimoputzu provengono 13 spade in rame arsenicato dalla lama perfettamente triangolare, che potevano essere utilizzate di punta e di taglio. Sono state trovate anche a Maracalagonis, quindi circolavano anche in altre località dell’isola. Sono le armi possedute dai capi di una comunità per manifestare il loro prestigio. Misurano dai 30 ai 70 cm e sul piano formale derivano dai pugnali a base semplice arrotondata del campaniforme inornato sardo, dunque una matrice indigena o derivante dal contatto con popolazioni iberiche. Armi simili, infatti, sono state ritrovate anche nella penisola iberica, a El Argar, nell’Italia padana e nelle coste meridionali francesi. Esisteva dunque una relazione fortissima fra la Sardegna e le zone che si raggiungevano attraverso il ponte delle Baleari e della Corsica.
E’ possibile che le spade in rame arsenicato di Sant’Iroxi siano di produzione locale e le spade simili di El Argar, possono fondarsi proprio su prototipi sardi. Sicuramente, infatti, intorno al 1600 a.C. vi erano stretti contatti tra la Sardegna e le coste iberiche, in sintonia con la comparsa contemporanea di edifici megalitici in Sardegna, Minorca e Corsica. La suggestione che nelle statue menhir della Corsica fossero rappresentati gli Sherden, per via del vestiario e dell’elmo coronato da due corna, cresce quando si tenga conto delle affinità delle spade disegnate negli stessi menhir e nell’ipogeo di Sant’Iroxi con le armi degli Sherden raffigurati al tempo dei Re Ramessidi. Ci sono delle analogie anche con le spade dei principi delle Isole nel cuore del Verde Grande raffigurati nella tomba del Visir egizio Reckmire a Tebe, risalenti al XV a.C. Hanno spade e armi tipiche dei popoli del mare, come lo scudo tondo e gli elmi cornuti. Gli Sherden intorno al 1600 a.C. usavano già le spade con larga lama triangolare a doppio taglio, tipica dei formidabili schermidori di cui si servirono i sovrani del delta del Nilo per difendere i loro interessi in Egitto e nelle loro province orientali.

Lance e cuspidi di frecce 20
E’ modesta la quantità di frecce in bronzo sinora rinvenute e ciò si spiega, forse, con la persistenza nell’uso delle cuspide di frecce in ossidiana e selce, utilizzabili con l’arco per la caccia e per la guerra.

Asce 21
Dal ripostiglio di Iscalas Nule provengono 21 asce a margini rialzati attribuibili agli inizi del Bronzo Medio. Hanno fianchi diritti e taglio espanso, pesano fra 635 e 700 grammi e appaiono piuttosto lunghe, misurando da 22,5 a 25,5 cm. L’ottima conservazione fa pensare allo stoccaggio piuttosto che all’utilizzo di questi manufatti. Oltre che come armi da guerra, le asce potevano essere utilizzate come armi sacrificali e come lingotti.

Pugnale Ichnussa Bronzi nuragici, pugnale a elsa gammata, da Oliena (forse).jpg – Wikimedia Commons

Lesine e punteruoli in rame 22
Alla facies di Sant’Iroxi e a quella immediatamente precedente di Corona Moltana appartengono una cinquantina di lesine e spilloni o punteruoli in rame dell’ipogeo, detto Tomba dei Guerrieri, di Decimoputzu. Talora in questi piccoli manufatti si conserva l’impugnatura in osso. Alla prima fase nuragica sono state ricondotte alcune lesine in rame a verga quadrangolare e circolare, da Sa Turricula, da Monte Gonella e dall’ipogeo di Oridda. Allo stesso periodo dovrebbero appartenere anche le numerose lesine di forma romboidale della tomba di giganti di Nurallao.

Lingotti in rame 23
L’aumentata richiesta di rame in diverse regioni, tra cui la penisola italiana, porta alla diffusione di massicce quantità di asce a margini rialzati, utilizzate come lingotti. Nel XV secolo il rame era utilizzato nel Vicino Oriente anche per grandi contenitori e per armare gli eserciti. Questo favorì la circolazione dei grandi lingotti rettangolari, del peso da 25 a 36 kg, per soddisfare i diversi sistemi ponderali in uso nel Mediterraneo.
I lunghi bracci e i lati concavi ne facilitavano la presa, il caricamento sulle spalle e il trasporto a terra e sulle navi. La forma richiamava quella di una pelle e perciò gli studiosi hanno definito questi “. La Sardegna è una delle terre che ha restituito lingotti interi di questa tipologia. Alcuni mostrano contrassegni derivanti dai sistemi di scrittura sillabica in Lineare A cretese e Lineare B micenea, dunque databili tra il XV e il XII secolo a.C. Al Bronzo Medio è ascrivibile uno dei tre lingotti di Nuragus, quello con bracci corti, che trova riscontro nel lingotto trafitto da frecce rappresentato in un rilievo del sovrano egiziano Amenophi II, in lingotti offerti a Reckmire, visir del faraone Thutmosis III, dagli uomini delle Isole nel cuore del Verde Grande e dai principi di Keftiu. 24 I lingotti sembrerebbero commissionati per il mercato egeo da dove, con ulteriori transazioni, sarebbero stati trasferiti in Sardegna. Nonostante in Sardegna ci siano numerosi giacimenti, è verosimile che il rame orientale fosse più conveniente o che, comunque, quello locale fosse insufficiente per far fronte al fabbisogno molto consistente, dato che le fortezze presuppongono un gran numero di guerrieri, una parte dei quali era armata con grandi spade. 25 Si può pensare che una parte dei lingotti potessero essere acquisiti mediante l’offerta di argento, piombo e zinco di cui l’isola abbondava. Un’altra consistente quantità di rame poteva forse essere acquisita attraverso i compensi dei guerrieri sardi che militavano come mercenari in eserciti stranieri, come nel caso degli Sherden in Egitto, o a seguito delle prestazioni d’opera di maestranze e manovalanza impegnata nella costruzione di grandi edifici megalitici come le mura delle città. I primi lingotti a pelle di bue con segni egei rinvenuti in Sardegna quasi certamente appartengono al XV secolo a.C. 26 e contribuiscono a superare i limiti di una documentazione archeologica ancora lacunosa. 

Bronzi nuragici, navicella da Populonia, Falda della guardiola – Autore Sailko  Bronzi nuragici, navicella da Populonia, Falda della guardiola.jpg – Wikimedia Commons

Gli abitanti della Sardegna si muovevano per mare fin dal Neolitico, a giudicare dai frequenti mutamenti culturali e politici documentati intervenuti sino a tutta l’età nuragica. Mercanti, soldati e ambasciatori si muovevano per mare da e per la Sardegna. In mancanza di relitti, dobbiamo chiederci quale aspetto avessero le navi sarde al tempo dei nuraghi. Considerando il fatto che le imbarcazioni non subirono molte modifiche fino al Primo Ferro, possiamo immaginarle come quelle rappresentate dai modellini di navicelle in bronzo e in terracotta, da carico e da guerra. 27 Le navi nuragiche, dotate di albero, navigavano a vela e a remi come i vascelli, i velieri e le pesanti imbarcazioni raffigurate negli affreschi egei ed egiziani del 1500 a.C. La produzione di oggetti in lega di rame e stagno costituiva già al principio dell’età del Bronzo un importante settore delle attività artigianali. Da forme di fusione in pietra si ricavavano asce e pugnali e, in seguito, anche falcetti e oggetti di ornamento. La metallurgia era forse inizialmente privilegio di pochi centri importanti, che avevano strette relazioni con comunità di minatori e di fonditori. Fabbri itineranti contribuivano sicuramente a uno scambio tra differenti cerchie culturali e, oltre a diffondere diverse tecniche, forme e decorazioni, entrarono in contatto con il mondo spirituale di ampie aree europee, permettendo la circolazione di idee, usi e credenze. Un tale lavoro presupponeva la collaborazione di un gruppo di persone che svolgevano ciascuna un lavoro diverso: cercatori del minerale, minatori, trasportatori, costruttori dei forni, fabbri fonditori, fabbri forgiatori.

Nelle epoche precedenti non è sempre chiara la distinzione tra utensili da lavoro, strumenti per la caccia e armi, poiché un’ascia o un coltello potevano svolgere tutte queste funzioni. Dal 1600 a.C. circa, invece, si sono trovati oggetti che sono armi vere e proprie, utilizzabili cioè solo per combattere. Il rapido sviluppo delle armi, e la posizione di superiorità sociale dei guerrieri, testimoniano la crescente importanza degli scontri bellici tra clan rivali, in lotta per il possesso delle terre e delle risorse minerarie. Avvenne anche un significativo mutamento nella tecniche di combattimento. Dalla metà del II millennio a.C. comparvero nuove armi da difesa: elmi, schinieri, corazze, scudi. In questa epoca, forse le cinte murarie che circondavano alcuni abitati avevano funzione deterrente e di difesa del territorio. Occorre comunque considerare che un nuraghe isolato difficilmente è difendibile, pertanto si deve pensare a una serie di torri, legate visivamente fra loro, in rapporto di collaborazione reciproca in seno a ciascun clan.

Pierluigi Montalbano

estratto dal saggio Sardegna: Le navicelle bronzee nuragiche
Capitolo I  Caratteristiche culturali e la metallurgia pre-protostorica in Sardegna
non tutte le immagini sono tratte dal saggio – in anteprima

Note

19 Ugas 2006, p. 143.
20 Ugas 2006, p. 144.
21 Ugas 2006, p. 161.
22 Ugas 2006, p. 161.
23 Ugas 2006, p. 161.
24 Ugas 2006, p. 162.
25 Ugas 2006, p.162.
26 Ugas 2006, p.162.
27 Ugas 2006, p. 240. 

.
.
PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE  
.

Alcune delle immagini presenti possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore e la fonte o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo
.

(Visited 89 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Share
Traduci l'articolo nella tua lingua