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Il granchio blu, un alieno nei mari italiani

Reading Time: 6 minutes

livello elementare
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ARGOMENTO: BIOLOGIA E ECOLOGIA

PERIODO: XXI SECOLO
AREA: DIDATTICA
parole chiave: specie aliene, granchi, ecologia

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Da circa una settantina di anni, è comparso il granchio azzurro (Callinectes sapidus), una specie originaria della sponda americana dell’oceano Atlantico, in particolare sulla costa orientale degli Stati Uniti dove è comunemente noto con il nome Blue crab.

Questo granchio, dalle caratteristiche organolettico prelibate, vive lungo tutta la costa continentale dell’oceano Atlantico, dalla Nuova Scozia all’Argentina. Come tante specie aliene, trasportate nell’acqua di zavorra incamerata dalle navi e poi rilasciate altrove, si è insediata in altri mari, dal Mare del Nord al Baltico, fino al Mediterraneo.

Biologia
Questi granchi blu possono avere dimensioni considerevoli, potendo crescere fino a raggiungere una larghezza del solo carapace di 23 centimetri. Un crostaceo dal caratterino irritabile (non a caso in inglese si usa il termine crabby per una persona decisamente nervosa o scorbutica) che ha sempre avuto un’importanza commerciale non trascurabile grazie alla bontà delle sue carni. 

Se li osserviamo con attenzione notiamo che questi granchi mostrano un evidente dimorfismo sessuale. I maschi e le femmine si distinguono facilmente per la forma dell’addome di forma ellittica con due spuntoni ai due lati del corpo ed un margine anteriore seghettato e per le differenze di colore.  In particolare, l’addome è lungo e snello nei maschi, ma si presenta largo e arrotondato nelle femmine mature.

Forse l’indice di riconoscimento più immediato è il colore delle chele. La chela nei maschi è di un bel blu con punte rosse, mentre le femmine hanno una colorazione arancione con punte viola. L’addome di una femmina cambia man mano che matura: una femmina immatura ha un addome a forma triangolare, mentre quello di una femmina matura è arrotondato.

Il ventre è bianco-azzurrino e le zampe presentano l’attaccatura e la parte terminale dei maschi ha un colore blu intenso, per questo il nome granchio azzurro (blue crab).

Riproduzione
Le uova di C. sapidus si schiudono in acque ad alta salinità, acque costiere e bocche di fiumi e vengono trasportate nell’oceano dal riflusso delle maree. Durante i suoi sette stadi planctonici le larve di granchio blu galleggiano vicino alla superficie e si nutrono dei microrganismi che incontrano.

Dopo l’ottava fase, le larve mutano in megalope. Questa forma larvale ha piccoli artigli chiamati chelipedi in grado di afferrare le prede. Esse migrano selettivamente verso la superficie nella colonna d’acqua mentre le maree viaggiano verso le acque salmastre costiere.

Alla fine i granchi blu arrivano sotto costa, prediligendo le acque con bassa salinità, dove trascorrono la maggior parte della loro vita. Sembra che sia proprio la percezione di una diversa salinità che provochi la metamorfosi dalla fase giovanile alla forma adulta. I granchi blu crescendo perdono il loro esoscheletro generandone uno nuovo, molle, di dimensioni maggiori. In questo periodo, i pescatori più esperti, le raccolgono essendo considerate vere prelibatezze. Dopo l’indurimento del carapace, il nuovo guscio si riempie di tessuto corporeo.

I granchi blu maschi tendono a crescere maggiormente ed hanno spine laterali più accentuate rispetto alle femmine. La crescita e la mutazione sono profondamente influenzate dalla temperatura e dalla disponibilità di cibo. Temperature più elevate e maggiori risorse alimentari riducono il periodo di tempo tra le mute. Le informazioni maggiori sulla crescita di questi granchi sia hanno dagli studi effettuati negli Stati Uniti. In quelle acque, il granchio blu può raggiungere la maturità entro un anno dalla schiusa nel Golfo del Messico, mentre i granchi della Baia di Chesapeake possono richiedere fino a 18 mesi per maturare a causa della temperatura più bassa dell’acqua. Come risultato dei diversi tassi di crescita, la pesca dei granchi commerciale e ricreativa si verifica tutto l’anno nelle acque calde del Golfo del Messico, mentre si riduce negli Stati settentrionali che hanno acque più fredde. E’ stato comprovato che i cambiamenti nella salinità e nella temperatura possono influire anche sul tempo di accoppiamento.

la distribuzione originaria dei granchi blu

Nelle acque settentrionali del Golfo del Messico, la deposizione delle uova avviene in primavera, estate e autunno, e le femmine generalmente depongono le uova due volte. Durante la deposizione delle uova, le femmine migrano in acque con maggiore salinità per poi tornare sotto costa dopo aver schiuso le loro larve.

Quale può essere l’impatto nelle nostre acque?
Il granchio blu si sta diffondendo in tutto il mondo a scapito delle specie locali. Il problema è che è molto aggressivo, è onnivoro e preda bivalvi, anellidi, avannotti ma anche piante. Inoltre, un incontro fortuito con le sue chele non è certo piacevole.

A parte l’Uomo, i suoi predatori naturali sono anguille, trote, alcuni squali, razze e naturalmente i polpi.

Importanza commerciale
La pesca commerciale del granchio blu è diffusa industrialmente in gran parte della costa atlantica degli Stati Uniti, e nel Golfo del Messico. Già nel 1600, il granchio blu era un importante alimento per i nativi americani e i coloni europei nella zona della baia di Chesapeake. I progressi nelle tecniche di refrigerazione tra la fine dell’800 e l’inizio del 1900 ne aumentarono la domanda. La sua diffusione nel Mediterraneo ha fatto si che oggi non sia raro trovarlo sui banchi dei pescatori locali. La sua presenza nel Mare Adriatico (con la prima segnalazione a Grado nell’Alto Adriatico risalente al 1948) è ben consolidata. Dalla laguna veneta, passando per le Marche, il granchio azzurro è arrivato nel Salento fino allo Ionio ed al Tirreno, purtroppo a scapito degli allevamenti di mitili e dei bivalvi. Nel 2016 è stato pescato casualmente un esemplare maschio anche nel Golfo di la Spezia. Uno studio del CNR et alii, pubblicato su  BioInvasions Records 6(2):147-151 Aprile 2017, ne ha segnalato la sua presenza, ma non solo, anche nel Mar Ligure.

L’aumento della temperatura dell’acqua e l’assenza di predatori naturali ne stanno facilitando l’incremento della sua diffusione. Non a caso molte zone di balneazione sembrerebbe ne abbiano già lamentato la loro invasiva presenza. 

In sintesi, il  granchio azzurro sta diventando un pericolo per il mantenimento della biodiversità locale. La sua presenza, segnalata in tutto l’Adriatico fino allo Ionio, si è ormai consolidata anche nel Tirreno, dove sta trovando un habitat favorevole diventando una minaccia alla biodiversità autoctona per predazione diretta, per competizione (con altri granchi) e per alterazione degli habitat che colonizza. E’ importante  segnalare la presenza ai Centri di ricerca oceanografici italiani per cercare di comprenderne meglio la sua diffusione.

Fate attenzione alle sue chele, il granchio, non a caso, è un organismo aggressivo e un incontro ravvicinato potrebbe non essere così piacevole.

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