If you save the Ocean You save the Planet

Eventi

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti- Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile. Crediamo che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo con la speranza che la classe politica comprenda l'emergenza in cui siamo, speriamo con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Salvatore Todaro, un ufficiale gentiluomo

livello elementare
.
ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: OCEANO ATLANTICO
parole chiave: Sommergibili, Regia Marina, Salvatore Todaro
.


Mi capita a volte di raccontare la vita di personaggi della Marina Militare ai quali sono state intitolate nuove navi o sommergibili. Non nascondo che ve ne sono alcuni che trovano nel mio cuore un angolo privilegiato. Tra di essi mi piace ricordare Salvatore Todaro, un ufficiale della Regia Marina italiana che si distinse non solo per il suo valore e coraggio di comandante ma per il suo stile di ufficiale gentiluomo.

Di origini agrigentine, Salvatore Todaro entrò alla Regia Accademia Navale di Livorno il 18 ottobre 1923 e venne promosso guardiamarina nel 1927. Dopo l’Accademia, venne destinato a Taranto per frequentare il corso di osservazione aerea, propedeutico per diversi incarichi imbarcati sia su unità subacquee che di superficie. Nel 1933, a Livorno, si sposò con Rina Anichini, dalla quale avrà poi due figli, Gian Luigi e Graziella Marina. Come ufficiale di marina, la cui vita ha visto numerosi trasferimenti, posso immaginare le loro prime difficoltà familiari, aggravate dai venti di guerra che incominciavano a soffiare nel Mediterraneo. Il 27 aprile 1933, a La Spezia, subì un incidente aereo su un Savoia Marchetti S 55, su cui era imbarcato in qualità di osservatore; durante il lancio di un siluro di esercitazione, l’acqua sollevata dall’impatto colpì l’idrovolante nei piani di coda e lo fece precipitare in mare. Todaro sopravvisse ma restò gravemente ferito con una frattura della colonna vertebrale che lo obbligherà a portare il busto per il resto della sua vita. 

foto di un Savoia Marchetti S 55, un bombardiere / aerosilurante bimotore prodotto dall’azienda italiana Savoia-Marchetti dagli anni venti che fu protagonista  di celebri trasvolate oceaniche. Questo veicolo di successo divenne uno dei simboli dell’aeronautica militare e del progresso tecnologico italiano nei primi anni del regime fascista. – da Wikipedia

Nel 1936 venne destinato alla 146ª Squadriglia Idrovolanti e l’anno successivo fu imbarcato su di un sommergibile operante al largo delle coste spagnole durante la guerra civile. Nel 1940, con il grado di capitano di corvetta, ricevette il comando del sommergibile Luciano Manara (Classe Bandiera) e successivamente quello del sommergibile atlantico Cappellini (Classe Marcello).

L’ammiraglio Doenitz in visita a BETASOM, acronimo di Bordeaux Sommergibile (ottenuto dall’unione della prima lettera della parola «Bordeaux» espressa con l’equivalente fonetico («beta») e la prima sillaba della parola «sommergibile»). BETASOM fu la base navale dei sottomarini della Regia Marina italiana a Bordeaux durante la seconda guerra mondiale, accogliendo una trentina di battelli della Regia Marina dall’autunno 1940 all’8 settembre 1943, data dell’entrata in vigore dell’armistizio di Cassibile.

E’ proprio al comando del sommergibile Cappellini che, allo scoppio della seconda guerra mondiale, Salvatore Todaro viene destinato alla base oceanica BETASOM, a Bordeaux (Francia). La missione dei sommergibili italiani era quella di combattere in Atlantico per bloccare i rifornimenti lungo le rotte marittime tra gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, affiancando gli U-boot tedeschi.

una rara foto del R. Sommergibile Cappellini, sullo sfondo la banchina sommergibili dell’arsenale di La Spezia

La vicenda del Kabalo
Nella notte del 15 ottobre 1940, nel corso di una missione di perlustrazione al largo dell’isola di Madera, Todaro avvistò il piroscafo belga Kabalo da 5.186 tonnellate. Sono le 23.15, il sommergibile italiano lo inseguì sino alle 4 del mattino quando, scrisse Giuseppe Grazzini: “una salva c’entra il Kabalo a poppa, si sviluppa un incendio. Todaro ancora avanza, accosta in fuori, mette a segno altri colpi in plancia e al galleggiamento, vede che la nave sbanda e si arresta: è la fine. A tratti, nella luce abbagliante dell’incendio si distingue la gente del Kabalo che corre nelle scialuppe cercando di metterle in mare, ma non ci riesce perché la cannonate del Cappellini hanno fracassato scafi e manovre. Soltanto una si stacca, stracarica, dalla nave che affonda: con il mare agitato che c’è non arriveranno lontano, quei disgraziati.

La regola di guerra vorrebbe che il sommergibile si allontanasse il più velocemente possibile per non essere intercettato dal nemico ma Todaro ordinò di recuperare quegli uomini in balia del mare.

Questo il racconto di Teresio Bosco (Di professione Uomini, 1976): ”Il sommergibile accosta alla scialuppa, una sagola sola verso cinquanta mani protese. C’è un ferito che prega ad alta voce, in spagnolo. Un altro piange. La scialuppa è legata saldamente alla poppa del sommergibile, che riprende a navigare lentamente. Todaro spera di incrociare una nave neutrale a cui affidare i naufraghi, o almeno che il mare si calmi un poco, e permetta a quei disgraziati di remare verso un’isola con qualche speranza.

il salvataggio dei membri dell’equipaggio del Kabalo

Dopo poche ore le condizioni del mare peggiorano ed un’onda spezza la cima della scialuppa lasciando al proprio destino ventisei uomini. Ma il Comandante Todaro decide di accoglierli a bordo nell’unico spazio disponibile: in torretta.

Scrive ancora Bosco: “Per due giorni e due notti il Cappellini viaggia in emersione. Nella gabbia i ventisei pregano davvero tra il fragore dei marosi e le staffilate di schiuma che li investono. Sull’Isola del Sale (il luogo dove Todaro vuole sbarcare quegli uomini) ci sono fortificazioni inglesi. Se avvisteranno il sommergibile italiano, i cannoni spareranno. Ma Todaro ha fatto trenta e farà anche trentuno. In piena notte mette in mare il battellino pneumatico. Cinque per volta, i naufraghi raggiungono la spiaggia”.

Nel libro “La battaglia dell’Atlantico”, edizioni Ferni, si racconta che dopo averli sbarcati il secondo ufficiale del Kabalo gli chiese: “Ma lei, visto che tratta così un nemico, che razza di uomo è? Vede, se quando ci ha attaccati di sorpresa non stessi dormendo nella mia cabina, le avrei sparato addosso con il cannone, scusi la mia franchezza“.
Salvatore Todaro salutandolo militarmente rispose: “Sono un uomo di mare come lei. Sono convinto che al mio posto lei avrebbe fatto come me“. Al momento dello sbarco, a nome di tutti, il tenente belga Gaudron ringraziò il comandante italiano e gli chiese di poter conoscere il suo nome. Todaro rispose di chiamarsi Salvatore Bruno e, per modestia, tacque il suo cognome.

L’episodio divenne però virale ed apparve in tutti i giornali del mondo che sottolinearono il comportamento generoso dei marinai italiani. Apprezzato da tutti ma non dal comandante in capo dei sommergibilisti tedeschi, l’ammiraglio Karl Dönitz, che criticò aspramente la magnanimità del Comandante definendolo un don chisciotte. Si disse che Todaro rispose al disprezzo dell’ammiraglio tedesco dicendo «Gli altri non hanno, come me, duemila anni di civiltà sulle spalle».

Il generoso comandante fu anche accusato di aver affondato una nave belga, nazione al momento ancora non belligerante. In realtà, fu dimostrato che il Kabalo era una mercantile appartenente al convoglio inglese OB.223 e trasportava pezzi di ricambio aeronautici: l’affondamento risultava quindi pienamente giustificato. Todaro non volle comunque che i suoi uomini divulgassero le vicende del salvataggio e l’episodio fu presto dimenticato o del tutto ignorato, forse per evitare l’imbarazzo con l’allora alleato tedesco.
Fu solo nel dopoguerra che La Gazette de Bruxelles pubblicò un minuzioso racconto del tenente Gaudron e degli altri superstiti del Kabalo rilasciato dopo aver saputo che il Comandante Todaro era morto in guerra. La vicenda ebbe larga risonanza (come spesso accade all’estero più che in Italia) ed una ignota signora portoghese sentì l’impulso di scrivere una breve lettera allo Stato Maggiore della Marina italiana che terminava con: “Fortunata la Nazione che ha figli come questo. C’è un eroismo barbaro, ma ce ne è un altro davanti al quale le anime si inginocchiano: il suo.

Ma torniamo alla sua biografia
Il 22 dicembre 1940 il comandante Todaro lasciò nuovamente la base di Bordeaux con il Regio sommergibile Cappellini per una nuova missione. Il 5 gennaio 1941, nel tratto di mare compreso tra le isole Canarie e la costa africana, il Cappellini affondò, sempre utilizzando il cannone, il piroscafo armato inglese Shakespeare da 5.029 tonnellate ma durante l’azione un marinaio del Cappellini morì a causa del violento fuoco avversario. Anche in questo caso Todaro raccolse i ventidue superstiti, alcuni gravemente feriti, e li pose in salvo sulle coste dell’isola di Capo Verde.

Proseguendo la sua missione il sommergibile giunse nelle acque di Freetown (Sierra Leone), dove riuscì ad affondare con due siluri ed il cannone una nave trasporto truppe britannica, l’Emmaus da 7.472 tonnellate. Nel corso della battaglia un aereo inglese riuscì a colpire con due bombe il Cappellini prima che si riuscisse ad immergere, causando gravi danni e diversi feriti. Ciò nonostante Todaro riuscì a portare il sommergibile fino al porto neutrale spagnolo di Puerto de La Luz, Gran Canaria, dove giunse il 20 gennaio 1941. Grazie all’aiuto delle autorità spagnole Salvatore Todaro riuscì a sbarcare i feriti ed a riparare il battello per poi rientrare alla base di Bordeaux. Per queste missioni ricevette la medaglia d’argento al valor militare.

Gli ultimi anni di guerra
La perdita di alcuni suoi uomini lo ferì profondamente e, nel novembre del 1941, chiese ed ottenne di essere trasferito alla Flottiglia MAS. Fu quindi assegnato alla 4ª Flottiglia MAS partecipando al blocco navale della città di Sebastopoli, sul Mar Nero, durante le operazioni sul fronte orientale.

Salvatore Todaro a destra con a fianco Valerio Borghese, a sinistra è l’ammiraglio Aimone di Savoia Aosta, al centro Ernesto Forza

Nei 1942 Todaro venne destinato alla base di La Galite in Tunisia e, al comando del motopeschereccio armato Cefalo, iniziò a pianificare ed effettuare una serie di attacchi al porto di Bona, importante base avversaria. Dopo essere rientrato da una missione notturna, il 13 dicembre 1942, il Cefalo venne attaccato da un aereo inglese Spitfire. Durante il mitragliamento il Comandante Todaro fu colpito da una scheggia alla tempia e morì sul colpo. Aveva solo 34 anni e la sua memoria venne onorata con la Medaglia d’Oro al Valor Militare. Salvatore Todaro amava dire: “Morirò quando il mio spirito sarà lontano da me”. Ed il suo spirito resta vivo nei cuori di coloro che credono che esistano ancora valori etici e morali.

Questa è una storia che non troverete sui libri scolastici, come quella di tanti Italiani che in una guerra drammatica ed ingiusta diedero la loro vita per il nostro Paese. Ricordatela con affetto quando vedrete il suo nome sulla fiancata del sommergibile che porta oggi il suo nome.

Salvatore Todaro, un Ufficiale gentiluomo, un esempio di virtù per le nuove generazioni.

sommergibili tipo U212

Al Comandante Salvatore Todaro è intitolato uno dei nuovi sommergibili tipo U212 della Marina Militare Italiana.  Si tratta di sottomarini convenzionali costieri tra i più moderni al mondo, dotati di propulsione diesel-elettrica affiancata ad un sistema di celle a combustibile indipendente dall’ossigeno. Questo sistema permette una navigazione subacquea continua, a moderata velocità, per un periodo stimato di due settimane. Inoltre l’elevata silenziosità rispetto al motore elettrico e la particolare forma dello scafo, rendono il sommergibile poco tracciabile dai sonar avversari. 

In precedenza una corvetta antisommergibile appartenente alla classe De Cristofaro portò lo stesso nome. La costruzione di queste corvette venne inserita nel programma navale 1959-60 e fu resa necessaria per affiancare nei compiti operativi la precedente classe “Albatros”, che iniziavano ad essere poste in disarmo o assegnate a compiti secondari. La loro costruzione venne avviata tra il 1962 ed il 1963 e la loro entrata in servizio avvenne tra la fine del 1965 ed il 1966. Le unità furono largamente utilizzate in missioni di vigilanza pesca nell’ambito delle Zone di Sfruttamento Economico Esclusivo (ZEE) del canale di Sicilia, a protezione dei nostri pescherecci dagli attacchi motovedette libiche e tunisine. La corvetta Todaro (F550) fu impiegata negli ultimi anni per l’addestramento di molti futuri comandanti, proprio in quelle acque siciliane che furono patria del Comandante Salvatore Todaro. 

.

Alcune delle foto presenti in questo blog sono prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o chiedere di rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

.

PAGINA PRINCIPALE - HOME PAGE

print

(Visited 1.387 times, 1 visits today)
Share

4 commenti

  1. Bruno Cammarota Bruno Cammarota
    28/12/2018    

    Buongiorno,
    il Comandante Salvatore Todaro che dalla biografia si comprende sia stato un eroico combattente, sorprende per la sua straordinaria umanità ma al contempo coraggio ma al contempo straordinaria umiltà e questo avveniva in epoca fascista. E’una autentica meraviglia che evidentemente non si spiega solo nelle grandi doti della Persona ma bensì nella scuola, cultura e tradizione della Istituzione ed in Questo caso della Regia Marina Italiana. Storicamente questo è riscontrabile anche nell’Arma dei Carabinieri che infatti induceva molta diffidenza nel comando nazista al punto che negli anni conclusivi della seconda guerra mondiale i tedeschi occupanti ne disarmarono e circoscrissero interi reparti, non si fidavano dell’Arma, anche quì il sacrificio di Salvo D’Acquisto rappresentava un fatto enorme oltre l’eroismo personale, una resistenza alla barbarie, inammissibile per chi governa con la barbarie, ecco.
    Allora la lezione dell’uomo ma della istituzione in cui ha operato, nella tradizione culturale di cui essa è espressione. La nostra tradizione culturale è nell’umanesimo e nel cristianesimo e direi nella pace e democrazia. Questo mi pare molto importante e questa è la lettura che mi piace darne per chi può condividerla. Trovo che questo sia il contenuto importante da attualizzare e proporre ai giovani. Direi che siamo un grande Paese Democratico e grazie anche ale Sue importanti istituzioni.

    • 28/12/2018    

      Concordo pienamente, sarebbe bello che certe figure fossero raccontate maggiormente nei media come esempi di un’italianità che non dovremmo perdere.

      • 06/04/2020    

        Per caso navigando su internet mi sono soffermato sulla storia del comandante Salvatore Todaro avvenuta il 16 ottobre 1940 nell’oceano Atlantico , con il sommergibile Cappellini. devo dire che l’ho riletto 3 volte emozionandomi ogni volta, lho trovato nel comandante Todaro una persona come raramente si può trovare, di una grandezza d’animo e una forza spituale enorme, tanta era la luminosità del suo essere. Nella Marina italiana ho travato ancora uomini come Salvatore, credo sia nel DNA degli uomini che fanno grande la marina italiana nel mondo. il più sentito ringraziamento. Luigi Dalla Rizza (appassionato di storie marinare)

        • 07/04/2020    

          Grazie, per le sue parole. Fu decisamente una persona eccezionale, sia umanamente che come Comandante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Translate:

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della stessa

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro e la pubblicazione e qualunque altro utilizzo del presente articolo e delle immagini contenute è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore che può essere contattato tramite

infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettimi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

19 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Search in posts
Search in pages
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Conoscere il mare
Didattica
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
marine militari
Materiali
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Relitti Subacquei
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Scienze del mare
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia Navale
subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uncategorized
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

Share