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NO PLASTIC AT SEA

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Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

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  Address: OCEAN4FUTURE

La Flotta italiana nella guerra di Libia – parte III

Reading Time: 5 minutes

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livello elementare

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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA: MAR MEDITERRANEO
parole chiave: Regno di Italia, Sublime Porta, Libia

 

Il Regno di Italia, pur essendo consapevole delle ricadute politiche a livello internazionale, con un breve comunicato, informò le cancellerie europee che avrebbe intrapreso azioni militari contro le coste dell’Impero Ottomano, eccettuato il fronte dello Ionio e dell’Adriatico, in ottemperanza agli articoli della Triplice Alleanza, ed evitando di coinvolgere gli altrui interessi.  Le prime azioni dimostrative si ebbero nella notte tra il 17 e il 18 aprile quando le navi della 2° divisione della 1° squadra tagliarono i cavi telegrafici tra le isole di Imbros e Lemnos ed il continente. Poco dopo, a Samos, la nave da battaglia Emanuele Filiberto, scortato dal cacciatorpediniere Ostro, affondarono la cannoniera turca Ircanich, bombardando una caserma.

Le altre due divisioni navali, comandate da Corsi e Thaon de Revel, si portarono nei pressi dell’imboccatura dei Dardanelli, presso l’isola di Imbros per sostenere l’azione delle siluranti e impegnare la flotta turca qualora fosse uscita dallo stretto.

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ammiraglio Leone Viale

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ammiraglio Luigi Amedeo di Savoia Duca degli Abruzzi

Nel frattempo, all’isola di Stampalia, gli ammiragli Leone Viale e Luigi Amedeo di Savoia Duca degli Abruzzi presero contatto  con l’ignoto informatore della Compagnia di Navigazione Khediviale, che avrebbe dovuto guidare la flottiglia italiana nel percorso minato dei Dardanelli.

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Regia nave Vettor Pisani, incrociatore corazzato, data 1899 in uscita dall base di La Spezia – Photo’s author: Conti Vecchi

L’ammiraglio Luigi Amedeo di Savoia Duca degli Abruzzi, imbarcato sull’incrociatore corazzato Vettor Pisani, aveva condotto con sé da Brindisi la 4° squadriglia cacciatorpediniere (Aquilone, Borea, Nembo, Turbine) e la 2° squadriglia torpediniere d’alto mare (Calipso, Climene, Pegaso, Perseo, Procione). Per rinforzare la forza navale, il giorno successivo, erano attese una squadriglia di cacciatorpediniere ed un’altra di torpediniere d’alto mare ma non arrivarono in tempo.

Di fatto  Luigi Amedeo di Savoia ed il suo capo di Stato Maggiore,  Enrico Millo, iniziarono l’operazione con metà delle forze previste. Fu deciso di disporre la flotta su due file parallele, ma la presenza di mare agitato causò una collisione tra il Turbine ed il Nembo. Fu quindi deciso di sospendere l’azione e rinviarla al giorno seguente. Il mare quel giorno doveva essere molto forte in quanto durante le manovre di disimpegno altre due navi, le torpediniere Perseo e Procione, si urtarono riportando dei danni.

A causa delle condizioni meteorologiche che aggravavano gli effetti delle forti correnti dello stretto venne annullato l’impiego delle siluranti.  Nella speranza di attirare la flotta turca in mare aperto la 2° divisione della 1° squadra, al comando dell’ammiraglio Presbitero, si  presentò dinanzi all’imboccatura dei Dardanelli, mantenendosi a circa 5 miglia dalla costa mentre le divisioni di Corsi e Revel si portarono a ridosso dell’isola di Imbro fuori della portata ottica.

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Il RN Varese fu un incrociatore corazzato della Regia Marina appartenente alla classe Garibaldi, così denominato in memoria del successo ottenuto dai Cacciatori delle Alpi nella battaglia di Varese, durante la seconda guerra d’indipendenza italiana. Fu costruito presso i Cantieri Orlando di Livorno.

Non essendoci reazione da parte turca, il giorno dopo gli incrociatori corazzati Vettor Pisani, Giuseppe Garibaldi, Varese e Francesco Ferruccio, l’incrociatore torpediniere Coatit, alle torpediniere Climene, Procione, Perseo e Pegaso, e i due cacciatorpediniere Turbine e Nembo iniziarono il bombardamento dei forti ottomani di Gum-Galesch e Seed el Bahr, sullo stretto dei Dardanelli.

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il castello di Sedd el Bahr

Lo scambio di artiglieria durò circa due ore e furono sparati 545 colpi dalle navi italiane, provocando il danneggiamento dei forti turchi, in particolare di Kum Kalé e Sedd el Bahr; poi, dopo le 13:00, fu ordinato il ripiegamento delle navi italiane.

La notizia sulla stampa estera che il cannoneggiamento italiano aveva causato 300 vittime tra gli artiglieri turchi destò grande emozione tra la popolazione e il nuovo governo turco, che si era appena insediato, si indignò. Al di là degli aspetti mediatici la Sublime Porta incominciò a realizzare la fragilità del vecchio impero ottomano e decise di chiudere al traffico marittimo entrambi gli Stretti, cosa che fece innervosire le altre potenze marittime: dalla Russia alle potenze europee.

In realtà, nessuno tollerò il provvedimento di chiusura degli Stretti che, se  mantenuto, avrebbe provocato ingenti danni commerciali a tutti. In particolare, la Russia intimò ufficialmente la riapertura degli Stretti in ottemperanza alla convenzione di Londra del 1871, cosa che avvenne quasi immediatamente, dimostrando la debolezza di Costantinopoli.

Fine parte III – continua

Andrea Mucedola

 

Riferimenti

Antonello Battaglia, Il Dodecaneso italiano. Una storia da rivisitare, Eurostudium , 2010

Mariano Gabriele, La Marina nella Guerra Italo-Turca, Roma, Ufficio Storico della Marina Militare, 1998

Causa, La guerra italo‐turca e la conquista della Tripolitania e della Cirenaica, dallo sbarco di Tripoli alla pace di Losanna, Salani, Firenze, 1912

Manfroni, Guerra italo ‐ turca (1911‐1912). Cronistoria delle operazioni navali, II (Dal decreto di sovranità sulla Libia alla conclusione della pace), Roma, Stabilimento Poligrafico Editoriale Romano, 1926

Colliva, Nebbie e spie nei Dardanelli. Aspetti sconosciuti e dimenticati della guerra di Libia e dell’impresa di E. M. (1911-1912), in Bollettino d’archivio dell’Ufficio storico della Marina Militare, XX (2006)

 

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Andrea Mucedola
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