Ocean for Future

Ultima Clock Widget

  • :
  • :

OCEAN4FUTURE

La conoscenza ti rende libero

su Amazon puoi trovare molti libri sulla storia del mare (ma non solo) e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

i 100 libri da non perdere

NO PLASTIC AT SEA

NO PLASTIC AT SEA

Petizione OCEAN4FUTURE

Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

Salve a tutti. Noi crediamo che l'educazione ambientale in tutte le scuole di ogni ordine e grado sia un processo irrinunciabile e che l'esempio valga più di mille parole. Siamo arrivati a oltre 4000 firme ma continuiamo a raccoglierle con la speranza che la classe politica al di là delle promesse comprenda realmente l'emergenza che viviamo, ed agisca,speriamo, con maggiore coscienza
seguite il LINK per firmare la petizione

Ultimi articoli

  Address: OCEAN4FUTURE

Nei paleo-oceani in compagnia di ittiosauri di 17 metri

Reading Time: 6 minutes

.

livello elementare

.

ARGOMENTO: GEOLOGIA
PERIODO: TRIASSICO – CRETACEO
AREA: PALEOCEANI
parole chiave: rettili marini, ittiosauri

 

Trovare un fossile tra le rocce è come riaprire una pagina di un tempo passato. Immaginiamoci la sorpresa dei ricercatori che hanno scoperto tra le montagne del Nevada i resti fossili di un gigante del mare, un ittiosauro della lunghezza di 55 piedi (circa 17 metri) vissuto nei grandi paleo-oceani prima dei dinosauri.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è schaedel_c_youngorum-1024x507.jpg

Secondo una recente scoperta gli ittiosauri, un gruppo di rettili marini che abitarono i mari della fine del Triassico fino al Cretaceo, raggiunsero queste dimensioni in un arco di soli 2,5 milioni di anni. In altre parole, le balene impiegarono circa il 90% della loro storia di 55 milioni di anni per raggiungere le dimensioni in cui si evolsero gli ittiosauri solamente nel primo 1% della loro storia di 150 milioni di anni.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Cymbospondylus-youngorum-1-21-1024x648.jpg

i resti fossili del Cymbospondylus youngorum oggetto dello studio 

I paleontologi scoprirono per la prima volta fossili di ittiosauro nel 1998, fra le rocce delle montagne del Nevada nordoccidentale. “Solo alcune vertebre sporgevano dalla roccia, ma era chiaro che l’animale era di grandi dimensioni“, ha detto Schmitz, uno degli autori dello studio citato Nonostante la straordinaria scoperta, fu possibile effettuare lo scavo definitivo solo nel 2015 quando i ricercatori riuscirono a scavare completamente i resti fossili che includevano un teschio, una spalla e un’appendice simile ad una pinna. I resti furono trasportati in aereo al Museo di Storia Naturale di Los Angeles County dove i fossili del grande animale marino furono assemblati.

Nello studio, Early giant reveals faster evolution of large body size in ichthyosaurs than in cetaceans, pubblicato su Science il 24 dicembre 2021, si apprende che questa nuova specie di ittiosauro, battezzata Cymbospondylus youngorum, visse circa 247 milioni di anni fa durante il periodo Triassico. Un rettile marino decisamente inquietante che richiama alla memoria i draghi marini delle leggende, con un cranio allungato di due metri, un corpo idrodinamico di 45 tonnellate, con arti modificati in pinne ed una lunga coda che poteva raggiungere una lunghezza di oltre 55 piedi (17 metri).

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è ichtiosauro-C.-Youngorum-1024x1024.jpg

Gli ittiosauri ebbero un evoluzione molto più rapida dei cetacei. La Fossil Hill Fauna del Medio Triassico del Nevada, USA, è fondamentale per riconoscere questo modello. Essa rappresenta l’evoluzione del primo gigante oceanico tra i tetrapodi, “solo” tre milioni di anni dopo la prima comparsa degli ittiosauri. Le balene impiegarono più tempo per raggiungere dimensioni corporee altrettanto grandi. Credito Stephanie Abramowicz da studio citato

Il Cymbospondylus youngorum visse nell’Oceano Pantalassico, un grande oceano primordiale di cui, in realtà, sappiamo ancora poco. I fossili delle acque costiere più basse intorno alla piattaforma continentale di Pangea indicano la presenza di grandi e diversificate barriere coralline con numerose specie di spugne e coralli.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è nautilus.png

nautilus

Le ammoniti, animali simili agli odierni nautilus, erano molto diffusi, così come i brachiopodi. In quel periodo i pesci dalle pinne lobate, che avevano dato origine agli anfibi del Carbonifero, furono sostituiti dai pesci ossei. Squali e razze erano presenti in abbondanza e, probabilmente erano parte della dieta del Cymbospondylus youngorum che, viste le dimensioni, aveva importanti esigenze nutritive.

I ricercatori pensano che tra le varie forme di vita, che nuotavano in quel mare, questo gigante del mare si distinse per per diversi motivi. Ad esempio, il Cymbospondylus youngorum visse solo 5 milioni di anni dopo “la Grande Morte”, un evento di estinzione di massa avvenuta 252 milioni di anni fa alla fine del periodo Permiano, che uccise circa il 90% delle specie mondiali. Come ricorderete da alcuni nostri articoli precedenti, il Permiano fu il periodo finale dell’era paleozoica, tra 299 milioni e 251 milioni di anni fa, a cui seguì il periodo carbonifero che precedette il Triassico.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è pangea.jpg

All’inizio del Permiano, i due grandi continenti del Paleozoico, Gondwana ed Euramerica, si erano scontrati per formare il supercontinente Pangea. Il Pangea aveva la forma di una lettera “C” la cui parte superiore era costituita dalle masse continentali che in seguito avrebbero formato l’Europa e l’Asia. La parte inferiore creò il Nord e il Sud America con l’Africa all’interno della curva mentre l’India, Australia e Antartide formavano la parte bassa della curva. All’interno di questo grande continente c’era l’Oceano Tetide mentre la maggior parte delle acque formavano l’immenso Oceano Panthalassico.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è life-recreation-of-C-youngorum-stalking-the-Nevadan-oceans-of-the-Late-Triassic-246-million-years-ago-Credit-Stephanie-Abramowicz-Natural-History-Museum-of-Los-Angeles-County-791x1024.jpg

da https://www.science.org/doi/10.1126/science.abf5787

Poiché il super continente Pangea era così immenso, le parti interne avevano durante il Permiano un clima molto più fresco e secco di quello che era esistito nel Carbonifero. La grande estinzione di massa che avvenne alla fine del Permiano fu causata da una serie di variazioni ambientali fisici (riscaldamento globale, piogge acide, acidificazione degli oceani e anossia oceanica), che portarono 252 milioni di anni fa alla perdita di oltre il 90% delle specie a livello globale.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è ammoniti-nelle-ere.jpg

Le specie che sopravvissero si diversificarono rapidamente in un periodo tra 1 a 3 milioni di anni, ma le estinzioni continuarono comunque durante il primo periodo del Triassico. In pratica ci vollero circa 8-9 milioni di anni dopo la crisi per tornare alla … normalità. Nacquero forme viventi nuove come i rettili marini ed i crostacei decapodi, nonché nuovi tetrapodi sulla terraferma, inclusi, alla fine, i dinosauri.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è ammoniti-1024x1024.jpg

fossile di ammonite

A causa del boom di diversificazione dei molluschi marini, noti come ammoniti, entro 1 milione a 3 milioni di anni dall’estinzione di massa, è probabile che facessero parte della dieta primaria degli ittiosauri insieme ai conodonti senza mascelle, pesci simili ad anguille, che riempirono il vuoto ecologico dopo l’estinzione. Gli scienziati ritengono che invece l’aumento delle dimensioni delle balene sia legato all’ingestione dei produttori primari altamente produttivi, come il plancton, che però erano assenti nelle reti trofiche dell’era dei dinosauri.

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Cymbospondylus_BW.jpg

una ricostruzione dell’ittiosauro

Nonostante i diversi percorsi evolutivi delle balene e degli ittiosauri verso il raggiungimento del gigantismo, essi hanno alcune somiglianze. Ad esempio, esiste una connessione tra le grandi dimensioni e la caccia predatoria, ad esempio quella dei capodogli che si immergono per cacciare i calamari giganti, nonché tra le grandi dimensioni e la perdita dei denti, proprio come per le balene giganti che utilizzano i fanoni.

Questo nuovo fossile documenta in modo impressionante l’evoluzione rapida del gigantismo negli ittiosauri“, ha detto Schmitz. Al contrario, le balene “hanno preso una strada diversa verso il gigantismo, molto più prolungato e meno veloce“.

Forse quei Ittiosauri ebbero la fortuna di vivere in un oceano senza concorrenti dove non c’erano problemi di nutrimento per cui si avvantaggiarono rispetto alle altre specie. E’ il caso di dire chi primo arriva meglio alloggia. 

 

 

Una sorpresa per te su Amazon Music unlimited   Scopri i vantaggi di Amazon Prime

 

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

PAGINA PRINCIPALE

print

(Visited 74 times, 1 visits today)
Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Legenda

Legenda

livello elementare articoli per tutti

livello medio articoli che richiedono conoscenze avanzate

livello difficile articoli specialistici

Traduzione

La traduzione dei testi è fornita da Google translator in 42 lingue diverse. Non si assumono responsabilità sulla qualità della traduzione

La riproduzione, anche parziale, a fini di lucro, e la pubblicazione per qualunque utilizzo degli articoli e delle immagini pubblicate è sempre soggetta ad autorizzazione da parte dell’autore degli stessi che può essere contattato tramite la seguente email: infoocean4future@gmail.com


If You Save the Ocean
You Save Your Future

OCEAN4FUTURE

Salve a tutti. Permettetemi di presentare in breve questo sito. OCEAN4FUTURE è un portale, non giornalistico, che pubblica articoli e post di professionisti e accademici che hanno aderito ad un progetto molto ambizioso: condividere la cultura del mare in tutte le sue forme per farne comprendere la sua importanza.

Affrontiamo ogni giorno tematiche diverse che vanno dalla storia alle scienze, dalla letteratura alle arti.
Gli articoli e post pubblicati rappresentano l’opinione dei nostri autori e autrici (non necessariamente quella della nostra redazione), sempre nel pieno rispetto della libertà di opinione di tutti.
La redazione, al momento della ricezione degli stessi, si riserva di NON pubblicare eventuale materiale ritenuto da un punto di vista qualitativo non adeguato e/o non in linea per gli scopi del portale. Grazie di continuare a seguirci e condividere i nostri articoli sulla rete.

Andrea Mucedola
Direttore OCEAN4FUTURE

Chi c'é online

17 visitatori online

Ricerca multipla

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Filter by Categories
Archeologia
Associazioni per la cultura del mare
Astronomia e Astrofisica
Biologia
Cartografia e nautica
Chi siamo
Climatologia
Conoscere il mare
Didattica
Didattica a distanza
disclaimer
Ecologia
Emergenze ambientali
Fotografia
Geologia
geopolitica
Gli uomini dei record
I protagonisti del mare
Il mondo della vela
L'immersione scientifica
La pesca
La pirateria
La subacquea ricreativa
Lavoro subacqueo - OTS
Le plastiche
Letteratura del mare
Malacologia
Marina mercantile
Marine militari
Materiali
Medicina
Medicina subacquea
Meteorologia e stato del mare
nautica e navigazione
Normative
Ocean for future
OCEANO
Oceanografia
per conoscerci
Personaggi
Pesca non compatibile
Programmi
Prove
Recensioni
Reportage
SAVE THE OCEAN BY OCEANDIVER campaign 4th edition
Sicurezza marittima
Storia della subacquea
Storia della Terra
Storia Navale
Storia navale del Medioevo (post 476 d.C. - 1492)
Storia Navale dell'età antica (3.000 a.C. - 476 d.C,)
Storia navale dell'età moderna (post 1492 - oggi)
Storia navale della prima guerra mondiale (1914-1918)
Storia navale della seconda guerra mondiale (1939 - 1945)
Storia navale Romana
Subacquea
Subacquei militari
Sviluppi della scienza
Sviluppo compatibile
Tecnica
Uomini di mare
Video

I più letti di oggi

 i nodi fondamentali

I nodi fanno parte della cultura dei marinai ... su Amazon puoi trovare molti libri sul mare e sulla sua cultura :) clicca sull'immagine ed entra in un nuovo mondo :)

Follow me on Twitter – Seguimi su Twitter

Tutela della privacy – Quello che dovete sapere

> Per contatti di collaborazione inviate la vostra richiesta a infoocean4future@gmail.com specificando la vostra area di interesse
Share
Translate »