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NO PLASTIC AT SEA

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Titolo : Impariamo a ridurre le plastiche in mare

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Anche quest’anno la Norvegia riprenderà la caccia alle balene

Reading Time: 4 minutes

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livello elementare

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ARGOMENTO: EMERGENZE AMBIENTALI
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: OCEANO ATLANTICO
parole chiave: Balenottere minori, IWC, caccia alle balene

 

A dispetto di una moratoria mondiale sulla caccia commerciale alle balene, la Norvegia ha nuovamente emesso una quota annuale di uccisioni di 1.278 balenottere minori per la stagione di caccia alle balene del 2021. La caccia e l’uccisione dei cetacei da parte dell’uomo è definita “caccia alle balene” ed è praticata sia su odontoceti che su misticeti da diversi Paesi.

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Ne abbiamo parlato anche in altri articoli, sottolineandone l’inutilità economica e biologica. Storicamente, sebbene la caccia alle balene fosse per ricavare olio dal grasso di balena e gli spermaceti (dalla cavità della testa dei capodogli usati per fare candele e cosmetici e come un ottimo lubrificante), i cetacei sono oggi principalmente cacciati e uccisi per il cibo, sia a fini commerciali (a scopo di lucro) con operazioni di caccia alle balene in grande scala sia da parte delle popolazioni indigene che effettuano la caccia per motivi di sussistenza nutrizionale e culturale.

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il massacro alle Faroe

In generale, la caccia alle balene può essere suddivisa in due tipi: la caccia alle grandi balene e quella ai piccoli cetacei nelle acque costiere, come la famigerata mattanza di delfini a Tajii in Giappone e long finned pilot whales nelle Isole Faroe. Dal 1946, la caccia alle grandi balene è stata, per la maggior parte, regolamentata dalla Commissione baleniera internazionale (IWC) ai sensi della Convenzione internazionale per la regolamentazione della caccia alle balene (ICRW). Quando la Commissione internazionale per la caccia alle balene impose una moratoria globale nel 1982, la Norvegia esportava la maggior parte dei prodotti balenieri.

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Caccia alle balene nel Mare del Nord

La Norvegia si oppose formalmente dichiarandosi non vincolato dalla moratoria. Prese anche una riserva al divieto del commercio internazionale di prodotti balenieri imposto dalla Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e fauna selvatiche minacciate di estinzione (CITES).  Quando la moratoria è entrata in vigore, nel 1986, la Norvegia inizialmente intraprese una caccia definita scientifica su piccola scala alle balenottere minori, ma nel 1993, annunciò che avrebbe ripreso la caccia commerciale. Da allora ha continuato a cacciare balene per scopi commerciali, uccidendo molte centinaia di balenottere minori ogni anno, quasi esclusivamente per il suo mercato interno.

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Odd Emil Ingebrigtsen, ministro norvegese della pesca e dei frutti di mare, ha annunciato la quota di caccia autorizzata, che rimane invariata rispetto a quella decisa lo scorso anno. Ingebrigtsen, che evidentemente è un sostenitore della caccia alle balene, ha affermato di sperare che continuerà la tendenza al rialzo della domanda di carne di questi cetacei. Sebbene la Norvegia abbia subito un calo continuo delle vendite interne di carne di balena negli ultimi anni. l’industria della caccia alle balene ha affermato che la domanda di carne di balena è in aumento, specialmente durante la pandemia COVID-19.

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Tuttavia un sondaggio commissionato dall’Animal Welfare Institute (AWI) ed altri ha rilevato che solo il 4% dei norvegesi intervistati ha ammesso di mangiare spesso carne di balena, mentre i due terzi non l’hanno mai mangiata o lo hanno fatto solo “molto tempo fa”. Nel 2020 la stagione della caccia alle balene in Norvegia incominciò il 1° aprile e terminò il 30 settembre. Le fonti rivelano che sono state uccise poco più di 500 balene, rispetto alle 429 del 2019. Si tratta del totale più alto dal 2016, quando furono uccise quasi 600 balene. L’anno scorso su sedici navi baleniere che avevano chiesto il permesso per cacciare le balene, solo tredici vi hanno partecipato.

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Tre navi baleniere sono state responsabili di quasi due terzi delle balene uccise nel 2020: la Kato (138 balene), la Reinebuen (102) e la Fiskebank1 (77). Come negli ultimi anni, la stragrande maggioranza di balenottere minori (Balaenoptera acutorostrata) è stata uccisa nel Mare di Barents (242) ed al largo delle coste di Troms e Finnmark (176). La scorsa primavera, la Direzione norvegese per la pesca ha reso meno rigide una serie di regolamenti sulla caccia alle balene per incoraggiare ulteriori navi a dedicarsi alla caccia alle balene. Nonostante le proteste di molte organizzazioni ambientaliste e contro la caccia alla balena, per contestare la proposta dell’agenzia, non si sono avuti risultati. Il Governo norvegese ha anche permesso ai balenieri di rinunciare ai test precedentemente previsti di qualificazione per il tiro con l’arpione.

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Consentire ai balenieri di saltare questi test necessari è inaccettabile e potrebbe avere gravi ripercussioni sul benessere degli animali“, ha affermato Kate O’Connell, consulente per gli animali marini dell’Animal Welfare Institute (AWI). “Ogni anno, dozzine di balene colpite da arpioni con punta di granata non muoiono all’istante; devono essere colpiti dai fucili per porre fine alle loro sofferenze“. 

Di fatto, dal 1993, i cacciatori di balene norvegesi hanno ucciso più di 14.000 balenottere minori … una crudeltà inutile..

Fonte
https://awionline.org/

 

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