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Recensione: L’affondamento del sommergibile italiano Scirè: analisi storica e subacquea

Reading Time: 8 minutes

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livello elementare
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ARGOMENTO: STORIA NAVALE
PERIODO: XX SECOLO
AREA:  MAR MEDITERRANEO
parole chiave: Regio sommergibile Scirè, Haifa
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Oggi parliamo di un interessantissimo studio di Fabio Ruberti sul tragico affondamento del Regio sommergibile italiano Scirè, che è stato effettuato con una profonda analisi multidisciplinare dell’evento e del relitto. Lo studio, che recensiamo, è di fatto la sua tesi di dottorato effettuata alla Facoltà di Lettere e Filosofia – Dipartimento di Civiltà Marittime dell’Università di Haifa.

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Subacquei sulla ruota di prora del relitto dello Scirè© IANTD S.r.l./A. Dabalà

Un documento prezioso per la quantità di materiale analizzata e per le verifiche effettuate sul sito. Una ricerca interdisciplinare che unisce e integra l’aspetto storico con quello archeologico.

La tesi si articola in cinque parti, delle quali quattro inerenti all’analisi storica e una agli aspetti archeologici e subacquei del relitto. La parte storica, oltre a una precisa contestualizzazione degli eventi, svela degli aspetti non conosciuti, o poco conosciuti; mentre quella subacquea e archeologica inquadra organicamente le necessità e il protocollo da usare nello studio di relitti contemporanei in acciaio di grande valore storico, nonché l’urgenza, nel caso dello Scirè, di una sua protezione istituzionale. Inoltre, il lavoro archeologico non è stato solo subacqueo, ma anche terrestre sui resti delle difese britanniche del porto e in particolare delle batterie costiere e del sistema di indicator loop. Per questa ragione, la tesi è stata considerata accademicamente dall’Università come relativa alla storia militare navale connessa ad uno studio di archeologia, sia subacquea che terrestre, rientrando nelle competenza del Dipartimento di Civiltà Marittime.

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Copertina della tesi

Lo Scirè
Racconto in breve questo drammatico evento storico. Il regio sommergibile Scirè fu affondato il 10 agosto 1942, in procinto di compiere una nuova missione che aveva come obbiettivo il porto di Haifa, una delle basi navali più importante della marina britannica. 

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Lo Scirè in uscita da La Spezia, notare i cassoni che contenevano i S.L.C. Archivio Ufficio Storico Marina Militare (AUSMM)

Lo Scirè faceva parte delle unità di supporto della Flottiglia denominata X MAS (Decima MAS), un comando in gran parte coperto dal segreto composto da uomini e mezzi con il compito di sabotare le unità nemiche all’interno delle loro basi. Un concetto nuovo, oggi diremmo asimmetrico, che risultò vincente, diventando in breve la spina del fianco della Royal Navy britannica nel Mediterraneo.

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Il Capitano di Corvetta Bruno Zelik ultimo comandante dello Scirè con il suo equipaggio – Archivio Ufficio Storico Marina Militare (AUSMM)

Utilizzando mezzi subacquei e tattiche innovative, gli uomini della X MAS, violarono le basi nemiche rendendole insicure almeno fino alla metà del 1943. I più grandi successi del Regio sommergibile Scirè furono l’attacco al porto di Gibiliterra e a quello di Alessandria a seguito del quale i siluri a lenta corsa da lui trasportati provocarono l’affondamento di numerose navi nemiche. In particolare ad Alessandria, il 17 dicembre 1941, furono affondate due delle principali corazzate britanniche nel porto di Alessandria, l’HMS Queen Elizabeth e l’HMS Valiant.

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Archivio Ufficio Storico Marina Militare (AUSMM)

Perchè Haifa?
Nella lotta navale del Mediterraneo, Haifa era un importante obiettivo altamente strategico a causa del terminal petrolifero e delle raffinerie necessarie per la produzione del carburante, e i Britannici, memori degli attacchi degli Italiani avevano intensificato le misure di protezione per proteggere queste strutture da eventuali attacchi dal mare. In questo scenario di guerra, la Gran Bretagna aveva di fatto raddoppiato i suoi sforzi per combattere le azioni dell’X MAS migliorando le sue difese portuali usando un dispositivo di rilevazione acustica, chiamato ASDIC (Anti-Submarine Detection Investigation Committee), un antesignano dei sonar moderni. In realtà questo sistema era stato inventato da un fisico francese, Langevin, durante la prima guerra mondiale ma furono i britannici i primi a svilupparne poi la tecnologia.

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Il nome ASDIC dal comitato scientifico  “Anti-Submarine Detection Investigation Committee”, che effettuò ricerche per la lotta antisommergibile per le marine britannica, francese e americana durante la prima guerra mondiale. Entrò in servizio con il nome ASDIC (Admiralty’s Anti-Submarine Division) nelle marine britanniche e del Commonwealth fino agli anni ’50 e fu il più importante dispositivo di rilevamento subacqueo dal periodo tra le due guerre. Il sonar poteva operare in forma attiva, emettendo impulsi sonori e misurando la distanza e la direzione di un bersaglio attraverso la ricezione delle loro riflessioni, e passiva, come un normale idrofono, determinando il rilevamento e la portata attraverso l’analisi comparativa del suono ricevuto.

Il sistema ASDIC era composto da un trasduttore, contenuto in una cupola posta sotto la nave, che emetteva onde acustiche che, se riflesse da un oggetto sommerso, venivano registrate dall’emittente ad una distanza massima di circa 3000 yarde. Questo sistema si dimostrò vincente nella lotta antisommergibili, fino all’ora effettuata solo con degli idrofoni passivi. Le navi in porto o in navigazione britanniche potevano quindi effettuare delle ricerche nel volume d’acqua e scoprire eventuali sommergibili. Dopo gli attacchi a Gibilterra e Alessandria, i Britannici avevano potenziato le loro difese posando campi minati navali, reti parasiluri, effettuando ispezioni sotto carena con i loro frogman, e le basi navali erano state protette da batterie di cannoni. 

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Schema delle difese del porto di Haifa durante la II Guerra Mondiale con indicato il sistema di protezione antisommergibile degli indicator loops e la posizione del relitto dello Scirè – © E. Galili, F. Ruberti, R. Walding

Tuttavia. dalla tesi, emerge che l’arma vincente fu la superiorità britannica nell’intelligence. Il sistema crittografico ULTRA Secret britannico era infatti in grado di intercettare e decriptare i messaggi criptati italiani e tedeschi rivelando i movimenti delle loro unità. Nello specifico, dalla tesi emerge l’effettivo ruolo dell’intelligence britannica e dell’impiego della macchina di decrittazione nell’impedire la missione SL1 contro Haifa e nella distruzione finale dello Scirè.

La tesi di Fabio Ruberti esamina con cura le principali questioni storiche ancora irrisolte rispetto alla missione finale e all’affondamento dello Scirè. Un documento vasto che tratta nei dettagli lo scopo, gli obiettivi ed i piani specifici dell’ultima missione dello Scirè, il modo in cui tali operazioni si inserivano nella strategia generale della Regia Marina nel teatro mediterraneo, gli errori commessi durante l’avvicinamento al porto, e la fase finale quando i Britannici scoprirono il sommergibile e lo attaccarono affondandolo. Con analoga dovizia, la tesi affronta gli aspetti tattico-strategici della controparte britannica e come, dopo i molteplici attacchi delle forze della Decima MAS, la Royal Navy reagì a questa minaccia. Interessantissima la descrizione del sistema di difesa portuale britannico durante la seconda guerra mondiale, e in particolare quello del porto di Haifa ricavata attraverso la consultazione di documenti d’archivio recentemente scoperti.

La ricerca subacquea
Alla fase di archivio è seguita quella di documentazione in mare durante la quale numerosi materiali del relitto di Scirè sono stati rilevati, studiati e documentati dai subacquei per ottenere informazioni preziose al fine di determinare quale fu la causa primaria del suo affondamento.

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Subacquei durante i rilevamenti sul relitto – © IANTD S.r.l./A. Dabalà

Questa tesi è il risultato della combinazione di lunghe ricerche d’archivio e si distingue sia per i metodi di analisi utilizzati sia per l’argomento, in quanto esistono rari studi sui relitti contemporanei in acciaio, soprattutto affondati nel Mar Mediterraneo. Sulla base di essi è stata condotta una scrupolosa indagine subacquea sul sito dell’affondamento per esaminare le condizioni del relitto e documentare i danni che ne comportarono la sua tragica fine. Ciò ha comportato una ricerca accurata dei danni strutturali, il prelievo di campioni dallo scafo e la registrazione sistematica / visiva delle aree danneggiate.

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Ricostruzione in 3D del relitto dello Scirè lato di dritta –  © IANTD S.r.l.

Non ultimo, la tesi ha incluso la produzione di un video dettagliato ed una documentazione fotografica, pianificata ed eseguita dal team subacqueo per creare una ricostruzione tridimensionale del sito. Il risultato, combinato di ricerca subacquea e studi di archivio, in un contesto di ricerca multidisciplinare, ha fornito un quadro più ampio e completo di questo affascinante storia del mare fornendo una straordinaria opportunità per verificare i dati esistenti, aggiungendo dettagli più accurati e illuminarne in modo significativo l’importanza storico-militare e navale dell’evento.

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La bandiera italiana sventola ancora sullo Scirè – © IANTD S.r.l./A. Dabalà

Infine, lo studio evidenzia l’importanza del relitto sia come monumento storico sia come sacrario del mare e la necessità di proteggerlo e gestirlo, incoraggiando accordi bilaterali tra Italia e Israele che rispondano a questa esigenza. 
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L’autore

Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è Fabio_Ruberti.jpgFabio Ruberti è nato a Pisa il 23 luglio 1955, inizia l’attività d’immersione con autorespiratore a quattordici anni e diventa istruttore subacqueo professionista nel 1983 e nel 1992 diventa istruttore e trainer IANTD di immersione tecnica. Ha indirizzato i suoi studi nell’esplorazione di relitti storici, laureandosi in Storia con una tesi sull’archeologia subacquea di relitti contemporanei, basata sulle spedizioni e lo studio del relitto della corazzata austroungarica Szent Istvàn; successivamente ha conseguito un dottorato di ricerca (PhD) riguardante la storia del sommergibile italiano Scirè e lo studio del suo relitto. Parla correntemente l’inglese e ha avuto lunghe frequentazioni di ambienti internazionali legati alla subacquea e all’esplorazione e studio di relitti. Ha ricevuto il tridente d’oro dell’Accademia delle Scienze e tecniche subacquee di cui è ora consigliere.

Autore di numerosi manuali di subacquea tecnica fra i quali si ricordano: Trimix Diver (2006), Technical Diver (2008), Normoxic Trimix Diver (2009), Advanced EANx Diver (2011), Wreck Diver (2014), Deep Air Diver (2015), Cavern Diver (2019), Gas Blender & Booster Operator (2020). Nel 2003 crea le IANTD Expeditions, settore culturale della IANTD dedicato allo studio e all’esplorazione di relitti di grande importanza storica, organizzando e conducendo numerose spedizioni. Ha esplorato e studiato molti fra i più famosi relitti storici: Szent Istvàn, Wilhelm Gustloff, Regina Margherita, Scirè e molti altri. Inoltre, ha diretto e prodotto diversi documentari sulle attività svolte, vincendo svariati premi in particolare con il film “La Corazzata dell’Impero”, come pubblicista e scrittore ha scritto numerosi articoli e libri riguardanti la storia di famose navi e dei loro relitti. Nel 2010, per i meriti acquisiti nel campo dell’esplorazione subacquea, Fabio Ruberti è stato eletto Fellow dell’Explorers Club di New York, il più vecchio e blasonato club di esploratori al mondo. Dal 2011 è membro dell’Accademia Internazionale di Scienze e Tecnologie Subacquee in qualità di titolare della IANTD. È stato relatore in varie conferenze italiane e internazionali su immersioni tecniche, esplorazioni di relitti, storia e archeologia subacquea. 

Maggiori informazioni possono essere trovate sui siti web: www.iantd.info; www.iantdexpeditions.com; www.academia.org e su Google

Alcune delle foto presenti in questo blog possono essere state prese dal web, pur rispettando la netiquette, citandone ove possibile gli autori e/o le fonti. Se qualcuno desiderasse specificarne l’autore o rimuoverle, può scrivere a infoocean4future@gmail.com e provvederemo immediatamente alla correzione dell’articolo

 

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4 commenti

  1. Marco Giachetti Marco Giachetti
    08/05/2021    

    Dovrei avere delle foto che ho fatto alla fortezza s.Barbara a Pistoia, con le mitragliere e la targa con i nomi, appena possibile ve le posto, buongiorno!

  2. Massimo Massei Massimo Massei
    08/05/2021    

    Insisterei sull’argomento sottomarini. Oggi sono nel profondo dei mari ovunque. Hanno le armi più formidabili capaci di distruggere il mondo il poco tempo. La loro guerra nascosta è un mondo affascinante e da raccontare. Aspettiamo nuovi libri. Grazie mille.

  3. Di Filippantonio Salvatore Di Filippantonio Salvatore
    10/03/2021    

    Egregio Sign. Ruberti vorrei contattarla per illustrarle un mio progetto per la realizzazione di un libro che racconti la cronostoria della missione fatta da Nave Anteo per il recupero dello sommergibile Scirè e il rimpatrio del suo equipaggio. Io ero lì in missione addetto plancia comando e ho potuto fare tante foto inedite del recupero e raccolto articoli di giornale.
    Potremmo collaborare? Ne sarei onorato.
    Grazie della sua attenzione cordialmente saluto.

    • 11/03/2021    

      Grazie signor Di Filippantonio, informeremo l’autore

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