Tante vite, un unico mondo – considerazioni da un articolo del WWF Italia

Redazione OCEAN4FUTURE

9 Ottobre 2016
tempo di lettura: 2 minuti

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livello elementare

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ARGOMENTO: EMERGENZE AMBIENTALI
PERIODO: XXI SECOLO
AREA: AMBIENTE
parole chiave: Sopravvivenza 

 

Prendendo spunto dall’articolo in riferimento vogliamo sottolineare come di fatto siamo tutti collegati nella biosfera del pianeta Terra. Chi crede di essere al di sopra non ha ancora compreso il delicato meccanismo che regola la vita sul nostro pianeta.

Il  global warming potential, ovvero il potere di riscaldamento globale di un qualsiasi prodotto alimentare influenza l’insieme in quanto si tratta della quantità totale di “CO2 equivalente” generata per poter produrre, trattare, confezionare e trasportare il prodotto stesso. Questo non vuol dire che dobbiamo smettere di mangiare per salvare il pianeta ma di ricercare una via percorribile, o come si ama dire, sostenibile.

Il WWF è una associazione internazionale che da anni promuove percorsi di coinvolgimento rivolti a cittadini, imprese e istituzioni per analizzare la propria “impronta” sulla natura, e trovare soluzioni concrete che rendano meno insostenibile questo peso. La necessità di salvaguardare la Biodiversità ovvero quell’insieme di geni, specie ed ecosistemi che si sono sviluppati in tre miliardi e mezzo di anni di evoluzione che costituiscono un patrimonio universale inestimabile. Per assurdo ancora non consociamo il numero esatto di specie viventi sul pianeta ma, dai dati raccolti, dal 1970 al 2008, abbiamo subito un declino di quasi il 30% della diversità delle forme di vita.

Per poter contabilizzare la situazione, il WWF ha messo a punto un indice per misurare il trend dello stato generale della biodiversità. Si chiama LPI (Living Planet Index, Indice del Pianeta vivente) i cui risultati vengono pubblicati ogni due anni nel Living Planet Report. Nell’ultima edizione (2012) l’Indice del Pianeta vivente fa registrare un declino di circa il 28% delle popolazioni di vertebrati, che comprendevano oltre 9.000 popolazioni di 2.688 specie di mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci.

2013 Elba parazoanthus

L’indice del Pianeta vivente è un indicatore composito che misura le variazioni di dimensione delle popolazioni di specie selvatiche, allo scopo di indicare i trend nello stato generale della biodiversità globale. Tra i casi più eclatanti di declino, citati dal Report WWF, nell’ambiente marino abbiamo il tonno rosso (Thunnus thynnus Linnaeus, 1758) e dell’albatro urlatore (Diomedea exulans), un uccello marino che ha subìto un rapido declino molto probabilmente a causa del cosiddetto by catch, cioè la cattura accidentale che avviene con i palangari, lenze munite di centinaia di ami.

C’è molto da fare e tutti dobbiamo collaborare, come il WWF, a salvare le forme di vita per le future generazioni

in anteprima foto di andrea mucedola

Riferimento 
http://www.wwf.it/il_pianeta/biodiversita/quanto_e_stato_perso/

 

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