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La nave del mare di Galilea

Reading Time: 4 minutes

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livello elementare
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ARGOMENTO: ARCHEOLOGIA
PERIODO: I SECOLO AVANTI CRISTO – I SECOLO DOPO CRISTO
AREA: MEDIO ORIENTE
parole chiave: nave della Galilea 
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Sebbene la Bibbia sia letta da milioni di persone in tutto il mondo, non tutti la studiano come testo spirituale o religioso. Essa contiene una grande quantità di informazioni sulla Terra Santa e sulle usanze della sua gente in quei tempi antichi. Tom Meyer, professore di studi biblici allo Shasta Bible College e alla Graduate School in California, Stati Uniti, ritiene che ci sia un numero crescente di prove archeologiche a sostegno della narrativa biblica ed una di queste prove archeologiche, la “barca di Gesù”,  fu ritrovata nel Mar di Galilea alla fine degli anni ’80.

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Un piccolo mare interno
Il Mare di Galilea, noto anche come Lago di Tiberiade, si trova nella parte nord-orientale di Israele tra le alture del Golan e la regione della Galilea. Geograficamente, è il lago di acqua dolce più depresso della Terra, il secondo dopo il Mar Morto. Nella Bibbia, si narra che fu luogo di molti momenti chiave nella vita di Gesù. Come tanti mari interni del pianeta, in particolare in zone con grandi escursioni termiche, anche a causa dei cambiamenti climatici, stanno avvenendo fenomeni di desertificazione che stanno portando alla luce strutture sommerse di grande interesse archeologico.  

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Oggi raccontiamo una storia, iniziata tra il 1985 ed il 1986, del ritrovamento di un’imbarcazione costruita circa 2000 anni fa e ritrovata per caso quando ampie parti del basso fondale del Mare di Galilea furono improvvisamente esposte ad occhio nudo a causa dell’abbassamento delle acque. I residenti di un vicino Kibbutz, Ginosar, posto sulla sponda nord-occidentale del Mare di Galilea, iniziarono ad esplorare il fondale del lago per ricercare eventuali artefatti come ancore e monete che, in Israele hanno ancor oggi un mercato piuttosto aperto. Il nome Ginosar è la pronuncia ebraica del nome dell’antica città di Genesaret, descritta da Giuseppe Flavio, il famoso storico della Terra Santa, come un luogo di terreno fertile (il nome Ginosar significa in ebraico “giardino ricco”).

Nel 1986, due fratelli scoprirono i resti di un’antica imbarcazione sulla sponda nord-occidentale del Mar di Galilea. Si racconta che, essendoci una previsione di pioggia, la comunità del Kibbutz si attivò immediatamente per recuperare il più possibile della barca dal fondo del lago. In breve tempo, nell’arco di undici giorni, l’antico relitto fu scavato e trasportato nel vicino Museo Yigal Allan del Kibbutz Ginnosar, dove può essere ancora visitato.

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Secondo il professor Meyer, la struttura del legno si era conservata perché ricoperta dal fango sottile del sedimento del fondale. Dopo la scoperta fu però necessario effettuare un intervento di rimozione dell’imbarcazione perché la sua esposizione ne avrebbe causato la sua rapida distruzione. In pratica “…  durante il giorno la barca fu riparata dalla luce del sole e non appena le parti furono esposte dalla (protezione) del fango furono coperte con spugne bagnate e spruzzate con acqua fino al completamento dello scavo.” In seguito il team rivestì l’intera barca in poliuretano per proteggerla durante il trasporto verso il vicino museo.

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Quale è la sua datazione?
L’imbarcazione è stata datata, con il carbonio 14, intorno al 40 a.C. (più o meno 80 anni), o dal 50 a.C. al 50 d.C. sulla base delle ceramiche (tra cui una pentola ed una lampada) e dei chiodi ritrovati all’interno della barca. Questo fa ipotizzare che l’imbarcazione possa quindi risalire al tempo di Gesù Cristo. In effetti, si adatta alle molte descrizioni di barche delle Sacre Scritture, come quella nel Vangelo di Luca.

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Lunga 27 piedi e larga 7,5 piedi, la barca era costruita con dieci diversi tipi di legno e doveva consentire la pesca vicino alla riva. La tecnica costruttiva della barca risultò conforme altre barche costruite in quella parte del Mediterraneo tra il 100 a.C. e il 200 d.C. L’imbarcazione era stata costruita principalmente con assi di cedro, unite insieme da giunti e chiodi a mortasa e tenone fissati, adatta a navigare su bassi fondali grazie ad un fondo piatto, che le consentiva di avvicinarsi molto alla riva durante le operazioni di pesca. Gli archeologi hanno scoperto che la barca era stata costruita con dodici diversi tipi di legno, il che suggerisce diverse ipotesi: una carenza di legno o una costruzione in economia, fatta con legni di scarto, oppure che la stessa aveva subito riparazioni estese e ripetute. Delle 113 assi del fasciame della barca, 105 (92%) erano di cedro e uno di pino, entrambe conifere locali. Curioso il fatto che su 60 assi di quercia, 45 (75%) erano costituite da rami non lavorati. L’utilizzo del legno di conifere per le assi e di legno di latifoglie, di solito il rovere, per le intelaiature interne, era una pratica comune ed è seguito anche oggi nella costruzione di barche. Un interessante studio sulle tipologie di legno utilizzate può essere letto su questo sito.

La barca di pescatori era dotata di un albero, e quindi poteva alzare una vela, e aveva posto per quattro rematori sfalsati. Le sue dimensioni avrebbero permesso di trasportare 13 persone … Ovviamente, non c’è modo di sapere se questa particolare barca ebbe realmente un ruolo negli eventi raccontati nella Bibbia ma le sue strutture marinaresche trovano conferma in quanto raccontato nei libri sacri.

 

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